D’amore e di ventura di Elisabetta Bricca

Cesare Mocenigo è un capitano di ventura, nobile, scaltro e affascinante come un angelo nero. Viola Ripamonti Sforza è la bellissima e coraggiosa nipote del suo peggior nemico. Eppure, benché il dolore lo abbia reso un uomo tormentato e pericoloso, quando la incontra Cesare comprende di avere ancora un’anima. E insieme a lei, sullo sfondo dell’aspra guerra tra Venezia e Milano, tra le battaglie, gli intrighi e lo splendore del Rinascimento, sarà protagonista di una struggente storia di passione e redenzione, in una lenta risalita verso la luce durante la quale tutto può accadere, se a comandare è il cuore. (Note di copertina)
3 Agosto 2010 - Appena uscito in questi giorni in tutte le edicole il nuovo romanzo storico, edito da H. Mondadori, di Elisabetta Bricca "D’amore e di ventura", ambientato nel XV secolo tra Milano e Venezia. Ad anticipare l’uscita del libro un book trailer accattivante e convincente (vedi in fondo). Le vicende narrate sono avvincenti, piacevoli ed intriganti. Cesare è un ragazzo di diciott’anni spensierato e forse arrogante all’inizio, ma la tragedia della sua famiglia lo travolge e lo trasforma in un demone nero come la pece. La sete di vendetta si impossessa di lui e diventa la sua ragione di vita. Nonostante questo si comprende Cesare e lo si ammira. L’incontro con Viola bambina già fa intravedere che un frammento della sua anima è ancora intatto, nonostante lui non lo desideri ammettere nemmeno a se stesso. Il lettore viene travolto dagli eventi e si ritrova a vivere nel XV secolo, testimone della Storia e dell’amore malcelato che provano Cesare e Viola l’uno per l’altra.
L’autrice ha saputo gestire le sue parole in modo delicato, ma convincente, senza mai cadere nel volgare. Il racconto fino alla fine lascia il lettore attaccato a quelle pagine, coinvolto da intrighi, passioni e sangue. Ottima lettura che consiglio a tutti!

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