Leunam - Manuel Paolino

di Manuel Paolino - 05-07-2011 

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Manuel Paolino ci presenta il suo piccolo libro di poesie "Leunam", pubblicato da Midgard nel 2011.

Inizio a comporre poesie nel 2004, un anno prima della mia laurea a Trieste. I trenta componimenti presenti in Leunam sono nati nel corso di sette anni e mezzo quindi, fino alla data di pubblicazione del libro. Tuttavia le poesie composte in questi anni sono di piu’, ma si tratta di versi perduti, versi che hanno subito da parte mia una attenta selezione. Basti pensare, infatti, che la silloge che venne segnalata nel 2008 al Premio Write in Italy (silloge che allora si chiamava Leunam – poesie del principe), includeva ben piu’ di 30 poesie; alcune di queste non fanno parte del libro del 2011, altre, invece adesso presenti, a quel tempo non erano ancora state composte. Nella mia vita si sono susseguite varie tappe importanti per la mia poesia e ispirazione: la scoperta di Giuseppe Ungaretti all’universita’, una malattia agli occhi, la presa di coscienza poetica, le mie esperienze fiorentine e goriziane, i viaggi, e infine la scelta di vivere in Repubblica Dominicana. I componimenti nascono in vari momenti all’interno di queste tappe e in esse, questi prendono spunto da situazioni, persone, istanti, visioni, e stati d’animo dei piu’ vari. Il libro invita il lettore non soltanto all’interno di alcune poesie, ma dentro di un intenso mondo poetico, segreto e fantastico, visionario e romantico. Il mondo di Leunam.

Poesie fatte di versicoli, prive di rime, prive di punteggiatura (unica eccezione, Leunam, con due punti di domanda), fatte di parole, scolpite, levigate, semplici, attirate verso il basso come dalla gravita’. Perche’ umane. Poesie fatte di suoni e armonie, di matafore ardite, d’amore, di sogni, poesie d’elementi, e di consapevole sofferenza. Poesie che riflettono su se stesse e sul proprio essere.

“(…) e, certo, accademia e manie furon spazzate via come da un vento di tempesta dal solitario soffio ungarettiano, ma c’e’ da credere che nessuna volontaria intenzione polemica muovesse il suo esordio: Ungaretti si muoveva soltanto – come sempre e’ stato in lui – per quel dettato che sentiva dentro, misteriosamente, senza, forse, neppur saperne coscientemente il perche’.” (Leone Piccioni, Ungaretti, vita di un uomo, tutte le poesie, Mondadori, 1969).

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