Vagabondaggio primaverile e altre prose - Antonio Delfini

di Claudia Ciardi - 14-06-2011 

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Sei miniature tracciate sull’insolito confine di una prosa-poesia, svincolata e bizantina, sei fantasticherie di un sognatore viandante che si aggira tra indefiniti paesaggi riflessi di una realtà sempre mutevole. Visioni liquide e sospese nel non-tempo della sera, una malinconica incertezza crepuscolare dove le fragili architetture dei ricordi sono continuamente disfatte per far largo ad altri inafferrabili percorsi.

È questo il volto del ventiduenne Antonio Delfini, a passeggio tra scritture germogliate come arabeschi sulle strade della sua Modena, sponda trasfigurata e sfuggente di un pellegrinaggio oltreradice.

«Sono andato dove non so, dove non sono forse arrivato, dove mi è piaciuto andare, perché la gente se ne avesse a male».

Immenso tema quello dell’artista in cammino. Da Rousseau a Brentano, dalla nostalgia contemplativa del viandante di Friedrich, solo, spalle voltate, sulla sommità di un picco tra deserto e nebbia, alla curiosità tenace di Taugenichts, dalle sommesse inquietudini di Robert Walser, riversate sulle strade di campagna della sua Svizzera, alle vorticanti odissee rivissute nella prosa joyciana. Nelle promenades di Delfini sfila un multiforme universo di modelli. Ma non si tratta di un’elaborazione a freddo. Qui, non c’è sfoggio di tecniche e saperi letterari. Il racconto di Delfini vive di fluida immediatezza. La sua Passeggiata, come anche Vagabondaggio primaverile, rivelano non pochi elementi di complicità, anche nei toni, con l’Odissea, vi è quasi conservata una cadenza antica, in queste righe, una cantatio lustrale attraverso cui si celebra un delicato andare dei sentimenti. Allo stesso modo, l’evocazione dell’infanzia va al di là del puro ritratto di una stagione nella vita dello scrittore; la memoria non si contiene entro nessun orizzonte geografico né limite di tempo. Questo recupero emotivo si esprime come un sobrio narratore di miti e visioni, l’archetipo di ogni immaginazione. C’è una vaghezza tattile che corre nelle atmosfere di Delfini, traendone schegge incandescenti di materia poetica. I frammenti del suo mondo bruciano simili ad annunciazioni oracolari, illuminando dimensioni impensate: «Mi ricordo i fantocci di fango che vedevo creare dai monelli di strada, e il mio desiderio di andare con loro. Non so che cosa avessero quei fantocci, ma mi attraevano come certe volte di notte, attendendo il sonno, si sente per l’atmosfera della stanza un vuoto morbido e sostanzioso nel quale ci si vorrebbe rinchiudere».

Visioni di passaggio, raccolte ai bordi di spoglie stazioncine abbandonate in mezzo ai campi, o a bordo di treni sbuffanti e trasognati che si fermano davanti a finestre altrettanto fantastiche. E dietro persiane e balconi si nascondono sempre presenze femminili diafane irraggiungibili, per le quali ci si strugge. Il senso dell’eros diffonde ovunque, tra le cose e le persone, è una corda tesa dietro ogni rumore e movimento di questo struggente microcosmo onirico. Così il cozzare dei lattoni trasportati da una venditrice che fa ritorno a casa con le scarpe infangate, incontrando i lumi delle finestre e il raggio lunare, crea un bozzetto di intenso lirismo georgico. A Delfini occorrono pochissime pennellate per dipingere scene tanto vivide e perfette. Un simile modo di scrivere, ben lo spiega nella sua postfazione Luigi Martellini, curatore del volumetto di Via del Vento, tende a esplorare una surrealtà in cui certi nessi invisibili e magici rinsaldano le maglie della realtà, facendo finalmente uscire allo scoperto, provocante musa di enigmi, la fantasia. Si spiega, dunque, come avviene il prodigio delle mille e più navigazioni che prendono forma in queste brevi prose, schiudendo al lettore le infinite possibilità del viaggio e le inesauribili metamorfosi fatalmente incontrate da ogni narrazione.

- Titolo: Vagabondaggio primaverile e altre prose
- Autore: Antonio Delfini
- Curatore: Luigi Martellini
- Casa editrice: Via del Vento edizioni
- Direttore responsabile: Fabrizio Zollo
- Anno: 2007

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