La fine è il mio inizio - Tiziano Terzani

di Veronica Lisotti - 27-01-2012 

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Pubblicato due anni dopo la sua morte, il libro di Tiziano Terzani "La fine è il mio inizio" èuna biografia che racchiude l’essenza vitale del protagonista affetto da cancro negli ultimi suoi mesi di vita. Vedendo che la medicina nulla poteva contro la sua malattia, a 66 anni Terzani decide di ritirarsi nella sua casa in campagna ad Orsigna ed invita suo figlio Folco a seguirlo. Assieme ripercorrono la vita di un uomo, giornalista reporter, che racconta dei suoi viaggi in Vietnam, Cambogia, Himalaya, Cina, Giappone, India condendo le sue memorie con diversi anedotti.

La fine è il mio inizio (Longanesi, 2006) è una sorta di testamento composto da 466 pagine divise in 46 capitoli, in cui il protagonista si racconta in prima persona a suo figlio attraverso dialoghi diretti in cui intervengono anche la moglie Angela e per brevi cenni la figlia Saskia. Numerosi i cenni storici che si intervallano a sezioni di riferimenti alla vita personale, in un susseguirsi di narrazione lineare.

Colpisce la semplicità e la lucidità con la quale Terzani parla della morte, da sempre un tabù, e con la quale ha un rapporto di serenità. Il cerchio ha inizio con la nascita e termina con la chiusura cioè la morte, che viene dal protagonista affrontata con tranquillità tipica di chi ha vissuto una vita fortunata e ora non si aspetta altro. Terzani qui esprime il suo credere in un Dio e nell’illuminazione intesa come risveglio dal torpore e dal sonno che pervade le nostre vite. Consapevole di aver vissuto una vita fortunata, ora vuole essere il nessuno, non più Terzani viaggiatore, scrittore, giornalista ma semplice uomo che vuole esser niente.

“L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono.”

Diversi i consigli che Terzani lascia al figlio attraverso quello che lui definisce un viatico perchè ognuno ha in sé una forma di immortalità relativa che si esplica attraverso una volontà di continuazione che solo la progenie può adempiere. Folco prende nota dei consigli del padre che lo invita a vedere il mondo con i propri occhi, a cogliere la diversità e ad essere un uomo libero. È una confessione quella dunque che Terzani regala alla sua famiglia e ai suoi lettori per invogliare gli uomini a vedere un mondo migliore, un ultimo regalo dell’autore.

Dal libro, nel 2011 è stato tratto l’omonimo film "La fine è il mio inizio" (Fandango), con Bruno Ganz e Elio Germano.

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