Ho saltato prima dell’alba - Paola Romagnoli

di Pierandrea Formusa - 01-12-2010 

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Una coppia si alza di buon’ora per prepararsi ad una gita d’arte. Destinazione Fondazione Cini a Venezia, alla mostra "Modigliani e i suoi", che presenta alcune opere di Modigliani e, in una sorta di anteprima, anche i disegni a matita e i dipinti di Jeanne Hebuterne, compagna del famoso pittore. Un’altra coppia poi raggiunge l’isola di San Giorgio e da qui anch’essi raggiungono la mostra. Analizzano con calma quadri, disegni e testi: immagini di un mondo lontano quasi un secolo. La voce narrante di questo articolato prologo e’, sorprendentemente, la stessa Jeanne, che si era tolta la vita il giorno dopo la morte dell’amato Modigliani. Il presente narrativo e’ fine anno 2000, mentre allora, l’anno delle sciagurate morti, era gennaio 1920. Jeanne, in questo inizio di immaginaria autobiografia, ricorda il giorno del loro primo incontro, nella primavera del ’17, ad una festa di carnevale ed i loro successivi primi contatti, prima freddi poi passionali. Jeanne decide presto di andare a vivere nell’appartamento-studio di Modigliani, decisione pesantemente osteggiata dai genitori. Ma la vita insieme al geniale pittore rapidamente si rivela complicata: Jeanne sovente si consuma nell’attesa del compagno, che spesso rincasa solo alle prime luci dell’alba, dopo averla lasciata sola nel letto ghiacciato della solitudine. Jeanne ricorda con tenerezza e sgomento la prima maternita’, col rimorso di chi si sente piu’ amante che madre, caricandosi di un senso di colpa che schiaccia con esasperante crudele lentezza. Ci sono poi delle delicate pagine, ancorche’ dure, in cui viene descritta la vita Bohemien della Parigi dei pittori, delle modelle e del furore artistico e sensuale che consuma il tempo veloce della capitale. Insieme all’autrice, Paola Romagnoli, ci immergiamo nell’attivita’ di ritrattistica, partecipiamo al desiderio insieme carnale e artistico delle ragazze possedute e restituite eterne dalla tela, ci arrendiamo al vortice dell’energia creativa che tutto travolge e coinvolge, in un’atmosfera dove il colore degli oli scaturisce con dura naturalezza dagli studi umidi e traspiranti degli aspiranti pittori, seme rabbioso di una generazione insieme sognante e disperata.

Prosa lirica, appassionata, ipnotizzante. E’ difficile staccare gli occhi dalla pagina, annegati in quest’atmosfera anni Venti, ma soggiogati da temi eterni ed universali: amore, maternita’, arte, desiderio. Strazianti sono i racconti dei ritorni a casa di Modigliani nelle notti parigine, schiavo dell’alcool, cosi’ come maestro dell’arte. Jeanne, nelle vicinanze dell’alba, si spinge umiliata fino alle entrate dei locali consueti dove il compagno usa recarsi a trascorrere infinite serate, a recuperarne il corpo degradato, ubriaco, carne senz’anima. L’imminente tragedia e’ vicina, palpabile.

"Ho saltato prima dell’alba" è un’opera divisa in diciotto brevi capitoli, un prologo e un epilogo, dallo stile avvolgente e sensuale, caratterizzato da periodi concisi e impietosi. Nell’epilogo ritroviamo la coppia che avevamo conosciuto nel prologo, la loro vita insieme prosegue nel letto in comune che li accoglie sereno al termine della visita alla mostra di Modigliani e Jeanne Hebuterne: le loro mani si intrecciano di nuovo. Amedeo e Jeanne riposano le loro anime consumate.

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