Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo - Luciano De Crescenzo

Chiunque conosca Luciano De Crescenzo e lo abbia apprezzato nella sua carriera di regista e di scrittore, troverà sicuramente piacevole leggere la sua autobiografia in cui l’ingegnere-filosofo racconta gli episodi più importanti della sua vita.
Tutti conoscono la sua passione per la filosofia che lo ha portato a scrivere numerosi libri sull’argomento, ma è interessante conoscerlo anche come un uomo di tutti i giorni e non solo come un “filosofo moderno”. De Crescenzo inizia il suo racconto presentandoci la sua famiglia: la mamma, il padre, gli zii. Lo vediamo poi, bambino di 10 anni, vivere la terribile esperienza della guerra. Insieme a lui abbandoniamo Napoli e ci trasferiamo a Cassino nella speranza di trovare zone più sicure. Ed eccolo, insieme alla sua numerosa ed unita famiglia, come principalmente quelle napoletane sanno essere, patire la fame e perdere tutti i beni. Ma lui non si abbatte, non si veste da vittima e riesce a strappare un sorriso al lettore anche nel raccontare situazioni che capiamo essere drammatiche. Ce ne parla proprio come se avesse 10 anni e avesse l’incoscienza che contraddistingue quell’età.
Gli anni passano e lo ritroviamo ragazzino alle prese con i suoi primi amori e anche con la sua prima volta, compresa la sua frequentazione “non abituale” delle case di tolleranza. Ci racconta delle tre donne di cui si è innamorato e ci parla anche del divorzio. Forse è in questo caso che vediamo un De Crescenzo addolorato, senza perdere mai quell’ironia che contraddistinguerà sempre i suoi film e i suoi libri. E poi c’è tutto un susseguirsi di eventi che si intrecciano tra di loro: il lavoro alla IBM come ingegnere (dove non farà mai la carriera desiderata), il trasferimento a Milano (dove comprenderà le differenze tra il Nord e il Sud) e il suo avvicinamento alla filosofia.
Ironico, De Crescenzo guarda al passato con occhio disincantato e strappa al lettore più di un sorriso, a volte delle risate. Quando si smette di leggere il libro, si rimane con la sensazione di aver ascoltato un nonno che racconta la propria vita ai nipoti, senza mai essere noioso e banale.

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