Luca Casadei ha firmato con il suo recente romanzo Il caso Matias Ora (Bookabook, 2022), un thriller ben confezionato, saldamente strutturato sia nelle diverse e particolareggiate ambientazioni sia nel tratteggio dei singoli protagonisti e personaggi, quest’ultimi il vero polmone che dona, pagina dopo pagina, ossigeno sempre nuovo a una storia mai banale né scontata.
Una trama disseminata di risvolti inaspettati e rivelazioni, di messaggi universali sottesi che vanno ad abbracciare e a scandagliare ogni tipo di legame e relazione sociale, non solo di coppia e d’amicizia, ma anche quel legame complesso e contraddittorio che ciascuno di noi ha con se stesso.
Partendo dall’indagine che ruota attorno alla scomparsa di una giovane donna, l’autore trova il pretesto per offrire su un piatto d’argento quella complessa e subdola rete di dinamiche e meccanismi che si sviluppano attorno alla ricerca di una potenziale verità, costantemente compromessa da bugie, segreti, apparenze, silenzi e imprevisti.
Scopriamo in questa intervista con lo scrittore tutti i retroscena alla base di una storia avvincente che vuole suggerirci questo: "niente è mai come sembra!"
“Il caso Matias ora”: trama del romanzo
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Cesenatico, giugno 2019. Una donna, arrivata per trascorrere un week-end al mare con le amiche di sempre, scompare nel nulla.
Che fine ha fatto Sara Antonioli? È la domanda a cui deve rispondere il commissario Renato Punto, ma che tormenta anche Alessandro Dalmo, ex compagno della donna, interrogato d’urgenza dalla polizia. A lui, infatti, è rivolto il messaggio che Sara ha scritto su una pagina del libro acquistato poche ore prima di sparire: una richiesta d’aiuto, criptica e apparentemente incomprensibile, dal momento che i due non si vedono da anni.
Le indagini della polizia ricostruiscono a poco a poco una verità complessa e decisamente differente da quella che, pochi giorni più tardi, lascerebbe supporre il ritrovamento in mare del cadavere di una donna con indosso il costume di Sara. Alessandro, intanto, porta avanti una sua personalissima ricerca, che lo costringe a riaprire vecchie ferite e a fare i conti con un capitolo della propria vita che credeva chiuso per sempre.
Aveva conosciuto lì Matias? Il pensiero che potesse trattarsi di una relazione relativamente recente attenuò per un istante la sua agitazione, ma i dubbi tornarono subito all’assalto.
L’intervista a Luca Casadei
- Raccontaci la genesi di questo libro. Quale è stato il seme che ti ha spinto a scriverlo?
Tutto è cominciato con una scena che ho sognato una notte: un paio di ciabatte da donna in riva al mare. Sapevo di chi erano, ho riconosciuto subito il luogo, ma non ero a conoscenza del perché si trovassero lì e, soprattutto, di dove fosse la legittima proprietaria. Quando mi sono svegliato, quella scena è rimasta talmente vivida dentro di me da tornarmi in mente più volte nel corso della giornata e ripresentarsi nuovamente la notte seguente. Nel nuovo sogno ho visto alcune ragazze lungo la spiaggia intente a cercare un’amica entrata in acqua senza fare ritorno. Ѐ la scena che ha ispirato l’inizio della storia, la scomparsa di Sara Antonioli.
- Esistono riflessi, echi di natura autobiografica?
Chi mi conosce può trovare un po’ di me in ciascun personaggio: alcuni pregi, parecchi difetti… ma non è un romanzo autobiografico. Gli elementi maggiormente legati alla mia vita sono i luoghi in cui si svolgono i fatti del presente e del passato, dal momento che la storia abbraccia un arco temporale di quindici anni. Ho scelto consapevolmente di muovermi in città e ambienti che ho frequentato a lungo per lasciarmi ispirare dalle loro atmosfere: la scrittura è risultata più fluida, la trama totalmente credibile.
Come mai Sara si trovava a Cesenatico? Perché avrebbe dovuto scrivere un messaggio proprio a me se si sentiva in pericolo?
- Cosa ti affascina del mistero, dell’ignoto, della ricerca della verità? Che tipo di dialogo instauri con loro? Quali messaggi desideri veicolare indagando i chiaroscuri propri di questi temi?
Nei gialli classici la ricerca della verità è lo scopo dell’indagine: risolvere un mistero vuol dire arrivare alla verità. Personalmente sono affascinato maggiormente dalla ricerca delle verità, che sono tante quante il numero dei personaggi in scena. Non esiste una realtà uguale per tutti, ma diverse rappresentazioni che cambiano a seconda dei punti di osservazione, degli interessi in gioco, delle capacità di lettura. Capire queste sfumature e i loro effetti sulle azioni concrete è vitale, raccontare la trama delle infinite conseguenze possibili è ciò che amo di più.
- Quale valenza assumono per te i dettagli, i particolari in una storia di questa natura? Quanto possono essere funzionali per la “lettura”, l’interpretazione di quest’ultima?
I dettagli sono tutto; è sufficiente introdurne o modificarne anche solo uno per ribaltare completamente un’idea data per scontata dal lettore o una convinzione consolidatasi piano piano lungo decine di pagine. Devono però incastrarsi tra loro in un meccanismo perfetto come quello di un orologio svizzero, non sono concesse sbavature né scorciatoie. Se ciò vale per ciascuna trama, ancor di più per un thriller.
«Ѐ sorpreso, commissario? Si figuri come fui sorpreso io quando scoprii tutto quanto. Come le ho già detto, non è andata come crede.»
- Sappiamo che sei un sommelier. Ora ti chiedo questo: la scelta mirata del contesto “marittimo” - sappiamo che la storia ha come sfondo più che altro Cesenatico - quale sapore, gusto assume se dovessi abbinarlo a un vino specifico? Inoltre, a differenza di un’ambientazione prettamente cittadina, a cui siamo spesso abituati quando incontriamo storie legate alla scomparsa di una persona, quali suggestioni e chiavi di lettura può fornirti un contesto legato al mare, alla spiaggia?
Ci sono due vini che vengono nominati durante la storia, il Sangiovese e l’Albana. Il primo compare nell’incipit del romanzo, che inizia con un seminario di degustazione interrotto dall’arrivo della polizia. Il secondo, associato a un particolare momento del passato, viene bevuto dai protagonisti proprio in riva al mare, sulla spiaggia. L’Albana, con la sua luminosità, arriva in un giornata di sole e bellezza, ma il mare è anche profondità, capacità di nascondere, ingannare e sorprendere. Il chiaroscuro è un ingrediente essenziale di ogni mistero, quello che rimane in ombra spesso è molto più importante di ciò che brilla sotto la luce del sole.
- Interessante è il richiamo al tema della tecnologia, ovvero la riflessione che poni attraverso la descrizione di un potenziale software installato nel cellulare della protagonista scomparsa Sara Antonioli. Quale visione hai nei confronti della tecnologia quando viene utilizzata come strumento destinato al controllo sugli altri, come un mezzo per la scoperta di segreti?
Viviamo immersi nelle tecnologie, sono diventate parte integrante delle nostre giornate e ci consentono di fare cose fino a poco tempo fa inimmaginabili. Come utilizzarle e per quale scopo sono domande le cui risposte hanno effetti potenti sulle nostre vite e su quelle dei personaggi del mio romanzo. Il confine tra il bene e il male a volte può diventare molto sottile. Secondo un famoso proverbio, il fine non giustifica i mezzi. Eppure l’esperienza ci mostra che non è poi così difficile trovare qualcuno pronto a fare un’eccezione.
- Alla fine del libro citi: “Perché ogni domanda irrisolta, prima o poi, è destinata a trovare risposta”. Credi sia sempre vero? Rappresenta una condizione che trova sempre alla fine una sua “giustizia”, una sua verità? E dove pende l’ago della bilancia nel ritrovamento di una risposta; ovvero molto dipende dalla nostra volontà, da quella altrui o dal destino, dalla casualità?
Ogni domanda, finché rimane tale e non viene abbandonata o dimenticata, lotta ogni istante per trovare una risposta, è la sua natura. E, prima o poi, la ottiene, perché non possiamo vivere senza risposte alle domande che ci portiamo dentro: c’è in gioco il senso della nostra esistenza. Le risposte, però, possono essere diverse a seconda del percorso che compiamo per arrivarci. Sono convinto che una risposta convincente sia sempre in grado di generare una domanda ancora più interessante.
- Svelaci qualcosa di più in merito al tuo nuovo progetto letterario.
Il mio nuovo libro, Una seconda possibilità, uscirà a maggio e sarà ancora un thriller. Torneranno in scena i protagonisti de Il caso Matias Ora e non mancheranno alcune sorprese. La trama è indipendente, non è assolutamente necessario aver letto prima questo romanzo, ma chi lo avrà fatto scoprirà che esistono storie capaci di cambiare anche quando pensiamo di conoscerne la trama e il finale, rivelandoci in pochi minuti mondi ai quali non avevamo mai pensato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Luca Casadei, in libreria con “Il caso Matias ora”
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