Gli ebook uccideranno i libri stampati?

di Dimitri Stagnitto - 30-12-2011  

Ho appena terminato la lettura del mio primo libro su Kindle (Il vecchio e il mare, di Ernest Hemingway) dopo aver prelevato gratis dal web una traduzione di un appassionato distribuita liberamente e quindi libera da copyright.

È ovvio che l’eccitazione per il nuovo strumento, unita alle parole di un grande classico, abbia avuto una parte considerevole nell’ottima esperienza che ho avuto nel leggere questo libro, tuttavia la domanda sorge spontanea: gli ebook "uccideranno" i libri stampati? A mio avviso sì, è solo questione di tempo.

Insieme alle tonnellate di cellulosa, spariranno tante case editrici attuali che vendono a moltissimi aspiranti autori l’ebrezza di un libro stampato con tanto di copertina e ISBN. A mio avviso, questo è un bene.

Non è difficile prevedere la storia futura dell’editoria dato che abbiamo una case history recente ed altrettanto calzante: la musica.

La nascita dell’algoritmo di codifica e compressione Mp3, seguito dalla disponibilità delle memorie a stato solido, ha dato il via libera alla commercializzazione della musica attuale abbattendo un sistema durato decenni fatto di case discografiche, dischi, hit parade e via dicendo. Ha iniziato Napster ed è stato fermato, poi è arrivato iTunes ed il mondo della musica è cambiato.

Accadrà lo stesso per la letteratura del futuro? Molto probabilmente sì e non è un male. È vero: sarà molto più facile leggere un libro senza pagarlo (non servirà neanche l’immane sforzo di andare in biblioteca) ma è anche vero che, finalmente, sarà più facile per tutti potersi pubblicare autonomamente e ricevere eventuali compensi in funzione del servizio che si è reso all’umanità.

Magari non si incasserà il prezzo di copertina su ogni singola copia letta, tuttavia i libri che avranno successo avranno anche riscontro economico, senza case editrici che non pagano o chiedono anticipi, senza nessun tipo di turbativa tra chi legge e chi scrive che non sia l’eventuale disponibilità economica per le promozione in massa.

Le case editrici sono avvisate: il loro futuro è saper dare del valore aggiunto ad autori promettenti (correggendoli, instradandoli e sistemandone il lavoro prima della pubblicazione) e per fare ciò occorrono competenza e fiuto, doti che non sono poi così diffuse nel mondo della piccola e media editoria attuale. Chi non vale, soccomberà. Chi vale, emergerà. Non vi pare una bellissima rivoluzione?

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