Io come te - Paola Capriolo

E’ quella, la vita? Sì è anche quella. La vita di chi ormai ha imparato a cambiare strada alla svelta quando vede in lontananza la figura di un vigile o di un poliziotto; anche stasera ha dovuto fare così, cercando goffamente di nascondere la sua cesta sotto un lembo del giaccone. (pag. 70)
Dopo una serata passata in discoteca, alcuni teppisti danno fuoco ad un uomo addormentato su una panchina di un parco. Luca, un adolescente di buona famiglia, assiste inorridito alla scena senza però avere il coraggio di chiamare la polizia. Roso dal senso di colpa, va trovare in ospedale l’uomo: un cingalese di nome Rajiva, un clandestino che sbarca il lunario vendendo rose agli angoli delle strade. Rajiva ha subito gravi ustioni e dovrà sottoporsi ad un delicato intervento. La sua famiglia , rimasta nello Sri Lanka, non può più contare su quell’esiguo guadagno. Per aiutarlo, Luca decide allora di sostituirsi all’uomo nel vendere le rose per strada. All’insaputa dei genitori, scurendosi il volto e camuffandosi da immigrato, il ragazzo si occuperà di quell’improbabile commercio, ritrovandosi suo malgrado a vivere la precarietà esistenziale di un qualsiasi extracomunitario clandestino. Una vita fatta dalla paura di essere scoperti in qualsiasi momento e rispediti in patria. Una vita di umiliazioni, diffidenza ed intolleranza da parte della gente comune. Una condizione di povertà e degrado materiale, di lunghe serate passate al freddo. Il ragazzo, grazie a questa esperienza, diventerà in breve tempo un uomo, maturando così un sentimento di profonda solidarietà nei riguardi di chi è meno fortunato di lui. Luca capirà sulla propria pelle che cosa vuol dire sentirsi discriminati e subire tutti i giorni comportamenti all’insegna del razzismo, sentendosi chiamato bingo bongo quando entra in un bar. Quelle persone percepite prima con indifferenza, se non addirittura con fastidio, appariranno adesso ai suoi occhi in tutta la loro umanità e la loro sofferenza. Il suo nobile gesto lo porterà a diventare amico di Rajiva, fino ad arrivare ad un finale della storia davvero toccante.
Scritto con uno stile semplice e pulito, come si addice alla letteratura per ragazzi, questo libro affronta un argomento di tragica e stretta attualità. Un racconto educativo che, senza indulgere ad alcuna retorica, potrebbe assurgere a libro di testo nelle nostre scuole, in modo da insegnare alle giovani generazioni - ma anche agli adulti - ad essere più tolleranti con chi è costretto a lasciare gli affetti familiari e le proprie radici per inseguire da noi la speranza, negata nei loro paesi di provenienza, di una vita dignitosa. Una storia che ci insegna a giudicare meno e a comprendere di più.
Edizioni El - 2011

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1 Commenti all'articolo
Bellissimo libro! consiglio la lettura a chiunque :)