In un panorama letterario spesso saturato da narrazioni omologate, Comparse di Roberta Mancini, edito da Mille Battute Edizioni nel 2019, si staglia come un’opera di rara precisione chirurgica e perturbante sensibilità. Non lasciatevi ingannare dal titolo: non si tratta di una cronaca di figure marginali in senso sociologico, ma di un’esplorazione profonda dell’anima umana che, pur muovendosi nel cuore pulsante di una metropoli come Milano, si sente ridotta a una comparsa nel teatro della propria esistenza.
Al centro della narrazione troviamo Clotilde, un personaggio costruito con una complessità stratificata. Clotilde è una donna che vive di contrasti: da un lato la sua quotidianità urbana, fatta di riti moderni e spazi condivisi; dall’altro, un mondo interiore dominato da fantasie erotiche vivide e persistenti. Il suo desiderio non è un semplice sfogo istintivo, ma una forma di resistenza all’anonimato.
Roberta Mancini descrive con maestria il "rituale della ricerca": Clotilde attraversa i locali alla moda degli aperitivi milanesi, scende nei vagoni della metropolitana e cammina per le vie affollate cercando costantemente un contatto visivo. Questo sguardo cercato è, in realtà, una domanda d’esistenza: "Mi vedi? Esisto per te?". Tuttavia, la risposta della città è un muro di gomma. La gente è distratta, ripiegata sui propri smartphone, oppure troppo insicura per reggere il peso di un riconoscimento autentico. In questa dinamica, l’autrice cattura perfettamente il paradosso della comunicazione moderna: siamo tutti interconnessi, ma profondamente invisibili gli uni agli altri.
Il punto di rottura (e di congiunzione) nel percorso di Clotilde è il teatro. Grande appassionata di questa disciplina, la protagonista vede nella scena l’unico luogo in cui il "gioco delle parti" permette paradossalmente di essere sinceri. L’incontro fatale con il passionale sconosciuto, tanto sognato nelle sue fantasie erotiche, non avviene per caso, ma si materializza proprio attraverso la mediazione teatrale. Roberta Mancini utilizza il palcoscenico come una lente d’ingrandimento metafisica. Qui, gli attori oscillano tra "sentimento" (l’emozione pura) e "mestiere" (la tecnica, la maschera). In questo spazio liminale, dove il sogno si mescola alla materia, Clotilde e il suo sconosciuto si trovano e si perdono in una danza che è specchio della ricerca amletica del sé più autentico. L’autrice ci suggerisce che forse siamo tutti attori che interpretano un ruolo scritto da altri, e che solo nel momento del "contatto" erotico o artistico riusciamo a strappare il copione e rivelare chi siamo veramente.
La forza di Comparse risiede anche nello stile unico della sua autrice. Roberta Mancini, nata a Carmagnola e milanese d’adozione, porta nella sua prosa la precisione analitica della sua formazione da ingegnere delle telecomunicazioni, fondendola con una sensibilità letteraria legata al Novecento. La sua scrittura è asciutta, quasi tecnica nel descrivere i meccanismi del desiderio, ma capace di improvvise accensioni poetiche e incursioni nel surreale. Questa capacità di gestire la struttura narrativa permette al romanzo di non scivolare mai nel banale erotismo di genere. Al contrario, la carnalità è sempre funzionale a una domanda filosofica più alta. Milano, con le sue luci e le sue ombre, non è solo una scenografia, ma un personaggio silente che amplifica il senso di isolamento della protagonista.
Comparse è un libro che scuote. Ci obbliga a chiederci quante volte, camminando per strada, abbiamo abbassato lo sguardo per paura di essere riconosciuti, o quante volte abbiamo recitato un ruolo per compiacere un pubblico invisibile. Roberta Mancini ci consegna un’opera densa, erotica nell’accezione più nobile del termine — come tensione verso l’altro — e profondamente colta. È un invito a smettere di essere comparse della nostra vita per diventare, finalmente, i protagonisti di quel misterioso e affascinante dramma che è la ricerca della propria identità. Un volume che conferma la capacità di Mille Battute Edizioni di scovare voci originali, capaci di raccontare il reale partendo dalle pieghe più intime del vissuto.
- Autore: Roberta Mancini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2019
- ISBN: 9781697830880
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Comparse
Lascia il tuo commento