- Autore: Rossella Sorbara
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Il panorama della narrativa contemporanea italiana si arricchisce di una voce nuova, potente e piacevolmente ruvida: quella di Rossella Sorbara, che debutta con Il cielo è nero la terra blu, pubblicato ad aprile 2026 da Neo Edizioni. Il romanzo, arrivato secondo al Premio Nazionale di Narrativa della casa editrice abruzzese, si presenta come un racconto di formazione (o coming-of-age) atipico, lontano dai cliché zuccherosi della giovinezza e immerso in una realtà provinciale nebbiosa, soffocante e profondamente autentica. Al centro della vicenda troviamo Nicoletta, detta Nico, una ragazzina di tredici anni e mezzo la cui voce – viscerale, ironica, a tratti sgrammaticata e priva di filtri – diventa il motore immobile di un’opera che colpisce allo stomaco e commuove.
Nico vive in un piccolo e innominato paese alle porte di Torino, un luogo spettrale dove, per usare le sue parole, “l’unica cosa che succede è la nebbia” e gli abitanti sembrano quasi invisibili, come se si stessero nascondendo da un’epidemia. La sua vita familiare è segnata da una frattura dolorosa: la nascita della sorellina di quattro anni ha fatto sprofondare la madre in una depressione cupa e violenta. Incapace di accettare la crudeltà, le urla e gli schiaffi di quella che un tempo era una figura amorevole, Nico si convince di una verità fantastica ma protettiva: la donna che vive in casa non è sua madre, ma un’impostora che lei chiama sprezzantemente "quella lì". La vera madre, secondo i suoi calcoli adolescenziali, è stata rapita anni prima.
La svolta narrativa si ha quando in paese arriva il tendone di un circo. Tra le roulotte e le luci bianche, Nico scorge una donna con uno scialle rosso e un vestito blu a pois che somiglia incredibilmente al ricordo che ha di sua madre. Da quel momento, supportata dal suo fedele e silenzioso amico Cosimo (un emarginato come lei, bersaglio preferito dei bulli della scuola), Nico inizia una ricerca affannosa della verità, un’investigazione che è soprattutto un disperato tentativo di fuga da una realtà quotidiana intollerabile.
La forza del romanzo risiede anche nella caratterizzazione dei comprimari. Oltre a Cosimo, spicca la figura di Angelina, la sorella maggiore di lui. Angelina studia filosofia a Torino, fuma continuamente, ascolta Leonard Cohen e i Velvet Underground, e tratta Nico come un’adulta, parlandole di nichilismo e di dolori sentimentali. In questa triade di "esclusi", la Sorbara costruisce un rifugio emotivo contro le violenze domestiche e il bullismo scolastico. I dialoghi e le interazioni tra i ragazzi restituiscono una freschezza drammatica: si ride di gusto per l’arguzia delle risposte di Nico, ma si percepisce costantemente l’amarezza di un’esistenza costretta a difendersi.
Il titolo stesso dell’opera richiama la celebre frase pronunciata dal cosmonauta Yuri Gagarin una volta giunto nello spazio. Questo contrasto tra la grandezza astronomica, la libertà degli spazi infiniti e la claustrofobia della provincia piemontese è il fulcro metaforico del libro. La scrittura di Rossella Sorbara è pulsante e neorealista: adotta la prima persona dando a Nico una parlata infarcita di espressioni colloquiali, frasi sconnesse e persino riflessioni surreali (come l’elogio dei bagni della scuola, visti come “roccaforti di libertà” in cui potersi chiudere a piangere).
La nebbia diventa la metafora perfetta del futuro per un’adolescente: qualcosa che da lontano sembra tangibile, ma che a ogni passo si allontana, senza arrivare mai. Nonostante la durezza dei temi trattati - la salute mentale materna, l’abbandono emotivo, l’isolamento sociale -, il romanzo non scade mai nel patetismo. C’è un’ostinazione vitale, una tenacia dell’illusione che salva Nico dalla disperazione e che rende la lettura un’esperienza profondamente trascinante.
Il cielo è nero la terra blu è un esordio illuminato. Rossella Sorbara dimostra un talento straordinario nel maneggiare la materia complessa dell’adolescenza, regalandoci una storia di resistenza psicologica che esplora quanto possa essere immensa e spaventosa la vita. Un libro consigliato a chi cerca una narrativa italiana contemporanea autentica, capace di graffiare e, allo stesso tempo, di far guardare il mondo con la purezza e lo stupore di chi ha ancora il coraggio di inventarsi una favola pur di sopravvivere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il cielo è nero la terra blu
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