La dimensione nascosta - Edward T. Hall

Recensione di Lucia Donati, scrittrice - 27-06-2012 

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La dimensione nascosta - Edward T. Hall

Vicino e lontano: il significato delle distanze tra i soggetti umani

La dimensione nascosta di Edward T. Hall (Bompiani, 1968) si avvale di un’introduzione di Umberto Eco. Questo libro parla di prossemica, termine coniato dallo stesso Hall nel 1963 e, qui, andremo a vedere di cosa tratta in sostanza. Inizialmente, l’autore spiega che il testo nasce per cercare di stabilire dei riferimenti poiché, oggi, è tale la mole di informazioni che dobbiamo avere dei punti fermi per muoverci nei vari contesti. L’uomo fa parte del regno animale e, dunque, certi meccanismi notati negli animali fanno parte anche della sua vita. Proprio studiando il funzionamento di certi aspetti siamo favoriti nel capire il nostro modo di vivere. Le esperienze condivise da una stessa cultura sono fondamentali e fanno da base a ciò che ci si costruisce sopra. Il conflitto tra un sistema culturale ed un altro è acuito dal sovraffollamento in popoli che tendono a conservare identità distinte caratterizzate dalle differenze peculiari e questo è causa di fraintendimenti ed incomprensioni. Dunque, una ricerca sull’utilizzo dello spazio da parte dell’essere umano tra i suoi simili e nel proprio ambiente vitale, può chiarire e rendere maggiormente evidente quel che, a questo proposito, sembra spesso scontato.

Hall si prefigge con questo affascinante testo di aiutare l’uomo a conoscersi in modo più approfondito, riducendo i rischi di alienazione. L’autore considera molteplici aspetti riferiti alla prossemica. Tratta il tema delle distanze tra gli animali nelle varie situazioni ed il loro comportamento sociale, parla della percezione dello spazio per mezzo dei recettori (occhi, naso, orecchie, pelle, muscoli), spiega l’arte vista come guida alla percezione e la territorialità nell’organizzazione dello spazio. Vengono considerate le distanze dell’uomo, nei loro aspetti: intima, personale, sociale e pubblica, sia nella fase di vicinanza che in quella di lontananza. Hall scrive poi della prossemica in un contesto interculturale in cui vengono presi in considerazione i comportamenti di varie popolazioni relativamente allo spazio: nella sfera privata, nell’uso del telefono, nel modo di concepire e sentire i confini, solo come esempi. L’organizzazione degli spazi nelle città col problema del sovraffollamento e la necessità dei controlli, gli aspetti psicologici di chi ci vive e quelli architettonici con il pensiero rivolto all’urbanistica dei tempi a venire, sono altri temi rilevanti del libro. Infine, abbiamo una prospettiva futura dell’uomo relativamente alla prossemica, tenuto conto, comunque, che egli si muove nella propria cultura e che essa riveste grande influenza.

Un testo utile per comprendere meglio i comportamenti umani e quello da cui questi comportamenti possono essere influenzati e per far riflettere su quegli aspetti relativi alle relazioni umane che tendiamo a dare per scontati o che non notiamo e che possono essere motivo di incomprensioni.

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