Mi piaci da morire di Federica Bosco

di Angela Failla, scrittrice - 11-02-2010 

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La risposta italiana alla versione inglese di Bridget Jones? Senza dubbio Federica Bosco con il suo “Mi piaci da morire”. La protagonista Monica, trapiantata a New York, è costantemente alla ricerca dell’amore della sua vita, dell’uomo giusto. “Però, che palle, tutte le volte che comincio una storia deve sempre succedere qualcosa di catastrofico: David era fidanzato, Jeremy un alcolista e Edgar col fantasma della moglie morta”. Ed è proprio dopo diverse disavventure che si imbatte in Edgar: editore, inglese e terribilmente affascinante. Il suo sogno è fare la scrittrice e, innamorata degli States, si trasferisce a New York dove cambierà la sua vita. Un romanzo esilarante e intelligente con un umorismo mirato e mai ridicolo. Un romanzo spassoso che invoglia alla lettura, certi capitoli sono così divertenti e le situazioni talmente irreali che non riesci a smettere di leggere. “ Sono le due creature a cui penso in continuazione, il cane e Edgar il fuggiasco. Cosa li accomuna? Che nessuno dei due, se gli parlo, mi risponde!” Il romanzo è pieno di situazioni paradossali: Monica che si ritrova al matrimonio di David, il ragazzo di cui era perdutamente innamorata “era l’uomo dei miei desideri: bello, solare, occhi verdi e una deliziosa cicatrice sul labbro superiore. Era perfetto. La pensava cosi’ anche la sua fidanzata”. Fanno da sfondo e movimentano la vita della protagonista i due coinquilini: Mark il gay “Monica, se non ti vestissi sempre come un sacco, si capirebbe che sei una femmina!” e Sandra, cantante jazz e molto simile alla Mami di via col Vento “Moldo bresdo arivare bringibe azzurro, dovere solo avere bazienza!”. I due, soprattutto Mark, sono molto presenti nella vita di Monica, la sostengono, la incoraggiano e talvolta rimproverano “..in fondo non te ne fotte di nessuno a parte del tuo piccolo mondo incantato e tutto quello che vuoi fare nella vita è lamentarti di come sei sfortunata perché non ti piace il lavoro che fai e non hai un fidanzato! Fatti un giro in questo cazzo di ospedale e guarda in faccia il vero dolore. Ti assicuro che tutti vorrebbero scambiare la loro vita con la tua!”. Bellissima la scena in cui lei si presenta con addosso il vestito di chiffon color rosa antico, per andare al matrimonio dei Miller “Suona il campanello. E’ Edgar che mi viene a prendere. Apro la porta e anche lui rimane a bocca aperta; mi sorge il dubbio che gli altri giorni dell’anno io sia un vero cesso!

Scritto utilizzando una scrittura briosa e popolare ma niente affatto banale, coinvolgente nelle catastrofi della protagonista e nella sua euforia adolescenziale, intatta malgrado abbia…trent’anni! E inoltre la Bosco riesce a scrivere mantenendo quella suspense necessaria al racconto. E’ l’ideale per chi vuole leggere un libro che faccia divertire e rilassare al tempo stesso... anzi, leggendolo direi proprio che presto diverrà un bel film. Accanto al mai cresciuto Federico Moccia, all’attuale Gomorra, all’odiato-amato Coelho, si fa strada la simpatica Federica Bosco che ha fatto di “Mi piaci da morire” il suo cavallo di battaglia.

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