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	<title>Sololibri.net</title>
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	<description>Il sito letterario per chi ama leggere: recensioni, interviste, novit&#224; in libreria e approfondimenti culturali.</description>
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		<title>Sololibri.net</title>
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		<title>Il cielo e la polvere. Visioni e universi di Flannery O'Connor</title>
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		<dc:date>2026-10-16T14:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandra Piras</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Mimesis</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Mimesis, 2026 - Un saggio collettivo, un mosaico di voci per rendere omaggio a Flannery O'Connor e riflettere sull'impatto della sua opera nelle loro vite e nella narrativa mondiale.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L96xH150/9791222328249_0_0_424_0_75-9d66b.jpg?1792159203' class='spip_logo spip_logo_right' width='96' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nel 2025 si &#232; tenuto a Milano un convegno dedicato alla scrittrice americana &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-Flannery-O-Connor-+.html&#034;&gt;Flannery O'Connor&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, in occasione del centenario della sua nascita avvenuta a Savannah, in Georgia, il 25 marzo 1925. Questa esperienza ha dato origine a un volume collettivo dal titolo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Il cielo e la polvere. Visioni e universi di Flannery O'Connor&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, a cura di &lt;strong&gt;Benedetta Centovalli&lt;/strong&gt;, con la collaborazione di Fernanda Rossini (Mimesis Edizioni, 2026, collana &#8220;Eterotopie&#8221;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come afferma Camillo Fornasieri, direttore del centro culturale dove si &#232; tenuta la rassegna, celebrarla era necessario&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;in quanto una delle maggiori scrittrici del Novecento, imprescindibile autrice nella letteratura del nostro tempo per la sua visione aspra e metafisica della vita.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;I contributi inseriti provengono da studiosi, critici, o autrici e autori, italiani e stranieri, che in un modo o nell'altro si sono accostati a lei e alla sua opera per non abbandonarla mai pi&#249;. Da Romana Petri a Luca Doninelli, Mario Andreose, Marisa Caramella e Andrea Fazioli, da Sandra Petrignani a Giuseppe Zucco, per la prima parte intitolata &lt;i&gt;Il mistero e la grazia&lt;/i&gt;. Per la seconda parte invece, intitolata &lt;i&gt;Universi e visioni&lt;/i&gt;, troviamo Mark Bosco, Francesco Valenti, Marshall Bruce Gentry, Angela Alaimo O'Donnell, Elisa Buzzi e chiude Alessandro Matone, oltre ai contributi della curatela. Un mosaico di voci che riflette sull'impatto di Flannery nelle loro vite e nella narrativa mondiale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Due sono gli assi portanti dell'analisi: la fede &#8211; cattolica convinta, la sua esistenza sar&#224; ben presto incrinata da una grave malattia genetica ereditata dall'amato padre che la porter&#224; alla morte a soli 39 anni &#8211; e il suo essere del Sud; una zona degli Stati Uniti aspra e rurale, a larga maggioranza protestante e dove vigeva la segregazione razziale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Un mondo popolato da un campionario irresistibile di freaks, tutti protestanti, che incontriamo anche nei &#8220;Racconti&#8221;, il suo capolavoro, testo di riferimento per ogni insegnante di scrittura creativa, da Raymond Carver in gi&#249;. In &#034;Un brav'uomo &#232; difficile da trovare&#034;, il racconto che Harold Bloom suggerisce come primo approccio alla lettura di O'Connor, un evaso chiamato il Balordo stermina, in un efferato paranoico crescendo, una famiglia, intrattenendo un dialogo surreale con una svampita, querula nonnina, ultima vittima.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Per capire i segreti della sua prosa &#232; essenziale il concetto di &#8220;&lt;i&gt;rivelazione&lt;/i&gt;&#8221;. In essa infatti si annida e al contempo svela l'arte di Flannery O'Connor &#8211; arte che lei intendeva, riprendendo San Tommaso d'Aquino che adorava e leggeva ogni sera prima di andare a dormire, &#8220;&lt;i&gt;ragione in atto&lt;/i&gt;&#8221;. Flannery prende a cazzotti chi la legge esattamente come lei da bambina prendeva a cazzotti il suo angelo custode. Se non si &#232; disposti a questo difficilmente si potr&#224; apprezzarla.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Cos&#236; la lotta con l'angelo, con la madre, con la malattia, con i pregiudizi della fede, con quelli razziali, si riverbera nei suoi testi nella lotta con il lettore.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&#200; dunque il male che attraversa i personaggi da lei creati e la sofferenza che ne deriva a renderli per cos&#236; dire realistici, nel tentativo di arrivare a una vita autentica, e questo lo sperimenta altres&#236; il pubblico. Questo &#232; il punto di forza che la rende universale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un'esistenza la sua, e come si &#232; detto, segnata dal dolore e affrontata con grande determinazione e coraggio. Breve, ma definire intensa sembra quasi un eufemismo. Una donna del Sud, che si muoveva su due stampelle in mezzo agli amati pavoni, una diagnosi di lupus a venticinque anni e che viveva la scrittura con raro senso di responsabilit&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Oltre ai racconti di cui era ed &#232; maestra, ha lasciato anche due romanzi, &lt;i&gt;La saggezza nel sangue&lt;/i&gt; del 1952 e &lt;i&gt;Il cielo &#232; dei violenti &lt;/i&gt; del 1960, e ne &lt;i&gt;Il cielo e la polvere&lt;/i&gt; vengono citati pi&#249; volte; tuttavia, la seconda parte del libro indaga anche il mondo interiore della narratrice attraverso i diari e le lettere, con aneddoti, spunti e informazioni, prima fra tutte viene fornita una risposta all'annosa questione se fosse o meno razzista. Un'opera d'arte dev'essere valutata per il valore intrinseco, &#232; vero, ma anche il dato biografico &#232; importante per capire cosa spinge e come si muove uno scrittore per dare un senso compiuto al suo lavoro creativo. Ecco, questo aspetto &#232; fondamentale per la comprensione di, per esteso, Mary Flannery O'Connor. Basti ricordare qui che amava dire di s&#233;: &#8220;&lt;i&gt;scrivo come scrivo perch&#233; sono cattolica, non malgrado lo sia&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Al termine dei contributi troviamo due interviste inedite, sezione curata da Fernanda Rossini, che evidenziano ancora di pi&#249; l'intelligenza e l'ironia di Flannery, e un articolo del &#034;Corriere della sera&#034; del 1968 di Claudio Gorlier, studioso piemontese che mentre era &lt;i&gt;visiting&lt;/i&gt; professor negli Usa ha avuto modo di incontrarla nel 1963.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il cielo e la polvere&lt;/i&gt;, pur essendo un saggio critico, non &#232; di natura accademica, destinato a chi gi&#224; conosce Flannery O'Connor, cos&#236; come a studiosi e addetti ai lavori grazie a una ricca bibliografia a corredo. Se al contrario non si &#232; mai letto nulla di lei pu&#242; essere di valido ausilio per entrare nel suo mondo o in accostamento a qualche prima lettura. Quel che rimane, a prescindere dalla categoria alla quale si appartiene, &#232; un prezioso ricordo di un genio femminile che sin da giovane aveva le idee chiare e la volont&#224; di non lasciarsi condizionare dagli altri e dalle correnti letterarie.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Lonely heart</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Lonely-heart-Mona-Kasten.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Lonely-heart-Mona-Kasten.html</guid>
		<dc:date>2026-10-16T13:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Baldini, scrittore</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2024</dc:subject>
		<dc:subject>Sperling &amp; Kupfer</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi d'amore</dc:subject>
		<dc:subject>Uno scrittore ci racconta un libro...</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sperling &amp; Kupfer, 2024 - Cosa succede quando due cuori solitari s'incontrano - anzi, si scontrano? E cosa succeder&#224; a Rosie quando le si presenta la possibilit&#224; di intervistare gli Scarlet Luck, la boyband del momento?&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L98xH150/9788820076320_0_0_424_0_75-7bcef.jpg?1792155615' class='spip_logo spip_logo_right' width='98' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Cosa succede quando due cuori solitari s'incontrano - anzi, si scontrano? Perch&#233; si sa: i cuori non stanno bene, da soli. Ce lo ricorda &lt;strong&gt;Mona Kasten&lt;/strong&gt; nel suo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Lonely heart&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Sperling &amp; Kupfer, 2024, trad. di Alessandra Petrelli).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rosie &#232; una giovane conduttrice radiofonica di L.A. che sbarca il lunario quando all'improvviso le arriva l'occasione ghiotta: avr&#224; la possibilit&#224; d'intervistare gli Scarlet Luck, la boyband del momento. Un bel salto per la sua carriera, che ne dite? Aggiungete il fatto che lei &#232; una loro fan fin dagli esordi e avrete un quadro pi&#249; chiaro della situazione. Finalmente la vita sembra essere in discesa.&lt;br class='autobr' /&gt;
Rosie &#232; tesa, &#232; elettrica, ha il cuore e la mente invasi da miriadi di emozioni. Comprensibile, dai. Ovviamente ci sono delle regole e la pi&#249; importante &#232; questa: non toccare nessun membro della band. E intendo toccare fisicamente, sappiamo bene il fascino che possiedono le rockstar. Soprattutto Adam, il batterista noto anche come Beast, che da anni ha troncato qualsiasi rapporto umano. Giusto per non rischiare delusioni.&lt;br class='autobr' /&gt;
Va bene, Rosie se ne far&#224; una ragione. Anzi, se l'&#232; gi&#224; fatta. Purtroppo il destino decide di giocare sporco (come fa quasi sempre, del resto) e all'ultimo l'intervista salta. Pazienza, ci saranno altre occasioni. S&#236;, andatelo a dire alle persone che vivono sui social e che prenderanno di mira la nostra Rosie con parole non proprio dolcissime.&lt;br class='autobr' /&gt;
Meglio lasciar perdere tutto e non pensarci pi&#249;. E se un giorno, per puro caso, Rosie incontrasse Beast? Poco probabile? Forse. O forse no. In quel caso cosa accadrebbe? Nulla, vi ricordo la regola citata poche righe fa. Eppure dovreste sapere bene che molte regole sono state fatte per essere infrante&#8230;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mona Kasten ci porta una storia dolce e a tratti drammatica e lo fa con il suo stile fresco e trascinatore. Uno stile che ha conquistato migliaia di cuori e sono convinto che la sua corsa non sia finita qui, tutt'altro. Una storia popolata da personaggi che sar&#224; fin troppo facile immaginare come vecchi amici che ci chiederanno consiglio per trovare quell'agognato spiraglio di luce che scaldi i loro cuori. E magari un poco anche i nostri. Vi resta solo da decidere se bearvi di tutto ci&#242; in una volta solo o goderne in pi&#249; riprese.&lt;br class='autobr' /&gt;
Pagine dedicate agli inguaribili romantici; a chi invece non crede pi&#249; nel sentimento motore nel mondo&#8230; dico solo che potrebbero trovare tra queste parole quel magico conforto che fa stare bene. Una premessa che non ignorerei. In fin dei conti vi si chiede soltanto poche ore del vostro tempo, in cambio. Io un pensiero ce lo farei&#8230;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>All'inferno o alla gloria. L'eroismo degli Alpini della Tridentina sulla strada per Nicolajewka</title>
		<link>https://www.sololibri.net/All-inferno-o-alla-gloria-L-eroismo-degli-Alpini-della-Tridentina-sulla-strada-per-Nicolajewka-Orazio-Ferrara.html</link>
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		<dc:date>2026-10-16T09:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Felice Laudadio</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2025</dc:subject>
		<dc:subject>Orazio Ferrara</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi e saggi storici</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;BN Editore, 2025 &#8211; Il sacrificio e anche la vittoria della Divisione alpina che, a fine gennaio 1943, ruppe l'accerchiamento nemico e usc&#236; dalla sacca, creata dalle Brigate russe nella steppa alle spalle dello schieramento sul fiume Don.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L103xH150/81-kmtkrbbl__sl1500_-4cb76.jpg?1792141214' class='spip_logo spip_logo_right' width='103' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;26 gennaio 1943, &#8220;&lt;i&gt;Tridentina avanti!&lt;/i&gt;&#8221;: il terreno era gelato, il nemico in forze, ma l'ordine del gen. Luigi Reverberi venne eseguito. Le penne nere sfondarono le difese russe che chiudevano in una sacca la Divisione alpina in ritirata dal Don. Riaprirono la strada verso occidente, restituirono una speranza di salvezza a una parte del contingente. Restavano per&#242; 700 chilometri da percorrere a piedi, nella neve alta e con tante notti da trascorrere trovando obbligatoriamente un riparo, a decine di gradi sottozero. &lt;strong&gt; &lt;i&gt;All'inferno o alla gloria. L'eroismo degli Alpini della Tridentina sulla strada per Nicolajewka&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (marzo 2025, collana &#034;Pagine Militari&#034;, 204 pagine): &lt;strong&gt;Orazio Ferrara&lt;/strong&gt; e la casa editrice IBN hanno dedicato a quegli eventi un lavoro molto sentito dall'autore, grande conoscitore-ricostruttore di vicende di guerra. Un volume illustrato con numerose immagini in bianconero nel testo, in gran parte tratte dall'archivio del marchio editoriale romano, Istituto Bibliografico Napoleone, specializzato in storia militare oltre che aeronautica e aerospaziale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ferrara (1948), nato a Pantelleria, vive a Sarno. Gi&#224; responsabile della Biblioteca Comunale, scrittore e saggista, collabora a diverse riviste a diffusione nazionale. Ha pubblicato tantissimi libri, molti dei quali per IBN di via dei Marsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'epico &#8220;&lt;i&gt;all'assalto&lt;/i&gt;&#8221; del comandante dell'unit&#224; nella steppa russa ricorda quegli slogan (allora non si chiamavano cos&#236;) della propaganda bellica, come il mitico &#8220;&lt;i&gt;Tutti eroi sul Piave o tutti accoppati&lt;/i&gt;&#8221;, dipinto sul muro superstite di un casale diroccato. Ma nei fatti &#232; storia vera: l'ordine del gen. Reverberi si &#232; rivelato la sintesi, nemmeno retorica se vogliamo, di una volont&#224; granitica, del sacrificio di tanti e di un coraggioso sfondamento contro tutto e tutti. &lt;br class='autobr' /&gt;
I 61mila alpini delle tre Divisioni, Tridentina, Julia, Cuneense, erano stati coinvolti per ultimi dalle pesanti offensive dell'Armata rossa nel settore del Volga e del Don. Le prime due (denominate Urano e Piccolo Saturo) si erano concluse con l'accerchiamento dell'8a armata tedesca a Stalingrado e nel dicembre 1942 con la rottura delle linee meridionali tenute anche dalla fanteria italiana. La terza, l'operazione Ostrogoshsk-Rossoch, invest&#236; il 12 gennaio 1943 il settore sul quale erano schierati il Corpo d'Armata Alpino, pi&#249; i fanti della Vicenza. Sui fianchi, la 2a Armata ungherese e il XXIV Corpo corazzato tedesco. Obiettivo dell'ennesima manovra a tenaglia: avvolgere il nemico in una grande sacca, rastrellare le unit&#224; rimaste all'interno.&lt;br class='autobr' /&gt;
Mentre al centro gli alpini resistettero testardamente, gli ungheresi a nord e la Vicenza e i carri armati tedeschi a sud vennero spazzati via dalle armatissime unit&#224; sovietiche. II 15, i corazzati erano penetrati a Rossock, sede del Comando generale alpino. I russi vennero respinti, ma il giorno dopo tornarono e occuparono il centro nevralgico. Tuttavia, i Comandi tedeschi e italiani credevano ancora possibile resistere sul posto a oltranza. Trascorsero molte ore, un ritardo fatale, prima di ordinare il ripiegamento.&lt;br class='autobr' /&gt;
Solo col nemico gi&#224; a Karpenkovo, quindi alle spalle del Corpo d'Armata alpino, il 17 gennaio, il Comando ARMIR fu obbligato ad autorizzare la ritirata anche per le penne nere. Troppo tardi. Questo costrinse la Tridentina a battersi alla disperata per aprirsi la strada a Nicolajewka, dopo undici combattimenti precedenti sanguinosi. Altri, non lontano, lottarono generosamente a Valujki, ma senza successo, il 28 gennaio 1943. Scomparvero la divisione alpina Cuneense, la Vicenza di fanteria e quello che restava della Julia.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Eppure sarebbe bastato deviare di poco verso nord e trovare il varco libero o almeno meno guarnito. Ma pur essendo ad una manciata di miglia da Nicolajewka, quell'ordine non arriv&#242; mai.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;In quei tragici giorni, scrive Ferrara, gli alpini giurarono di finire all'inferno piuttosto che arrendersi. Andarono incontro alla gloria, tutti, i caduti e i sopravvissuti. La Tridentina fu la nostra unica grande unit&#224; ad uscire&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;praticamente imbattuta dalla disastrosa campagna di Russia, scrivendo, per la storia, una rara pagina di valore militare in quella vittoriosa battaglia. Una limpida vittoria delle armi italiane anche se conseguita nel corso di un'apocalittica ritirata.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La motivazione della medaglia d'oro al valor militare conferita al gen. Luigi Reverberi (cerimonia di consegna il 21 gennaio 1951, a Brescia) mette in evidenza il suo comportamento nella battaglia: lo vede montare sopra un carro armato e incitare con la voce e con i gesti gli assalti dei suoi alpini.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non tutti eroi in Russia, per&#242;. Si verificarono episodi negativi. Interi reparti italiani, ungheresi, rumeni e in misura ridotta anche tedeschi, gettarono le armi e sbandarono, spesso per colpa di comandanti non all'altezza. Sguarnirono i fianchi del Corpo d'Armata alpino e trasformarono un accorciamento di fronte in una rotta disastrosa. Quella massa informe di sbandati ostacol&#242; non poco i reparti combattenti, intralciando la marcia e i movimenti negli attacchi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nella Tridentina, militarono in Russia e nella ritirata il cappellano militare don Carlo Gnocchi, poi angelo dei piccoli ciechi, beatificato nel 2009. Anche il celebre Mario Rigoni Stern, asiaghese, montanaro e scrittore: il suo romanzo pi&#249; noto, &#8220;Il sergente nella neve (1953), racconta la sua ritirata di Russia. Sono anche noti, Cristoforo Moscioni Negri, da Pesaro, il &#8220;&lt;i&gt;tenente Moscioni&lt;/i&gt;&#8221; dello stesso Stern e Benvenuto (Nuto) Revelli, cuneese, ufficiale effettivo promosso tenente per merito di guerra, battaglione Tirano del 5&#186; Reggimento alpini. Era uno dei reparti della Tridentina, con l'Edolo e il Morbegno, insieme al 6&#176; Rgt. (Verona, Vestone, Val Chiese), al 2&#176; Artiglieria Alpina (Gruppi Bergamo, Val Camonica) e un Battaglione Misto Genio, pi&#249; unit&#224; di supporto e logistica.&lt;br class='autobr' /&gt;
Motto: &#8220;&lt;i&gt;Tridentina, avanti!&lt;/i&gt;&#8221;, precedentemente &#8220;&lt;i&gt;Salire e durare&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Le memorie di Pap&#224; Mumin</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Le-memorie-di-Papa-Mumin-Tove-Jansson.html</link>
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		<dc:date>2026-10-16T09:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Luigi Tirella</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2025</dc:subject>
		<dc:subject>Tove Jansson</dc:subject>
		<dc:subject>Salani</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Libri per bambini</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Salani, 2025 - Un delizioso libro sul senso della memoria, sulla propria crescita e maturazione personale e sul senso da dare alla propria esistenza, non rinnegando la propria inclinazione e natura, ma sapendosi adattare e cogliere anche le occasioni che la vita ci riserva.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L98xH150/9788831026512_0_0_464_0_75-ba2ff.jpg?1792141352' class='spip_logo spip_logo_right' width='98' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Pap&#224; Mumin scriveva e scriveva pensando a quanto si sarebbero pentiti tutti leggendo le sue memorie. Questo lo mise di buon umore. &#034;Ben gli sta!&#034; disse tra s&#233;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Con queste parole che ben rappresentano la sapiente ironia, la sincera spontaneit&#224; e la rassicurante serenit&#224; che sa donare ai suoi lettori &lt;strong&gt;Tove Jansson&lt;/strong&gt;, pu&#242; essere introdotto il libro &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Le memorie di Pap&#224; Mumin&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; della famosa scrittrice finlandese (Salani, 2025, trad. di Annuska Palme Larussa Sanavio). Si tratta del quarto capitolo della saga dei Mumin, i troll simili a piccoli, simpatici e miti ippopotami, che hanno reso celebre questa autrice in tutto il mondo. Il protagonista non &#232; come spesso avviene il troll Mumin accompagnato dai suoi amici e dai suoi familiari, ma Pap&#224; Mumin, suo padre appunto e capo della sua famiglia, che &#232; completata da Mamma Mumin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pap&#224; Mumin si prende un giorno un bel raffreddore, perch&#233; nei paesi nordici, come l'autrice spiega, &#232; facile passare dalle lunghe estati dove il sole non tramonta mai e il clima sembra pi&#249; mite a giornate pi&#249; ventose e piovose, e i repentini cambiamenti del tempo possono portare dei piccoli malanni. Cos&#236;, essendo costretto al riposo per guarire dal suo raffreddore, Pap&#224; Munin, su suggerimento di sua moglie Mamma Mumi, decide di scrivere su di un quaderno le sue memorie e in particolare le vicende tragicomiche della sua infanzia e giovent&#249;, caratterizzate da ostacoli ma anche da avventure, esperienze e amicizie degne di essere raccontate. Egli rivela quindi di non essere stato sempre un bravo padre di famiglia, ma anche un giovane ambizioso e desideroso di vivere molte avventure. Cresciuto in un orfanotrofio gestito da una severa Emula, uno dei tanti originali e bizzarri personaggi creati dalla geniale mente di Tove Jansson, riesce a fuggire e a crearsi da grande una sua vita indipendente, fino all' incontro con Mamma Munin, della quale si innamora e che poi sposa.&lt;br class='autobr' /&gt;
Prima di questo per&#242; vive tante avventure emozionanti insieme ai suoi simpatici, ma anche stravaganti amici, come Fredrikson, geniale inventore che si interessa di meccanica e che crea un'imbarcazione, &#034;&lt;i&gt;L'Orchestra Marina&lt;/i&gt;&#034;, con le quali insieme a Carabattola, Girotondo e appunto a Pap&#224; Mumin, vive delle spassose e pericolose avventure, tra le quali quella che li porta a immergersi nelle profondit&#224; del mare e imbattersi in un terribile pescecane. Carabattola si rivela in seguito essere in particolare il padre di Tabacco e Girotondo quello di Sniff, due tra i migliori amici del troll Mumin, che finora ignoravano l'esistenza di chi fossero i loro genitori.&lt;br class='autobr' /&gt;
Tutti i personaggi della saga sono comunque sempre ricordati per caratteristiche e immagini nel loro aspetto fisico e caratteriale in ogni singolo libro, all'inizio o in fondo alla storia, in modo che i lettori che non hanno familiarizzato ancora con essi, non li ricordino o che conoscono un personaggio nuovo, possano avere un quadro chiaro dei protagonisti. In generale comunque di tratta di una sorta di animali con caratteristiche antropomorfe, che incarnano pregi e difetti di varie tipologie umane che la scrittrice ha avuto modo di conoscere nella sua vita.&lt;br class='autobr' /&gt;
Si tratta di un capitolo della saga, il quarto in ordine cronologico come gi&#224; scritto, dal carattere fortemente riflessivo e adatto anche ai lettori adulti, pur mantenendo una vena ironica, giocosa e divertente, tipica dei libri per bambini e in particolare di quelli scritti da Tove Jansson. L'autrice invita i suoi lettori a riflettere sul senso del fare memoria, inserendo, per trattare meglio questo tema, lo stratagemma di una narrazione autobiografica da parte del protagonista, un vero memoir o memoriale in italiano, genere letterario diventato molto comune in seguito e anche ai nostri giorni. Tove Jansson lo fa come sempre con l'ironia, la positivit&#224;, la curiosit&#224; e l'amore per la vita che da sempre la caratterizza, ma senza nascondere le difficolt&#224; che la vita riserva e in particolare soffermandosi sul tema del viaggio, inteso come percorso di vita che ci conduce alla maturit&#224; e alla consapevolezza di chi siamo o almeno di chi vorremmo essere. Si legge e si sente dire spesso che &#232; il viaggio, cio&#232; il percorso, ci&#242; che conta e che pu&#242; portare alla felicit&#224;, pi&#249; che la destinazione finale, la meta, ma in realt&#224; l'autrice sembra anche volerci indicare che la realizzazione personale &#232; davvero l'aspetto pi&#249; importante. Tanto &#232; vero che il protagonista Pap&#224; Mumin e anche altri personaggi della storia manifestano pi&#249; volte la loro ambizione e desiderio di diventare famosi per qualcosa, per poi ripiegare su altre scelte, rendendosi conto che questo non &#232; poi cos&#236; importante. Tale realizzazione, e quindi l'obiettivo, &#232; raggiunto solo se &#232; quello che noi davvero desideriamo e non quello dato dalle aspettative che la societ&#224; o le persone che ci conoscono hanno su di noi. Non importa essere famosi agli occhi delle persone e raggiungere il successo, ma seguire una strada che porta a realizzare noi stessi e in linea con le nostre possibilit&#224; e i nostri desideri. Soltanto noi quindi possiamo stabilire se siamo soddisfatti del traguardo raggiunto, perch&#233; &#232; qualcosa di molto personale. &lt;br class='autobr' /&gt;
Inoltre prendendo spunto da una sua celebre frase - &#034;&lt;i&gt;Forse il problema del nostro tempo non &#232; che abbiamo troppe informazioni. &#200; che abbiamo smesso di farci domande&lt;/i&gt;&#034; - si tocca anche il tema della conoscenza e della capacit&#224; di sapersi interrogare su tanti aspetti misteriosi ma affascinanti della nostra esistenza e invita anche i giovani lettori a farlo. &lt;br class='autobr' /&gt;
La sua visione della vita pu&#242; essere ben rappresentata dalle parole contenute in un paesaggio di un altro suo celebre romanzo per adulti, &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Fair-Play-Tove-Jansson.html&#034;&gt;Fair play&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;In fondo ci&#242; che conta &#232; questo: non stancarsi mai, non cadere nell'indifferenza, continuare a coltivare la propria inestimabile curiosit&#224; - sarebbe come arrendersi alla morte.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Le memorie di Pap&#224; Mumin&lt;/i&gt; &#232; stato pubblicato in lingua svedese in Finlandia (l'autrice appartiene infatti a questa minoranza linguistica da sempre presente in questa nazione) per la prima volta nel 1950 con il titolo originale &lt;i&gt;Muminspappans bravader&lt;/i&gt; e in Italia da Salani nella collana &#8220;Gl'Istrici&#8221; per la prima volta nel 2007 con la bella traduzione come sempre di Annuska Palme Larussa Sanavio, svedese trasferitasi in seguito in Italia, e ristampata nella recente edizione del 2025, in occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita dei Mumin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tove Jansson (1914-2001) &#232; nata a Helsinki ed &#232; stata pittrice, scultrice e illustratrice di libri per bambini oltre che scrittrice di opere di narrativa per grandi e piccoli. &lt;i&gt;Le memorie di Pap&#224; Mumin&lt;/i&gt; &#232; un delizioso libro sul senso della memoria, sulla propria crescita e maturazione personale e sul senso da dare alla propria esistenza, non rinnegando la propria inclinazione e natura, ma sapendosi adattare e cogliere anche le occasioni che le vita ci riserva.&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa autrice si dimostra straordinaria nella sua capacit&#224; di cogliere sempre con una buona dose di ironia, ma anche grande sensibilit&#224;, i molteplici aspetti e le sfumature della vita, senza mai risultare didascalica o fare la morale a nessuno, ma sapendo cogliere l'aspetto migliore delle persone e della nostra esistenza, con uno sguardo sapiente che sa essere a tratti lucido, razionale e concreto, ma all'occorrenza originale e dotato di quella curiosit&#224; e fantasia essenziali per rendere la nostra esistenza un meraviglioso sogno. Tove Jansson non &#232; quindi mai banale, si conferma anzi una grande scrittrice perch&#233; mostra nella sue opere la sua naturale, unica e straordinaria capacit&#224; di farci riflettere puntando sull'ironia, sulla leggerezza e la positivit&#224; delle sue storie che ben si adattano, come &lt;i&gt;Le memorie di Pap&#224; Mumin&lt;/i&gt; e di tutta la saga di questi fantastici personaggi ai lettori pi&#249; giovani, ma che forse anche noi adulti dovremmo riscoprire per vivere al meglio la nostra esistenza.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Intervista ad Antonio Popolo Rubbio, autore di &#8220;Mavar&#237;a&#8221;</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Intervista-Antonio-Popolo-Rubbio-Mavaria.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Intervista-Antonio-Popolo-Rubbio-Mavaria.html</guid>
		<dc:date>2026-10-16T08:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Federica Cervini</dc:creator>


		<dc:subject>Einaudi</dc:subject>
		<dc:subject>News Libri</dc:subject>
		<dc:subject>Ti presento i miei... libri</dc:subject>
		<dc:subject>Antonio Popolo Rubbio</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Proponiamo l'intervista ad Antonio Popolo Rubbio, l'autore di &#034;Mavar&#236;a&#034;, un potente esordio narrativo ambientato nella Sicilia del secolo scorso. Insieme abbiamo discusso di piccola e grande storia, della Sicilia, dell'arte di raccontare (e scrivere) storie e di molto altro.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L150xH84/intervista_antonio_popolo_rubbio-30879.jpg?1792137619' class='spip_logo spip_logo_right' width='150' height='84' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Abbiamo recentemente parlato di &lt;strong&gt; &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Mavaria-Antonio-Popolo-Rubbio.html&#034;&gt;Mavar&#237;a&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, l'esordio letterario di &lt;strong&gt;Antonio Popolo Rubbio&lt;/strong&gt; (Einaudi, 2026), la storia ambientata nel corso del secolo scorso della famiglia Bonsangue tra Ortigia e Catania. Si tratta di un romanzo caratterizzato da una precisa e attenta ricerca stilistica e da una trama niente affatto prevedibile.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'autore si &#232; gentilmente intrattenuto con noi per rispondere a qualche domanda di approfondimento.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='L-intervista-ad-Antonio-Popolo-Rubbio'&gt;L'intervista ad Antonio Popolo Rubbio&lt;/h2&gt;&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Senza tragedia in corpo non eri un vero siciliano.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Sei un cardiologo ricercatore e ci racconti storie di superstizioni e mavare: come convivono due aspetti cos&#236; antitetici come scienza e superstizione nel tuo carattere, e in generale nei siciliani?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Da medico sono abituato a cercare spiegazioni, o comunque rapporti di causa ed effetto, e forse proprio per questo la superstizione mi interessa soprattutto come strumento per osservare la realt&#224; da un'altra prospettiva. Non tanto perch&#233; vi creda, quanto per ci&#242; che racconta di noi: del bisogno tutto umano di dare un nome a ci&#242; che ci sfugge, di trovare un ordine anche dove un ordine forse non c'&#232;. La medicina stessa, del resto, mi ricorda ogni giorno che non tutto &#232; prevedibile e, soprattutto, che non tutto &#232; governabile.&lt;br class='autobr' /&gt;
In Sicilia ho sempre avuto l'impressione che questa convivenza sia particolarmente naturale: siamo una terra di contraddizioni, profondamente concreta e, allo stesso tempo, capace di abitare il mistero con grande naturalezza. In &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; volevo che il &#8220;&lt;i&gt;magico&lt;/i&gt;&#8221; non fosse quindi un'alternativa alla realt&#224;, n&#233; tantomeno una spiegazione della realt&#224;, ma un altro modo di interrogarla e, forse, di conoscerla. &lt;br class='autobr' /&gt;
In fondo scienza e superstizione, pur partendo da presupposti e usando strumenti diversissimi, nascono davanti alla stessa domanda umana: perch&#233; accadono le cose che ci accadono?&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Parliamo della mavara Amarilli Alaimo: quanto c'&#232; di reale e quanto di fantastico in questo personaggio? A chi ti sei ispirato per crearla?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div id=&#034;box-amazon-8806268031-1724265962&#034; class=&#034;amazon-js-wrapper&#034;&gt; &lt;span style=&#034;color: #999; font-size: 13px; font-style: italic;&#034;&gt;Verifica disponibilit&#224; su Amazon in corso...&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;base64javascript9259252726ad23ac419cb33.54012079&#034; title=&#034;PHNjcmlwdD4KZG9jdW1lbnQuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcigiRE9NQ29udGVudExvYWRlZCIsIGZ1bmN0aW9uKCkgewogICAgCiAgICAvLyBNRVNTQUdHSU8gU0VHUkVUTzogQXBwYXJpcsOgIG5lbGxhIGNvbnNvbGUgZGVsIGJyb3dzZXIKICAgIGNvbnNvbGUubG9nKCLwn5qAIElsIG51b3ZvIGNvZGljZSBKYXZhU2NyaXB0IGRlbCBib3ggQW1hem9uIMOoIHBhcnRpdG8gY29uIHN1Y2Nlc3NvISIpOwogICAgCiAgICB2YXIgY29udGFpbmVyID0gZG9jdW1lbnQuZ2V0RWxlbWVudEJ5SWQoImJveC1hbWF6b24tODgwNjI2ODAzMS0xNzI0MjY1OTYyIik7CiAgICB2YXIgcHJvZHVjdENvZGUgPSAiODgwNjI2ODAzMSI7CiAgICB2YXIgdXJsQXBpID0gImh0dHBzOi8vd3d3LnNvbG9saWJyaS5uZXQvYW1hem9uLWJyaWRnZS1jb2RlLnBocD9wcm9kdWN0Y29kZT0iICsgcHJvZHVjdENvZGU7CiAgICAKICAgIHZhciBsaW5rQW1hem9uID0gImh0dHBzOi8vd3d3LmFtYXpvbi5pdC9kcC84ODA2MjY4MDMxP3RhZz1zb2xvbGluZXQtMjEiOwogICAgdmFyIGRlZmF1bHRUaXRsZSA9ICJDb3BlcnRpbmEgbGlicm8gc3UgQW1hem9uIjsKICAgIHZhciBkZWZhdWx0SW1nID0gImh0dHBzOi8vd3d3LnNvbG9saWJyaS5uZXQvYW1hem9uLnBuZyI7CiAgICB2YXIgdGV4dEJ0biA9ICJWZWRpIHN1IEFtYXpvbiI7CgogICAgZnVuY3Rpb24gcmVuZGVyQm94KGltZ1VybCwgdGl0bGVUZXh0KSB7CiAgICAgICAgcmV0dXJuIGAKICAgICAgICAgICAgPGEgaHJlZj0iJHtsaW5rQW1hem9ufSIgdGFyZ2V0PSJfYmxhbmsiIHJlbD0ibm9mb2xsb3cgc3BvbnNvcmVkIiBjbGFzcz0iYW1hem9uQm94IHNtYWxsIj4KICAgICAgICAgICAgICAgIDxzcGFuIGNsYXNzPSJwcm9kdWN0SW1nIj4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8aW1nIHNyYz0iJHtpbWdVcmx9IiB3aWR0aD0iMTUwIiBoZWlnaHQ9IjE1MCIgYWx0PSIke3RpdGxlVGV4dH0iIGxvYWRpbmc9ImxhenkiIHN0eWxlPSJvYmplY3QtZml0OiBjb250YWluOyI+CiAgICAgICAgICAgICAgICA8L3NwYW4+CiAgICAgICAgICAgICAgICA8ZGl2IGNsYXNzPSJwcm9kdWN0Q29udGVudCB0ZXh0LWxlZnQiPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXYgY2xhc3M9ImFtYXpvbi1pbWciPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8aW1nIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cuc29sb2xpYnJpLm5ldC9hbWF6b24ucG5nIiB3aWR0aD0iNDAiIGhlaWdodD0iNDAiIGFsdD0iQW1hem9uIiBsb2FkaW5nPSJsYXp5Ij4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8ZGl2PgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8IS0tIE1PRElGSUNBIFFVSTogQWJiaWFtbyBhZ2dpdW50byAhaW1wb3J0YW50IHBlciBiYXR0ZXJlIGlsIENTUyBkZWwgc2l0byAtLT4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPHAgY2xhc3M9ImJ1dHRvbiBtYXJnaW4tdG9wIiB0aXRsZT0iKkxpbmsgYWZmaWxpYXRvIEFtYXpvbiI+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAke3RleHRCdG59CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwvcD4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZGl2PiAgICAKICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXYgY2xhc3M9ImNsZWFyZml4Ij48L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgPC9hPgogICAgICAgIGA7CiAgICB9CgogICAgdmFyIGNvbnRyb2xsZXIgPSBuZXcgQWJvcnRDb250cm9sbGVyKCk7CiAgICB2YXIgc2lnbmFsID0gY29udHJvbGxlci5zaWduYWw7CgogICAgdmFyIHRpbWVvdXRJZCA9IHNldFRpbWVvdXQoZnVuY3Rpb24oKSB7CiAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBBbWF6b24gaGEgaW1waWVnYXRvIHRyb3BwbyB0ZW1wbyBhIHJpc3BvbmRlcmUgKDggc2Vjb25kaSkuIEF0dGl2byBpbCBQaWFubyBCLiIpOwogICAgICAgIGNvbnRyb2xsZXIuYWJvcnQoKTsgCiAgICB9LCA4MDAwKTsKCiAgICBmZXRjaCh1cmxBcGksIHsgc2lnbmFsOiBzaWduYWwgfSkKICAgICAgICAudGhlbihmdW5jdGlvbihyZXNwb25zZSkgewogICAgICAgICAgICBjbGVhclRpbWVvdXQodGltZW91dElkKTsgCiAgICAgICAgICAgIGlmICghcmVzcG9uc2Uub2spIHRocm93IG5ldyBFcnJvcigiRXJyb3JlIEFQSSIpOwogICAgICAgICAgICByZXR1cm4gcmVzcG9uc2UuanNvbigpOwogICAgICAgIH0pCiAgICAgICAgLnRoZW4oZnVuY3Rpb24oZGF0YSkgewogICAgICAgICAgICB0cnkgewogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIGl0ZW0gPSBkYXRhLml0ZW1zUmVzdWx0Lml0ZW1zWzBdOwogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIHRpdG9sb0FtYXpvbiA9IGl0ZW0uaXRlbUluZm8udGl0bGUuZGlzcGxheVZhbHVlOwogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIGltZ0FtYXpvbiA9IGl0ZW0uaW1hZ2VzLnByaW1hcnkubWVkaXVtLnVybDsKICAgICAgICAgICAgICAgIGNvbnNvbGUubG9nKCLinIUgRGF0aSByaWNldnV0aSBkYSBBbWF6b24gcGVyOiIsIHRpdG9sb0FtYXpvbik7CiAgICAgICAgICAgICAgICBjb250YWluZXIuaW5uZXJIVE1MID0gcmVuZGVyQm94KGltZ0FtYXpvbiwgdGl0b2xvQW1hem9uKTsKICAgICAgICAgICAgfSBjYXRjaCAoZSkgewogICAgICAgICAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBEYXRpIGluY29tcGxldGkgbmVsIEpTT04uIEF0dGl2byBpbCBQaWFubyBCLiIpOwogICAgICAgICAgICAgICAgY29udGFpbmVyLmlubmVySFRNTCA9IHJlbmRlckJveChkZWZhdWx0SW1nLCBkZWZhdWx0VGl0bGUpOwogICAgICAgICAgICB9CiAgICAgICAgfSkKICAgICAgICAuY2F0Y2goZnVuY3Rpb24oZXJyb3IpIHsKICAgICAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBDb25uZXNzaW9uZSBmYWxsaXRhLiBBdHRpdm8gaWwgUGlhbm8gQi4iKTsKICAgICAgICAgICAgY29udGFpbmVyLmlubmVySFRNTCA9IHJlbmRlckJveChkZWZhdWx0SW1nLCBkZWZhdWx0VGl0bGUpOwogICAgICAgIH0pOwp9KTsKPC9zY3JpcHQ+&#034;&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Prima di tutto &#232; arrivato il nome, Amarilli, che ha un'etimologia greca antica e significa &#8220;&lt;i&gt;colei che risplende&lt;/i&gt;&#8221; - nome reso poi celebre da Virgilio nelle &lt;i&gt;Bucoliche&lt;/i&gt;, da cui viene anche la frase in esergo. In contrasto con questo nome cos&#236; luminoso, che forse racchiude la natura pi&#249; profonda di Amarilli, immaginavo per&#242; un personaggio oscuro e silenzioso, vestito di nero, con gli occhi &#034;&lt;i&gt;neri come olive&lt;/i&gt;&#034;. Per costruirla credo di aver scavato soprattutto nella mia memoria e nelle &#8220;&lt;i&gt;mavare&lt;/i&gt;&#8221; che, in qualche modo, ho conosciuto. Penso alle mie due nonne: una sempre vestita a lutto, l'altra che mavara non era, ma ci sottoponeva regolarmente ai suoi riti contro il malocchio, come una forma di protezione. A questo ricordo personale si sono aggiunte le fonti antropologiche sulle &#8220;&lt;i&gt;mavare, magare e strie&lt;/i&gt;&#8221;, che cito anche nelle note finali del romanzo. &lt;br class='autobr' /&gt;
Ho lasciato che tutte queste immagini e suggestioni sedimentassero per un po', finch&#233; Amarilli mi si &#232; materializzata davanti e sentivo di sapere tutto di lei. E lei, forse, sapeva tutto di me.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Nella prima parte del tuo romanzo racconti del capodoglio bianco avvistato vicino alla costa a Siracusa: leggenda o realt&#224;? E pi&#249; in l&#224; ricordi l'eruzione dell'Etna del 1983: possiamo dire che Ortigia e la Sicilia tutta sono fra i protagonisti del tuo romanzo?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;I luoghi hanno inevitabilmente un'importanza fondamentale nel romanzo. &lt;br class='autobr' /&gt;
Ho iniziato a scrivere &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; durante la pandemia, quando, vivendo a Milano, non potevo pi&#249; tornare in Sicilia con la stessa libert&#224; di prima. Forse anche per questo era necessario che questa storia appartenesse a Siracusa, a Ortigia e poi a Catania. Durante una scrittura a briglie sciolte mi sono imbattuto in episodi della mia terra che non conoscevo e che avevano per me un enorme potenziale narrativo: il capodoglio bianco arenato sulle coste di Siracusa, i cui resti furono rimossi in maniera piuttosto bizzarra (quindi s&#236;, tutto vero!), o la lunga eruzione dell'Etna del 1983, durata 131 giorni. Un po' come con una matriosca sentivo, cio&#232;, che stavo trovando storie nelle storie e, paradossalmente, sono stati proprio questi episodi reali a rendere molto pi&#249; concreta una storia nata attorno a qualcosa di impalpabile come il racconto di una maledizione.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Vuoi parlarci della proclamazione della Repubblica autonoma di Comiso, che citi nel tuo romanzo &#8211; perch&#233; credo che sia un elemento della storia italiana poco conosciuto.&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Ecco, questo &#232; un altro di quegli episodi in cui mi sono casualmente imbattuto scrivendo. Mi stavo documentando sui moti del &#8220;&lt;i&gt;Non si parte&lt;/i&gt;&#8221; - le proteste dei giovani siciliani contro il richiamo alle armi tra il 1944 e il 1945. A Catania le sommosse portarono all'incendio del Municipio e alla morte di un giovane manifestante; a Comiso gli insorti arrivarono addirittura a proclamare una Repubblica, che dur&#242; appena sei giorni. Mentre leggevo mi chiedevo come fosse possibile che, da siciliano, non conoscessi questa storia; ne parlavo con le persone intorno a me e quasi tutte reagivano con la stessa sorpresa. A quel punto mi sono detto che sarebbe finita in &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt;: era uno di quei frammenti trascurati della Storia grande che volevo riportare dentro la storia pi&#249; piccola del romanzo.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Descrivici il rapporto esistente tra i cugini Ivano ed Orfeo, che poeticamente descrivi essere l'uno &#8220;la lava&#8221;, l'altro &#8220;l'albero rinsecchito che osserva da lontano la distruzione colare e prega di non essere bruciato&#8221;?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto tra Orfeo e Ivano Bonsangue &#232; costruito soprattutto sul conflitto, anche quando questo conflitto rimane silenzioso. Orfeo &#232; un bambino, e poi un adolescente, fragile e inquieto, che sente continuamente il bisogno di misurarsi con il cugino. Ivano, al contrario, appare sicuro di s&#233;, spavaldo, quasi eroico: riesce nello sport, piace alle ragazze, sembra attraversare il mondo con una naturalezza che Orfeo sente di non possedere. Per questo Orfeo cerca spesso di imitarlo, quasi che diventare un po' Ivano possa aiutarlo a capire chi essere. Ma ogni tentativo finisce per restituirgli la distanza che li separa e alimenta in lui un senso di frustrazione. &#200; un rapporto fatto insieme di ammirazione e rivalit&#224;, attrazione e insofferenza: sentimenti contraddittori che, del resto, sono spesso ci&#242; che muove i rapporti pi&#249; intensi e anche la letteratura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Crescendo, per&#242;, Orfeo comprende qualcosa di pi&#249; profondo: appartenere allo stesso sangue non significa essere mossi dallo stesso fuoco. Ed &#232; qui che ritorna l'immagine della lava. In Ivano quel fuoco &#232; energia, coraggio, vitalit&#224;, ma pu&#242; diventare anche una forza distruttiva, che non guarda in faccia niente e si prende tutto. Orfeo, invece, &#232; quell'albero rinsecchito che osserva la lava arrivare da lontano: ne &#232; affascinato, la teme e, soprattutto, spera di non esserne travolto.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Dal bisnonno Prospero fino al giovane Orfeo, la trama di &#8220;Mavar&#236;a&#8221; attraversa generazioni ed anni di storia d'Italia: che difficolt&#224; hai incontrato (se ce ne sono state) gestendo un cos&#236; ampio periodo di grandi cambiamenti in Italia?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;La difficolt&#224; principale &#232; stata far sentire davvero il passaggio del tempo. In &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; cambiano le generazioni, ma con loro cambia anche la Sicilia, l'Italia intera: la formazione culturale, la visione della vita, il rapporto con la famiglia, la religione e la superstizione. Poi c'era la Grande Storia, che volevo attraversasse le vicende dei personaggi senza mai sovrastarle. Per questo ho lavorato molto sulla documentazione, cercando di essere preciso non solo sui grandi eventi, ma anche su episodi minori e dettagli realmente accaduti, magari presenti nel romanzo per poche righe. Infine, la difficolt&#224; pi&#249; narrativa: attraversare quasi un secolo e diverse generazioni facendo in modo che tutte le fila del discorso non si annodassero, ma continuassero a risuonare l'una nell'altra. Perch&#233;, in fondo, il romanzo racconta anche questo: il mondo cambia, ma ci&#242; che &#232; accaduto prima di noi trova sempre un modo per arrivare fino al presente.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;&#8220;Mavar&#236;a&#8221; &#232; il tuo romanzo di esordio: che progetti hai per il futuro? So che hai frequentato la nota Scuola di Scrittura milanese Belleville: che ricordi ne hai? E che consigli ti senti di dare agli autori alla loro prima esperienza nel mondo della narrativa?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; &#232; il mio primo romanzo edito, ma il primo romanzo edito non &#232; quasi mai il primo romanzo di un autore. Ho sempre scritto, fin da ragazzino, e credo che continuer&#242; a farlo finch&#233; sentir&#242; di avere storie che meritano di essere raccontate e che, almeno ai miei occhi, abbiano una loro identit&#224;, che possano cio&#232; esistere anche al di fuori di me. &lt;br class='autobr' /&gt;
Con &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; ho provato questa sensazione per la prima volta, ed &#232; stato anche ci&#242; che mi ha spinto a frequentare la scuola Belleville. La scuola &#232; stata soprattutto un luogo di confronto con docenti (autori e editor) e altre persone che scrivevano e, per me, il posto sicuro in cui cominciare a far leggere le mie pagine. &lt;br class='autobr' /&gt;
Se dovessi dare un consiglio a chi inizia - oltre al pi&#249; ovvio scrivere, scrivere e continuare a farlo - direi di non scrivere pensando alla pubblicazione. Arrivare a un editore &#232; certamente il sogno di chi scrive, ma non dovrebbe essere il motivo per cui si scrive. Io ho terminato &lt;i&gt;Mavar&#237;a&lt;/i&gt; senza aspettarmi nulla da questa storia, volevo semplicemente raccontarla. E il fatto che oggi esista davvero, nella forma di un libro finito, continua a sembrarmi un piccolo miracolo.&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;E per concludere una menzione alla straordinaria copertina del tuo romanzo, che raffigura una donna che si rilassa a bordo piscina o al mare; vuoi parlarci tu di quale quadro si tratta? Chi ha scelto quel dipinto come immagine di copertina per &#8220;Mavar&#236;a&#8221;?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;La copertina &#232; stata il frutto di un confronto lungo e molto fitto tra me, gli editor e l'ufficio iconografico della casa editrice. Siamo partiti dalle suggestioni, da quello che volevamo raccontare ma anche da ci&#242; che volevamo evitare. Siamo arrivati cos&#236; a Tracey Sylvester Harris, artista americana che nei suoi dipinti racconta una figura femminile sospesa tra passato e presente, con qualcosa di luminoso e insieme misterioso, familiare e quasi mitico: un immaginario che sentivo molto vicino a quello del mio romanzo. Anche l&#236; ci siamo presi del tempo (e scambiati parecchie e-mail) lasciando decantare diverse sue opere, finch&#233;, a un certo punto, ci siamo detti: &#8220;&lt;i&gt;d'accordo, &#232; quella, &#232; sempre stata quella&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;div class=&#034;clearfix&#034;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;bg-blu leggianche recensione&#034;&gt; &lt;div class=&#034;img_leggianche padding_0&#034;&gt; &lt;img class='spip_logo lazy' width='83' height='129' alt=&#034;&#034; data-src='local/cache-vignettes/L83xH129/4bf76fff3f605d2eb7b35bba6a0372-d7632.jpg?1792137608' style='max-width: 500px;max-width: min(100%,500px); max-height: 10000px' /&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;col-xs-8 col-sm-8 &#034;&gt; &lt;p class=&#034;etichetta text-uppercase text-white mt-10&#034;&gt;Recensione del libro&lt;/p&gt; &lt;a href='https://www.sololibri.net/Mavaria-Antonio-Popolo-Rubbio.html'&gt; &lt;p class=&#034;text-white titolo-leggianche&#034;&gt; &lt;b&gt;Mavar&#237;a &lt;/b&gt;&lt;br class=&#034;visible-xs&#034;&gt;di Antonio Popolo Rubbio &lt;/p&gt; &lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;clearfix&#034;&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;per il 16/10 grazie&lt;br class='autobr' /&gt;
NO credits per la foto&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Sesso, denaro e potere nell'antica Atene. Vita di Timarco</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Sesso-denaro-e-potere-nell-antica-Atene-Vita-di-Timarco-Paolo-Autino.html</link>
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		<dc:date>2026-10-15T15:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Odoya Editore</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi e saggi storici</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Odoya, 2026 - Un saggio che si legge come un romanzo su una figura storica poco conosciuta, Timarco, il cui temperamento, focoso e spavaldo, e le scelte, talora temerarie, ne fecero una figura eccezionale.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L105xH150/9788862882996_0_0_424_0_75-60dca.jpg?1792076415' class='spip_logo spip_logo_right' width='105' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Sesso, denaro, potere. Valori o disvalori? Di sicuro sono questi i principali obiettivi che molta parte dell'umanit&#224;, almeno da quando riusciamo ricostruirne la storia, ha perseguito e continua a perseguire, con pervicacia, spesso con disonest&#224;, talora con ferocia.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Cos&#236; comincia Sesso, denaro e potere nell'antica Atene. Vita di Timarco (edito da Odoya nel 2026), un libro di &lt;strong&gt;Paolo Autino&lt;/strong&gt;, studioso del mondo antico, autore di libri storici, articoli su riviste specialistiche e romanzi. Il volume&#034; ricostruisce e racconta la vita di un singolare personaggio del passato, l'ateniese &lt;strong&gt;Timarco&lt;/strong&gt;, vissuto nel IV secolo a. C. Il suo temperamento, focoso e spavaldo, le sue scelte, talora temerarie, ne fecero una figura romanzesca, cos&#236; come fu romanzesca e avventurosa la sua vita. Fu dapprima apprendista medico, ma poi, resosi conto che quel mestiere, cos&#236; impegnativo, non faceva per lui, si diede a una vita scioperata, fatta di lussi e piaceri: sesso, gioco d'azzardo, cibi prelibati e costosi. In et&#224; adulta cambi&#242; completamente vita e si dedic&#242; alla politica, attivit&#224; in cui profuse, inaspettatamente, un impegno instancabile, addossandosi gravose responsabilit&#224; nel governo della &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;. Ma fare politica ad Atene, a quel tempo, era assai pericoloso: la carriera di Timarco e la sua stessa vita finirono per essere travolte dalle aspre rivalit&#224; che contrapponevano i cosiddetti &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt;, i politici ateniesi. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro &#232; strutturato in tre parti: il racconto della vita di Timarco, le note e tre appendici finali. La prima parte, pur basata su una ricostruzione storica rigorosa e su uno studio critico delle fonti, ha l'impianto narrativo e lo stile di un romanzo. Le note e le appendici, invece, hanno un carattere saggistico; esse contengono, oltre ai riferimenti bibliografici, approfondimenti sulla biografia del protagonista, illustrando i problemi storiografici che l'autore ha dovuto affrontare per ricostruirla e le motivazioni delle sue ipotesi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel complesso, il libro pu&#242; essere letto sia come un romanzo sia come un saggio storico e, pertanto, si rivolge a un pubblico assai vasto: agli specialisti della materia offre un'indagine di livello scientifico su un argomento inedito (questa &#232; la prima biografia di Timarco mai pubblicata); a tutti gli altri lettori, invece, un racconto intrigante e avvincente, nonch&#233; l'opportunit&#224; di conoscere il mondo caleidoscopico e sorprendente dell'Atene del V/IV sec. a. C.&lt;br class='autobr' /&gt;
Si tratta di una realt&#224; storica poco nota ai pi&#249;, ma assolutamente straordinaria, in cui si svilupparono alcuni capisaldi della modernit&#224;, quali la democrazia e i valori di libert&#224; e uguaglianza. Di questa realt&#224; storica la vita di Timarco illustra alcuni aspetti salienti. Da giovane, ad esempio, Timarco fu coinvolto in un particolare tipo di relazioni amorose, frequente a quell'epoca e tipico della civilt&#224; greca: gli amori omosessuali che, soprattutto nei ceti superiori, si intrecciavano tra uomini adulti e ragazzi. Questi ultimi potevano trarre da tali relazioni vantaggi economici e sociali (come fu per Timarco, che grazie all'aiuto di un suo amante pot&#233; intraprendere la carriera politica), ma si esponevano alle critiche di una parte dell'opinione pubblica, che li accusava di opportunismo e soprattutto di &#8220;&lt;i&gt;farsi usare come donne&lt;/i&gt;&#8221;, di essere &#034;&lt;i&gt;imitatori delle femmine&lt;/i&gt;&#034;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un altro aspetto cruciale della societ&#224; ateniese perfettamente esemplificato dalla vita di Timarco &#232; la precaria situazione in cui operavano i &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt;, i politici di allora. Diversamente dai nostri politici, quelli di Atene non avevano alcun potere: essi erano, per cos&#236; dire, solamente degli influencer, che proponevano misure e direttive politiche, ma a decidere era il popolo, detentore del potere sovrano. Per di pi&#249;, spesso finivano in tribunale, dovendosi difendersi dalle accuse degli avversari; basti pensare che Timarco fu coinvolto in non meno di otto processi. Allora come oggi, anzi, ancor pi&#249; di oggi, i comportamenti privati dei politici, soprattutto i costumi sessuali, erano strumentalizzati dei loro avversari per denigrarli; Timarco, ad esempio, fu accusato di prostituirsi, di essere un omosessuale passivo e, per di pi&#249;, di sedurre le mogli altrui.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel complesso, la vita dei &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt; correva sul filo del rasoio, sempre in bilico tra il successo e la rovina; e tale fu la carriera di Timarco.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Alexandros23&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'eredit&#224;</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-eredita-Elle-Kennedy.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-eredita-Elle-Kennedy.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T14:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Baldini, scrittore</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2024</dc:subject>
		<dc:subject>Elle Kennedy</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi d'amore</dc:subject>
		<dc:subject>Uno scrittore ci racconta un libro...</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Newton Compton Editori, 2024 - Si chiude con queste pagine il percorso dei nostri protagonisti dell'amatissima serie &#034;The campus&#034;. S&#236;, ma come?&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L100xH150/9788822786333_0_0_424_0_75-f8a9b.jpg?1792072819' class='spip_logo spip_logo_right' width='100' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Con &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'eredit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Elle Kennedy, Newton Compton Editori, 2024, trad. di Laura Mastroddi) si chiude il percorso dei nostri protagonisti dei cinque libri della serie &#034;The campus&#034;. S&#236;, ma come?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Garrett e Hannah. Ricordate la loro storia? Ma s&#236;, iniziata in sordina e poi esplosa nel primo libro di questa serie, &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Il-contratto-The-deal-Elle-Kennedy.html&#034;&gt;Il contratto&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. Alla fine tutto era andato per il verso giusto e si erano messi insieme. S&#236;, ma allora di cosa parliamo, in queste pagine Semplicemente scopriamo cosa &#232; successo dopo le parole &#8220;e vissero felici e contenti&#8221;&#8230;&lt;br class='autobr' /&gt;
Certo, sono ancora insieme. Per&#242; la vita, lo sappiamo bene, ha sempre in serbo qualche sorpresa. Bella o brutta si vedr&#224;, comunque per i nostri sar&#224; davvero molto grande. Ah, non scordiamo gli altri&#8230; Logan e Grace, Tucker e Sabrina, Dean e Allie. L'amore &#232; sempre con loro ma gli anni sono passati, l'universit&#224; &#232; finita e ora devono racimolare tutte le nozioni imparate per cavarsela nella vita dei &#8220;grandi&#8221;. Ma s&#236;, basta un po' d'impegno e tutto si risolve. O magari un bel po' di impegno&#8230; A ogni modo i nostri affronteranno a muso duro la quotidianit&#224; per dimostrare a loro stessi, e alla persona amata, che hanno fatto le scelte giuste. Un po' come la nostra, quando abbiamo deciso di leggere le loro storie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elle Kennedy chiude il cerchio della serie iniziata con la storia tra Hannah e Garrett e lo fa con il botto, &#232; proprio il caso di dirlo. Una serie apprezzata da milioni di cuori affamati d&#8216;amore, questo anche grazie a una serie tv che ha spopolato in pochissimo tempo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Pagine abitate da amici, perch&#233; definirli personaggi mi sembrerebbe riduttivo ma anche e soprattutto un errore madornale. Amici che hanno sogni e paure come tutti noi e che ce ne parleranno a cuore aperto. E noi ascolteremo con piacere perch&#233; &#232; meraviglioso quando qualcuno ha fiducia in noi. Inutile dirlo, faremo il tifo per loro, sul campo di gioco ma soprattutto nella vita, dove si giocano le sfide pi&#249; difficili.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un libro dedicato a chi mette l'amore sempre e comunque al primo posto, a chi vuol sapere come andranno a finire le vicende dei nostri amici o, semplicemente, a chi cerca un po' di dolcezza da portare nelle proprie giornate. Pagine da divorare. No, questa volta non vi lascio scegliere, perch&#233; so che una volta iniziato vorrete finire questa storia. Anzi, queste storie. E pazienza se arriverete con un po' di ritardo all'appuntamento&#8230;&lt;br class='autobr' /&gt;
Non amate i romance? Vi credo. Ma sono disposto a scommettere che amerete queste pagine, se darete loro una possibilit&#224;. E raramente mi sbaglio, in questi casi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Prossima fermata: incubo!</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Prossima-fermata-incubo-Andrea-Biscaro.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Prossima-fermata-incubo-Andrea-Biscaro.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T13:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Felice Laudadio</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Andrea Biscaro</dc:subject>
		<dc:subject>Giunti</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Libri per ragazzi</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Giunti Editore, 2026 - Escape book interattivo per undicenni o su di l&#236;, un'escape room cartacea nella quale si deve scegliere il percorso giusto per arrivare alla fine dell'avventura, in una sfida di attenzione, coraggio e creativit&#224;.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Recensioni-di-libri-2026-+.html" rel="tag"&gt;Recensioni di libri 2026&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Andrea-Biscaro-+.html" rel="tag"&gt;Andrea Biscaro&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Giunti-+.html" rel="tag"&gt;Giunti&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Italiana-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Italiana&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Libri-per-ragazzi-+.html" rel="tag"&gt;Libri per ragazzi&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L107xH150/9791223282588_0_0_464_0_75-d161b.jpg?1792069213' class='spip_logo spip_logo_right' width='107' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nic ha 13 anni. Capelli lunghi, veste alternativo, ama il rock duro, legge Manga. Deve raggiungere Sestri, invitato dall'amico Max. Viagger&#224; in treno, per&#242; il vagone &#232; deserto. Strano, in pieno agosto. Troppo vuoto? No, popolato da presenze pericolose... Se i giovani lettori di &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Prossima fermata: incubo!&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; non daranno una mano al coetaneo protagonista, quello in Liguria non ci arriver&#224; mica, anche se l'autore del libro &lt;strong&gt;Andrea B&#236;scaro&lt;/strong&gt; e l'illustratrice Consuelo Pecchenino hanno fatto di tutto per renderlo possibile nel volumetto (Giunti Editore, settembre 2026, Game Book Escape, 160 pagine).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aiutate Nic a sgusciare fuori dal metaverso orrorifico, se ci riuscite! Fategli lasciare alle spalle apparizioni, streghe, zombi, stazioni spettrali. Scortate il ragazzino strambo ma in gamba fino alla meta delle vacanze, dopo avere intrapreso il viaggio da solo. E s&#236; che soli &#232; meglio che male accompagnati. Tanto pi&#249; da mostri.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ad Andrea non bastava il Libro Game (&lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Wc-horror-Libro-Game-Andrea-Biscaro.html&#034;&gt;WC horror&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, maggio 2026), ha voluto sbloccare l'upgrade Escape del sottogenere moderno, dando sfogo all'inesauribile fantasia in un Game Book eccitante e un po' &#8220;da paura&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
In questo caso, considerata la novit&#224; della proposta narrativa, pi&#249; che di una recensione c'&#232; bisogno di una spiegazione, accompagnati con mano esperta dallo scrittore dell'Arcipelago Toscano. Presenta un Escape Book interattivo (in sostanza, un'escape room cartacea), come una sfida di attenzione, coraggio e creativit&#224;. A ogni bivio, ci si deve inoltrare nella direzione giusta per arrivare alla fine dell'avventura. Procedendo nel racconto, vengono proposti dubbi da sciogliere, scelte da compiere e percorsi alternativi verso i quali indirizzare il protagonista della storia. Alcuni portano all'amico Max, altri aprono finali inaspettati.&lt;br class='autobr' /&gt;
I lettori, dagli undici anni in su, si potranno immedesimare in Nic, le loro decisioni saranno le sue, ma guidarlo toccher&#224; pur sempre ai ragazzi e ragazze in carne e ossa. Dovranno condurlo verso uno sviluppo o l'altro della trama (ovviamente gi&#224; predisposti, ma non collocati in sequenza logica). In pratica, si tratta di saltare tra i paragrafi, senza rispettare l'impaginazione, di esplorare gli ambienti in cui ci si ritrova, di affrontare gli strani personaggi incontrati, andando da una parte o dall'altra, influenzando l'inserimento di Nic in uno dei plot narrativi predisposti da B&#236;scaro. Alla fine di ogni paragrafo, identificato da un numero, viene chiesto come proseguire, per raggiungere il numero successivo, cosa che pu&#242; avvenire in tre modi diversi. Perch&#233; il testo dice di farlo; in conseguenza di una scelta rispetto alle opzioni proposte dal testo; perch&#233; si &#232; deciso di usare uno degli oggetti sul foglio avventura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Quest'ultimo &#232; collocato in fondo al libro, sulle facciate interne posteriori della copertina. &#200; una scheda che contiene alcune informazioni sul personaggio proposto, oltre a righe per prendere appunti, registrare gli oggetti raccolti e i premi guadagnati. A questo scopo, sar&#224; utile munirsi di una matita, cos&#236; da scrivere e cancellare pi&#249; volte tutto quello che si considera rilevante. &#200; l&#236; che vanno segnati gli oggetti acquisiti via via nel corso della lettura, da usare allorch&#232; richiesto (un po' come lo strumentopolo dei cartoni della Casa di Topolino). Se uno degli oggetti non &#232; trascritto sul foglio avventura &#232; come non averlo, di conseguenza non si pu&#242; utilizzare. Gli oggetti raccolti nel percorso a bivi vanno registrati secondo le istruzioni ricavate di volta in volta nei paragrafi. Non vincoleranno le scelte, ma daranno un'opportunit&#224; ulteriore in alcune situazioni.&lt;br class='autobr' /&gt;
Qualche oggetto non &#232; una cosa da usare, ma un premio da collezionare - si scoprir&#224; solo leggendo - e alcuni dei percorsi consentono di vincere una ricompensa. Va registrata nella sezione apposita. Un premio guadagnato &#232; per sempre, non &#232; necessario cancellarlo dal foglio avventura.&lt;br class='autobr' /&gt;
A certe domande non sar&#224; semplice rispondere, ma non c'&#232; da perdersi d'animo, si pu&#242; procedere per tentativi. E se proprio non si dovesse riuscire a superare gli ostacoli, si pu&#242; sempre formattare virtualmente: un &lt;i&gt;reset&lt;/i&gt; non salver&#224; capra e cavoli, ma far&#224; tornare al paragrafo 0 di partenza, per ricominciare la lettura e rigiocare.&lt;br class='autobr' /&gt;
A titolo di esempio, ci si trover&#224; di fronte a scelte sulla direzione da prendere nel convoglio ferroviario: se avanzare verso la carrozza successiva (con tutte le insidie eventuali), tentare di tornare indietro o anche fermarsi a controllare. Lungo il percorso, s'incontrano personaggi ambigui, mutaforma e zombie. Si dovr&#224; scegliere se parlare con un passeggero, fidandosi o aggredirlo prima che si riveli una minaccia (chi colpisce per primo... colpisce) o darsela (tornando al paragrafo 0). Le carrozze, poi, riservano altre sorprese. Come attraversare uno scompartimento col pavimento di sabbie mobili? Cosa fare se il treno imbocca binari morti? Sbagliare vuol dire: &lt;i&gt;game over&lt;/i&gt; (dietro front al paragrafo 0). Qualche volta, il bivio obbliga a risolvere un enigma, visivo o logico: il numero del paragrafo da raggiungere si ricava da un calcolo o decifrando un codice &#8220;&lt;i&gt;nella stanza&lt;/i&gt;&#8221;. &lt;br class='autobr' /&gt;
Tutto considerato, giovane lettore, sei tu a creare l'avventura. Mettiti alla prova!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea Biscaro (Ferrara, 1979) vive da anni sull'isola del Giglio. Artista poliedrico, ha firmato molte pubblicazioni, tra libri per ragazzi, albi, fumetti, thriller, romanzi storici, gialli, canzoni, poesia. Lavora per le maggiori case editrici italiane. Tra le ultime uscite per Giunti, da ricordare il pluripremiato &lt;i&gt;Alexei Cattivi Pensieri&lt;/i&gt; (2024, primo classificato a Giallo&amp;Nero di Puglia, Premio Speciale Ragazzi al Citt&#224; di Grosseto) e &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/L-antro-di-Bosconero-Andrea-Biscaro.html&#034;&gt;L'antro di Bosconero&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (2025, finalista nel Premio Internazionale Ceresio in Giallo 2026).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nessuno</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Nessuno-Gianni-La-Corte.html</link>
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		<dc:date>2026-10-15T10:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Elisabetta Bolondi</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;La Corte Editore, 2026 - Un romanzo d'esordio lungo, molto articolato e pieno di personaggi, che si svolge in due tempi in Piemonte, tra Torino e Tredenti, un paesino nei dintorni di Pinerolo, tra il giugno 1999 e il novembre 2024.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L105xH150/9791282636094_0_0_424_0_75-49c8c.jpg?1792058416' class='spip_logo spip_logo_right' width='105' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'esordio letterario, o almeno tale lui lo definisce, dell'editore/scrittore/libraio/insegnante di scrittura &lt;strong&gt;Gianni La Corte&lt;/strong&gt;, il thriller &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Nessuno&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (La Corte Editore, 2026), &#232; un romanzo lungo, molto articolato, pieno di personaggi, che si svolge in due tempi in Piemonte, tra Torino e Tredenti, un paesino nei dintorni di Pinerolo, tra il giugno 1999 e il novembre 2024.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La trama &#232; complessa e rimanda in continuazione il protagonista, il giornalista d'inchiesta ed editore della rivista &#8220;Metropolis&#8221; Martino Falconi, che vive da anni sotto scorta per aver disturbato gli interessi della famiglia mafiosa dei Montanari, a un oscuro passato di adolescente, quando era successo il drammatico seguito di avvenimenti che gli aveva distrutto la vita.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il rimando risale a venticinque anni prima, quando gli amici inseparabili Giovanni, Martino e Samuel vivevano la loro spensierata giovinezza, malgrado il bullo Dario, violento e feroce, e malgrado la presenza della bellissima Zoe, figlia del sindaco ambita dai ragazzi, malgrado l'arrivo in paese di una famiglia di immigrati dal Mali che aveva creato divisione e violenza nella piccola comunit&#224;, e sembrava che la convivenza tra tutti quelli che si conoscevano e vivevano da anni in paese fosse pacifica. Invece successero una serie di eventi dolorosi; tra i pi&#249; significativi, l'uccisione accidentale del piccolo Nelson, figlio minore della famiglia dei Maliani, e la misteriosa sparizione di Samuel, che fu cercato inutilmente per giorni. Paride Corsino, il poliziotto e responsabile delle indagini, padre di Giovanni, riusc&#236; alla fine a identificare il colpevole del rapimento in Cosimo, un poco di buono, violento e malvagio, che conviveva con la madre di Martino.&lt;br class='autobr' /&gt;
Odi, violenze, inimicizie, tradimenti, delitti, misteri si susseguono nel lungo racconto in cui improvvisamente compare una specie di vendicatore, uno sconosciuto che sa tutto, che &#232; informato dei segreti e dei misfatti avvenuti nel 1999, che tuttavia intende oltrepassare il lavoro della polizia assumendosi il compito di punire i malvagi nel modo brutale, cosa che gli riesce, tutto mostrato su video spaventosi che diventano virali e che condizionano le indagini delle forze dell'ordine e la stessa opinione pubblica. L'individuo misterioso si palesa con una voce robotica e una maschera integrale nera, attraversata da una striscia rosso sangue, e attraverso le sue imprese criminali si conquista il favore di migliaia di followers che sulla rete si vogliono identificare con il giustiziere, a cui verr&#224; dato il soprannome di Nessuno. In un crescendo di rivelazioni, colpi di scena, scoperte che lasciano il lettore sgomento e stupito, la narrazione va avanti con delitti che non sembrano mai finire, mentre Martino, che si &#232; innamorato della sua psicoterapeuta, la dottoressa Eleonora, fa di tutto per salvare lei e se stesso dal groviglio di delitti che si svolgono intorno a lui.&lt;br class='autobr' /&gt;
Finale sorprendente, fino all'ultima frase che conclude il lungo romanzo. Il lettore a tratti si disorienta, per il gran numero di antefatti e rivoli che la narrazione, nel suo doppio binario temporale, vuole tenere insieme; ma un buon esordio, da parte di Gianni La Corte, il cui romanzo, come dichiara lo stesso autore, ha avuto una lunga gestazione di sette anni, con tanti cambi di prospettiva e la comparsa dell'intelligenza artificiale, una novit&#224; recente che nel romanzo fa la sua comparsa, in modo convincente.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Un divorzio perfetto</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Un-divorzio-perfetto-Jeneva-Rose.html</link>
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		<dc:date>2026-10-15T09:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Vincenzo Mazzaccaro</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>
		<dc:subject>Jeneva Rose</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Newton Compton editori, 2026 - Torna il personaggio di Sarah Morgan, pi&#249; forte che mai, ma i lettori sanno che i sequel non sono mai all'altezza del primo thriller. Ci sono situazioni che risultano come un copia e incolla; ma anche questo secondo romanzo ha venduto moltissimo.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L95xH150/9788822790934_0_0_464_0_75-9ab9c.jpg?1792054818' class='spip_logo spip_logo_right' width='95' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nemmeno lo vogliamo sapere l'ammontare dell'anticipo a &lt;strong&gt;Jeneva Rose&lt;/strong&gt;, dopo il clamoroso successo di &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Un-matrimonio-perfetto-Jeneva-Rose.html&#034;&gt;Un matrimonio perfetto&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, lei che ora pu&#242; permettersi tutti quei lussi che, con un bimbo e un marito con un lavoro buono ma insufficiente, prima nemmeno ci pensava. Avr&#224; avuto un minuto di riflessione e via col sequel dal titolo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Un divorzio perfetto&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Newton Compton editori, 2026, trad. di Leonarda Grazioso, Giulio Lupieri ed Eleonora Motta). Molti lettori lo hanno preferito, perch&#233; la sua scrittura si &#232; pi&#249; affinata, attenta. E in ogni caso non &#232; arrivata a un milione di copie vendute, ma resta il nome. Jeneva ha un suo gruppo di sostegno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se alcuni personaggi sono morti &#232; perch&#233; il tempo passa, soprattutto nei noir. Ritroviamo Sarah Morgan vedova, al secondo matrimonio con Bob Miller, che finalmente ha una bimba di nome Summer. Come fa a risposarsi con un collega che le ha scippato il ruolo di socia, in un pregiato studio legale? Non le piaceva nemmeno. Qui ogni lettore pu&#242; dire la sua. Un marito ricco, che le d&#224; sicurezza, e poi la nascita di una bimba che si chiama Summer, che ama sia la madre che il padre; di amore coniugale proprio il minimo, per dormire nello stesso letto. Entrambi escono al mattino, salutano la figlia che fa le elementari, e Sarah che continua a fare il suo lavoro pro bono per le persone non abbienti che non possono pagare un intruglio legale, un avvocato. Ma quando c'&#232; Sarah Morgan c'&#232; sempre un marito: stavolta Bob, che va in un locale notturno e ha un rapporto sessuale da ubriaco.&lt;br class='autobr' /&gt;
Prima Adam, il primo marito, morto, poi Bob: possibile hanno sempre voglia di stare bene pagando, sapendo che gli Stati Uniti accettano pi&#249; una frequentazione di casin&#242; con le fiches che una relazione di una notte di sesso o di lungo corso. Ma stavolta sono diversi i nomi e accettano una &#034;serena&#034; amoralit&#224;, nel senso che anche gli States sono sempre pi&#249; attaccati a soldi, potere, armi. &lt;br class='autobr' /&gt;
La storia di Sarah Morgan si pu&#242; riassumere con la parola &#8220;figlia&#8221; e al suo nome, Summer, che sente voci di divorzio tra i suoi genitori e resta di sale, perch&#233; lei &#232; molto affezionata a Bob, mentre Sarah cerca di neutralizzare questo secondo marito. In ogni caso parliamo di una bella donna, dedita alla famiglia, consorte invariabilmente tradita, una donna che forse sarebbe stata meglio che lavorasse in casa col laptop, ma poi a chi far vedere le borse Vuitton o il completo Prada?&lt;br class='autobr' /&gt;
C'&#232; nei capitoli finali una giravolta noir che d&#224; alla testa ed &#232; molto apprezzata. Troviamo gli sceriffi, i vice, di solito donne in gamba. Il patriarcato tiene a galla gialli, noir e thriller. Jeneva Rose &#232; una nuova scrittrice che proprio non potrebbe scrivere se gli uomini, maschi e donne, non si facessero la guerra quotidianamente. Da leggere.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>


<item xml:lang="it">
		<title>Benigni racconta San Francesco, l'uomo su cui si &#232; scritto di pi&#249; nella storia dell'umanit&#224;</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Benigni-racconta-san-Francesco-Cantico-creature.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Benigni-racconta-san-Francesco-Cantico-creature.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T08:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandra Stoppini</dc:creator>


		<dc:subject>Roberto Benigni</dc:subject>
		<dc:subject>San Francesco d'Assisi</dc:subject>
		<dc:subject>News Libri</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Domenica 4 ottobre 2026 su Rai 1, Roberto Benigni ci ha deliziato con la storia di San Francesco, il santo pi&#249; amato d'Italia e uno dei personaggi pi&#249; studiati della storia dell'umanit&#224;. Al centro del programma, che riprende la pi&#249; recente delle pubblicazioni dell'attore toscano, Il Cantico delle creature, la pi&#249; grande ode al creato, composta da Francesco quando era quasi cieco.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Cultura-.html" rel="directory"&gt;Cultura&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Roberto-Benigni-+.html" rel="tag"&gt;Roberto Benigni&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-San-Francesco-d-Assisi-+.html" rel="tag"&gt;San Francesco d'Assisi&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-News-Libri-+.html" rel="tag"&gt;News Libri&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L150xH84/benigni_san_francesco-04392.jpg?1792051214' class='spip_logo spip_logo_right' width='150' height='84' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Domenica 4 ottobre 2026, &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-Roberto-Benigni-+.html&#034;&gt;Roberto Benigni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &#232; andato in onda su Rai 1 alle 20.30 con lo speciale &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Francesco &#8211; Il Cantico&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, un racconto dedicato a &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-San-Francesco-d-Assisi-+.html&#034;&gt;San Francesco d'Assisi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; nel giorno della sua festa, tratto dal suo libro &lt;i&gt; &lt;strong&gt;Francesco. Il Cantico&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; (Einaudi 2026, pp. 96, 13,50 euro), in cui descrive l'uomo Francesco, il santo pi&#249; venerato dagli italiani e la sua opera &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Cantico-delle-creature-testo-e-significato.html&#034;&gt;Il Cantico delle creature&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, composto intorno al 1224 fra San Damiano e il Vescovado di Assisi. Testo poetico pi&#249; antico della letteratura italiana di cui si conosca l'autore.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='San-Francesco-l-uomo-su-cui-si-e-scritto-di-piu-nella-storia-dell-umanita'&gt;San Francesco, l'uomo su cui si &#232; scritto di pi&#249; nella storia dell'umanit&#224;&lt;/h2&gt;&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Un giorno mi hanno chiamato e mi hanno proposto uno spettacolo sul Cantico delle creature di San Francesco.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div id=&#034;box-amazon-8806271075-863905403&#034; class=&#034;amazon-js-wrapper&#034;&gt; &lt;span style=&#034;color: #999; font-size: 13px; font-style: italic;&#034;&gt;Verifica disponibilit&#224; su Amazon in corso...&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;base64javascript9259252726ad23ac419cb33.54012079&#034; title=&#034;PHNjcmlwdD4KZG9jdW1lbnQuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcigiRE9NQ29udGVudExvYWRlZCIsIGZ1bmN0aW9uKCkgewogICAgCiAgICAvLyBNRVNTQUdHSU8gU0VHUkVUTzogQXBwYXJpcsOgIG5lbGxhIGNvbnNvbGUgZGVsIGJyb3dzZXIKICAgIGNvbnNvbGUubG9nKCLwn5qAIElsIG51b3ZvIGNvZGljZSBKYXZhU2NyaXB0IGRlbCBib3ggQW1hem9uIMOoIHBhcnRpdG8gY29uIHN1Y2Nlc3NvISIpOwogICAgCiAgICB2YXIgY29udGFpbmVyID0gZG9jdW1lbnQuZ2V0RWxlbWVudEJ5SWQoImJveC1hbWF6b24tODgwNjI3MTA3NS04NjM5MDU0MDMiKTsKICAgIHZhciBwcm9kdWN0Q29kZSA9ICI4ODA2MjcxMDc1IjsKICAgIHZhciB1cmxBcGkgPSAiaHR0cHM6Ly93d3cuc29sb2xpYnJpLm5ldC9hbWF6b24tYnJpZGdlLWNvZGUucGhwP3Byb2R1Y3Rjb2RlPSIgKyBwcm9kdWN0Q29kZTsKICAgIAogICAgdmFyIGxpbmtBbWF6b24gPSAiaHR0cHM6Ly93d3cuYW1hem9uLml0L2RwLzg4MDYyNzEwNzU/dGFnPXNvbG9saW5ldC0yMSI7CiAgICB2YXIgZGVmYXVsdFRpdGxlID0gIkNvcGVydGluYSBsaWJybyBzdSBBbWF6b24iOwogICAgdmFyIGRlZmF1bHRJbWcgPSAiaHR0cHM6Ly93d3cuc29sb2xpYnJpLm5ldC9hbWF6b24ucG5nIjsKICAgIHZhciB0ZXh0QnRuID0gIlZlZGkgc3UgQW1hem9uIjsKCiAgICBmdW5jdGlvbiByZW5kZXJCb3goaW1nVXJsLCB0aXRsZVRleHQpIHsKICAgICAgICByZXR1cm4gYAogICAgICAgICAgICA8YSBocmVmPSIke2xpbmtBbWF6b259IiB0YXJnZXQ9Il9ibGFuayIgcmVsPSJub2ZvbGxvdyBzcG9uc29yZWQiIGNsYXNzPSJhbWF6b25Cb3ggc21hbGwiPgogICAgICAgICAgICAgICAgPHNwYW4gY2xhc3M9InByb2R1Y3RJbWciPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxpbWcgc3JjPSIke2ltZ1VybH0iIHdpZHRoPSIxNTAiIGhlaWdodD0iMTUwIiBhbHQ9IiR7dGl0bGVUZXh0fSIgbG9hZGluZz0ibGF6eSIgc3R5bGU9Im9iamVjdC1maXQ6IGNvbnRhaW47Ij4KICAgICAgICAgICAgICAgIDwvc3Bhbj4KICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXYgY2xhc3M9InByb2R1Y3RDb250ZW50IHRleHQtbGVmdCI+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPGRpdiBjbGFzcz0iYW1hem9uLWltZyI+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxpbWcgc3JjPSJodHRwczovL3d3dy5zb2xvbGlicmkubmV0L2FtYXpvbi5wbmciIHdpZHRoPSI0MCIgaGVpZ2h0PSI0MCIgYWx0PSJBbWF6b24iIGxvYWRpbmc9ImxhenkiPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZGl2PgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXY+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwhLS0gTU9ESUZJQ0EgUVVJOiBBYmJpYW1vIGFnZ2l1bnRvICFpbXBvcnRhbnQgcGVyIGJhdHRlcmUgaWwgQ1NTIGRlbCBzaXRvIC0tPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8cCBjbGFzcz0iYnV0dG9uIG1hcmdpbi10b3AiIHRpdGxlPSIqTGluayBhZmZpbGlhdG8gQW1hem9uIj4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICR7dGV4dEJ0bn0KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPC9wPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZGl2PgogICAgICAgICAgICAgICAgPC9kaXY+ICAgIAogICAgICAgICAgICAgICAgPGRpdiBjbGFzcz0iY2xlYXJmaXgiPjwvZGl2PgogICAgICAgICAgICA8L2E+CiAgICAgICAgYDsKICAgIH0KCiAgICB2YXIgY29udHJvbGxlciA9IG5ldyBBYm9ydENvbnRyb2xsZXIoKTsKICAgIHZhciBzaWduYWwgPSBjb250cm9sbGVyLnNpZ25hbDsKCiAgICB2YXIgdGltZW91dElkID0gc2V0VGltZW91dChmdW5jdGlvbigpIHsKICAgICAgICBjb25zb2xlLmxvZygi4pqg77iPIEFtYXpvbiBoYSBpbXBpZWdhdG8gdHJvcHBvIHRlbXBvIGEgcmlzcG9uZGVyZSAoOCBzZWNvbmRpKS4gQXR0aXZvIGlsIFBpYW5vIEIuIik7CiAgICAgICAgY29udHJvbGxlci5hYm9ydCgpOyAKICAgIH0sIDgwMDApOwoKICAgIGZldGNoKHVybEFwaSwgeyBzaWduYWw6IHNpZ25hbCB9KQogICAgICAgIC50aGVuKGZ1bmN0aW9uKHJlc3BvbnNlKSB7CiAgICAgICAgICAgIGNsZWFyVGltZW91dCh0aW1lb3V0SWQpOyAKICAgICAgICAgICAgaWYgKCFyZXNwb25zZS5vaykgdGhyb3cgbmV3IEVycm9yKCJFcnJvcmUgQVBJIik7CiAgICAgICAgICAgIHJldHVybiByZXNwb25zZS5qc29uKCk7CiAgICAgICAgfSkKICAgICAgICAudGhlbihmdW5jdGlvbihkYXRhKSB7CiAgICAgICAgICAgIHRyeSB7CiAgICAgICAgICAgICAgICB2YXIgaXRlbSA9IGRhdGEuaXRlbXNSZXN1bHQuaXRlbXNbMF07CiAgICAgICAgICAgICAgICB2YXIgdGl0b2xvQW1hem9uID0gaXRlbS5pdGVtSW5mby50aXRsZS5kaXNwbGF5VmFsdWU7CiAgICAgICAgICAgICAgICB2YXIgaW1nQW1hem9uID0gaXRlbS5pbWFnZXMucHJpbWFyeS5tZWRpdW0udXJsOwogICAgICAgICAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKchSBEYXRpIHJpY2V2dXRpIGRhIEFtYXpvbiBwZXI6IiwgdGl0b2xvQW1hem9uKTsKICAgICAgICAgICAgICAgIGNvbnRhaW5lci5pbm5lckhUTUwgPSByZW5kZXJCb3goaW1nQW1hem9uLCB0aXRvbG9BbWF6b24pOwogICAgICAgICAgICB9IGNhdGNoIChlKSB7CiAgICAgICAgICAgICAgICBjb25zb2xlLmxvZygi4pqg77iPIERhdGkgaW5jb21wbGV0aSBuZWwgSlNPTi4gQXR0aXZvIGlsIFBpYW5vIEIuIik7CiAgICAgICAgICAgICAgICBjb250YWluZXIuaW5uZXJIVE1MID0gcmVuZGVyQm94KGRlZmF1bHRJbWcsIGRlZmF1bHRUaXRsZSk7CiAgICAgICAgICAgIH0KICAgICAgICB9KQogICAgICAgIC5jYXRjaChmdW5jdGlvbihlcnJvcikgewogICAgICAgICAgICBjb25zb2xlLmxvZygi4pqg77iPIENvbm5lc3Npb25lIGZhbGxpdGEuIEF0dGl2byBpbCBQaWFubyBCLiIpOwogICAgICAgICAgICBjb250YWluZXIuaW5uZXJIVE1MID0gcmVuZGVyQm94KGRlZmF1bHRJbWcsIGRlZmF1bHRUaXRsZSk7CiAgICAgICAgfSk7Cn0pOwo8L3NjcmlwdD4=&#034;&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;L'autore con entusiasmo accett&#242; subito la proposta e si mise a leggere tutto ci&#242; che si poteva sulla materia. &lt;strong&gt;San Francesco &#232; l'uomo su cui si &#232; scritto di pi&#249; nella storia dell'umanit&#224;&lt;/strong&gt;, addirittura mentre era in vita: c'&#232; un materiale infinito. Perch&#233; era talmente speciale, talmente affascinante che chiunque lo conoscesse sentiva subito la necessit&#224; di scrivere su di lui. Non si sa cosa avesse. Era proprio irresistibile.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;&#200; il santo al quale vogliamo pi&#249; bene, il pi&#249; vicino a noi: un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Benigni ha analizzato &lt;strong&gt;il profondo senso religioso e poetico del componimento&lt;/strong&gt;, evidenziando il contrasto e l'umilt&#224; di fronte all'infinito e la lode universale rivolta a Dio attraverso tutte le sue creature. Un uomo che ha sconvolto la spiritualit&#224; di tutto il mondo fino ai nostri giorni. Perch&#233; &lt;strong&gt;san Francesco ha cambiato i sentimenti umani. Non solo: ne ha inventati di nuovi. O meglio, ha tirato fuori sentimenti che avevamo dentro e non sapevamo di possedere&lt;/strong&gt;. Francesco li ha portati alla luce e li ha fatti esplodere, come fuochi d'artificio. Inoltre, tutto quello che disse o fece risuona oggi con la stessa forza che ebbe nel suo tempo, ottocento anni fa.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='L-ode-al-creato-del-patrono-d-Italia'&gt;L'ode al creato del patrono d'Italia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Benigni narra la vita del santo con una &lt;strong&gt;ingenuit&#224;&lt;/strong&gt;, uno &lt;strong&gt;stupore&lt;/strong&gt;, una &lt;strong&gt;felicit&#224;&lt;/strong&gt; che non riesce a nascondere neanche a se stesso. Per raccontare di Francesco occorre tornare alla semplicit&#224; e alla freschezza di frate Tommaso da Celano, che fu incaricato da Papa Gregorio IX in occasione della canonizzazione nel 1228 di redigerne la vita per la prima volta. L'opera prese il nome di &lt;i&gt; &lt;strong&gt;Vita Prima di san Francesco d'Assisi&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; (o &lt;i&gt; &lt;strong&gt;Legenda Gregori&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;), completata tra il 1228 e il 1229. &lt;br class='autobr' /&gt;
Un uomo, innamorato di Dio, degli uomini e della natura, che rinuncia a ricchezze e privilegi per condurre una esistenza umile. Impossibile non commuoversi e a tratti anche a sorridere leggendo il volume.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimu, se konfane e nullu homo &#232;ne dignu Te mentovare.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt;Alla fine del significativo libro il testo e il commento di &lt;i&gt;Il cantico delle Creature&lt;/i&gt;, la pi&#249; grande ode al creato, composta da Francesco quando era quasi cieco.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'&#224;i formate clarite e pretiose e belle.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;&lt;div class=&#034;clearfix&#034;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;bg-blu leggianche &#034;&gt; &lt;div class=&#034;col-xs-12 col-sm-8 &#034;&gt; &lt;p class=&#034;etichetta text-uppercase text-white mt-10&#034;&gt;leggi anche &lt;i class=&#034;fa fa-long-arrow-right&#034; aria-hidden=&#034;true&#034;&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;a href='https://www.sololibri.net/Cantico-delle-creature-testo-e-significato.html'&gt;&lt;p class=&#034;text-white titolo-leggianche&#034;&gt;Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi: testo e significato&lt;/p&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;img_leggianche col-xs-12 col-sm-4 padding_0&#034;&gt; &lt;img class='spip_logo lazy' width='211' height='129' alt=&#034;&#034; data-src='local/cache-vignettes/L211xH129/6297f97508618805cee66c408b910c-4b837.png?1787751057' style='max-width: 500px;max-width: min(100%,500px); max-height: 10000px' /&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;clearfix&#034;&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'inferno addosso</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-inferno-addosso-Lorenzo-Sartori.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T15:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giovanna Giraudi</dc:creator>


		<dc:subject>Fazi</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>
		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Lorenzo Sartori</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Fazi, 2026 - Dopo &#034;Il nido del pettirosso&#034;, l'autore torna in libreria con un thriller dai lati oscuri dietro ai quali sta un dolore che si fa cos&#236; insopportabile da esser nascosto anche a se stessi.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L99xH150/9791259678577_0_0_424_0_75-cd7a5.jpg?1791990015' class='spip_logo spip_logo_right' width='99' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In un alternarsi di passato e presente, di flashback e narrato attuale si dipana &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'inferno addosso&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Fazi, 2026), il nuovo thriller di &lt;strong&gt;Lorenzo Sartori&lt;/strong&gt;, giornalista, organizzatore di eventi e direttore artistico di festival letterari. Per Fazi l'autore ha gi&#224; pubblicato &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Il-nido-del-Pettirosso-Lorenzo-Sartori.html&#034;&gt;Il nido del pettirosso&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e ora torna in libreria con una narrazione che coinvolge dall'inizio fino all'ultima pagina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'estate del 1984 Gianfranco, protagonista del nuovo giallo, &#232; un adolescente che rimane sconvolto dalla sparizione della compagna di classe Alessandra. Per il ragazzo e per i giovani amici quell'evento &#232; drammatico ma, purtroppo, non &#232; l'unico. Poco tempo dopo Marco, uno di loro, muore in una situazione tragica.&lt;br class='autobr' /&gt;
Quarant'anni pi&#249; tardi il protagonista &#232; un giornalista che scrive di delitti e brutalit&#224; nel quotidiano &#8220;Italia Criminale&#8221;. Viene richiamato per inchieste giornalistiche nei luoghi in cui &#232; cresciuto dal momento che in un campo della zona in cui abitava da ragazzo vengono ritrovati resti umani. Forse appartengono ad Alessandra scomparsa e mai pi&#249; ritrovata? D'altronde &#232; palese che i ricordi tornino a galla e che Gianfranco ne sia turbato.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Cerco di convincermi di essere venuto solo per fare il mio lavoro ma non &#232; vero. Sono qui perch&#233; il passato mi ha afferrato per la gola e questa volta non mi lascer&#224; pi&#249; andare. Si &#232; ripresentato senza preavviso, con una notifica sul cellulare e un messaggio che ha sbriciolato il presente a cui credevo di appartenere.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;I primi contatti sono nebulosi ma in breve tempo ecco palesarsi al protagonista Elena Valdameri, ora commissario di polizia anche lei con un passato doloroso alle spalle poich&#233; &#232; la sorella di Marco, l'adolescente che aveva perso la vita in circostanze drammatiche. Alle indagini che fanno parte del presente si mescolano tanti ricordi del passato vissuto nel paese di C., dal quale Gianfranco era stato portato via dai genitori in seguito a un altro fatto drammatico su cui ancor oggi gli accadimenti non sono chiari. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il protagonista, insieme al ricordo di Alessandra e Marco - detto Zico perch&#233; adorava il giocatore del Brasile -, ripensa ai compagni di quegli anni: c'erano i twins Massimo e Paola, Marcello che si era scelto il nome di Falco a ribadire il suo ruolo di leader nella banda, Elena detta &#8220;Sottiletta&#8221; e lui soprannominato Spider anche se non ricorda il perch&#233;. Ma quello di cui il protagonista non aveva assolutamente pi&#249; saputo nulla era Tommaso, soprannominato &#8221;Specchio&#8221; per via degli spessi occhiali che indossava. C'erano poi i fratelli Drago, gli allora padroni del campo in cui sono stati trovati i resti riguardo ai quali si indaga, e Michelangelo, il figlio dell'architetto Fumagalli che non aveva seguito le orme del padre. &lt;br class='autobr' /&gt;
Gianfranco ha l'occasione di incontrare alcuni dei compagni della sua adolescenza ma si ritrova presto in gravi difficolt&#224; perch&#233; riceve minacce riguardo l'incolumit&#224; di sua figlia Gaia. Non riesce a far chiarezza n&#233; sul passato n&#233; sul presente e si trova intrappolato in un labirinto di odio ed estrema violenza. Cerca aiuto ma &#232; difficile fidarsi di qualcuno&#8230;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il thriller presenta lati oscuri ed &#232; un viaggio nel dolore che si fa cos&#236; insopportabile da esser nascosto anche a se stessi. &lt;i&gt;L'inferno addosso&lt;/i&gt; ci rivela un finale sconcertante preannunciato da un turbine di eventi nascosti a molti, compreso lo stesso protagonista. Lorenzo Sartori affronta temi scottanti e dolorosi quali la pedofilia, la violenza e il Male, quello cos&#236; forte da sconvolgere chiunque. L'inferno addosso &#232; un viaggio nella mente umana.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;&#034;Che cosa vuoi fare?&#034;&lt;br class='autobr' /&gt;
&#034;Quello che non ho fatto quarant'anni fa. Ucciderti.&#034;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Che ne sar&#224; di Gianfranco e dei suoi amici di un tempo? Chi porta dentro di s&#233; un passato davvero infernale? Saranno i lettori a scoprirlo dopo una serie d'innumerevoli false piste e colpi di scena.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Da pubblicare, se accettato, il 13 ottobre. Grazie&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Lo sbaglio. The mistake</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Lo-sbaglio-The-mistake-Elle-Kennedy.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Lo-sbaglio-The-mistake-Elle-Kennedy.html</guid>
		<dc:date>2026-10-14T14:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Baldini, scrittore</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2024</dc:subject>
		<dc:subject>Elle Kennedy</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi d'amore</dc:subject>
		<dc:subject>Uno scrittore ci racconta un libro...</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Newton Compton Editori, 2024 - Una storia di ragazzi e ragazze che cercano il loro sogno. Di gloria o d'amore? Perch&#233; non entrambi? D'altronde sognare &#232; l'unico verbo che non chiede nulla in cambio, fantasia a parte.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Elle-Kennedy-+.html" rel="tag"&gt;Elle Kennedy&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Newton-Compton-+.html" rel="tag"&gt;Newton Compton&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Straniera-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Straniera&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Romanzi-d-amore-+.html" rel="tag"&gt;Romanzi d'amore&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Uno-scrittore-ci-racconta-un-libro-+.html" rel="tag"&gt;Uno scrittore ci racconta un libro...&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L100xH150/9788822783387_0_0_424_0_75-f4027.jpg?1791986412' class='spip_logo spip_logo_right' width='100' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si pu&#242; sbagliare, in amore? Se lo chiede &lt;strong&gt;Elle Kennedy&lt;/strong&gt;, e ce lo chiediamo anche noi leggendo il suo romanzo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Lo sbaglio. The mistake&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, il secondo dei cinque libri della serie &#8220;The Campus&#8221; edito nel 2024 all'interno del catalogo di Newton Compton Editori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;John &#232; un giocatore di hockey. Un abile giocatore, probabilmente una futura stella della NHL. Ed &#232; uno dei tanti motivi per cui &#232; uno dei ragazzi pi&#249; popolari dell'universit&#224;. Volete un altro motivo? Una riserva di fascino prossima all'infinito. In realt&#224; la sua armatura &#232;, come spesso accade, una maschera che cela le sue incertezze per il futuro. L&#236; &#232; un re, ma dopo? Cosa gli riserver&#224;, la vita? Il cosiddetto mondo reale cos'ha in serbo, per lui? Sar&#224; in grado di affrontare le giornate che lo attendono e che si sfregano le mani pensando a come giocare duro?&lt;br class='autobr' /&gt;
Grace potrebbe essere la ragazza giusta per allontanarlo da quei nefasti pensieri. E magari per affrontare il futuro. E in effetti inizieranno a frequentarsi. Tutto fila liscio fin quando John non commette un errore, ponendo fine a quella &#8220;relazione&#8221;. E ora? Lasciar perdere tutto o cercare di riconquistarla?&lt;br class='autobr' /&gt;
Se conosceste John sapreste bene che la prima ipotesi non &#232; contemplata. Per&#242; Grace non gli render&#224; le cose cos&#236; facili&#8230;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elle Kennedy torna con il secondo capitolo della serie &#8220;The Campus&#8221; e lo fa con il suo stile diretto e magnetico. Uno stile che conquista dopo ogni pagina e che ci doner&#224; emozioni a profusione. Pagine che ci narreranno di ragazzi e ragazze che cercano il loro sogno. Di gloria o d'amore? Perch&#233; non entrambi? D'altronde sognare &#232; l'unico verbo che non chiede nulla in cambio, fantasia a parte. E vi posso assicurare che stringere amicizia con i protagonisti di queste pagine sar&#224; un gioco da ragazzi. E anche tifare per loro affinch&#233; l'amore smetta di nascondersi e decida di palesarsi, finalmente. Un amore che sembra troppo bello per essere vero, un amore che &#232; sbocciato per caso ma che, forse proprio per questo, catturer&#224; i loro cuori e le loro anime. E anche le nostre.&lt;br class='autobr' /&gt;
Pagine dedicate agli inguaribili romantici, a chi cerca quel motivo per dire al proprio cuore di saltare un battito. Non siete patiti del genere? Fidatevi, dopo aver letto queste pagine lo diventerete. Pagine da finire in un pomeriggio o da centellinare per evitare la &#8220;sindrome di addio da libro&#8221;, qualcosa che i lettori conoscono bene. Ma non temete, anche dopo che avrete girato l'ultima pagina potrete sempre tornare dall'inizio. E poi ci sono gli altri libri della serie, da leggere&#8230;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Con affetto immutato</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Con-affetto-immutato-Giulia-Bignami.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T13:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Vincenzo Mazzaccaro</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Voland</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Voland, 2026 - Un romanzo che mette a nudo un uomo vecchio e malato, un professore di neurochirurgia che alterna i fatti del suo lavoro a divagazioni intrise di ossessioni e di fatti reali, costruendo la sua storia d'amore con la giovane Emma.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Recensioni-di-libri-2026-+.html" rel="tag"&gt;Recensioni di libri 2026&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Voland-+.html" rel="tag"&gt;Voland&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Italiana-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Italiana&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L106xH150/9788862436359_0_0_424_0_75-d3b46.jpg?1791982812' class='spip_logo spip_logo_right' width='106' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giulia Bignami&lt;/strong&gt;, brillante studentessa di Chimica e poi un dottorato in Scozia, vive a Edimburgo come ricercatrice clinica e manager. Un talento da scrittrice verificato con altri scritti e la capacit&#224; di raccontare; esce il suo ultimo libro &lt;i&gt; &lt;strong&gt;Con affetto immutato&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Voland, 2026), storia di un uomo studioso, che prende ancora studenti per il suo lavoro e ancora non lascia la psicoterapia. In una farmacia conosce Emma, e tutte le avventure amorose sono azzerate, trovando giovamento e seduzione per la giovane donna. A ogni incontro in un ristorante o una passeggiata al centro, porta a Emma un suo libro. La ragazza &#232; fragilissima, psicologicamente ingarbugliata. Al dottor N non rimane che chiudere col lavoro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Se la Bignami scrive di un amore pieno e al contempo gi&#224; malato, il dottore N ci racconta del suo lavoro con pazienti incurabili, gi&#224; troppo avanti con gli anni. Le stanchezze, i fallimenti. Con il passare degli anni, a furia di cartelle cliniche, ha dei problemi oculistici seri. I libri li legge Emma, che diventa l'amante, l'amica, la badante. La ragazza non vuole che si tengano per mani quando escono col sole, mentre quando &#232; notte &#232; lecito l'abbraccio, sono lecite le effusioni.&lt;br class='autobr' /&gt;
N ha capito che Emma si vergogna di stare con uomini anziani e lei era contenta quando stava in farmacia, poteva parlare con tutti, avendo anche un fidanzato. Nemmeno cos&#236; inconsciamente, Emma &#232; stata sorpresa dalla malattia del dottore N; trovava affascinante che un uomo coltissimo e saggio avesse scelto lei come allieva. Ora pu&#242; parlare solo con N, che ha molto da insegnare della sua vita, ma lei soffoca in questo rapporto a due. E poi di N ne ha piene le scatole. E nonostante ci&#242;, si fa trovare con le valigie in mano. Vivr&#224; da lui. Ma N ama la solitudine, il suo modo di preparare la cena, di studiare in un certo orario. Emma invece &#232; una ragazza che non sta attenta, non ci tiene ai rituali. La Bignami riesce con successo a stare centrata sulla coppia, e ci sembra di leggere &lt;i&gt;Senilit&#224;&lt;/i&gt; di Italo Svevo. Il suo &#232; anche un libro di grande respiro perch&#233; il lettore pu&#242; trovarci cose a cui non aveva pensato. Bignami fa dire ai personaggi che gli amori iniziano e gli amori finiscono, e questo lapalissiano concetto per dire che Emma va via dalla casa di N perch&#233; ormai la coppia &#232; logora e non regge pi&#249;. Chiaramente &#232; Emma che vuole lasciare N, lo fa per porre di nuovo le basi di una famiglia tradizionale, o &#232; solo voglia di libert&#224;. Un romanzo che lascia ai lettori qual &#232; la vera Emma; &#232; troppo intelligente per capire che non prender&#224; nessuna cattedra o altro. Le tocca sentire tutti i successi di N che ripete troppe volte le peripezie di N, quando era giovane e gli studenti che lo cercavano per chiedere la tesi di laurea. N non pu&#242; vivere senza Emma, ormai; il finale lo lascio al lettore.&lt;br class='autobr' /&gt;
Scrittura preziosa, che e ti lascia col fiato sospeso. Da leggere assolutamente. La scrittura di Giulia Bignami non lascia indifferente chi si accosta nel suo macabro Belcanto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>&#8220;Viviamo nel migliore dei mondi possibili&#8221;: chi l'ha detto e cosa significa</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Viviamo-nel-migliore-dei-mondi-possibili-chi-l-ha-detto-e-cosa-significa.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T10:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Paola Macioci</dc:creator>


		<dc:subject>Filosofia e Sociologia</dc:subject>
		<dc:subject>News Libri</dc:subject>
		<dc:subject>Aforismi e frasi celebri</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sapete chi scrisse la frase &#034;Viviamo nel migliore dei mondi possibili&#034;? Conoscete il significato della suddetta locuzione? Ebbene, &#232; tratta da un'opera del filosofo e matematico tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz, vissuto a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo, e ha un profondo significato che rimanda direttamente a Dio. E il tema chiamato in causa &#232; cos&#236; centrale da essere stato trattato da tantissimi, celebri filosofi nei secoli successivi.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Cultura-.html" rel="directory"&gt;Cultura&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Filosofia-e-Sociologia-+.html" rel="tag"&gt;Filosofia e Sociologia&lt;/a&gt;, 
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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Aforismi-e-frasi-celebri-+.html" rel="tag"&gt;Aforismi e frasi celebri&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L150xH84/_viviamo_nel_migliore_dei_mondi_possibili_leibniz-0c312.jpg?1791972014' class='spip_logo spip_logo_right' width='150' height='84' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Quante volte, in presenza di una colossale ingiustizia, ci &#232; capitato di chiederci come pu&#242; Dio permettere che ci&#242; accada? Come si concilia l'esistenza di un Dio buono e misericordioso con l'immane violenza che in mille forme appartiene al genere umano fin dalla notte dei tempi?&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa eterna e complessa argomentazione ha impegnato anche, fra gli altri, il pensiero del filosofo e matematico tedesco &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Gottfried-Leibniz-vita-pensiero-filosofo-monadi.html&#034;&gt;Gottfried Wilhelm von Leibniz&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (1646-1716) che, in riferimento a ci&#242;, ha scritto che &lt;strong&gt; &lt;i&gt;&#034;viviamo nel migliore dei mondi possibili&#034;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;. La frase &#232; divenuta famosa e si tratta probabilmente di una delle citazioni filosofiche pi&#249; popolari in assoluto: ecco tutto quello che c'&#232; da sapere sul suo conto.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='Viviamo-nel-migliore-dei-mondi-possibili-chi-l-ha-detto-e-dove-sta-scritto'&gt;&#8220;Viviamo nel migliore dei mondi possibili&#8221;: chi l'ha detto e dove sta scritto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&#034;&lt;i&gt;Viviamo nel migliore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034; &#232; la sintesi della &lt;strong&gt;teoria dell'ottimismo&lt;/strong&gt; elaborata dal filosofo e matematico tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz. La frase &#232; contenuta nell'opera &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Saggi di teodicea&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (1710) sulla bont&#224; di Dio, la libert&#224; dell'uomo e l'origine del male.&lt;br class='autobr' /&gt;
Tra la fine del '600 e l'inizio del '700, la teodicea (termine coniato dallo stesso Leibniz unendo &lt;i&gt;theos&lt;/i&gt;, ovvero Dio, e &lt;i&gt;nike&lt;/i&gt;, cio&#232; giustizia) occupava gran parte delle riflessioni di filosofi e studiosi di varie discipline, diventando uno dei temi pi&#249; dibattuti dell'epoca. La questione fondamentale era questa: se ogni cosa &#232; stata creata da un Dio infinitamente buono e misericordioso, come si spiega la presenza del male? Come si giustifica il dolore che riguarda indistintamente tutte le creature?&lt;br class='autobr' /&gt;
Nei &lt;i&gt;Saggi di teodicea&lt;/i&gt; l'autore si proponeva di trovare una risposta a queste domande di portata a dir poco smisurata.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='La-teoria-dell-ottimismo-metafisico-di-Leibniz'&gt;La teoria dell'ottimismo metafisico di Leibniz&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Leibniz giunge alla conclusione che &#034;&lt;i&gt;viviamo nel migliore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034; al culmine di un ragionamento articolato e complesso noto come teoria dell'ottimismo metafisico. Questi i punti cardine della tesi:&lt;/p&gt;
&lt;ul class=&#034;spip&#034; role=&#034;list&#034;&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;la scelta di Dio&lt;/strong&gt;: dato per assodato che Dio &#232; onnipresente, onnisciente e infinitamente buono, va da s&#233; che tra la miriade di mondi che poteva concepire nella sua mente, alla fine ha optato per quello che ha la massima combinazione possibile di perfezione, ordine e variet&#224;. Se ve ne fosse stato un altro migliore, Dio lo avrebbe scelto;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;la giustificazione del male e del dolore&lt;/strong&gt;: l'ottimismo non sa spiegarsi come il male e il dolore che imperano sulla Terra siano rapportabili ad un Dio giusto e misericordioso. La risposta della teodicea &#232; che essi siano una conseguenza ineliminabile della finitezza delle creature. Il mondo &#232; stato s&#236; creato da Dio, ma non ne possiede la stessa perfezione;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;i tre tipi di male&lt;/strong&gt;: Leibniz distingue il male in tre tipi differenti, ovvero quello che dipende dall'imperfezione intrinseca delle creature rispetto a Dio (&lt;strong&gt;metafisico&lt;/strong&gt;), quello necessario ad un bene pi&#249; grande o al riequilibrio di una situazione (&lt;strong&gt;fisico&lt;/strong&gt;) e il &lt;strong&gt;peccato&lt;/strong&gt;, permesso da Dio perch&#233; relativo al libero arbitrio dell'uomo, un valore talmente alto e importante da superare l'eventualit&#224; del male che ne pu&#242; conseguire.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, &lt;strong&gt;nulla accade senza una ragione sufficiente&lt;/strong&gt;; ci&#242; che ci appare come male e ingiustizia, in realt&#224; appartiene ad un disegno superiore nel quale il bene complessivo prevale sempre e comunque.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='La-critica-a-Leibniz-in-Voltaire'&gt;La critica a Leibniz in Voltaire&lt;/h2&gt;&lt;div id=&#034;box-amazon-880622199X-1515904298&#034; class=&#034;amazon-js-wrapper&#034;&gt; &lt;span style=&#034;color: #999; font-size: 13px; font-style: italic;&#034;&gt;Verifica disponibilit&#224; su Amazon in corso...&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt; &lt;div class=&#034;base64javascript9259252726ad23ac419cb33.54012079&#034; title=&#034;PHNjcmlwdD4KZG9jdW1lbnQuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcigiRE9NQ29udGVudExvYWRlZCIsIGZ1bmN0aW9uKCkgewogICAgCiAgICAvLyBNRVNTQUdHSU8gU0VHUkVUTzogQXBwYXJpcsOgIG5lbGxhIGNvbnNvbGUgZGVsIGJyb3dzZXIKICAgIGNvbnNvbGUubG9nKCLwn5qAIElsIG51b3ZvIGNvZGljZSBKYXZhU2NyaXB0IGRlbCBib3ggQW1hem9uIMOoIHBhcnRpdG8gY29uIHN1Y2Nlc3NvISIpOwogICAgCiAgICB2YXIgY29udGFpbmVyID0gZG9jdW1lbnQuZ2V0RWxlbWVudEJ5SWQoImJveC1hbWF6b24tODgwNjIyMTk5WC0xNTE1OTA0Mjk4Iik7CiAgICB2YXIgcHJvZHVjdENvZGUgPSAiODgwNjIyMTk5WCI7CiAgICB2YXIgdXJsQXBpID0gImh0dHBzOi8vd3d3LnNvbG9saWJyaS5uZXQvYW1hem9uLWJyaWRnZS1jb2RlLnBocD9wcm9kdWN0Y29kZT0iICsgcHJvZHVjdENvZGU7CiAgICAKICAgIHZhciBsaW5rQW1hem9uID0gImh0dHBzOi8vd3d3LmFtYXpvbi5pdC9kcC84ODA2MjIxOTlYP3RhZz1zb2xvbGluZXQtMjEiOwogICAgdmFyIGRlZmF1bHRUaXRsZSA9ICJDb3BlcnRpbmEgbGlicm8gc3UgQW1hem9uIjsKICAgIHZhciBkZWZhdWx0SW1nID0gImh0dHBzOi8vd3d3LnNvbG9saWJyaS5uZXQvYW1hem9uLnBuZyI7CiAgICB2YXIgdGV4dEJ0biA9ICJWZWRpIHN1IEFtYXpvbiI7CgogICAgZnVuY3Rpb24gcmVuZGVyQm94KGltZ1VybCwgdGl0bGVUZXh0KSB7CiAgICAgICAgcmV0dXJuIGAKICAgICAgICAgICAgPGEgaHJlZj0iJHtsaW5rQW1hem9ufSIgdGFyZ2V0PSJfYmxhbmsiIHJlbD0ibm9mb2xsb3cgc3BvbnNvcmVkIiBjbGFzcz0iYW1hem9uQm94IHNtYWxsIj4KICAgICAgICAgICAgICAgIDxzcGFuIGNsYXNzPSJwcm9kdWN0SW1nIj4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8aW1nIHNyYz0iJHtpbWdVcmx9IiB3aWR0aD0iMTUwIiBoZWlnaHQ9IjE1MCIgYWx0PSIke3RpdGxlVGV4dH0iIGxvYWRpbmc9ImxhenkiIHN0eWxlPSJvYmplY3QtZml0OiBjb250YWluOyI+CiAgICAgICAgICAgICAgICA8L3NwYW4+CiAgICAgICAgICAgICAgICA8ZGl2IGNsYXNzPSJwcm9kdWN0Q29udGVudCB0ZXh0LWxlZnQiPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXYgY2xhc3M9ImFtYXpvbi1pbWciPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8aW1nIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cuc29sb2xpYnJpLm5ldC9hbWF6b24ucG5nIiB3aWR0aD0iNDAiIGhlaWdodD0iNDAiIGFsdD0iQW1hem9uIiBsb2FkaW5nPSJsYXp5Ij4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8ZGl2PgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8IS0tIE1PRElGSUNBIFFVSTogQWJiaWFtbyBhZ2dpdW50byAhaW1wb3J0YW50IHBlciBiYXR0ZXJlIGlsIENTUyBkZWwgc2l0byAtLT4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPHAgY2xhc3M9ImJ1dHRvbiBtYXJnaW4tdG9wIiB0aXRsZT0iKkxpbmsgYWZmaWxpYXRvIEFtYXpvbiI+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAke3RleHRCdG59CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwvcD4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZGl2PiAgICAKICAgICAgICAgICAgICAgIDxkaXYgY2xhc3M9ImNsZWFyZml4Ij48L2Rpdj4KICAgICAgICAgICAgPC9hPgogICAgICAgIGA7CiAgICB9CgogICAgdmFyIGNvbnRyb2xsZXIgPSBuZXcgQWJvcnRDb250cm9sbGVyKCk7CiAgICB2YXIgc2lnbmFsID0gY29udHJvbGxlci5zaWduYWw7CgogICAgdmFyIHRpbWVvdXRJZCA9IHNldFRpbWVvdXQoZnVuY3Rpb24oKSB7CiAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBBbWF6b24gaGEgaW1waWVnYXRvIHRyb3BwbyB0ZW1wbyBhIHJpc3BvbmRlcmUgKDggc2Vjb25kaSkuIEF0dGl2byBpbCBQaWFubyBCLiIpOwogICAgICAgIGNvbnRyb2xsZXIuYWJvcnQoKTsgCiAgICB9LCA4MDAwKTsKCiAgICBmZXRjaCh1cmxBcGksIHsgc2lnbmFsOiBzaWduYWwgfSkKICAgICAgICAudGhlbihmdW5jdGlvbihyZXNwb25zZSkgewogICAgICAgICAgICBjbGVhclRpbWVvdXQodGltZW91dElkKTsgCiAgICAgICAgICAgIGlmICghcmVzcG9uc2Uub2spIHRocm93IG5ldyBFcnJvcigiRXJyb3JlIEFQSSIpOwogICAgICAgICAgICByZXR1cm4gcmVzcG9uc2UuanNvbigpOwogICAgICAgIH0pCiAgICAgICAgLnRoZW4oZnVuY3Rpb24oZGF0YSkgewogICAgICAgICAgICB0cnkgewogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIGl0ZW0gPSBkYXRhLml0ZW1zUmVzdWx0Lml0ZW1zWzBdOwogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIHRpdG9sb0FtYXpvbiA9IGl0ZW0uaXRlbUluZm8udGl0bGUuZGlzcGxheVZhbHVlOwogICAgICAgICAgICAgICAgdmFyIGltZ0FtYXpvbiA9IGl0ZW0uaW1hZ2VzLnByaW1hcnkubWVkaXVtLnVybDsKICAgICAgICAgICAgICAgIGNvbnNvbGUubG9nKCLinIUgRGF0aSByaWNldnV0aSBkYSBBbWF6b24gcGVyOiIsIHRpdG9sb0FtYXpvbik7CiAgICAgICAgICAgICAgICBjb250YWluZXIuaW5uZXJIVE1MID0gcmVuZGVyQm94KGltZ0FtYXpvbiwgdGl0b2xvQW1hem9uKTsKICAgICAgICAgICAgfSBjYXRjaCAoZSkgewogICAgICAgICAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBEYXRpIGluY29tcGxldGkgbmVsIEpTT04uIEF0dGl2byBpbCBQaWFubyBCLiIpOwogICAgICAgICAgICAgICAgY29udGFpbmVyLmlubmVySFRNTCA9IHJlbmRlckJveChkZWZhdWx0SW1nLCBkZWZhdWx0VGl0bGUpOwogICAgICAgICAgICB9CiAgICAgICAgfSkKICAgICAgICAuY2F0Y2goZnVuY3Rpb24oZXJyb3IpIHsKICAgICAgICAgICAgY29uc29sZS5sb2coIuKaoO+4jyBDb25uZXNzaW9uZSBmYWxsaXRhLiBBdHRpdm8gaWwgUGlhbm8gQi4iKTsKICAgICAgICAgICAgY29udGFpbmVyLmlubmVySFRNTCA9IHJlbmRlckJveChkZWZhdWx0SW1nLCBkZWZhdWx0VGl0bGUpOwogICAgICAgIH0pOwp9KTsKPC9zY3JpcHQ+&#034;&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;La teoria dell'ottimismo di Leibniz venne ferocemente avversata dal filosofo francese &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Voltaire-vita-opere-pensiero.html&#034;&gt;Voltaire&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che nel romanzo satirico &lt;strong&gt; &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Candido-o-l-ottimismo-Voltaire.html&#034;&gt;Candido, o l'ottimismo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, edito nel 1759, rappresent&#242; l'illustre collega tedesco in maniera caricaturale, prendendosi gioco non soltanto di lui ma anche degli altri pensatori ottonari, ben rappresentati nella figura del precettore &lt;strong&gt;Pangloss&lt;/strong&gt;, che anche di fronte alle catastrofi ripete a se stesso e agli altri che &#034;&lt;i&gt;tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Risulta doveroso tuttavia ricordare quanto in Voltaire e nei filosofi della sua generazione suscit&#242; forte impressione il terribile terremoto che nel 1755 rase al suolo la citt&#224; di Lisbona provocando un numero incredibile di vittime; in seguito, precisamente nel 1756, il francese pubblic&#242; &lt;i&gt;Poema sul disastro di Lisbona&lt;/i&gt;, in cui attacc&#242; direttamente l'ottimismo radicale dei pensatori come Leibniz, dichiarandosi impossibilitato ad apostrofare come &#034;&lt;i&gt;bene&lt;/i&gt;&#034; un evento terrificante come questo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un altro motivo per cui Voltaire contrastava con la visione di Leibniz &#232; che egli la trovava troppo consolatoria rispetto ai tanti mali che affliggono il mondo; giustificare qualsiasi sciagura come se fosse parte di un disegno pi&#249; elevato e perfetto era per lui inaccettabile, in quanto voleva dire rassegnarsi al male, non fare nulla per combatterlo e impedire in tal modo all'umanit&#224; di migliorare il contesto in cui vive e perci&#242; anche se stessa.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034; id='La-fortuna-la-critica-e-la-rivalutazione-contemporanea'&gt;La fortuna, la critica e la rivalutazione contemporanea&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La critica alla teoria dell'ottimismo di Leibniz &#232; stata molto polarizzata fin dal '700, passando dall'essere una rigorosa tesi logico-filosofica all'inizio a oggetto di derisione in seguito fino ad arrivare alla totale rivalutazione in epoca contemporanea.&lt;br class='autobr' /&gt;
Come abbiamo visto, secondo Leibniz l'esistenza del male si spiega tenendo conto di una volont&#224; creatrice superiore, grazie alla quale esso &#232; sempre filtrato, bilanciato, giustificato e inserito in un quadro di piena armonia prestabilita dall'alto. Dunque Dio ha creato per noi il &#034;&lt;i&gt;migliore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034;, dove poche leggi fisiche stabiliscono e garantiscono il massimo ordine e la massima variet&#224;. Nel corso del tempo tale assunto, che a ogni modo ha segnato una pietra miliare nella filosofia europea, &#232; stato dapprima accolto, poi vituperato ed &#232; infine tornato in auge.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel '700, in pieno periodo illuminista, la teoria venne fortemente avversata diventando oggetto di sarcastiche parodie. Alla fine del secolo dei Lumi, la questione fu affrontata anche da &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-Immanuel-Kant-+.html&#034;&gt;Immanuel Kant&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, secondo cui la ragione umana non ha gli strumenti per penetrare la mente divina e quindi la teoria leibniziana era vista come un maldestro tentativo metafisico dogmatico e assolutamente non dimostrabile.&lt;br class='autobr' /&gt;
Per quanto riguarda l'800, vale la pena segnalare le posizioni di &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-Arthur-Schopenhauer-+.html&#034;&gt;Arthur Schopenhauer&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che ribalt&#242; completamente la teoria di Leibniz sostenendo che il nostro &#232; il &#034;&lt;i&gt;peggiore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034; e bollando come cieca ed irrazionale la &#034;&lt;i&gt;volont&#224; di vivere&lt;/i&gt;&#034;, e &lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/+-George-Wilhelm-Friedrich-Hegel-+.html&#034;&gt;G.W.F. Hegel&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che invece accolse in parte il ragionamento leibniziano riconoscendo al filosofo tedesco il merito di aver compreso quanto il male sia parte integrante e inscindibile della realt&#224; e di come esso sia indispensabile all'interno della dialettica che porta alla nascita del bene.&lt;br class='autobr' /&gt;
Tuttavia, per giungere al pieno accoglimento della teoria dell'ottimismo bisogna arrivare ai secoli XX e XXI, quando finalmente viene accantonato il riferimento alla caricatura di Voltaire e capita la complessit&#224; del pensiero a sostegno della tesi di Leibniz, che non &#232; la banale e rassicurante affermazione che &#034;&lt;i&gt;va tutto bene&lt;/i&gt;&#034;, bens&#236; un costrutto di estrema profondit&#224; retto da un ottimismo tragico e razionale. All'interno di un universo infinito, carico di interconnessioni e ricco di dinamicit&#224;, il tedesco cerca un modello logico-matematico che ci permetta di accettare i limiti della nostra esistenza, della quale non c'&#232; negazione del dolore, che anzi ne &#232; parte costitutiva ed essenziale, ma l'imposizione di un inflessibile principio di responsabilit&#224; (principio di ragion sufficiente).&lt;br class='autobr' /&gt;
Ed &#232; questo il senso dell'espressione &#034;&lt;i&gt;viviamo nel migliore dei mondi possibili&lt;/i&gt;&#034; e ci sono voluti circa quattro secoli per comprenderlo appieno.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Tutto il calore del mondo</title>
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		<dc:date>2026-10-14T09:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Yuleisy Cruz Lezcano</dc:creator>


		<dc:subject>Skira</dc:subject>
		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Skira, 2013 - Un oggetto letterario e artistico nel quale la scrittura e il segno sembrano appartenere alla medesima interrogazione sull'uomo, sulla storia, sulla violenza, sul sacrificio e sulla possibilit&#224; del perdono.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Skira-+.html" rel="tag"&gt;Skira&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Poesia-+.html" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L104xH150/9788857220062_0_0_424_0_75-3697e.jpg?1791968415' class='spip_logo spip_logo_right' width='104' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Gian Ruggero Manzoni&lt;/strong&gt;, pubblicato da Skira nel 2013 con i disegni di &lt;strong&gt;Mimmo Paladino&lt;/strong&gt; e una lettera di presentazione di Andrea Ponso, &#232; un libro che fin dalla sua veste editoriale si presenta come un'opera nella quale parola e immagine non possono essere separate. Non si tratta, infatti, di un testo poetico semplicemente accompagnato da immagini, ma di un oggetto letterario e artistico nel quale la scrittura di Manzoni e il segno di Paladino sembrano appartenere alla medesima interrogazione sull'uomo, sulla storia, sulla violenza, sul sacrificio e sulla possibilit&#224; del perdono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La copertina costituisce gi&#224; una prima dichiarazione di poetica, ed &#232; caratterizzata da un cuore rosso dal quale emerge una croce, anch'essa rossa, concentra in una sola immagine alcuni dei nuclei simbolici fondamentali del libro: la carne, il sangue, l'amore, il sacrificio, la morte e la religione. Il cuore &#232; l'organo della vita ma anche della vulnerabilit&#224;; la croce &#232; il segno del sacrificio, ma anche della possibilit&#224; della redenzione. La croce sembra nascere dal cuore, come se il sacrificio fosse inscritto nella carne stessa dell'uomo, ma, contemporaneamente, il cuore contiene la croce e quindi sembra suggerire che il sacrificio non possa esaurire l'esistenza. Questa immagine trova una precisa corrispondenza nella lettera di presentazione di Andrea Ponso, che si apre con una frase destinata a funzionare quasi come una chiave di lettura dell'intero volume: &#034;&lt;i&gt;Salva te stesso scendendo dalla croce&lt;/i&gt;&#034;. Ponso individua poi nella scrittura di Manzoni una caratteristica fondamentale:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;La forma poetica di Gian Ruggero Manzoni &#232; da sempre stata caratterizzata da uno sporcare la prosa con la poesia, non si sa se per bisogno di un contenitore assoluto o per naturale e istintivo dubbio nei confronti delle forme pure che, al massimo della loro tensione, invece di aprirsi si chiudono come reliquie.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'immagine della reliquia &#232; particolarmente significativa. Una forma completamente chiusa, perfetta e conclusa rischia di diventare un oggetto morto; Manzoni preferisce invece una forma contaminata, attraversata da linguaggi diversi, aperta all'irruzione dell'immagine, della storia, della memoria e del corpo. &#200; una dichiarazione che permette di comprendere immediatamente la natura della prosa poetica di &lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/i&gt;. Manzoni costruisce una lingua nella quale i due territori, prosa e poesia, rimangono continuamente sovrapposti. La narrazione produce immagini; l'immagine apre una riflessione; la riflessione torna alla narrazione; il dato storico diventa visione; il dettaglio concreto assume una dimensione simbolica. La prosa, in altre parole, viene continuamente spinta verso la poesia senza cessare di essere prosa. Infatti, Ponso aggiunge, nella sua presentazione, un'osservazione altrettanto importante, sottolineando come ci&#242; che colpisce profondamente nel nuovo lavoro sia &#034;&lt;i&gt;l'attenzione per il particolare minimo, per l'oggetto in s&#233;, il gesto, i vestiti, le porzioni di paesaggio&lt;/i&gt;&#034;. &#200; proprio questo rapporto fra il particolare e la grande storia a costituire una delle caratteristiche pi&#249; profonde dell'opera. Manzoni non racconta la storia soltanto attraverso gli avvenimenti e i grandi protagonisti, ma attraverso gli oggetti, i corpi, i gesti e i frammenti di paesaggio. La storia viene continuamente riportata dalla dimensione monumentale alla dimensione umana.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro &#232; composto da due grandi sezioni: &lt;i&gt;Il fiume di betulle (Il calore del sacrificio)&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia (Tutto il calore del libro)&lt;/i&gt;. La distanza storica fra le due parti &#232; enorme. La prima nasce dall'universo della Seconda Guerra Mondiale e dalla suggestione del film di Andrej Tarkovskij &#8220;L'infanzia di Ivan&#8221;; la seconda risale al 52 a.C., alla battaglia di Alesia e allo scontro fra l'esercito romano guidato da Giulio Cesare e le trib&#249; galliche guidate da Vercingetorige. Eppure le due sezioni sono unite da una medesima domanda: che cosa rimane dell'uomo quando la storia lo trasforma in vittima, soldato, numero o cadavere?&lt;br class='autobr' /&gt;
Prima di entrare nella poesia vera e propria, Manzoni apre la prima sezione con una forma narrativa e saggistica. A pagina 13 scrive:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre amato il commovente film in bianco e nero L'infanzia di Ivan (titolo originale: Ivanovo Detstvo) diretto da Andrej Tarkovskij.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ricorda che la trama del film fu tratta dal racconto Ivan di Vladimir Bogomolov e ricorda il Leone d'Oro ottenuto a Venezia nel 1962. La scelta di partire dal cinema non &#232; casuale. Tarkovskij &#232; gi&#224; un autore nel quale la storia viene trasformata in esperienza spirituale e percettiva. Il film non &#232; utilizzato da Manzoni come semplice fonte narrativa, ma come matrice visiva e morale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Poco pi&#249; avanti, sempre nella parte introduttiva, Manzoni osserva che &#034;&lt;i&gt;indubbiamente nell'Infanzia di Ivan Tarkovskij si and&#242; a collocare filosoficamente in una prospettiva esistenziale, mettendosi unicamente dalla parte dell'uomo&lt;/i&gt;&#034;. Questa espressione, &#034;&lt;i&gt;dalla parte dell'uomo&lt;/i&gt;&#034;, potrebbe essere posta come epigrafe ideale dell'intero libro. Anche Manzoni sembra voler rifiutare ogni prospettiva astratta sulla guerra. Non gli interessa la guerra come strategia militare, ma la guerra come esperienza dell'uomo. Il punto di vista non &#232; quello del generale, dello storico o dello Stato: &#232; quello del corpo che soffre.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il passaggio dalla prosa alla poesia avviene a pagina 15. Qui comincia &lt;i&gt;Il fiume di betulle (Il calore del sacrificio)&lt;/i&gt;, costituito da una lunga sequenza di prose poetiche numerate progressivamente. La prima parte si apre con una negazione funebre:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Tu non avesti un corteo funebre, n&#233; suoni di tromba, n&#233; bandiere rosse a lutto, / n&#233; decorazioni... / neppure alla memoria dei padri fosti affidato, leggero fanciullo di coraggio.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui si si pu&#242; apprezzare una delle caratteristiche fondamentali della scrittura di Manzoni, l'uso dell'anafora e dell'accumulazione negativa. Il morto viene definito attraverso ci&#242; che non ha avuto. Non c'&#232; il corteo, non ci sono le trombe, non ci sono le bandiere, non c'&#232; neppure una memoria affidata ai padri. La poesia nasce quindi da una sottrazione. La Storia ha cancellato il rito funebre e il poeta tenta di ricostruirlo attraverso la parola. Il corpo del ragazzo viene poi restituito a una geografia affettiva: il fiume, l'isba, la canoa.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Poi il corpo ti venne cremato, dopo l'impiccagione, in una citt&#224; lontana dal tuo fiume, dalla tua isba, e dalla tua canoa, azzurra e bianca.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'oggetto apparentemente pi&#249; semplice, la canoa, acquista un valore enorme. Non &#232; soltanto un dettaglio realistico: &#232; una porzione del mondo perduto. La geografia diventa memoria. Subito dopo il fiume assume una funzione quasi funeraria e materna:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Che il Dnepr culli i nostri sogni / che le onde di quel mare che corre lambiscano i tuoi fianchi rosei / di figlio e di angelo assieme.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La morte viene qui ricondotta all'immagine del cullare. L'acqua, che nella realt&#224; pu&#242; essere elemento di separazione, diventa nella poesia un elemento di accoglienza. Il giovane morto &#232; contemporaneamente &#034;&lt;i&gt;figlio&lt;/i&gt;&#034; e &#034;&lt;i&gt;angelo&lt;/i&gt;&#034;; il corpo storico diventa figura simbolica.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scrittura procede quindi attraverso un continuo slittamento dal concreto al simbolico. Il colbacco, la sciabola, il Dnepr, la canoa, i campi e le lucciole sono oggetti e immagini precise, ma ciascuno di essi porta con s&#233; una seconda dimensione. Il particolare minimo di cui parlava Ponso diventa la porta d'ingresso attraverso cui la poesia accede alla dimensione universale. La prima parte prosegue con l'immagine del giovane soldato e con una serie di opposizioni fra guerra e infanzia, morte e memoria, uomo e paesaggio. Particolarmente intensa &#232; l'immagine delle lucciole: &#034;&lt;i&gt;Da ragazzo, di notte, correvo nei campi, con le lucciole quali guide&lt;/i&gt;&#034;. La guerra non riesce completamente a cancellare l'infanzia. Le lucciole diventano una sorta di contro-esercito luminoso, una guida non militare, naturale e fragile.&lt;br class='autobr' /&gt;
La seconda parte introduce una delle modalit&#224; pi&#249; caratteristiche della poesia di Manzoni, dalla descrizione si passa improvvisamente alla domanda filosofica.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;L'acqua &#232; uscita dalle sponde e fa da letto alle radici di betulla. / Il gibbo che ti gonfia le spalle scivola da spia nel mondo degli adulti.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La deformazione del corpo, il paesaggio e il passaggio all'et&#224; adulta vengono messi sullo stesso piano. Poi arrivano le domande:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Non comprendo la disumana volont&#224; di sopraffarsi, ma quella mi abita con voce che non mi appartiene, perch&#233; esce tronfia e plasmata. / Forse che sia innata l'arroganza degli uomini? Forse che sia anch'essa santa?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui il testo abbandona definitivamente qualsiasi tentazione di semplice ricostruzione storica. La guerra diventa problema antropologico. L'autore non domanda soltanto perch&#233; gli uomini facciano la guerra; domanda se la violenza sia inscritta nella natura dell'uomo e, ancora pi&#249; radicalmente, se persino l'arroganza possa essere trasformata in qualcosa di sacro.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte accentua la dimensione visionaria e teatrale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Mi portarono davanti a una rastrelliera d'attaccapanni e m'imposero di scegliere / quello a cui impiccarmi.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La situazione storica viene trasformata in una scena assurda. L'attaccapanni, oggetto quotidiano e domestico, diventa strumento di morte. La violenza irrompe nell'ordinario. &#200; una tecnica ricorrente in Manzoni: il tragico non viene necessariamente accompagnato da oggetti solenni; pu&#242; manifestarsi attraverso le cose pi&#249; banali. Anche la frase pronunciata dal boia, &#034;&lt;i&gt;Mein junge verbringen sie unvergessliche Momente...&lt;/i&gt;&#034;, con il tedesco deformato dall'ucraino, introduce una lingua straniera che viene a sua volta deformata. Il linguaggio dei carnefici non &#232; puro, ordinato, perfetto: &#232; anch'esso contaminato. Persino la lingua della violenza porta dentro di s&#233; una frattura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel corso delle ventuno parti della prima sezione, Manzoni continua a muoversi attraverso questo procedimento. Non costruisce una narrazione tradizionale con un inizio, uno sviluppo e una conclusione, ma costruisce una successione di frammenti che, sommati, producono un'immagine complessiva della guerra e della condizione umana. Il frammento non &#232; dunque incompiutezza, rappresenta il modo attraverso cui una realt&#224; frammentata pu&#242; essere rappresentata.&lt;br class='autobr' /&gt;
La numerazione contribuisce a creare questa particolare forma di ordine. Ogni frammento &#232; separato dagli altri, ma contemporaneamente dipende da essi. La poesia procede come la memoria: per blocchi, ritorni, associazioni, improvvise apparizioni. Il lettore non viene condotto lungo una linea narrativa continua, ma attraverso una serie di stanze mentali. L'ultima parte della prima sezione, la numero 21, porta all'estremo la volont&#224; dissacratoria dell'autore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Affogare negli escrementi dell'umanit&#224; &#232; la morte che ci tocca, cos&#236; &#232;, quando i poeti, sono spesso escrementi di loro stessi...&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui la poesia sembra addirittura rivolgersi contro s&#233; stessa. Il poeta non si colloca al di sopra dell'umanit&#224; che racconta, ma dentro la sua stessa materia. &#034;&lt;i&gt;Infine anche gli eroi defecano, e anche i santi pisciano...&lt;/i&gt;&#034;. L'affermazione &#232; volutamente brutale, ma il suo significato &#232; preciso, perch&#233; racconta che nessuna costruzione eroica o religiosa pu&#242; cancellare la corporeit&#224;, ed &#232; questo uno dei tratti pi&#249; originali della scrittura di Manzoni, la continua collisione fra il sublime e il basso. Cristo e gli escrementi, il santo e il corpo, l'eroe e la defecazione, la metafisica e la materia convivono nella stessa pagina. Non &#232; una semplice provocazione. Senza dubbio questo &#232; un modo per impedire alla poesia di trasformare il dolore in monumento estetico.&lt;br class='autobr' /&gt;
Dopo le note che seguono la prima sezione, il libro cambia epoca e scenario. A pagina 32 Manzoni apre &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia (Tutto il calore del libro)&lt;/i&gt; con una ricostruzione della battaglia di Alesia. L'autore ricorda che lo scontro avvenne nel 52 a.C. nella terra dei Mandubi fra l'esercito romano guidato da Giulio Cesare e varie trib&#249; galliche, pi&#249; di quaranta secondo la sua esposizione, guidate da Vercingetorige, capo degli Arverni. La battaglia storica costituisce uno dei momenti decisivi della guerra gallica. Cesare assedi&#242; Alesia mentre Vercingetorige si trovava all'interno dell'&lt;i&gt;oppidum&lt;/i&gt; con il proprio esercito. I Romani costruirono un sistema di fortificazioni rivolto verso la citt&#224; e, contemporaneamente, una seconda linea rivolta verso l'esterno per difendersi dall'esercito di soccorso. Il dispositivo dell'assedio diventa cos&#236; una sorta di figura geometrica della condizione umana: gli uomini sono circondati dentro e fuori, non esiste una direzione semplice verso la salvezza. Ma Manzoni non si limita a ricostruire la battaglia, la storia &#232; soltanto la soglia attraverso la quale entra nella poesia. A pagina 35 comincia infatti la lunga sequenza di prose poetiche numerate con numeri romani, fino alla LXXV conclusiva.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scelta di passare dai numeri arabi della prima sezione ai numeri romani della seconda produce un effetto quasi epigrafico. La prima parte conserva una numerazione pi&#249; immediata, legata alla memoria del Novecento; la seconda assume una numerazione che sembra provenire da un'iscrizione antica, da un manoscritto, da una cronaca. La grafica stessa della numerazione contribuisce quindi alla costruzione dell'antichit&#224;. Il primo frammento della seconda sezione comincia con una frase potentemente materica: &#034;&lt;i&gt;I grumi del pianeta giacciono su tavoli di polvere&lt;/i&gt;&#034;. La terra non &#232; descritta come paesaggio, ma come materia frantumata. Subito dopo compare la domanda sulla resistenza al potere e quindi l'immagine della mano che &#034;&lt;i&gt;segna il destino di colline, fiumi, radure&lt;/i&gt;&#034;. La mano dell'uomo diventa una mano che traccia confini, determina schieramenti, organizza il territorio. E proprio mentre la pagina sembra procedere verso una ricostruzione storica, Manzoni la apre improvvisamente alla dimensione mitica e religiosa:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Il dio fatto carne seguiva quel travaglio che lo partor&#236; (tra l'altro) nei bivacchi dei celti, / in quei sacri alberi, nel druido, nel barbaro, nel diverso.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il cristianesimo viene proiettato nel mondo celtico. Non &#232; un errore storico, ma una deliberata sovrapposizione simbolica. Il dio fatto carne rappresenta l'idea archetipica del sacrificio e della incarnazione, non una cronologia religiosa.&lt;br class='autobr' /&gt;
La poesia continua con Belenus, Dagda, Modron, le fiaccole, le rupi, i cavalli, i dardi, fino a un'immagine della battaglia in cui la materia umana e quella naturale si confondono. Il linguaggio diventa volutamente fisico e violento: &#034;&lt;i&gt;Non ci fu riposo per le lame che frugano le ossa&lt;/i&gt;&#034;. La guerra &#232; rappresentata attraverso il tatto. Le lame frugano le ossa, il corpo non &#232; pi&#249; soltanto ci&#242; che subisce la guerra ma diventa il luogo attraverso il quale la guerra viene percepita.&lt;br class='autobr' /&gt;
La seconda parte introduce Lucinio Curione:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Mi diceva. Io, Lucinio Curione, ero anche ad Assur, Megiddo, Isso e in tutte le battaglie del pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il personaggio assume immediatamente una dimensione quasi impossibile. Non appartiene pi&#249; soltanto ad Alesia: &#232; stato in tutte le battaglie del pianeta. La storia individuale diventa storia universale. Il corpo stesso del personaggio diventa archivio: egli mostra &#034;&lt;i&gt;l'addome squarciato che usava da astuccio o da bisaccia per carta e calamaio&lt;/i&gt;&#034;. &#200; un'immagine radicale, quasi surrealista. La ferita diventa contenitore della scrittura. Il corpo ferito diventa luogo dell'archivio e la scrittura nasce dalla ferita e porta con s&#233; la memoria della violenza. Qui il rapporto fra corpo e parola raggiunge uno dei punti pi&#249; importanti dell'intero volume. Scrivere significa conservare ci&#242; che la storia distrugge. Ma il luogo in cui si conserva la memoria &#232; lo stesso luogo che la violenza ha aperto.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte introduce direttamente il Sacro Cuore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Il Sacro Cuore che ho tatuato sul petto &#232; un cammeo del perdono.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La metafora del tatuaggio &#232; fondamentale. Il sacro non &#232; pi&#249; un'immagine lontana: &#232; inciso nella carne. Il cuore &#232; attraversato dalle sette spade e diventa simbolo di una sofferenza che non viene negata ma trasformata nella possibilit&#224; del perdono. La frase successiva, &#034;&lt;i&gt;Io non so di me, ma tento di dire degli altri&lt;/i&gt;&#034;, costituisce una sorta di dichiarazione programmatica. L'io poetico non pretende di possedere una verit&#224; su s&#233; stesso. Il poeta si definisce attraverso la capacit&#224; di rivolgersi all'altro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Da questo momento la seconda sezione si amplia sempre pi&#249;, fino a diventare una sorta di grande teatro della storia. Le figure storiche vengono trasformate in archetipi, i luoghi diventano simboli, i corpi diventano paesaggi, le battaglie diventano metafore della condizione umana. E la prosa poetica di Manzoni lavora soprattutto attraverso la sovrapposizione, condensando i fatti. Il lettore non deve soltanto comprendere ci&#242; che viene raccontato; deve attraversare una serie di immagini che spesso hanno un valore autonomo. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il linguaggio &#232; volutamente impuro. Il latino e il cristiano possono incontrare il barbaro, il termine storico pu&#242; essere seguito da un'immagine sessuale, la meditazione filosofica pu&#242; precipitare nella materia organica. La poesia non costruisce una lingua separata dalla realt&#224;: assorbe la realt&#224; nella sua variet&#224; e nelle sue contraddizioni. Questa scelta comporta una conseguenza stilistica importante. Il ritmo nasce spesso non dalla metrica, ma dalla sintassi, perch&#233; Manzoni utilizza ripetizioni, parallelismi, anafore e soprattutto accumuli per costruire una specie di respiro lungo, che fanno s&#236; che le frasi possano dilatarsi attraverso subordinate e immagini successive, per poi spezzarsi improvvisamente in una frase breve o in una domanda. Questo libro ha una forte componente teatrale, le voci sembrano provenire da figure che entrano ed escono dalla scena; il lettore ascolta confessioni, testimonianze, domande, dichiarazioni, ricordi e la poesia diventa parola pronunciata.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il rapporto con Tarkovskij e con Paladino accentua ulteriormente questa dimensione visiva; Manzoni scrive come se stesse montando immagini, in cui una scena viene accostata a un'altra, un oggetto viene isolato, un volto viene ricordato, un paesaggio ritorna. In questo senso la sua prosa poetica presenta una parentela profonda con il montaggio cinematografico: il significato nasce anche dalla giustapposizione.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scelta di Alesia permette inoltre all'autore di interrogare il rapporto fra civilt&#224; e barbarie. La storia romana ha tradizionalmente costruito la figura del barbaro come ci&#242; che sta fuori dall'ordine civile. Manzoni rovescia progressivamente questa prospettiva: il barbaro non &#232; necessariamente il violento; pu&#242; essere colui che si trova fuori dall'ordine dominante. La civilt&#224;, al contrario, pu&#242; essere capace di organizzare la violenza con strumenti estremamente sofisticati. Il problema non &#232; dunque stabilire chi sia civile e chi sia barbaro ma comprendere che cosa accade all'uomo quando la civilt&#224; diventa una macchina del potere. Ed &#232; proprio questo &#232; anche ci&#242; che unisce Alesia al mondo di Ivan. Le epoche cambiano, ma il meccanismo della sopraffazione rimane.&lt;br class='autobr' /&gt;
La lunga sequenza della seconda sezione procede fino alla parte LXXIV, a pagina 76. Qui il testo assume una particolare densit&#224; teorica:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;L'assedio &#232; lo scopo del messaggero, che mai va e mai torna, ma si perde nello scoprire dove la fiamma avvampa, dove l'emozione prende, dove la consapevolezza dell'esistere dirompe.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'assedio, che all'inizio era un fatto militare, diventa ora metafora della ricerca. Il messaggero non &#232; pi&#249; semplicemente colui che porta un'informazione. &#200; colui che cerca il punto nel quale la coscienza si accende. La fiamma, l'emozione, la consapevolezza dell'esistere diventano le vere destinazioni del viaggio. La frase prosegue interrogando anche il destino della vita: &#034;&lt;i&gt;per non curarsi di chi cover&#224; l'uovo, se il cuculo o un altro profittatore, perch&#233; la vita non &#232; tanto di chi la porta, ma di chi la rende metafora e paragone... assieme&lt;/i&gt;&#034;. Qui il libro esplicita finalmente ci&#242; che aveva praticato per settantaquattro frammenti. La vita acquista una seconda possibilit&#224; nella metafora e non appartiene soltanto a colui che l'ha vissuta; appartiene anche a colui che riesce a trasformarla in parola, immagine, memoria. Come si pu&#242; cogliere il poeta non restituisce la vita al morto, ma pu&#242; impedire che la sua esperienza venga completamente cancellata.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro termina a pagina 77 con la parte LXXV, nella quale la voce poetica dichiara: &#034;&lt;i&gt;... e cos&#236; si dir&#224; che ho vissuto / nell'accudire la parola...&lt;/i&gt;&#034;. &#200; una delle espressioni pi&#249; significative dell'intero volume. Il verbo &#8220;&lt;i&gt;accudire&lt;/i&gt;&#8221; &#232; particolarmente importante perch&#233; sottrae alla parola ogni carattere di possesso. Il poeta non domina la parola: la accudisce. La cura della parola diventa il compito attraverso cui l'esistenza acquista significato. Subito dopo ritorna il tema del perdono:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;cos&#236; si dir&#224; / in quell'infinito perdono... / in quell'infinita vittoria / su se stessi.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La vittoria finale non &#232; una vittoria militare. &#200; la vittoria contro il proprio bisogno di dominare. &#200; il superamento della logica stessa che ha prodotto le battaglie raccontate nel libro. Ma la conclusione va ancora oltre:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;che nessun'altra vittoria / contempla / che nessun'altra vittoria / contiene / se non il divenire barbaro / abbracciando, non la mia, / ma ben altra e altra gente.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Come si evince &#232; una conclusione geniale, perch&#233; &#232; difficile trovare una conclusione pi&#249; coerente con il percorso precedente. L'intero libro &#232; attraversato dalla divisione fra noi e loro, vincitori e vinti, civili e barbari, vittime e carnefici. Nell'ultima pagina questa opposizione viene rovesciata e il poeta accetta di &#8220;&lt;i&gt;divenire barbaro&lt;/i&gt;&#8221;, cio&#232; di uscire dalla posizione del centro, di abbandonare la pretesa di possedere l'unica civilt&#224; possibile. E soprattutto sostituisce all'atto della conquista quello dell'abbraccio. La parola finale non &#232; dunque &#8220;&lt;i&gt;vittoria&lt;/i&gt;&#8221; ma relazione.&lt;br class='autobr' /&gt;
La poesia di Manzoni arriva alla propria conclusione quando smette di chiedere chi abbia vinto e comincia a chiedere chi sia disposto ad abbracciare l'altro. &#200; in questo punto che le due sezioni del libro, apparentemente cos&#236; lontane, rivelano la loro profonda unit&#224;. &lt;i&gt;Il fiume di betulle&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia&lt;/i&gt; sono separati da secoli, ma condividono la medesima struttura morale. In entrambi i casi l'uomo &#232; immerso in una storia di violenza; in entrambi i casi la morte rischia di cancellare l'individuo; in entrambi i casi la parola interviene per restituire una forma alla memoria.&lt;br class='autobr' /&gt;
La vera vittoria, suggerisce Manzoni nell'ultima pagina, &#232; quella &#034;&lt;i&gt;su s&#233; stessi&lt;/i&gt;&#034;, quella che conduce non alla cancellazione dell'altro ma al suo riconoscimento. Per questo il libro, pur essendo profondamente attraversato dalla morte, non termina nella morte. Termina nella possibilit&#224; di una nuova origine, di un &#034;&lt;i&gt;nuovo cosmo&lt;/i&gt;&#034;, di una &#034;&lt;i&gt;nuova catena&lt;/i&gt;&#034;. La catena non &#232; pi&#249; soltanto quella del dominio o della prigionia, diventa una nuova relazione fra esseri umani.&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/i&gt; &#232;, in definitiva, un libro sulla possibilit&#224; di questa trasformazione. La sua vera materia non &#232; soltanto la guerra, n&#233; la religione, n&#233; la storia. &#200; il passaggio dalla violenza alla parola, dalla parola alla memoria e dalla memoria alla possibilit&#224; dell'altro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Seneca-e-Faust-Dialoghi-sulla-morale-tra-origini-e-decadenza-Andrea-Carandini.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T08:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Nuti</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2025</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Andrea Carandini</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Rubbettino, 2025 - Un'opera di notevole ambizione intellettuale sulla natura della morale, sul destino dell'uomo e sulla crisi del mondo contemporaneo, un ibrido tra saggio filosofico, dialogo letterario e autobiografia intellettuale.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L97xH150/9788849883770_0_0_424_0_75-32483.jpg?1791964817' class='spip_logo spip_logo_right' width='97' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il volume &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Andrea Carandini&lt;/strong&gt; (Rubbettino, 2025) rappresenta un'opera di notevole ambizione intellettuale, un ibrido tra saggio filosofico, dialogo letterario e autobiografia intellettuale. L'autore, archeologo classico di fama internazionale, utilizza la forma del dialogo immaginario tra il filosofo stoico Lucio Anneo Seneca e la figura simbolica di Faust, archetipo della modernit&#224;, per condurre un'indagine serrata sulla natura della morale, sul destino dell'uomo e sulla crisi del mondo contemporaneo. Il libro non &#232; una semplice esposizione dottrinale, ma un percorso di pensiero che, attraverso un confronto serrato tra epoche diverse, mira a costruire un'archeologia e una futurologia della coscienza morale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'opera &#232; strutturata in tre parti distinte, ciascuna con una funzione specifica nel disegno complessivo dell'autore. La prima parte, &lt;i&gt;Seneca e Faust, dialoghi I-XVI&lt;/i&gt;, &#232; guidata da Seneca, che introduce Faust (e il lettore) alla saggezza del mondo antico, alle sue virt&#249;, ai suoi vizi e alle sue tragedie. La seconda parte, &lt;i&gt;Faust e Seneca, dialoghi XVII-XXVI&lt;/i&gt;, inverte i ruoli: Faust conduce Seneca attraverso le scoperte e le aporie della modernit&#224;, dall'evoluzionismo darwiniano alla psicanalisi freudiana, dalla fisica quantistica alla crisi della tecnica. La terza parte, &lt;i&gt;L'archeologo nel retroscena&lt;/i&gt;, &#232; la pi&#249; personale e diretta, dove Carandini, deposta la maschera dei personaggi, espone le sue riflessioni e il suo punto di vista di studioso del passato e critico del presente.&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa struttura triadica non &#232; casuale. Il dialogo, forma antica per eccellenza, diviene lo strumento per un'operazione di &#034;cortocircuito&#034; temporale, come l'autore stesso lo definisce. Carandini non si limita a confrontare due epoche, ma le fa interagire, le mette in tensione, per far emergere le contraddizioni e le continuit&#224; del pensiero morale. Il metodo &#232; quello dell'analogia e della logica, due modi del pensiero che, secondo l'autore, sono complementari e in perenne tensione. L'analogia, con la sua capacit&#224; di connettere il noto all'ignoto, permette di gettare ponti tra mondi distanti; la logica, con il suo rigore, impedisce che queste connessioni si dissolvano nell'indistinto. &#200; un metodo che Carandini, da archeologo, applica con maestria: come nello scavo stratigrafico si distinguono i vari livelli di una citt&#224; sepolta, cos&#236; nel dialogo si distinguono i vari strati della coscienza morale, dalle sue radici antiche alle sue diramazioni moderne.&lt;br class='autobr' /&gt;
La prima parte dei dialoghi &#232; un affresco potente e talvolta spietato della Roma giulio-claudia, un'epoca di tirannide, di intrighi di corte e di crisi morale. Seneca, nelle sue vesti di filosofo e consigliere imperiale, &#232; il testimone e la vittima di questa decadenza. Attraverso le sue parole, Carandini ricostruisce il pensiero dello stoico romano, affrontando temi universali come l'ira, la clemenza, la brevit&#224; della vita, la provvidenza e la felicit&#224;. Seneca emerge come un personaggio complesso, lacerato tra l'ideale filosofico e la realt&#224; del potere. La sua riflessione sull'ira, ad esempio, non &#232; solo un trattato morale, ma una sottile analisi psicologica del potere tirannico, che egli vede all'opera in Caligola e Claudio. La sua teoria della clemenza, esposta nel dialogo omonimo, &#232; un tentativo di porre un argine morale all'arbitrio del principe, un tentativo destinato a fallire di fronte alla follia di Nerone. Carandini non nasconde le contraddizioni di Seneca: la sua ricchezza, il suo coinvolgimento nella politica, il suo stesso &#034;&lt;i&gt;salterellare&lt;/i&gt;&#034; tra filosofia e azione. Eppure, proprio in queste contraddizioni, il filosofo appare umano e, in un certo senso, moderno. La sua ricerca di una &#034;&lt;i&gt;vita ritirata&lt;/i&gt;&#034; e la sua meditazione sulla morte, alla fine dei dialoghi, segnano il culmine di un percorso di saggezza che &#232; anche un percorso di liberazione interiore.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un aspetto particolarmente interessante di questa prima parte &#232; la ricostruzione del contesto storico e culturale in cui Seneca oper&#242;. Carandini, con la precisione dell'archeologo e la sensibilit&#224; dello storico, rievoca la Roma del I secolo d.C., con i suoi palazzi, i suoi templi, le sue strade affollate, ma anche con le sue tensioni politiche e sociali. La descrizione della Domus Aurea di Nerone, con le sue sale rotonde e ottagonali, i suoi soffitti stellati e ruotanti, &#232; un esempio magistrale di come l'erudizione possa diventare narrazione vivida e coinvolgente. Carandini non si limita a descrivere i luoghi, ma li fa rivivere, li rende personaggi del dramma che si svolge tra Seneca e Faust.&lt;br class='autobr' /&gt;
Faust, in questa prima parte, &#232; una figura curiosa e interrogante. Rappresenta l'uomo moderno che si accosta al passato con ammirazione ma anche con la consapevolezza della distanza incolmabile che li separa. Le sue domande, talvolta ingenue, talvolta provocatorie, servono a mettere in luce gli aspetti pi&#249; problematici del pensiero antico: la sua accettazione della schiavit&#249;, la sua svalutazione delle donne e dei bambini, la sua concezione di un universo statico e gerarchico. Faust &#232; il portavoce di una sensibilit&#224; diversa, segnata dall'evoluzionismo, dalla psicanalisi e dalla democrazia, che non pu&#242; pi&#249; accettare la metafisica senecana senza sottoporla a critica. Eppure, nonostante le differenze, tra i due si instaura un dialogo fecondo, fatto di rispetto reciproco e di curiosit&#224; intellettuale. Seneca &#232; affascinato dalle domande di Faust, che lo costringono a ripensare le sue certezze; Faust &#232; affascinato dalla saggezza di Seneca, che gli offre strumenti per comprendere meglio il presente.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nella seconda parte, il testimone passa a Faust, che conduce Seneca in un viaggio attraverso le rivoluzioni scientifiche e filosofiche che hanno trasformato il mondo negli ultimi due millenni. &#200; qui che il libro si fa pi&#249; denso e complesso, toccando questioni di grande attualit&#224; come la natura dell'inconscio, il rapporto tra emozioni e ragione, il ruolo della tecnica e la crisi della morale. Faust spiega a Seneca che l'uomo non &#232; pi&#249; al centro dell'universo, che la terra non &#232; immobile al centro del cosmo, che la specie umana &#232; il prodotto di una lunga evoluzione e che la sua mente &#232; abitata da forze inconsce che sfuggono al controllo della ragione. La scoperta dell'inconscio, in particolare, &#232; presentata come una svolta epocale. Faust, seguendo le teorie di Freud e dello psicoanalista cileno Ignacio Matte Blanco, delinea una nuova topografia della psiche, in cui l'inconscio non &#232; pi&#249; un semplice &#034;rimosso&#034;, ma una funzione strutturale dell'essere, caratterizzata da una logica simmetrica e da una tendenza all'infinito. Questa logica, che ignora il principio di non-contraddizione, &#232; in perenne tensione con la logica asimmetrica della ragione cosciente, che divide, analizza e distingue.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il dialogo tocca anche il tema delle emozioni e dei sentimenti, che Faust, sulla scia di Spinoza e del neuroscienziato Antonio Damasio, considera non come passioni da reprimere, ma come funzioni essenziali dell'organismo, finalizzate alla sua autoconservazione. Questa visione si contrappone radicalmente a quella stoica, che vedeva nelle passioni una malattia dell'anima. La morale, quindi, non pu&#242; pi&#249; essere fondata sulla soppressione delle emozioni, ma sulla loro educazione e sul loro bilanciamento con la ragione. Faust insiste sulla necessit&#224; di una &#034;&lt;i&gt;ragione che si avvale della forza delle passioni costruttive&lt;/i&gt;&#034;, un concetto che egli riprende da Spinoza e che costituisce una delle chiavi di volta del suo pensiero.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un altro tema centrale di questa seconda parte &#232; quello delle emozioni negli animali. Faust, citando l'etologo Frans de Waal, mostra a Seneca che gli animali non sono automi guidati da istinti fissi, ma esseri capaci di provare emozioni, di stringere legami affettivi, di cooperare e di riconciliarsi. Questa scoperta, che rivoluziona il rapporto tra l'uomo e gli altri esseri viventi, ha importanti implicazioni morali: l'uomo non &#232; pi&#249; l'unico detentore della vita emotiva e morale, ma &#232; parte di un continuum naturale in cui le differenze sono di grado, non di sostanza. Faust arriva a sostenere che solo il rossore, espressione del senso di colpa e di vergogna, &#232; esclusivo della specie umana, e che proprio in questa capacit&#224; di provare vergogna risiede il nucleo della morale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Infine, Faust affronta il tema della tecnica, che nel mondo contemporaneo non &#232; pi&#249; un semplice strumento, ma un fine in s&#233;, una forza totalizzante che rischia di asservire l'uomo e di svuotare la sua vita interiore. La tecnica, con la sua efficienza e la sua capacit&#224; di soddisfare i desideri immediati, si sostituisce alla morale e alla cultura umanistica, generando un senso di vuoto e di scontento diffuso. La critica di Faust alla societ&#224; contemporanea &#232; feroce: la scuola &#232; in rovina, la classe dirigente &#232; inadeguata, i giovani sono prigionieri di un narcisismo illimitato e di una ricerca ossessiva del piacere. La tecnica, egli sostiene, &#232; diventata il &#034;&lt;i&gt;vitello d'oro&lt;/i&gt;&#034; intorno al quale tutti siamo prostrati, un idolo che esige sacrifici umani, come dimostrano le nuove forme di dipendenza, di alienazione e di infelicit&#224; che affliggono le societ&#224; pi&#249; avanzate.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte del libro &#232; la pi&#249; personale e, in un certo senso, la pi&#249; commovente. Carandini, l'archeologo, scava nel proprio passato e nelle proprie esperienze per trovare una risposta alla crisi del presente. Egli si rif&#224; a figure come Etty Hillesum, Dietrich Bonhoeffer e Viktor Frankl, che hanno saputo mantenere la loro umanit&#224; e la loro dignit&#224; di fronte all'orrore del nazismo. La loro testimonianza dimostra che la morale non &#232; un'illusione, ma una forza radicata nell'essere umano, capace di resistere anche nelle condizioni pi&#249; estreme. Carandini propone una &#034;&lt;i&gt;morale rigenerata&lt;/i&gt;&#034;, che non sia n&#233; un ritorno al passato n&#233; un'adesione acritica al progresso, ma una sintesi tra antico e moderno. L'uomo, egli sostiene, &#232; un essere &#034;&lt;i&gt;bi-logico&lt;/i&gt;&#034;, in cui coesistono una parte emozionale e inconscia, che tende all'infinito e all'indistinto, e una parte razionale e cosciente, che tende al finito e alla distinzione. La morale deve saper armonizzare queste due parti, trovando un equilibrio tra l'aspirazione alla totalit&#224; e la necessit&#224; del limite. La tecnica, che ha assunto un ruolo dominante, deve essere ricondotta al suo ruolo di strumento, subordinata a fini pi&#249; alti, che riguardano la vita intera, non solo la sua efficienza.&lt;br class='autobr' /&gt;
In questa parte, Carandini riprende e approfondisce il tema del &#034;periodo assiale&#034; di Karl Jaspers, il momento storico (intorno al VI secolo a.C.) in cui, in diverse civilt&#224; del mondo, emerse per la prima volta la coscienza morale come la conosciamo oggi. Egli cita le figure di Solone, Buddha, Confucio, Lao-tzu e i profeti giudaici, che, pur in contesti diversi, giunsero a formulare principi etici universali come la regola d'oro. Questo &#034;periodo assiale&#034; rappresenta per Carandini un momento di svolta nella storia dell'umanit&#224;, un salto evolutivo che ha reso possibile la convivenza civile e la ricerca della giustizia. Oggi, egli sostiene, siamo di fronte a una nuova sfida: quella di estendere la morale non solo a tutti gli uomini, ma a tutta la vita sul pianeta, in un nuovo &#034;periodo assiale&#034; che tenga conto delle scoperte della scienza e delle esigenze della biosfera.&lt;br class='autobr' /&gt;
La figura di Dioniso, il dio della contraddizione e dell'ebbrezza, &#232; centrale in questa parte del libro. Carandini vede in Dioniso l'anticipazione divina di quella &#034;&lt;i&gt;bi-logica&lt;/i&gt;&#034; che caratterizza l'essere umano, la compresenza di opposti che non si escludono ma si integrano. Dioniso &#232; il dio dell'estasi e dell'orrore, della creazione e della distruzione, della vita e della morte. In lui, come nell'inconscio di Matte Blanco, i contrari si fondono e si confondono, sfidando il principio di non-contraddizione. La morale, per Carandini, non deve rimuovere questa dimensione dionisiaca, ma integrarla, riconoscendo che l'uomo &#232; un essere complesso, fatto di luci e di ombre, di ragione e di passione.&lt;br class='autobr' /&gt;
Carandini, con la sua prosa elegante e densa, la sua erudizione vastissima e la sua passione civile, ci offre una lezione di umanit&#224; e di saggezza. La sua voce, che emerge potente nella terza parte, &#232; quella di un &#034;&lt;i&gt;archeologo del presente&lt;/i&gt;&#034;, che scava nel passato per trovare le radici del nostro malessere e le possibili vie d'uscita. La sua conclusione non &#232; un'utopia, ma un appello alla responsabilit&#224; individuale e collettiva, alla riscoperta di quei valori morali che, soli, possono dare un senso alla nostra vita e salvare la nostra civilt&#224; dalla deriva dell'edonismo e del nichilismo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro si chiude con un'immagine di grande suggestione: l'autore che, terminato il libro, si immagina seduto tra i floridi acanti sotto una volta semicrollata del Palatino, a guardare un cielo che ora si fa nero, lanciando fulmini argentei, e ora s'illumina, trafitto da aurei raggi. &#200; un'immagine che riassume il senso dell'intera opera: la ricerca di un equilibrio tra le forze opposte della vita, tra il caos e l'ordine, tra la passione e la ragione, tra il passato e il futuro. Un equilibrio precario, sempre in bilico, ma proprio per questo vitale e umano.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;marco nuti&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'Apocalisse di Lucrezio</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-Apocalisse-di-Lucrezio-Ivano-Dionigi.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-Apocalisse-di-Lucrezio-Ivano-Dionigi.html</guid>
		<dc:date>2026-10-13T15:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Tiziano Gorini</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2023</dc:subject>
		<dc:subject>Ivano Dionigi</dc:subject>
		<dc:subject>Raffaello Cortina Editore</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Raffaello Cortina Editore, 2023 - L'autore aggiunge all'opera di Lucrezio una prospettiva nuova, che le fa superare l'adeguata eppur riduttiva definizione di poema didascalico e suscita nuove avventure ermeneutiche: il &#034;De rerum natura&#034; &#232; un'apocalisse.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Saggistica-+.html" rel="tag"&gt;Saggistica&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L93xH150/9788832856019_0_0_424_0_75-dde08.jpg?1791903614' class='spip_logo spip_logo_right' width='93' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Di tutte le cosmogonie inventate da filosofi e scienziati io prediligo quella atomistica di Democrito ed Epicuro; non perch&#233; mi sembri la pi&#249; verosimile, tantomeno scientifica, bens&#236; perch&#233; la trovo comica. M'immagino questo immane eterno flusso di atomi che senza intelligenza n&#233; provvidenza scorre sconvolto da un'improvvisa deviazione (il &lt;i&gt;clinamen&lt;/i&gt;), questa catastrofe ciecamente creativa d'un caos cosmico che provoca una nebulosa impazzita di atomi che schizzano in qua e in l&#224; come innumerevoli palline da ping pong che si urtano freneticamente e da cui, infine, casualmente, emerge un universo tra gli infiniti possibili: una cosmicomica raccontata da Qfwfq, ch'&#232; appunto il narratore delle cosmicomiche calviniane. Ma ben altrimenti l'ha raccontata Tito Lucrezio Caro nel &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/De-rerum-natura.html&#034;&gt;De rerum natura&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che anzi vi ha poeticamente descritto un universo tragico, una perpetua macchina di creazione e distruzione, in cui ogni ente ed ogni vivente, in quanto mero aggregato atomico, compare e scompare. Ma si sa, Pirandello docet: comicit&#224; e tragicit&#224; sono prospettive che possono ironicamente mescolarsi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Di Lucrezio, che visse nel I sec. A.C., si sa poco: scarsi e scarni i riferimenti dei suoi contemporanei, incerto e probabilmente apocrifo quello tardivo nel &lt;i&gt;Chronicon&lt;/i&gt; di Girolamo, del IV sec. d.C., che lo racconta stregato da un filtro magico, matto e suicida; magari non era matto ma sofferente di un disturbo bipolare e magari non si suicid&#242; ma se ne and&#242; in Grecia, forse per inseguire le tracce del suo Epicuro o forse per allontanarsi da Roma, dove l'epicureismo non era apprezzato, perch&#233; la sua indifferenza religiosa lo rendeva politicamente eversivo (tant'&#232; che al tempo del governo dell'imperatore stoico Marco Aurelio i due filosofi epicurei Alceo e Filisco furono espulsi dalla citt&#224;). Prima gli furono avversi i pagani e poi, per lo stesso motivo, i cristiani; dev'esser per quest'avversione che nel trascorrere dall'et&#224; imperiale al Basso Medio Evo Lucrezio fu dimenticato; la sua opera, il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt;, addirittura scomparve.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ma nel 1417 Poggio Bracciolini, un umanista appassionato ricercatore di testi classici, ne ritrov&#242; il manoscritto nella biblioteca del monastero di Fulda, in Germania. La successiva edizione stampata, del 1473, ne consent&#236; la diffusione tra gli intellettuali rinascimentali: Alberti, Ficino, Poliziano, Machiavelli, Pomponio Leto e tanti altri furono tra i suoi primi lettori, alcuni lo commentarono (Machiavelli, ad esempio), molti ne trassero ispirazione (Torquato Tasso, ad esempio). E non c'&#232; dubbio che la riscoperta di Lucrezio e del &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt;, quindi dell'atomismo epicureo, fu determinante per lo sviluppo della cultura moderna, nonostante la rinnovata avversione cristiana: nel 1516 il Sinodo fiorentino ne proib&#236; la lettura, nel 1551 i teologi del Concilio di Trento censurarono sia Lucrezio che Epicuro, infine nel 1717 il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; fu inserito nell'&lt;i&gt;Index Librorum Prohibitorum&lt;/i&gt;, la lista nera della Chiesa cattolica. Un'ostilit&#224; comprensibile da parte della Chiesa verso un pensiero materialista, razionale e antireligioso, capace di scardinare dogmi fondamentali come quello della transustanzazione eucaristica, impossibile se un corpo &#232; solo una meccanica combinazione di atomi (ed &#232; verosimile l'ipotesi dello storico della scienza Redondi, enunciata in &lt;i&gt;Galileo eretico&lt;/i&gt;, che lo scienziato fiorentino fu inquisito pi&#249; per il suo atomismo che per l'eliocentrismo); ma infine vana, poich&#233; nonostante quell'interdizione il &lt;i&gt;De Rerum natura&lt;/i&gt; fu comunque letto, studiato e apprezzato dai protagonisti del pensiero moderno, come Moro, Spinoza, Gassendi, Newton, Darwin, ecc. Qualche autorevole esempio: Michel de Montaigne, che riemp&#236; la sua copia di centinaia di annotazioni, lo considerava un libro fondamentale per la sua formazione e certamente fu all'origine del suo scetticismo; Giordano Bruno vi ha fondato la sua teoria di un universo infinito popolato di innumerevoli mondi; sia Newton che Boyle ne ricavarono basilari ispirazioni, l'uno per ipotizzare uno spazio immenso e vuoto dove si muovono particelle elementari indistruttibili e l'altro per spiegare le trasformazioni della materia attraverso il moto e le aggregazioni di corpuscololi; Leopardi, che Carducci defin&#236; il &#8220;&lt;i&gt;Lucrezio del pensiero italiano&lt;/i&gt;&#8221;, vi trov&#242; un sostegno alla sua tragica visione della condizione umana soverchiata dalla cieca violenza della Natura. Infine &#232; perfino ovvio l'apprezzamento degli illuministi: Diderot, D'Holbach, Voltaire, La Mettrie condividevano con Lucrezio l'idea che la religione generi paure e fanatismi che fuorviano e opprimono l'essere umano, mentre la conoscenza della natura, spiegata attraverso le leggi fisiche e il meccanico movimento degli atomi, senza interventi divini o finalismi, lo libera da perniciose superstizioni e inutili timori; cos&#236; come ne condividevano la fiducia nella ragione, che ha la missione di scoprire la verit&#224;. D'altronde l'antitesi &lt;i&gt;lux-tenebrae&lt;/i&gt;, cos&#236; determinante nella cultura dei Lumi, &#232; una delle chiavi interpretative del poema.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; &#232; un poema didascalico in esametri che ha lo scopo di divulgare il pensiero di Epicuro; &#232; articolato in sei libri: il primo e il secondo trattano dell'atomismo e della conseguente fisica del cosmo, il terzo e il quarto del corpo umano e dell'anima, il quinto e il sesto dell'origine del mondo e della natura; &#232; dunque un grande racconto del mondo, che necessariamente si sostanzia di una profonda riflessione etica sulla condizione umana, sovrastata dalla perenne turbolenza universale che tutto fa e disfa nel vorticoso moto degli atomi ma illuminata dalla capacit&#224; della ragione di svelare apparenze e illusioni contemplando la spietata realt&#224; senza il timore della morte. In ci&#242; consiste la felicit&#224; per Lucrezio: la conquista conoscitiva ed etica della comprensione del dolore del mondo, che consente di guardarlo con sereno distacco, come scrive nell'incantevole incipit del II libro:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;suave, mari magno turbantibus aequora ventis,&lt;br class='autobr' /&gt;
e terra magnum alterius spectare laborem&lt;br class='autobr' /&gt;
non quia vexari quemquamst iucunda voluptas,&lt;br class='autobr' /&gt;
sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&#200; dolce, quando nel vasto mare i venti sconvolgono le distese marine,&lt;br class='autobr' /&gt;
da terra guardare il grande affanno di un altro;&lt;br class='autobr' /&gt;
non perch&#233; sia una piacevole gioia il fatto che qualcuno sia travagliato,&lt;br class='autobr' /&gt;
ma perch&#233; &#232; gradevole vedere da quali mali tu stesso sia libero.)&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Dunque la ragione &#232; il farmaco che libera il saggio dal dolore della vita e, conseguentemente, dalla paura della morte.&lt;br class='autobr' /&gt;
&#200; singolare che Lucrezio, cos&#236; fedele a Epicuro, abbia scelto di esprimersi attraverso la poesia, poich&#233; Epicuro la poesia l'aveva disdegnata, giudicandola priva di chiarezza e quindi aliena al discorso veritiero; &#232; probabile che abbia scelto come modello il &lt;i&gt;Per&#237; ph&#250;seos&lt;/i&gt; di Empedocle, dato che altri modelli in prosa a cui riferirsi non ve n'erano, oppure che, come dichiara nel I libro, abbia pensato di servirsi della poesia per rendere gradevole quel pensiero ostico che andava esponendo, cos&#236; come il miele addolcisce l'amara medicina; comunque sia dovette affrontare l'arduo problema di tradurre il lessico filosofico greco nella lingua latina, poich&#233;, come ancora dichiara nel I libro, la novit&#224; degli argomenti, &lt;i&gt;rerum novitatem&lt;/i&gt;, richiede parole nuove, &lt;i&gt;novis verbis&lt;/i&gt;, come ad esempio il termine composto &lt;i&gt;omniparens&lt;/i&gt;, che indica la terra generatrice di tutto.&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;strong&gt;Ivano Dionigi&lt;/strong&gt; ci guida con la perizia dell'esperto latinista nel laboratorio linguistico di Lucrezio, dove si manifesta il suo impegno semantico e ontico, ma ritorna pure alle sue tesi esposte nel &lt;i&gt;Lucrezio. Le parole e le cose&lt;/i&gt; del 1988, in cui esponeva l'affascinante affermazione lucreziana dell'equipollenza tra la struttura fisica del mondo e la struttura fonetica e sintattica della lingua. D'altronde la parola &#034;&lt;i&gt;elementum&lt;/i&gt;&#034; significa sia &#8220;&lt;i&gt;lettera&lt;/i&gt;&#8221; che &#8220;&lt;i&gt;atomo&lt;/i&gt;&#8221;, quindi non sorprende l'analogia tra il mondo come insieme di aggregati di atomi e la lingua come insieme di aggregati di lettere. Ma Dionigi indaga oltre l'analogia: nel verso 1021 del II libro Lucrezio enuncia i cinque principi regolatori degli atomi, quelli che fanno s&#236; che i corpi esistano senza produrre informi mostruosit&#224;: &lt;i&gt;concursus&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;motus&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;ordo&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;positura&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;figurae&lt;/i&gt;; ma questi principi sono in effetti gli stessi della grammatica e della retorica latine, dunque scopriamo che la lingua &#232; il modello della realt&#224;, il testo del cosmo, una corrispondenza tra &lt;i&gt;elementa vocis&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;elementa mundi&lt;/i&gt;. Ecco dunque l'origine della celebre metafora di Galileo (ma prima ancora di Alano di Lilla) del libro della natura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il latinista Dionigi ha avuto una lunga e intensa frequentazione con Lucrezio, che inizi&#242; con la sua tesi di laurea: &lt;i&gt;Teologia e religione in Epicuro e Lucrezio&lt;/i&gt;, e prosegue sino a &lt;i&gt;Quando la vita ci viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi&lt;/i&gt;, del 2018; perch&#233; abbia sentito il bisogno di tornarvi ancora lo spiega nel prologo di questo suo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L' Apocalisse di Lucrezio&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Raffaello Cortina Editore, 2023):&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;mi chiedo: &#232; il sentire cosmico e razionale di Lucrezio in sintonia con le domande dei nostri tempi?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Certamente avrebbero risposto di s&#236; Michel Serres, che gli dedic&#242; il provocante &lt;i&gt;Lucrezio e l'origine della fisica&lt;/i&gt;, e Italo Calvino, che in Lezioni americane del &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; diede un giudizio che a me nella sua brevit&#224; pare perfetto, &#8220;&lt;i&gt;la prima grande opera in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo&lt;/i&gt;&#8221;, e perci&#242; modernissima. Dionigi ora trova ulteriori conferme di tale modernit&#224;, addirittura col celebre discorso di Steve Jobs a Stanford (quello delle parole &#8220;&lt;i&gt;Stay hungry, stay foolish&lt;/i&gt;&#8221;) ma sopratutto vi aggiunge una prospettiva nuova, che le fa superare l'adeguata eppur riduttiva definizione di poema didascalico e suscita nuove avventure ermeneutiche: il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; &#232; un'apocalisse.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nell'uso ordinario della lingua la parola oggi indica un evento catastrofico, una calamit&#224; che inesorabilmente si verifica, o addirittura la fine del mondo, poich&#233; &#232; di questo che tratta l'&lt;i&gt;Apocalisse&lt;/i&gt; di Giovanni, che appunto inizia con le parole &#034;&lt;i&gt;ap&#333;kal&#253;psis Ies&#333;&#251; krist&#333;&#251;&lt;/i&gt;&#034;, ma il suo originario significato &#232; &#034;&lt;i&gt;rivelazione&lt;/i&gt;&#034;; nella terminologia ebraica e del primo cristianesimo si riferisce a una rivelazione divina per il tramite di un profeta. Lucrezio non &#232; un profeta, e non ha nulla a che fare con la divinit&#224;, il disvelamento ch'egli annuncia non &#232; opera di un dio bens&#236; della ragione che illumina le tenebre dell'ignoranza: &lt;i&gt;eripitur persona, manet res&lt;/i&gt;: si toglie la maschera, appare il vero. E la ragione disdegna la religione, sia quella favolosa dei sacerdoti e dei poeti, sia quella civile, che &#232;, soprattutto a Roma, uno strumento di asservimento politico; dunque disdegna anche la politica, frutto di vanit&#224; e permeata di ingiustizia: l'&lt;i&gt;imperium&lt;/i&gt; romano, che Virgilio celebra e giudica infinito, &#232; una chimera - il vero imperium &#232; quello di chi sceglie di vivere lontano dalle passioni del mondo, come Epicuro, e non teme la morte.&lt;br class='autobr' /&gt;
Infine, da apocalittico, annuncia pure la fine del mondo, anzi le fini dei mondi, perch&#233; le catastrofi, cio&#232; le cicliche distruzioni che avvengono nel turbolento universo, fanno parte dell'ordine naturale delle cose. Lucrezio non &#232; dunque un profeta, &#232; un sovversivo che, un po' paradossalmente, distrugge la nostra immagine del mondo per consentirci di viverci meglio, nel mondo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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