Una volta tanto, sarebbe bene dare una scorsa alla bibliografia in coda a un libro, cosa che lettori non fanno mai. In questo volume è impressionante, trentasei pagine, non le consuete due-tre e qualcosa. Un lavoro documentatissimo, quello di Angelo Airò Farulla, scrittore, poeta, anche compositore. Un saggio sullo spiritismo, ma esclusivamente al femminile, con ventiquattro profili biografici e sintesi dell’attività di donne che hanno mantenuto un contatto con l’aldilà: Contro la morte. Medium e spiritiste italiane tra Ottocento e Novecento. È un prodotto Yume Edizioni (novembre 2024, collana “Hystoria”, 464 pagine), casa editrice torinese attenta alla materia per vocazione della direttrice editoriale Katia Bernacci, ricercatrice e assidua saggista sugli aspetti storici della stregoneria, demonologia, esoterismo e antichi misteri. Con l’autore elbano condivide la competenza nel paranormale.
C’è pure quello, infatti, tra i molteplici interessi di Airò Farulla, che ha tradotto anche scritti di Harry Houdini e di Helena Blavatsky, teorica della teosofia internazionale moderna, per Yume, oltre a Esperienze extracorporee di Cora Richmond, tra le medium inglesi più note tra XIX e XX secolo. Da aggiungere, un testo di Arthur Conan Doyle sullo spiritismo. Nato a Portoferraio nel 1981, ha realizzato trasmissioni radiofoniche, composto musica da camera fondendo tecniche antiche e futuristiche, firmato colonne sonore per teatro, danza, video. Scrive inoltre di letteratura e arte (la biografia del pittore futurista Gonni).
Anticipa il contenuto del volume partendo da quello che nel libro non c’è. Non ci si aspetti la storia dello spiritismo italiano e nemmeno un esame approfondito delle origini e dello sviluppo nel nostro Paese. Si tratta in effetti di un inventario antologico su
alcune donne che orbitarono nella sfera d’attrazione della nuova fede, siano state esse stesse medium o anche soltanto semplici credenti.
Quello che nel saggio si fa avanti con prepotenza è peraltro il portato del carattere sovversivo e radicale dello spiritismo statunitense, transitato in Italia attraverso le “nostre” esponenti. Donne e non uomini - che pure ci sono stati, coevi, ma sui quali non si sofferma volutamente - perché a suo avviso lo spiritismo nel mondo è stato espressione del movimento d’emancipazione femminile. Beninteso, si riferisce alla protesta delle suffragette, nella Bella Epoque, non alle campagne femministe che dalla metà del secondo Novecento hanno portato all’attuale mainstream delle istanze di genere.
Sostanziale, innovativa e interessante questa prospettiva di un canale di comunicazione aperto con l’altrove come forma di “ribellione” contro l’autorità e ogni potere dominante: sociale e culturale, religioso e tradizionale, fisico, trascendentale. La vede come una “sovversione spesso inconsapevole” contro la rispettabilità della famiglia borghese ottocentesca, la classe industriale in espansione e il lavoro salariato. E questo, all’alba del progresso della scienza, delle prime modernità e dell’affermazione della democrazia occidentale. Ma era anche
un processo di autodeterminazione individuale, che prese avvio da un gesto fondativo di carattere estremo, prometeico: l’abolizione, non tanto del concetto, quanto della realtà della morte.
Lo spiritismo sosteneva la possibilità di comunicare con i defunti. La barriera invalicabile che separava i vivi dai morti veniva oltrepassata, rivelando una vicinanza mai sperimentata in precedenza. C’è una data e un luogo di nascita, la notte del 31 marzo 1848, in Hyderville, New York State, e come il natale cristiano consegna al mondo una rivelazione escatologica, capace di cambiare il corso del destino dell’umanità. Il 1848 è anche l’anno della primavera dei popoli in Europa, delle rivoluzioni nazionali contro gli stati assoluti e del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels.
Un trimestre dopo Hyderville, nel luglio del 1848 si tenne a Seneca Falls la prima Women’s Right Convention, in cui venne redatto il documento fondativo del movimento d’emancipazione femminile negli Stati Uniti. Una dichiarazione, sottoscritta sopra un tavolo appena usato per consultare gli spiriti, affermava l’uguaglianza tra i sessi, riconosceva la storia dell’umanità come un’arbitraria e violenta tirannia degli uomini sulle donne, chiedeva per loro l’immediato accesso ai diritti e ai privilegi di ogni cittadino americano di genere maschile.
Per inciso, furono due sorelle adolescenti a far nascere lo spiritismo, Margarete e Kate Fox, quindici e undici anni. Mentre Hyderville era isolata da intense nevicate, stabilirono un contatto con una misteriosa entità che da tempo infestava l’abitazione, rumoreggiando e disturbando. Kate schioccò le dita senza emettere suoni, sfidando l’evocato a fare lo stesso. Lo spirito rispose, battendo l’esatto numero di colpi mimati silenziosamente dalla ragazza.
Il libro raccoglie ritratti di ventiquattro italiane di diverse regioni ed estrazione, che ebbero come principale attività il conversare con i morti. Hanno operato in un periodo di quasi cento anni, dalle guerre d’indipendenza alla Seconda Guerra Mondiale. Alcune erano dotate di facoltà medianiche: in stato di trance mostravano capacità diverse,
cambiavano atteggiamento, voce e pensiero, producevano fenomeni contronatura, si facevano tramite di entità disincarnate, riuscendo a stabilire, con il loro corpo e la mente, un contatto con una sfera d’esistenza al di là del regno fisico e materiale.
Altre non avevano doti, ma credevano nella nuova rivelazione. La pratica spiritica era lo strumento per affermare la propria identità personale.
- Autore: Angelo Airò Farulla
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788854942394
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Contro la morte. Medium e spiritiste italiane tra Ottocento e Novecento
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