La memoria del peccato - Michael Cordy

di Elisabetta Bolondi - 07-02-2012 

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La Editrice Nord sta scovando nella grande quantità di romanzi di autori di lingua inglese (anche se Michael Cordy è nato e vissuto in Africa, per poi spostarsi a Londra, dove vive e scrive) che hanno come tema centrale la vita oltre il sensibile, l’extracorporeo, il sogno di reincarnarsi, la percezione di eventi non razionali... La sinestesia, una figura retorica molto usata in poesia (due percezioni sensoriali che hanno a che fare con sensi diversi, odorato e udito, vista e tatto, ad esempio) diventa qui la parola chiave di tutto il lungo e molto fantasioso romanzo.

Siamo nell’Oregon, a Portland, sulla costa del nord Pacifico. Il giovane psichiatra Nathan Fox (volpe??? Non a caso!), poco più che trentenne, è reduce da un’esperienza spaventosa: ad appena undici anni, in una stazione di servizio, mentre i genitori facevano rifornimento di benzina, due individui armati e tatuati avevano fatto fuoco uccidendo padre, madre e sorellina. La sua miracolosa incolumità aveva suscitato nel ragazzino tremendi sensi di colpa, mai sopiti, che lo avevano spinto, con l’aiuto degli zii, agli studi di psichiatria. Ora, nel suo lavoro in una clinica per malattie mentali, viene a contatto con una misteriosa giovane donna che, dopo aver salvato da morte certa un gruppo di ragazze prigioniere di un racket di prostitute dell’est, non riesce a ricordare da dove venga, né quale sia il suo nome, ma sa solo di avere delle doti eccezionali e molto insolite: riconosce le persone attraverso i colori ed è preda di incubi spaventosi che le fanno rivivere, come se fosse presente, delitti spaventosi ed efferati.

Indescrivibile la trama del libro che si avvita intorno al racconto di una comunità isolata, dove si allevano cavalli purosangue e dove un “veggente”, proveniente da un’antica famiglia irlandese, ha irretito centinaia di individui, uomini, donne e bambini, manipolati fino a farne suoi acritici seguaci di una setta religiosa violenta e visionaria, di cui lo stesso Veggente è il capo riconosciuto e adorato. Al centro del villaggio quasi arcaico, una torre bianca e minacciosa è il luogo segreto dal quale tutti i sudditi di questo strano regno vengono osservati, seguiti, sacrificati. Nel fantasioso evolversi degli avvenimento si mescolano elementi scientifico-razionali, di cui è portatore il coraggioso Nathan, e leggende, sulle quali appoggia le sue credenze il coprotagonista, Regan Delaney, santone dalla potenza sessuale al servizio di una “Grande opera” in cui si incontrano la Bibbia, il Libro dei Numeri, un misterioso albero genealogico, la convinzione di discendere dagli angeli, la possibilità di reincarnarsi, e altri miti di cui l’uomo si è nutrito, messi insieme in un pastiche che in alcuni momenti della narrazione appare talmente improbabile da sfiorare il ridicolo.

Dopo pagine e pagine di delitti, riti satanici, incesti e tanto altro, l’amore, il bene e la razionalità trionfano. Per gli amanti del genere, è un libro consigliato... ma forse solo a loro!!!

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