L’isola dei talismani di Rosa Aimoni

di Arduino Rossi, scrittore - 04-05-2009  

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Il turismo sessuale ha origine in una assurda, inaccettabile e pregiudiziale concezione secondo la quale la donna — adulta, adolescente o bambina che sia — può essere utilizzata come oggetto di piacere e divertimento. Accade così che ci siano stranieri di diverse nazioni che comprano per alcuni giorni le ragazze, le utilizzano al solo scopo sessuale e, una volta soddisfatti, le restituiscono alla loro miseria. Ad essere coinvolte sono spesso anche minorenni, utilizzate e sfruttate nell’oltraggio di qualunque regola etica, con il sol fine del piacere personale. (Note di copertina)

La scrittrice Rosa Aimoni è al suo primo romanzo e tratta una questione spinosa: la scoperta di un padre perduto, per fortuna per il personaggio principale, con il vizio peggiore, ovvero la pedofilia.

Tutta la narrazione è legata dalla vicenda del padre putativo, che ha avuto un’avventura con una 12enne dell’isola dei Talismani, o luogo simbolico dei cosiddetti paradisi tropicali, ma inferni per i piccoli prostituti. Carlo, il degenerato mostruoso si contrappone al fidanzato della ragazza: un professore di liceo, un po’ utopista, ma deciso ad aiutare Luna nel suo viaggio di riparazione del crimine commesso dal padre. E’ una studentessa in giurisprudenza all’università Statale di Milano. Tutto avviene in un mondo di vittime, di violenti e di atti generosi di altri che permettono ai "perdenti", alle vittime, di risollevarsi. Il finale è a lieto fine, con la ragazzina che viene rintracciata, lo sfruttatore è arrestato, inoltre pure un amico senza fissa dimora trova casa e una ragazza, Paola, pure lei riesce ad ottenere un lavoro. Forse la realtà non è sempre così a lieto fine, ma sognare un po’ non fa male.

Il romanzo è scorrevole, la trama è semplice, ma ben costruita attorno ai suoi personaggi che si contrappongono, quasi per un fine educativo e di riscatto umano. I cattivi o i violenti sono solo persone che agiscono in questo modo perché non riescono a vedere gli altri come persone, ma come oggetti, quindi tutto si aggira attorno al principio che il male possa essere sconfitto, dando un’opportunità di riscatto sia alle vittime, sia ai carnefici, da rieducare. Speriamo che sia vero.

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