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Micol A. Beltramini



"Il vincitore è solo" di Paulo Coelho



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Igor Malev ha una sola cosa in mente: la sua ex moglie Ewa. Anche se è un uomo ricco, affascinante e di innato carisma, lei lo ha lasciato per uno stilista di grande successo, una ferita, questa, da cui non è mai riuscito a riprendersi. Così decide di riconquistarla. Nella cornice del Festival di Cannes, circondato dal lusso e dagli eccessi della nuova aristocrazia, i vincitori definitivi della gara edonistica della vita moderna, inizia una battaglia lunga ventiquattro ore. Perché Igor è un uomo di rara forza e fredda intelligenza, e quella che vuole non sarà una riconciliazione ordinaria, pacifica. Perché ha fatto a se stesso la promessa di distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e la sua amata.

Coelho torna ai grandi temi di "Undici minuti" e lo "Zahir" con un romanzo avvincente e ricco di tensione, specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore. (Note di copertina)

Recensione di Redazione, 10 settembre 2009
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  • 24 novembre 2009 19:53, di Isa

    Ho finito il libro da poco e per una a cui piace Coelho questo è stato una delusione! La narrazione è prolissa, noiosa e per certi versi ripetitiva. La trama andrebbe bene per un telefilm tipo Criminal Minds. L’ossessione di un amore perduto secondo me è trattato abbastanza superficialmente... credo sia un genere che all’autore non si addica molto... non ho capito che tentativo volesse fare... insomma una delusione!

  • 30 novembre 2009 18:59

    Molto bello

  • 9 dicembre 2009 17:21, di pablo813

    L’autore si è cimentato in un genere che non gli si addice proprio: anche il contesto di Cannes viene descritto in maniera superficiale, banale, come per "sentito dire". La storia d’amore non trasmette emozioni e poi le vicende che si intrecciano nel romanzo spesso creano confusione nel lettore. Dall’autore di un libro stupendo come l’Alchimista (ma anche tanti altri) mi aspettavo molto di più. Speriamo nel prossimo libro.

  • 28 dicembre 2009 14:07, di roby

    lo considero un pò spazzatura culturale

  • 3 gennaio 19:09, di gio

    mi sa che sta diventando un pò troppo commerciale... li ho letti tutti alcuni fantastici... ma questo troppo noioso... va be anche i grandi sbagliano...

  • 15 gennaio 13:30, di maria

    a me è sembrato un bel libro,anche se un po’ prolisso. abbiamo capito anche da altri libri di questo scrittore che l’amore è tutto. però...

  • 19 gennaio 10:30

    Ho fatto fatica ad arrivare alla fine. E’ noioso, superficiale, sembra che anche l’autore non abbia ben chiaro di cosa voglia scrivere....peccato, errori del genere da un grande narratore dovrebbero essere evitati....l’ho sconsigliato a tutti.

  • 20 gennaio 19:38, di maria

    Ho letto questo libro di Cohelo che sicuramente non mi è risultato tra i suoi più graditi. Risulta confuso il suo messaggio: scrivere di come si intreccino più vite, descrivere meccanismi e leggi di professioni, ambienti e esperienze di vita, lanciare un appello sul senso e l’esito della ricerca di successo e potere. Troppo in un’unico contenitore che diventa così impegnativo da seguire senza perciò coinvolgere appieno nella magia del suo pensiero anche filosofico come io l’ho conosciuto ed apprezzato finora .

  • 21 gennaio 11:44, di Gloria

    L’inizio è poco coinvolgente, poi se ci si impegna si riesce a terminarlo. Non è certo il miglior libro dell’autore. Da segnalere i numerosi errori di traduzione, bella calligrafia è errarto, o bella grafia o calligrafia, se ci riferisce al prurale si dice " a loro" non "gli", una frase viene ripetuta due volte. Ma è mai possibile che un libro prima di essere stampato non venga letto e riletto?

  • 23 gennaio 18:29, di franckom

    Ragazzi! certo, dopo: L’Alchimista, Veronica decide di morire, e altri lavori eccellenti, devo ammettere che a me questo libro è comunque piaciuto molto. Consiglio di non fare confronti con le altre opere, questa è un’altra cosa. Lo dice lui stesso.

    Chi legge Coelho, di solito, ha vedute spirituali, profonde ed è ricercatore di felicità e Verità. Il mondo che descrive in questa opera invece e quello fatto da persone diverse, con altri valori e sentimenti. Può non piacerci ma rappresenta uno spaccato di quel tipo di realtà che alla maggior parte delle persone risulta inaccessibile e nella quale vorrebbe invece essere parte.

    Abbiate fiducia in Paulo!

    Da segnalare una traduzione bislacca, poco musicale e con molti molti errori,(invertire anima con spirito non è facile!)