Tempi difficili di Charles Dickens

Il romanzo "Tempi difficili" ("Hard Times") descrive Coketown (i.e. Preston), una cittadina industriale del Nord nell’area di Manchester, negli anni ’40. Qui i tempi sono "difficili" non solo a causa della povertà, delle condizioni di lavoro e della lotta di classe, ma a causa della sterilità, aridità e spreco di vite umane, derivati, secondo l’autore, dall’ignoramento o repressione del lato immaginativo ed emozionale dell’uomo.
Il romanzo, di critica sociale, mostra gli effetti di:
la rivoluzione industriale, dopo cui gli uomini sono ridotti a "braccia", pura forza lavoro;
i principi utilitaristici, secondo cui "il buon samaritano era un pessimo economista";
un ambiente familiare non adatto alla crescita dei giovani, con madri deboli e padri insensibili;
un errato sistema educazionale, con una scuola in cui originalità e creatività non sono più stimolate.
Coketown vive solo di benessere materiale, profitto, produttività e materie statistiche. Numerosi i personaggi presentati: Mr Gradgrind, un sociologo e influente membro del Parlamento, con la sua famiglia; Louisa Gradgrind, la primogenita, intrappolata in un matrimonio senza amore con Bounderby, e corteggiata dall’ozioso James Harthouse, giunto in città con lo scopo di entrare in Parlamento con l’aiuto del padre della ragazza; Bounderby, amico stretto e poi genero di Grandgrind, un volgare proprietario terriero e banchiere, classico uomo che"si è fatto da sè", ricco, ma che vanta umili origini; Stephen Blackpool e Rachael, due tessitori, vittime dello sfruttamento industriale, privi di diritti e senza futuro. Contrapposta alla bruttezza e squallore di Coketown, è allora presentata la realtà del Circo, descritto come il mondo del divertimento, solidarietà, mutuo soccorso e affetto sincero, dove vivono coloro che possiedono una ricchezza non materiale, ma interiore. Dickens, convinto che non ci debba essere spaccatura tra cuore e mente e che nessuno debba essere ridotto a semplice burattino o figurante, vuole sottolineare come nessun uomo d’affari o sindacalista può arricchire con teorie la vita dell’uomo di quella fantasia ed immaginazione di cui ha bisogno.

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