Nel suo Il tramonto del passato (Rubbettino, Soveria Mannelli, 2025, pp. 109), ricco volumetto che ha per sottotitolo “la crisi della storia nella società contemporanea”, l’insigne storico Giovanni Belardelli analizza, a suo modo di vedere, la crisi appunto di questa materia di studio. È un saggio breve, ma non il cosiddetto “pamphlet”, in quanto ricco di spunti di meditazione e del tutto profondo e ben documentato, nonché pieno di note esplicative.
È senza dubbio una difesa della Storia. Sì, proprio quella Signora, alle volte maltrattata, che viene denominata Storia, cioè maestra della vita (esattamente “Historia est testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”, come scrive Marco Tullio Cicerone (106 a. C.-43 a. C.) nel suo de Oratore). E nelle società democratiche contemporanee non è soltanto la storia in quanto disciplina ad essere in crisi. Si tende purtroppo a dimenticare il passato, e ciò a vantaggio “di una nuova dimensione esperienziale e cognitiva incentrata sul presente come unica dimensione possibile”, citando la seconda di copertina.
Il prof. Belardelli, nei vari capitoli del saggio, analizza, alla grande, tutti i motivi che ci stanno portando ad allontanarci da questa materia che ritengo fondamentale e considero una forza del passato per costruire un futuro migliore. Basti pensare che gli attuali manuali di studio nelle nostre scuole propongono testi brevi con continui rinvii a fonti o immagini (video nelle edizioni online), rendendo così il libro simile alla schermata di un computer. I testi tendono ormai a leggere e comprendere la linearità degli argomenti storici ed evitano di confrontarsi, come dovrebbero, con un testo più complesso, naturalmente non breve e che richieda senza dubbio concentrazione. Di ciò ne sono testimone, in quanto seguo mio figlio nello studio della Storia al Liceo; e soprattutto ho anche notato la mancanza della sola citazione di certi fatti storici fondamentali per comprendere l’evolversi dell’umanità.
È scritto sempre nella seconda di copertina:
Conservare la percezione del passato, della profondità storica dalla quale proveniamo, è tanto più essenziale in un momento in cui avvenimenti inaspettati – dal ritorno della guerra nel nostro continente all’allontanamento tra le due sponde dell’Atlantico legato alla presidenza Trump – hanno risvegliato bruscamente l’Europa dall’illusione di poter continuare una vita tranquilla, sonnacchiosa e pacifica in cui si era da tempo accomodata.
E per chi scrive sarebbe anche un ritorno necessario alle glorie della vera e autentica Europa. dall’Atlantico agli Urali.
La venuta meno della Storia sta senza dubbio anche in quel certo declino dello Stato nazionale come forma molto forte politico-istituzionale. Giustamente il prof. Belardelli conclude che finché ci sarà
l’opposizione di molti pedagogisti (o pseudo tali, n.d.A.), il conformismo a cui si adeguano pigramente le élites culturali e – ammesso che ancora leggano qualche libro e si interessino di qualcosa che non sia la polemicuccia quotidiana – quelle politiche.
E non gli si può dare torto, perché la Storia è fondamentale per la vita di tutti giorni. Se non c’è questo studio, non c’è neanche l’analisi del passato. E anche, in questo momento particolare della storia italiana ma anche mondiale, ritengo che sia giusto rivalutare e quindi rivedere certi aspetti che hanno caratterizzato appunto l’arte della Musa Clio.
- Autore: Giovanni Belardelli
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Rubbettino
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788849885422
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il tramonto del passato
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