Tutti giù per terra di Giuseppe Culicchia

di Raffaella Santulli, scrittrice - 14-11-2008 

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Vincitore del Premio Montblanc 1993 e del Premio Grinzane Cavour 1995 Autore Esordiente, Tutti giù per terra è stato il romanzo d’esordio di Giuseppe Culicchia, oggi uno dei più noti scrittori italiani.

La storia, da cui nel 1997 è stato tratto l’omonimo film di Davide Ferrario con Valerio Mastrandrea, è quella di Walter, giovane di modesta estrazione sociale, disoccupato, studente di filosofia, poco avvezzo al sesso e ai rapporti con le ragazze che, in una Torino difficile e multirazziale, comincia come obiettore di coscienza il servizio civile presso un centro di accoglienza nomadi ed extracomunitari. E’ il periodo della Pantera, dell’occupazione delle Università, dell’autogestione, delle scritte e degli striscioni in cui per un momento si è inneggiato ad un nuovo ’68, ad una nuova rivoluzione di costumi che poi, nei fatti, non c’è stata.

Walter è un ragazzo come tanti che diventa, nelle mani capaci del suo autore, un personaggio unico, originale, compiuto che ti coinvolge con la sua immediatezza, col suo disagio, con i suoi momenti di sofferenza. Walter è uno di noi e nostra potrebbe essere la sua storia vissuta in un’Italia che non ci fa molto onore ma che, guardata attraverso il suoi occhi talvolta sprezzanti e la sua tagliente ironia a tratti assolutamente geniale, ci fa sentire parte di un tutto e quindi sorridere, come compagni comuni di una stessa sventura.

Una storia acida per certi aspetti, ma nello stesso tempo romantica, divertente e intrisa di vitalità. Forse uno dei pochi, veri romanzi generazionali degli ultimi quindici anni, scritto con un linguaggio semplice, immediato, sfacciato, quasi scontroso.

Una metropoli che fa da perfetto sfondo. Un’idea di “sicurezza economica” che Culicchia racchiude nel limite delle mura dei negozi del centro dai quali i commessi guardano fuori, attraverso le vetrine, come animali in gabbia e pagine di cronaca che si aprono di continuo su immigrati, barboni, emarginati e sulle ordinarie catastrofi dell’era postmoderna. Uno scrittore di talento. Un libro da non perdere.

L’autrice di questa recensione è una scrittrice emergente: clicca sul suo nome per conoscerla meglio!

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