Sono stato l’assistente del dottor Mengele di Miklòs Nyiszli

Traduzione italiana: Augusto Fonseca
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Un medico legale ebreo ungherese scrisse le sue memorie immediatamente dopo essere uscito miracolosamente vivo dal lager di Auschwitz, dove aveva per un anno fatto parte del Sonderkommando, le unità speciali di deportati condannati a servire ai forni crematori, prima di essere sterminati a loro volta perchè testimoni troppo scomodi.
Pur nel vasto repertorio della memorialistica sui campi, la vicenda di Nyiszli è unica, perchè egli racconta fin nei dettagli più raccapriccianti ciò a cui fu costretto da quello che può essere considerato, forse, il più bieco dei macellai nazisti, il famigerato dottor Mengele. Già Settimia Spizzichino, deportata italiana rastrellata a Roma il 16 ottobre 1943 e vittima degli esperimenti di Mengele, ne aveva descritto l’assurdo cinismo scientifico nella sua lunga testimonianza di sopravvissuta (riportata nel suo libro "Gli anni rubati"). Mai, però, si erano lette testimonianze così dettagliate, così vicine ai delitti assurdi, continui, maniacali, portati a termine da sedicenti medici, convinti di dimostrare con prove alla mano l’assoluta superiorità della razza ariana sulle altre, scientificamente catalogate come inferiori.
Come anatomo-patologo, il protagonista di questo libro si vide costretto ad eseguire autopsie, a sezionare cadaveri di gemelli, spesso bambini, ad assistere ad esperimenti, ad assecondare manie pseudo-scientifiche deliranti, che hanno reso il reparto cosiddetto medico del campo di Auschwitz il centro dell’inferno dell’intero Reich hitleriano. Grazie alla sua provata padronanza della professione, il medico ungherese si renderà indispensabile a Mengele, riuscendo fortunosamente a salvarsi. Ma la sua vita continuerà ad essere popolata dagli incubi, dal mare di sangue innocente versato, dalle esecuzioni orribili alle quali ha dovuto assistere, dall’orrore degli esperimenti a cui ha contribuito.
Una testimonianza lacerante, ma indispensabile in tempi di negazionismo, scritta con lucidità sconcertante e grande capacità di distacco, soprattutto nei momenti più atroci del racconto.

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