A Study in Drowning. La storia sommersa
- Autore: Ava Reid
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2024
Prendete un’ambientazione anni Cinquanta; aggiungete un’atmosfera dark academia; ambientate il tutto in una vecchia casa che sta lentamente degradando verso il mare; infine, condite il tutto con una studentessa di architettura dell’Università del Llyr del primo anno a cui, per un progetto accademico, viene chiesto di ristrutturare l’antica abitazione del suo scrittore preferito, Emrys Myrddin. Ora avrete - quasi - capito di cosa parla questo libro.
Con A study in drowning. La storia sommersa, pubblicato da Il Castoro Off (traduzione di Paolo Maria Bonora), Ava Reid ci fa immergere in un mondo dove le fate sono esseri malvagi, sfuggenti e incantatori; dove la narratrice ha delle strane visioni che la rendono inaffidabile, portando il lettore a dubitare di ogni parola; e dove il mare sta lentamente prendendo il sopravvento.
Effy Sayre, l’unica ragazza iscritta al corso di architettura, si trova a dover fronteggiare un progetto più grande di lei e delle sue capacità. Ci immergiamo nella sua mente, nei suoi dubbi e nelle sue incertezze, e rischiamo di perderci tra i meandri dei suoi pensieri e tra i suoi demoni:
Voleva disperatamente fare una cosa di valore, per una volta, realizzare qualcosa di bello, qualcosa che fosse suo. Voleva che fosse più di una semplice fuga, voleva essere più di una ragazzina che scappava da mostri immaginari.
Effy, infatti, combatte quotidianamente contro un ricordo traumatico che la porta ad avere incubi ricorrenti, aiutandosi con pillole rosa che le permettono, il più delle volte, di tenere a bada le sue allucinazioni, e di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.
Una volta arrivata a Villa Hiraeth, la casa dello scrittore, autore di Angharad, un testo “che racconta del tragico amore tra una giovane e il Re delle fate” - un libro che è quasi un filo rosso lungo che attraversa il corso della narrazione -, scopre di non essere sola: ad attenderla ci sono Ianto Myrddin, l’enigmatico figlio dell’autore, e Preston Héloury, uno scostante e supponente studente di letteratura che sta scrivendo una tesi sul defunto Myrddin.
Vagamente ispirato alla teoria anti-Stratfordiana che vedeva in Shakespeare un impostore, anche Preston cerca di fare luce sul passato di Myrddin, con il fine di portare a galla quella che lui definisce “verità oggettiva”. Ma può Effy, una ragazza che fa fatica a discernere ciò che è solo nella sua testa da ciò che è reale, essere sua alleata in un progetto così ambizioso?
Tra le pareti di quella villa, tra le stanze segrete, nell’acqua che minaccia di sommergerla, tra vecchie fotografie e annotazioni ambigue, aleggia un alone di mistero che Effy non riesce a sbrogliare:
C’era qualcosa che semplicemente non quadrava. Non sapeva spiegarlo. Non riguardava solo Myrddin, non più. Sentiva nelle ossa, nel pulsare del sangue, che c’era qualcosa di sbagliato che batteva in lei come un secondo cuore.
Ciò che colpisce tra queste pagine è la ricchezza di dettagli, che ci permettono di immergerci tra le pareti decadenti della vecchia casa, insieme alla prosa elegante e delicata di Reid, necessaria per trattare l’intricata rete di illusioni che circondano Effy. C’è qualcosa di intrinsecamente magnetico in A study in drowning: Ava Reid costruisce una storia che parla di potere e di narrazione, di chi ha il diritto di raccontare la verità e di quanto questa possa essere distorta, sepolta o riscritta.
A study in drowning. La storia sommersa [Edizione italiana]
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