Piazza della Loggia. Non è di maggio - Francesco Barilli - Matteo Fenoglio

Recensione di Giovanni Basile - 29-05-2012 

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Piazza della Loggia. Non è di maggio - Francesco Barilli - Matteo Fenoglio

BeccoGiallo propone un altro dei suoi interessanti e impegnati fumetti: Piazza della Loggia. Gli autori grafici, Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, affrontano una delle date drammatiche della storia del Paese: il 28 maggio 1974, giorno in cui esplose una bomba in Piazza della Loggia a Brescia, durante un comizio antifascista. La tragica contabilità contò otto morti e più di cento feriti.

Una serie di attentati in quel funesto 1974 aveva già colpito la provincia bresciana. La manifestazione indetta il 28 maggio rappresentava la risposta  dei sindacati e delle forze politiche antifasciste a quegli attentati, e proprio un ordigno posto all’interno di un cestino portarifiuti fu la sanguinosa reazione di appartenenti agli ambienti del neofascisimo.

A partire dalla strage di Piazza Fontana (Milano 12 dicembre 1969) fino a quella di Piazza della Loggia, il quinquennio 1969-1974 è stato senza dubbio uno dei periodi più turbolenti, tragici e inquietanti della Repubblica, in cui la violenza della conservazione sembrava avere la meglio sulle istituzioni democratiche, provando a bloccare i nascenti movimenti della contestazione giovanile e popolare che stavano prendendo campo in Italia. Per quella strage, dopo tutti i processi celebrati nel più assoluto - o quasi - silenzio dei media, gli imputati sono stati tutti assolti. Dei mandanti, poi, neanche l’ombra. Tutto è passato nel dimenticatoio, tranne che per i familiari delle vittime. E il libro è dedicato proprio a questi ultimi e, in generale, a tutti coloro che attendono giustizia dallo Stato per i tanti misteri di sangue di cui è ricca la nostra Repubblica. Insomma, questo fumetto è rivolto a chi non ha voglia o tempo di leggere corposi saggi sull’argomento, ma che comunque vuole informarsi, sapere, ricordare, riflettere, capire qualcosa su un periodo buio del nostro recente passato senza appesantire troppo la mente.

Il disegno, rigorosamente in bianco e nero, è curato nei dettagli e di gradevole impatto visivo. Fedeli anche le riproduzioni degli scorci della città di Brescia. Il racconto della vicenda risulta ben contestualizzato ai giorni nostri. Un prodotto riuscito, quindi, che piacerà anche a chi non ha confidenza con questo genere di pubblicazioni. Il sottotitolo Non è di maggio riprende l’inizio di una famosa poesia di Pier Paolo Pasolini: “Le ceneri di Gramsci”. E non è certo un caso che a fronte di uno dei tanti misteri italiani venga evocata la figura di Pasolini, il quale sosteneva di conoscere i responsabili delle stragi senza però averne né prove né indizi. Attendiamo allora con interesse il secondo volume.

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