Write from life - Meg Files

di Serena Gobbo - 02-08-2011 

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La domanda che troviamo all’inizio di molti manuali di scrittura creativa compare anche nelle prime pagine di quest’opera di Meg Files: perchè scriviamo? E’ una domanda che ogni aspirante scrittore prima o poi si pone e ognuno risponde in base al proprio vissuto personale. Quello che però accomuna tutte le risposte è che la scrittura mette ordine nel caos: che si scriva per capire se stessi o avvenimenti della propria vita, per inventare una storia di fantascienza o scovare l’omicida di un giallo, la scrittura ha bisogno di ricreare sulla carta una catena di cause ed effetti che spesso nella vita reale non riusciamo a scovare. E’ una ricerca di senso o, come la chiama Meg Files, di Verità. Una ricerca del genere è pericolosa, perchè ci coinvolge nel profondo a più livelli: non solo nel momento della scrittura, raccontando di persone e fatti che ci hanno coinvolto; ma anche nel momento successivo, quando il racconto o il libro sono pronti e vengono fatti leggere ad occhi che non sono i nostri. Le verità a volte sono scomode, ridicole o incoerenti, eppure sono loro a formare la nostra indivualità, e noi spesso non ce ne rendiamo conto. La scrittura diventa così un salto negli abissi: bisogna abbandonare i lidi sicuri delle belle prose per avventurarsi nelle acque melmose della natura umana.

Proseguendo nella lettura di questo libro si ha quasi l’impressione che si tratti di un manuale di psicologia: questo è un difetto? No. Perchè la scrittura, in quanto arte, non può essere scissa dalla personalità dell’autore, ma, proprio perchè arte, non può essere premeditata, e se si ottengono dei benefici anche a livello personale, questi sono degli effetti secondari della creazione stessa.

Non mancano i consigli più pratici, che ci aiutano a superare gli intoppi classici dello scrittore alle prime armi: i dialoghi che suonano falsi, la voce stonata del narratore, le descrizioni monotone, la paura e la pigrizia di modificare la prima bozza, i dettagli che non attirano l’attenzione del lettore, i blocchi da pagina bianca. Su tutti, prevale l’invito a scrivere: di getto, a mano, senza preoccuparsi della forma, buttando sulla carta il nostro subconscio. Ci penseranno le revisioni successive a mettere ordine nel caos. L’importante è tirare fuori i nostri abissi.

"Writing’s purpose is not to provide escape from life; it is to explore life. Why should we waste our time and talent and white paper on lies?"

(trad. "L’obiettivo della scrittura non è trovare una scappatoia alla vita; è esplorare la vita. Perchè dovremmo sprecare tempo, talento e carta per delle bugie?")

- Serena Gobbo ha intervistato l’autrice di questo libro: intervista a Meg Files

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