Le gazze ladre - Ken Follett

Francia, 1944. La partigiana francese Flick Cairet, soprannominata "La Pantera", crea un gruppo di sole donne, con una missione suicida: far saltare in aria il castello di Saint-Cecile, a Reims, sede delle telecomunicazioni naziste. Il primo tentativo è fallito miseramente e il suo compagno sul campo e nella vita, Michel (che nel frattempo l’aveva tradita con Gilberte, un’altra partigiana), viene prima ferito e poi catturato dai tedeschi, insieme ad altri del gruppo. A quel punto Flick ottiene dal suo capo Percy (di origini inglesi) di creare una squadra di sole donne con l’obiettivo di portare a termine la missione, fallita al primo tentativo. Il team si rivela molto omogeneo: c’è Diana, la sorella di Flick, esperta di armi ed esplosivo; Ruby, pericolosa detenuta, rinchiusa per omicidio, e in "permesso speciale"; Jelly, scassinatrice ed informatrice di Percy; Greta, travestito, esperto di telecomunicazioni, e Denise, inaffidabile, che sparirà a metà della storia (ma non tocca a me dirvi come).
C’è anche spazio per l’amore (come in molti romanzi di Follett): quello fra Diana e Maude (un’altra componente del gruppo), ma soprattutto quello fra Flick e il maggiore Paul Chancellor dell’MI6(l’Intelligence inglese). Il gruppo riesce a infliltrarsi nel castello, come donne della pulizia, ma un altro pericolo incombe su di loro: il maggiore Dieter Frank, l’uomo che è riuscito quasi a catturare Flick la prima volta, è sulle loro tracce ed è disposto a usare qualsiasi mezzo, anche i più crudeli, pur di" fermarle...
Follett firma un romanzo storico (genere nel quale eccelle), che ricorda per tema e suspense "Quella sporca dozzina", riuscendo a tratteggiare bene, anche i personaggi di contorno (Percy,Morty, ecc..). Peccato quel suo vizio a volte di scadere nel "rosa", ma per il resto un libro che tiene col fiato sospeso fino all’inevitabile e avvincente duello finale (da leggere tutto d’un fiato). Un libro sull’essenza di gruppo delle donne, in un contesto storico descritto fin dai minimi dettagli dal genio di Follett.


















