Quando parliamo con amici e colleghi sentiamo spesso dire: Vivi e lascia vivere, si tratta di un proverbio molto comune nell’intercalare quotidiano, nei discorsi che si fanno tutti i giorni, anche al bar o quando si incontra qualcuno con cui abbiamo quel tanto di confidenza che basta per scambiare due parole.
L’espressione “vivi e lascia vivere” ha un significato ambiguo che può nascondere diversi sottintesi e che può mutare anche in base all’emittente: può essere il motto dei qualunquisti, dei rassegnati o, più semplicemente, degli accomodanti.
Se ci chiedessimo invece chi ha detto vivi e lascia vivere per primo scopriremo un’origine tutt’altro che banale: pare, infatti, che la frase sia stata coniata da un grande filosofo, quando scriveva per lasciare ai posteri alcuni preziosi consigli utili a condurre una vita saggia, e che sia stata recentemente ripresa anche da Papa Francesco.
Scopriamo, allora, insieme qual è il significato di vivi e lascia vivere e chi l’ha detto.
Vivi e lascia vivere: il significato della frase
Il modo di dire vivi e lascia vivere può avere sfumature di significato anche molto differenti, analizziamo almeno i principali, immaginando il tipo umano che potrebbe pronunciare questa frase.
Potrebbe essere, innanzitutto, il motto dei menefreghisti, di coloro che per indifferenza o quieto vivere rinunciano a intervenire, degli ignavi che non prendono posizione, anche quando si trovano di fronte a un comportamento palesemente sbagliato o ad azioni che, per la loro gravità, dovrebbero essere esplicitamente condannate. Facciamo qualche esempio:
«Ho visto che la commessa apriva la cassa e poi si metteva 10 euro in tasca»
«Fregatene. Vivi e lascia vivere»
oppure:
«Il suo ragazzo è un violento: ogni volta che le parla praticamente la aggredisce»
«Non sono affari tuoi, non ti immischiare, vivi e lascia vivere»
Il nostro motto potrebbe esprimere anche un deciso senso di rassegnazione e di sconfitta, sorto dalle delusioni subìte, dal tradimento degli amici o dell’ambiente sociale o lavorativo che ci circonda. Queste circostanze rendono in genere le persone più egoiste e aumentano la loro solitudine e la loro ritrosia per i rapporti sociali:
«Se non chiamo io loro non si fanno sentire mai, ma d’ora in poi farò lo stesso: vivo e lascio vivere»
Il popolare proverbio di cui ci occupiamo potrebbe, poi, essere utilizzato anche in un’accezione più positiva: potrebbe essere usato per esortare a una maggiore liberalità, per dimostrare un atteggiamento non oppressivo, che consenta agli altri di scegliere liberamente senza condizionamenti o recriminazioni:
«Mia figlia vuole fare la scuola da estetista, devo assolutamente fargli cambiare idea. Per me è meglio che faccia il liceo come tutti»
«Ormai è grande, non puoi più scegliere per lei. Vivi e lascia vivere»
In questo caso il nostro modo di dire diventa anche un invito alla tolleranza, il motto di coloro che hanno imparato a mettere da parte il proprio ego e, anche nelle questioni di tutti i giorni dimostrano quella minima dose di empatia che gli permette di riconoscere il punto di vista altrui come diverso, e di rispettarlo.
Infine, vivi e lascia vivere potrebbe manifestare ponderatezza, quella speciale capacità di sdrammatizzare e di dare il giusto peso alle cose, che è propria di chi conosce bene la vita. Si tratta degli individui che sono riusciti a dominare le proprie ansie e a fronteggiare le loro paure e, a poco a poco, hanno imparato a praticare una sapiente leggerezza che gli permette di ridimensionare le preoccupazioni e di vivere hic et nunc, valorizzando ogni istante, senza dolersi troppo dello scorrere del tempo.
«Sono preoccupato per mia figlia: quando resterà senza di me, secondo te ce la farà?»
«Siamo tutti ospiti di passaggio su questa terra, vivi e lascia vivere, in qualche modo sopravviverà»
Chi ha detto vivi e lascia vivere?
La frase vivi e lascia vivere sarebbe stato formulata per la prima volta da Arthur Schopenhauer nei suoi Aforismi sulla saggezza del vivere, un’operetta di facile lettura, molto apprezzata anche dai profani, dove il filosofo dispensa consigli e suggerimenti di carattere pratico e morale, indaga le variegate sfumature dell’animo umano, le sue passioni, e, sulla scorta della tradizione classica, indica il modo migliore per raggiungere la saggezza.
Misantropo fino al midollo, protagonista di una vita difficile in gioventù e priva di apprezzamenti fino alla tarda età, Schopenhauer condusse un’esistenza isolata e a tratti ascetica, rifuggendo i rapporti umani e abbandonandosi facilmente a scatti d’ira che, in un episodio rimasto celebre, lo portarono addirittura a spingere una donna dalle scale. Di primo acchito, dunque, il filosofo di Danzica era una personalità quanto mai inadatta a confezionare precetti che accompagnassero i suoi simili nella ricerca della felicità eppure nel suo pensiero ci sono venature etiche che hanno una loro ragion d’essere.
Schopenhauer propone, infatti, alcuni vie per liberarsi dal dolore: tra di esse, oltre all’arte e all’ascesi, troviamo la morale, una morale ispirata dagli insegnamenti del cristianesimo delle origini e dalle massime dell’induismo e del buddismo, guidata dalla convinzione di non ledere nessuno e, anzi, per quanto possibile, di far del bene a chiunque. Una morale della compassione, verso gli uomini ma anche verso la natura e le sue creature, dove trova posto un’indulgenza che ci permette di evitare polemiche sterili e di accettare l’altro, qualunque altro, anche quello più intollerabile, per quel che è, dal momento che la sua natura, manifestazione della molteplice Volontà di vivere, non può esser modificata.
Vivere e lasciar vivere significa, allora, sforzarsi di convivere con il temperamento di chiunque e, contemporaneamente, assumere un atteggiamento rispettoso di tutta la realtà, animali compresi.
Papa Francesco e il suo “campa e lascia campare”
Più recentemente il proverbio vivi e lascia vivere ha avuto nuovo lustro grazie a Papa Francesco. Il 27 Agosto 2014 il settimanale argentino Viva, supplemento del celebre quotidiano bonaerense Clarin, pubblicava la personale ricetta di Jorge Mario Bergoglio per essere felici: il testo era contenuto in un’intervista rilasciata al giornalista Pablo Calvo, che all’inizio del mese precedente si era intrattenuto con il nuovo papa per ben settantasette minuti, per fare il punto sul nuovo Pontificato, a cinquecento giorni dal suo inizio.
Le dieci regole del pontefice per assicurarsi una vita serena si aprivano proprio con il nostro motto: Bergoglio, con la sua rinomata schiettezza, notava che a Roma vivi e lascia vivere si dice:
“Campa e lascia campare”
e spiegava che ognuno dovrebbe orientarsi tenendo presente questo principio che, nella personale interpretazione offerta da papa Francesco, doveva essere inteso come: "Vai avanti e lascia che gli altri facciano altrettanto". Un invito, quindi, a perseverare nelle proprie scelte e nei propri obiettivi, preoccupandosi, però, di non interferire nel cammino altrui.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Vivi e lascia vivere”: significato e chi l’ha detto
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