Quello che ti meriti di Anne Holt

di Elisabetta Bolondi - 16-09-2008 

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Una dolente, umanissima coppia di detective: l’investigatore Stubo e la criminologa Vik. Lui, che ha appena perso moglie e figlia in un incidente assurdo, sa che l’unico modo per venire a capo del caso dei bambini scomparsi è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta. Tempo da perdere proprio non ce n’è, almeno finché c’è una speranza. Il primo di una serie di thriller investigativi che ha attanagliato i lettori di mezzo mondo per il nitore dei personaggi, la sottigliezza psicologica degna delle ’grandi’ del giallo inglese, il gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana. In una atmosfera rarefatta dove, senza accorgersene, dalla prima all’ultima scena si trattiene il respiro. (Note di copertina)

Molti elementi autobiografici sembrano addensarsi in questo romanzo della scrittrice norvegese Anne Holt, esperta in diritto e in psicologia criminale, come la protagonista della storia, Johanne Vik che, insieme al poliziotto Stubo, indaga su due omicidi che in tempi diversi hanno avuto per oggetto bambini.

In effetti sembra che la scrittrice sia davvero turbata dal rapporto con l’infanzia: bambini torturati, uccisi, violentati, privati dei genitori, malati si susseguono nel procedere del romanzo che soprattutto nelle ultime pagine leva quasi il respiro. Il tema della condanna di un innocente per un delitto che non ha commesso fa da sottofondo al racconto e spiega il finale inatteso; tuttavia il fascino del libro sta nella descrizione di una società norvegese abbastanza inedita per i lettori italiani; un paese scarsamente abitato, dove tutti sembrano in qualche modo conoscersi è il palcoscenico entro cui si dipana il racconto.

Non c’è allegria, non c’è felicità, sembra volerci dire l’autrice, anche se Oslo e le città vicine sono descritte come luoghi in cui improvvisamente scoppiano nevrosi, psicopatologie, crisi di follia omicida. Un libro da leggere senza fermarsi, anche se Niccolò Ammaniti con il suo "Io non ho paura" ci aveva già raccontato una storia simile....

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