Sogno di una notte di mezz’estate - William Shakespeare

Jupiter and Saturn. Oberon, Miranda and Titania… Ops, scusate, stavo canticchiando la bellissima Astronomy Dominé, una delle prime canzoni dei maestri, i Pink Floyd, datata addirittura 1967… Ma non divaghiamo, se iniziassi a scrivere dei Pink Floyd mi servirebbe un’enciclopedia, altro che una recensione! E poi dobbiamo parlare di libri, precisamente di “Sogno di una notte di mezz’estate” di William Shakespeare. Necessitano presentazioni? O l’opera, o l’autore, direi che li avete già sentiti nominare, almeno una volta nella vita, per non parlare delle trasposizioni cinematografiche…
La storia è questa: Lisandro e Demetrio sono innamorati di Ermia. Ermia ama Lisandro, ma la sua amica Elena brama l’amore di Demetrio. Purtroppo Egeo, padre di Ermia, le impone di sposare Demetrio. I quattro innamorati fuggono nel bosco, ma finiscono per smarrire la strada. Intanto, proprio nel bosco, i signori degli elfi, Oberon e Titania, stanno approntando i preparativi per le nozze. Oberon vorrebbe usare il servo indiano di Titania come paggetto, ma lei glielo nega. Per ripicca le spreme sugli occhi il succo di Cupido, che la farà innamorare della prima persona che vedrà. Per attuare il piano si servirà di Puck, conosciuto anche come Robin Goodfellow. Ma andrà tutto come previsto? Una divertentissima trama che s’intreccerà mille e ancor più volte creando situazioni impreviste…
Una delle opere più belle di Shakespeare, godibile e avvincente sin dalle prime battute. Il mio più grande rammarico è di non essere nato nel secolo illuminato dalle sue enormi opere d’arte, viverle sul momento sarebbe stata di sicuro un’esperienza da raccontare ai nipotini, davanti al più classico dei caminetti… A questo punto, che dire? Se non l’avete letto, rimediate immediatamente. Librerie e biblioteche sono sicuramente colme di questo capolavoro. L’avete già letto? Beh, se vi siete fermati su questa recensione, significa che vi ha lasciato qualcosa, quindi una rilettura non potrà farvi male, no?

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