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	<title>Sololibri.net</title>
	<link>https://www.sololibri.net/</link>
	<description>Il sito letterario per chi ama leggere: recensioni, interviste, novit&#224; in libreria e approfondimenti culturali.</description>
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		<title>Sololibri.net</title>
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<item xml:lang="it">
		<title>Sesso, denaro e potere nell'antica Atene. Vita di Timarco</title>
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		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Odoya Editore</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi e saggi storici</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Odoya, 2026 - Un saggio che si legge come un romanzo su una figura storica poco conosciuta, Timarco, il cui temperamento, focoso e spavaldo, e le scelte, talora temerarie, ne fecero una figura eccezionale.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L105xH150/9788862882996_0_0_424_0_75-60dca.jpg?1792076415' class='spip_logo spip_logo_right' width='105' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Sesso, denaro, potere. Valori o disvalori? Di sicuro sono questi i principali obiettivi che molta parte dell'umanit&#224;, almeno da quando riusciamo ricostruirne la storia, ha perseguito e continua a perseguire, con pervicacia, spesso con disonest&#224;, talora con ferocia.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Cos&#236; comincia Sesso, denaro e potere nell'antica Atene. Vita di Timarco (edito da Odoya nel 2026), un libro di &lt;strong&gt;Paolo Autino&lt;/strong&gt;, studioso del mondo antico, autore di libri storici, articoli su riviste specialistiche e romanzi. Il volume&#034; ricostruisce e racconta la vita di un singolare personaggio del passato, l'ateniese &lt;strong&gt;Timarco&lt;/strong&gt;, vissuto nel IV secolo a. C. Il suo temperamento, focoso e spavaldo, le sue scelte, talora temerarie, ne fecero una figura romanzesca, cos&#236; come fu romanzesca e avventurosa la sua vita. Fu dapprima apprendista medico, ma poi, resosi conto che quel mestiere, cos&#236; impegnativo, non faceva per lui, si diede a una vita scioperata, fatta di lussi e piaceri: sesso, gioco d'azzardo, cibi prelibati e costosi. In et&#224; adulta cambi&#242; completamente vita e si dedic&#242; alla politica, attivit&#224; in cui profuse, inaspettatamente, un impegno instancabile, addossandosi gravose responsabilit&#224; nel governo della &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;. Ma fare politica ad Atene, a quel tempo, era assai pericoloso: la carriera di Timarco e la sua stessa vita finirono per essere travolte dalle aspre rivalit&#224; che contrapponevano i cosiddetti &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt;, i politici ateniesi. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro &#232; strutturato in tre parti: il racconto della vita di Timarco, le note e tre appendici finali. La prima parte, pur basata su una ricostruzione storica rigorosa e su uno studio critico delle fonti, ha l'impianto narrativo e lo stile di un romanzo. Le note e le appendici, invece, hanno un carattere saggistico; esse contengono, oltre ai riferimenti bibliografici, approfondimenti sulla biografia del protagonista, illustrando i problemi storiografici che l'autore ha dovuto affrontare per ricostruirla e le motivazioni delle sue ipotesi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel complesso, il libro pu&#242; essere letto sia come un romanzo sia come un saggio storico e, pertanto, si rivolge a un pubblico assai vasto: agli specialisti della materia offre un'indagine di livello scientifico su un argomento inedito (questa &#232; la prima biografia di Timarco mai pubblicata); a tutti gli altri lettori, invece, un racconto intrigante e avvincente, nonch&#233; l'opportunit&#224; di conoscere il mondo caleidoscopico e sorprendente dell'Atene del V/IV sec. a. C.&lt;br class='autobr' /&gt;
Si tratta di una realt&#224; storica poco nota ai pi&#249;, ma assolutamente straordinaria, in cui si svilupparono alcuni capisaldi della modernit&#224;, quali la democrazia e i valori di libert&#224; e uguaglianza. Di questa realt&#224; storica la vita di Timarco illustra alcuni aspetti salienti. Da giovane, ad esempio, Timarco fu coinvolto in un particolare tipo di relazioni amorose, frequente a quell'epoca e tipico della civilt&#224; greca: gli amori omosessuali che, soprattutto nei ceti superiori, si intrecciavano tra uomini adulti e ragazzi. Questi ultimi potevano trarre da tali relazioni vantaggi economici e sociali (come fu per Timarco, che grazie all'aiuto di un suo amante pot&#233; intraprendere la carriera politica), ma si esponevano alle critiche di una parte dell'opinione pubblica, che li accusava di opportunismo e soprattutto di &#8220;&lt;i&gt;farsi usare come donne&lt;/i&gt;&#8221;, di essere &#034;&lt;i&gt;imitatori delle femmine&lt;/i&gt;&#034;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un altro aspetto cruciale della societ&#224; ateniese perfettamente esemplificato dalla vita di Timarco &#232; la precaria situazione in cui operavano i &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt;, i politici di allora. Diversamente dai nostri politici, quelli di Atene non avevano alcun potere: essi erano, per cos&#236; dire, solamente degli influencer, che proponevano misure e direttive politiche, ma a decidere era il popolo, detentore del potere sovrano. Per di pi&#249;, spesso finivano in tribunale, dovendosi difendersi dalle accuse degli avversari; basti pensare che Timarco fu coinvolto in non meno di otto processi. Allora come oggi, anzi, ancor pi&#249; di oggi, i comportamenti privati dei politici, soprattutto i costumi sessuali, erano strumentalizzati dei loro avversari per denigrarli; Timarco, ad esempio, fu accusato di prostituirsi, di essere un omosessuale passivo e, per di pi&#249;, di sedurre le mogli altrui.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel complesso, la vita dei &lt;i&gt;rhetores&lt;/i&gt; correva sul filo del rasoio, sempre in bilico tra il successo e la rovina; e tale fu la carriera di Timarco.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Alexandros23&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'eredit&#224;</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-eredita-Elle-Kennedy.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-eredita-Elle-Kennedy.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T14:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Baldini, scrittore</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2024</dc:subject>
		<dc:subject>Elle Kennedy</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi d'amore</dc:subject>
		<dc:subject>Uno scrittore ci racconta un libro...</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Newton Compton Editori, 2024 - Si chiude con queste pagine il percorso dei nostri protagonisti dell'amatissima serie &#034;The campus&#034;. S&#236;, ma come?&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L100xH150/9788822786333_0_0_424_0_75-f8a9b.jpg?1792072819' class='spip_logo spip_logo_right' width='100' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Con &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'eredit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Elle Kennedy, Newton Compton Editori, 2024, trad. di Laura Mastroddi) si chiude il percorso dei nostri protagonisti dei cinque libri della serie &#034;The campus&#034;. S&#236;, ma come?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Garrett e Hannah. Ricordate la loro storia? Ma s&#236;, iniziata in sordina e poi esplosa nel primo libro di questa serie, &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Il-contratto-The-deal-Elle-Kennedy.html&#034;&gt;Il contratto&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. Alla fine tutto era andato per il verso giusto e si erano messi insieme. S&#236;, ma allora di cosa parliamo, in queste pagine Semplicemente scopriamo cosa &#232; successo dopo le parole &#8220;e vissero felici e contenti&#8221;&#8230;&lt;br class='autobr' /&gt;
Certo, sono ancora insieme. Per&#242; la vita, lo sappiamo bene, ha sempre in serbo qualche sorpresa. Bella o brutta si vedr&#224;, comunque per i nostri sar&#224; davvero molto grande. Ah, non scordiamo gli altri&#8230; Logan e Grace, Tucker e Sabrina, Dean e Allie. L'amore &#232; sempre con loro ma gli anni sono passati, l'universit&#224; &#232; finita e ora devono racimolare tutte le nozioni imparate per cavarsela nella vita dei &#8220;grandi&#8221;. Ma s&#236;, basta un po' d'impegno e tutto si risolve. O magari un bel po' di impegno&#8230; A ogni modo i nostri affronteranno a muso duro la quotidianit&#224; per dimostrare a loro stessi, e alla persona amata, che hanno fatto le scelte giuste. Un po' come la nostra, quando abbiamo deciso di leggere le loro storie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elle Kennedy chiude il cerchio della serie iniziata con la storia tra Hannah e Garrett e lo fa con il botto, &#232; proprio il caso di dirlo. Una serie apprezzata da milioni di cuori affamati d&#8216;amore, questo anche grazie a una serie tv che ha spopolato in pochissimo tempo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Pagine abitate da amici, perch&#233; definirli personaggi mi sembrerebbe riduttivo ma anche e soprattutto un errore madornale. Amici che hanno sogni e paure come tutti noi e che ce ne parleranno a cuore aperto. E noi ascolteremo con piacere perch&#233; &#232; meraviglioso quando qualcuno ha fiducia in noi. Inutile dirlo, faremo il tifo per loro, sul campo di gioco ma soprattutto nella vita, dove si giocano le sfide pi&#249; difficili.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un libro dedicato a chi mette l'amore sempre e comunque al primo posto, a chi vuol sapere come andranno a finire le vicende dei nostri amici o, semplicemente, a chi cerca un po' di dolcezza da portare nelle proprie giornate. Pagine da divorare. No, questa volta non vi lascio scegliere, perch&#233; so che una volta iniziato vorrete finire questa storia. Anzi, queste storie. E pazienza se arriverete con un po' di ritardo all'appuntamento&#8230;&lt;br class='autobr' /&gt;
Non amate i romance? Vi credo. Ma sono disposto a scommettere che amerete queste pagine, se darete loro una possibilit&#224;. E raramente mi sbaglio, in questi casi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Prossima fermata: incubo!</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Prossima-fermata-incubo-Andrea-Biscaro.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Prossima-fermata-incubo-Andrea-Biscaro.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T13:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Felice Laudadio</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Andrea Biscaro</dc:subject>
		<dc:subject>Giunti</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Libri per ragazzi</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Giunti Editore, 2026 - Escape book interattivo per undicenni o su di l&#236;, un'escape room cartacea nella quale si deve scegliere il percorso giusto per arrivare alla fine dell'avventura, in una sfida di attenzione, coraggio e creativit&#224;.&lt;/p&gt;

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/ 
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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Andrea-Biscaro-+.html" rel="tag"&gt;Andrea Biscaro&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Giunti-+.html" rel="tag"&gt;Giunti&lt;/a&gt;, 
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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L107xH150/9791223282588_0_0_464_0_75-d161b.jpg?1792069213' class='spip_logo spip_logo_right' width='107' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nic ha 13 anni. Capelli lunghi, veste alternativo, ama il rock duro, legge Manga. Deve raggiungere Sestri, invitato dall'amico Max. Viagger&#224; in treno, per&#242; il vagone &#232; deserto. Strano, in pieno agosto. Troppo vuoto? No, popolato da presenze pericolose... Se i giovani lettori di &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Prossima fermata: incubo!&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; non daranno una mano al coetaneo protagonista, quello in Liguria non ci arriver&#224; mica, anche se l'autore del libro &lt;strong&gt;Andrea B&#236;scaro&lt;/strong&gt; e l'illustratrice Consuelo Pecchenino hanno fatto di tutto per renderlo possibile nel volumetto (Giunti Editore, settembre 2026, Game Book Escape, 160 pagine).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aiutate Nic a sgusciare fuori dal metaverso orrorifico, se ci riuscite! Fategli lasciare alle spalle apparizioni, streghe, zombi, stazioni spettrali. Scortate il ragazzino strambo ma in gamba fino alla meta delle vacanze, dopo avere intrapreso il viaggio da solo. E s&#236; che soli &#232; meglio che male accompagnati. Tanto pi&#249; da mostri.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ad Andrea non bastava il Libro Game (&lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Wc-horror-Libro-Game-Andrea-Biscaro.html&#034;&gt;WC horror&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, maggio 2026), ha voluto sbloccare l'upgrade Escape del sottogenere moderno, dando sfogo all'inesauribile fantasia in un Game Book eccitante e un po' &#8220;da paura&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
In questo caso, considerata la novit&#224; della proposta narrativa, pi&#249; che di una recensione c'&#232; bisogno di una spiegazione, accompagnati con mano esperta dallo scrittore dell'Arcipelago Toscano. Presenta un Escape Book interattivo (in sostanza, un'escape room cartacea), come una sfida di attenzione, coraggio e creativit&#224;. A ogni bivio, ci si deve inoltrare nella direzione giusta per arrivare alla fine dell'avventura. Procedendo nel racconto, vengono proposti dubbi da sciogliere, scelte da compiere e percorsi alternativi verso i quali indirizzare il protagonista della storia. Alcuni portano all'amico Max, altri aprono finali inaspettati.&lt;br class='autobr' /&gt;
I lettori, dagli undici anni in su, si potranno immedesimare in Nic, le loro decisioni saranno le sue, ma guidarlo toccher&#224; pur sempre ai ragazzi e ragazze in carne e ossa. Dovranno condurlo verso uno sviluppo o l'altro della trama (ovviamente gi&#224; predisposti, ma non collocati in sequenza logica). In pratica, si tratta di saltare tra i paragrafi, senza rispettare l'impaginazione, di esplorare gli ambienti in cui ci si ritrova, di affrontare gli strani personaggi incontrati, andando da una parte o dall'altra, influenzando l'inserimento di Nic in uno dei plot narrativi predisposti da B&#236;scaro. Alla fine di ogni paragrafo, identificato da un numero, viene chiesto come proseguire, per raggiungere il numero successivo, cosa che pu&#242; avvenire in tre modi diversi. Perch&#233; il testo dice di farlo; in conseguenza di una scelta rispetto alle opzioni proposte dal testo; perch&#233; si &#232; deciso di usare uno degli oggetti sul foglio avventura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Quest'ultimo &#232; collocato in fondo al libro, sulle facciate interne posteriori della copertina. &#200; una scheda che contiene alcune informazioni sul personaggio proposto, oltre a righe per prendere appunti, registrare gli oggetti raccolti e i premi guadagnati. A questo scopo, sar&#224; utile munirsi di una matita, cos&#236; da scrivere e cancellare pi&#249; volte tutto quello che si considera rilevante. &#200; l&#236; che vanno segnati gli oggetti acquisiti via via nel corso della lettura, da usare allorch&#232; richiesto (un po' come lo strumentopolo dei cartoni della Casa di Topolino). Se uno degli oggetti non &#232; trascritto sul foglio avventura &#232; come non averlo, di conseguenza non si pu&#242; utilizzare. Gli oggetti raccolti nel percorso a bivi vanno registrati secondo le istruzioni ricavate di volta in volta nei paragrafi. Non vincoleranno le scelte, ma daranno un'opportunit&#224; ulteriore in alcune situazioni.&lt;br class='autobr' /&gt;
Qualche oggetto non &#232; una cosa da usare, ma un premio da collezionare - si scoprir&#224; solo leggendo - e alcuni dei percorsi consentono di vincere una ricompensa. Va registrata nella sezione apposita. Un premio guadagnato &#232; per sempre, non &#232; necessario cancellarlo dal foglio avventura.&lt;br class='autobr' /&gt;
A certe domande non sar&#224; semplice rispondere, ma non c'&#232; da perdersi d'animo, si pu&#242; procedere per tentativi. E se proprio non si dovesse riuscire a superare gli ostacoli, si pu&#242; sempre formattare virtualmente: un &lt;i&gt;reset&lt;/i&gt; non salver&#224; capra e cavoli, ma far&#224; tornare al paragrafo 0 di partenza, per ricominciare la lettura e rigiocare.&lt;br class='autobr' /&gt;
A titolo di esempio, ci si trover&#224; di fronte a scelte sulla direzione da prendere nel convoglio ferroviario: se avanzare verso la carrozza successiva (con tutte le insidie eventuali), tentare di tornare indietro o anche fermarsi a controllare. Lungo il percorso, s'incontrano personaggi ambigui, mutaforma e zombie. Si dovr&#224; scegliere se parlare con un passeggero, fidandosi o aggredirlo prima che si riveli una minaccia (chi colpisce per primo... colpisce) o darsela (tornando al paragrafo 0). Le carrozze, poi, riservano altre sorprese. Come attraversare uno scompartimento col pavimento di sabbie mobili? Cosa fare se il treno imbocca binari morti? Sbagliare vuol dire: &lt;i&gt;game over&lt;/i&gt; (dietro front al paragrafo 0). Qualche volta, il bivio obbliga a risolvere un enigma, visivo o logico: il numero del paragrafo da raggiungere si ricava da un calcolo o decifrando un codice &#8220;&lt;i&gt;nella stanza&lt;/i&gt;&#8221;. &lt;br class='autobr' /&gt;
Tutto considerato, giovane lettore, sei tu a creare l'avventura. Mettiti alla prova!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea Biscaro (Ferrara, 1979) vive da anni sull'isola del Giglio. Artista poliedrico, ha firmato molte pubblicazioni, tra libri per ragazzi, albi, fumetti, thriller, romanzi storici, gialli, canzoni, poesia. Lavora per le maggiori case editrici italiane. Tra le ultime uscite per Giunti, da ricordare il pluripremiato &lt;i&gt;Alexei Cattivi Pensieri&lt;/i&gt; (2024, primo classificato a Giallo&amp;Nero di Puglia, Premio Speciale Ragazzi al Citt&#224; di Grosseto) e &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/L-antro-di-Bosconero-Andrea-Biscaro.html&#034;&gt;L'antro di Bosconero&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (2025, finalista nel Premio Internazionale Ceresio in Giallo 2026).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nessuno</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Nessuno-Gianni-La-Corte.html</link>
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		<dc:date>2026-10-15T10:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Elisabetta Bolondi</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;La Corte Editore, 2026 - Un romanzo d'esordio lungo, molto articolato e pieno di personaggi, che si svolge in due tempi in Piemonte, tra Torino e Tredenti, un paesino nei dintorni di Pinerolo, tra il giugno 1999 e il novembre 2024.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Recensioni-di-libri-2026-+.html" rel="tag"&gt;Recensioni di libri 2026&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Italiana-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Italiana&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Gialli-Noir-Thriller-+.html" rel="tag"&gt;Gialli, Noir, Thriller&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L105xH150/9791282636094_0_0_424_0_75-49c8c.jpg?1792058416' class='spip_logo spip_logo_right' width='105' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'esordio letterario, o almeno tale lui lo definisce, dell'editore/scrittore/libraio/insegnante di scrittura &lt;strong&gt;Gianni La Corte&lt;/strong&gt;, il thriller &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Nessuno&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (La Corte Editore, 2026), &#232; un romanzo lungo, molto articolato, pieno di personaggi, che si svolge in due tempi in Piemonte, tra Torino e Tredenti, un paesino nei dintorni di Pinerolo, tra il giugno 1999 e il novembre 2024.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La trama &#232; complessa e rimanda in continuazione il protagonista, il giornalista d'inchiesta ed editore della rivista &#8220;Metropolis&#8221; Martino Falconi, che vive da anni sotto scorta per aver disturbato gli interessi della famiglia mafiosa dei Montanari, a un oscuro passato di adolescente, quando era successo il drammatico seguito di avvenimenti che gli aveva distrutto la vita.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il rimando risale a venticinque anni prima, quando gli amici inseparabili Giovanni, Martino e Samuel vivevano la loro spensierata giovinezza, malgrado il bullo Dario, violento e feroce, e malgrado la presenza della bellissima Zoe, figlia del sindaco ambita dai ragazzi, malgrado l'arrivo in paese di una famiglia di immigrati dal Mali che aveva creato divisione e violenza nella piccola comunit&#224;, e sembrava che la convivenza tra tutti quelli che si conoscevano e vivevano da anni in paese fosse pacifica. Invece successero una serie di eventi dolorosi; tra i pi&#249; significativi, l'uccisione accidentale del piccolo Nelson, figlio minore della famiglia dei Maliani, e la misteriosa sparizione di Samuel, che fu cercato inutilmente per giorni. Paride Corsino, il poliziotto e responsabile delle indagini, padre di Giovanni, riusc&#236; alla fine a identificare il colpevole del rapimento in Cosimo, un poco di buono, violento e malvagio, che conviveva con la madre di Martino.&lt;br class='autobr' /&gt;
Odi, violenze, inimicizie, tradimenti, delitti, misteri si susseguono nel lungo racconto in cui improvvisamente compare una specie di vendicatore, uno sconosciuto che sa tutto, che &#232; informato dei segreti e dei misfatti avvenuti nel 1999, che tuttavia intende oltrepassare il lavoro della polizia assumendosi il compito di punire i malvagi nel modo brutale, cosa che gli riesce, tutto mostrato su video spaventosi che diventano virali e che condizionano le indagini delle forze dell'ordine e la stessa opinione pubblica. L'individuo misterioso si palesa con una voce robotica e una maschera integrale nera, attraversata da una striscia rosso sangue, e attraverso le sue imprese criminali si conquista il favore di migliaia di followers che sulla rete si vogliono identificare con il giustiziere, a cui verr&#224; dato il soprannome di Nessuno. In un crescendo di rivelazioni, colpi di scena, scoperte che lasciano il lettore sgomento e stupito, la narrazione va avanti con delitti che non sembrano mai finire, mentre Martino, che si &#232; innamorato della sua psicoterapeuta, la dottoressa Eleonora, fa di tutto per salvare lei e se stesso dal groviglio di delitti che si svolgono intorno a lui.&lt;br class='autobr' /&gt;
Finale sorprendente, fino all'ultima frase che conclude il lungo romanzo. Il lettore a tratti si disorienta, per il gran numero di antefatti e rivoli che la narrazione, nel suo doppio binario temporale, vuole tenere insieme; ma un buon esordio, da parte di Gianni La Corte, il cui romanzo, come dichiara lo stesso autore, ha avuto una lunga gestazione di sette anni, con tanti cambi di prospettiva e la comparsa dell'intelligenza artificiale, una novit&#224; recente che nel romanzo fa la sua comparsa, in modo convincente.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Un divorzio perfetto</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Un-divorzio-perfetto-Jeneva-Rose.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Un-divorzio-perfetto-Jeneva-Rose.html</guid>
		<dc:date>2026-10-15T09:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Vincenzo Mazzaccaro</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>
		<dc:subject>Jeneva Rose</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;New Compton editori, 2026 - Torna il personaggio di Sarah Morgan, pi&#249; forte che mai, ma i lettori sanno che i sequel non sono mai all'altezza del primo thriller. Ci sono situazioni che risultano come un copia e incolla; ma anche questo secondo romanzo ha venduto moltissimo.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L95xH150/9788822790934_0_0_464_0_75-9ab9c.jpg?1792054818' class='spip_logo spip_logo_right' width='95' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nemmeno lo vogliamo sapere l'ammontare dell'anticipo a &lt;strong&gt;Jeneva Rose&lt;/strong&gt;, dopo il clamoroso successo di &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Un-matrimonio-perfetto-Jeneva-Rose.html&#034;&gt;Un matrimonio perfetto&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, lei che ora pu&#242; permettersi tutti quei lussi che, con un bimbo e un marito con un lavoro buono ma insufficiente, prima nemmeno ci pensava. Avr&#224; avuto un minuto di riflessione e via col sequel dal titolo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Un divorzio perfetto&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Newton Compton editori, 2026, trad. di Leonarda Grazioso, Giulio Lupieri ed Eleonora Motta). Molti lettori lo hanno preferito, perch&#233; la sua scrittura si &#232; pi&#249; affinata, attenta. E in ogni caso non &#232; arrivata a un milione di copie vendute, ma resta il nome. Jeneva ha un suo gruppo di sostegno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se alcuni personaggi sono morti &#232; perch&#233; il tempo passa, soprattutto nei noir. Ritroviamo Sarah Morgan vedova, al secondo matrimonio con Bob Miller, che finalmente ha una bimba di nome Summer. Come fa a risposarsi con un collega che le ha scippato il ruolo di socia, in un pregiato studio legale? Non le piaceva nemmeno. Qui ogni lettore pu&#242; dire la sua. Un marito ricco, che le d&#224; sicurezza, e poi la nascita di una bimba che si chiama Summer, che ama sia la madre che il padre; di amore coniugale proprio il minimo, per dormire nello stesso letto. Entrambi escono al mattino, salutano la figlia che fa le elementari, e Sarah che continua a fare il suo lavoro pro bono per le persone non abbienti che non possono pagare un intruglio legale, un avvocato. Ma quando c'&#232; Sarah Morgan c'&#232; sempre un marito: stavolta Bob, che va in un locale notturno e ha un rapporto sessuale da ubriaco.&lt;br class='autobr' /&gt;
Prima Adam, il primo marito, morto, poi Bob: possibile hanno sempre voglia di stare bene pagando, sapendo che gli Stati Uniti accettano pi&#249; una frequentazione di casin&#242; con le fiches che una relazione di una notte di sesso o di lungo corso. Ma stavolta sono diversi i nomi e accettano una &#034;serena&#034; amoralit&#224;, nel senso che anche gli States sono sempre pi&#249; attaccati a soldi, potere, armi. &lt;br class='autobr' /&gt;
La storia di Sarah Morgan si pu&#242; riassumere con la parola &#8220;figlia&#8221; e al suo nome, Summer, che sente voci di divorzio tra i suoi genitori e resta di sale, perch&#233; lei &#232; molto affezionata a Bob, mentre Sarah cerca di neutralizzare questo secondo marito. In ogni caso parliamo di una bella donna, dedita alla famiglia, consorte invariabilmente tradita, una donna che forse sarebbe stata meglio che lavorasse in casa col laptop, ma poi a chi far vedere le borse Vuitton o il completo Prada?&lt;br class='autobr' /&gt;
C'&#232; nei capitoli finali una giravolta noir che d&#224; alla testa ed &#232; molto apprezzata. Troviamo gli sceriffi, i vice, di solito donne in gamba. Il patriarcato tiene a galla gialli, noir e thriller. Jeneva Rose &#232; una nuova scrittrice che proprio non potrebbe scrivere se gli uomini, maschi e donne, non si facessero la guerra quotidianamente. Da leggere.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'inferno addosso</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-inferno-addosso-Lorenzo-Sartori.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-inferno-addosso-Lorenzo-Sartori.html</guid>
		<dc:date>2026-10-14T15:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giovanna Giraudi</dc:creator>


		<dc:subject>Fazi</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Gialli, Noir, Thriller</dc:subject>
		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Lorenzo Sartori</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Fazi, 2026 - Dopo &#034;Il nido del pettirosso&#034;, l'autore torna in libreria con un thriller dai lati oscuri dietro ai quali sta un dolore che si fa cos&#236; insopportabile da esser nascosto anche a se stessi.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
		<media:thumbnail url="https://www.sololibri.net/IMG/logo/9791259678577_0_0_424_0_75.jpg?1791783796" />


 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L99xH150/9791259678577_0_0_424_0_75-cd7a5.jpg?1791990015' class='spip_logo spip_logo_right' width='99' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In un alternarsi di passato e presente, di flashback e narrato attuale si dipana &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'inferno addosso&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Fazi, 2026), il nuovo thriller di &lt;strong&gt;Lorenzo Sartori&lt;/strong&gt;, giornalista, organizzatore di eventi e direttore artistico di festival letterari. Per Fazi l'autore ha gi&#224; pubblicato &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/Il-nido-del-Pettirosso-Lorenzo-Sartori.html&#034;&gt;Il nido del pettirosso&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e ora torna in libreria con una narrazione che coinvolge dall'inizio fino all'ultima pagina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'estate del 1984 Gianfranco, protagonista del nuovo giallo, &#232; un adolescente che rimane sconvolto dalla sparizione della compagna di classe Alessandra. Per il ragazzo e per i giovani amici quell'evento &#232; drammatico ma, purtroppo, non &#232; l'unico. Poco tempo dopo Marco, uno di loro, muore in una situazione tragica.&lt;br class='autobr' /&gt;
Quarant'anni pi&#249; tardi il protagonista &#232; un giornalista che scrive di delitti e brutalit&#224; nel quotidiano &#8220;Italia Criminale&#8221;. Viene richiamato per inchieste giornalistiche nei luoghi in cui &#232; cresciuto dal momento che in un campo della zona in cui abitava da ragazzo vengono ritrovati resti umani. Forse appartengono ad Alessandra scomparsa e mai pi&#249; ritrovata? D'altronde &#232; palese che i ricordi tornino a galla e che Gianfranco ne sia turbato.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Cerco di convincermi di essere venuto solo per fare il mio lavoro ma non &#232; vero. Sono qui perch&#233; il passato mi ha afferrato per la gola e questa volta non mi lascer&#224; pi&#249; andare. Si &#232; ripresentato senza preavviso, con una notifica sul cellulare e un messaggio che ha sbriciolato il presente a cui credevo di appartenere.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;I primi contatti sono nebulosi ma in breve tempo ecco palesarsi al protagonista Elena Valdameri, ora commissario di polizia anche lei con un passato doloroso alle spalle poich&#233; &#232; la sorella di Marco, l'adolescente che aveva perso la vita in circostanze drammatiche. Alle indagini che fanno parte del presente si mescolano tanti ricordi del passato vissuto nel paese di C., dal quale Gianfranco era stato portato via dai genitori in seguito a un altro fatto drammatico su cui ancor oggi gli accadimenti non sono chiari. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il protagonista, insieme al ricordo di Alessandra e Marco - detto Zico perch&#233; adorava il giocatore del Brasile -, ripensa ai compagni di quegli anni: c'erano i twins Massimo e Paola, Marcello che si era scelto il nome di Falco a ribadire il suo ruolo di leader nella banda, Elena detta &#8220;Sottiletta&#8221; e lui soprannominato Spider anche se non ricorda il perch&#233;. Ma quello di cui il protagonista non aveva assolutamente pi&#249; saputo nulla era Tommaso, soprannominato &#8221;Specchio&#8221; per via degli spessi occhiali che indossava. C'erano poi i fratelli Drago, gli allora padroni del campo in cui sono stati trovati i resti riguardo ai quali si indaga, e Michelangelo, il figlio dell'architetto Fumagalli che non aveva seguito le orme del padre. &lt;br class='autobr' /&gt;
Gianfranco ha l'occasione di incontrare alcuni dei compagni della sua adolescenza ma si ritrova presto in gravi difficolt&#224; perch&#233; riceve minacce riguardo l'incolumit&#224; di sua figlia Gaia. Non riesce a far chiarezza n&#233; sul passato n&#233; sul presente e si trova intrappolato in un labirinto di odio ed estrema violenza. Cerca aiuto ma &#232; difficile fidarsi di qualcuno&#8230;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il thriller presenta lati oscuri ed &#232; un viaggio nel dolore che si fa cos&#236; insopportabile da esser nascosto anche a se stessi. &lt;i&gt;L'inferno addosso&lt;/i&gt; ci rivela un finale sconcertante preannunciato da un turbine di eventi nascosti a molti, compreso lo stesso protagonista. Lorenzo Sartori affronta temi scottanti e dolorosi quali la pedofilia, la violenza e il Male, quello cos&#236; forte da sconvolgere chiunque. L'inferno addosso &#232; un viaggio nella mente umana.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;&#034;Che cosa vuoi fare?&#034;&lt;br class='autobr' /&gt;
&#034;Quello che non ho fatto quarant'anni fa. Ucciderti.&#034;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Che ne sar&#224; di Gianfranco e dei suoi amici di un tempo? Chi porta dentro di s&#233; un passato davvero infernale? Saranno i lettori a scoprirlo dopo una serie d'innumerevoli false piste e colpi di scena.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Da pubblicare, se accettato, il 13 ottobre. Grazie&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Lo sbaglio. The mistake</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Lo-sbaglio-The-mistake-Elle-Kennedy.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Lo-sbaglio-The-mistake-Elle-Kennedy.html</guid>
		<dc:date>2026-10-14T14:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Baldini, scrittore</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2024</dc:subject>
		<dc:subject>Elle Kennedy</dc:subject>
		<dc:subject>Newton Compton</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi d'amore</dc:subject>
		<dc:subject>Uno scrittore ci racconta un libro...</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Newton Compton Editori, 2024 - Una storia di ragazzi e ragazze che cercano il loro sogno. Di gloria o d'amore? Perch&#233; non entrambi? D'altronde sognare &#232; l'unico verbo che non chiede nulla in cambio, fantasia a parte.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
		<media:thumbnail url="https://www.sololibri.net/IMG/logo/9788822783387_0_0_424_0_75.jpg?1791787600" />


 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L100xH150/9788822783387_0_0_424_0_75-f4027.jpg?1791986412' class='spip_logo spip_logo_right' width='100' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si pu&#242; sbagliare, in amore? Se lo chiede &lt;strong&gt;Elle Kennedy&lt;/strong&gt;, e ce lo chiediamo anche noi leggendo il suo romanzo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Lo sbaglio. The mistake&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, il secondo dei cinque libri della serie &#8220;The Campus&#8221; edito nel 2024 all'interno del catalogo di Newton Compton Editori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;John &#232; un giocatore di hockey. Un abile giocatore, probabilmente una futura stella della NHL. Ed &#232; uno dei tanti motivi per cui &#232; uno dei ragazzi pi&#249; popolari dell'universit&#224;. Volete un altro motivo? Una riserva di fascino prossima all'infinito. In realt&#224; la sua armatura &#232;, come spesso accade, una maschera che cela le sue incertezze per il futuro. L&#236; &#232; un re, ma dopo? Cosa gli riserver&#224;, la vita? Il cosiddetto mondo reale cos'ha in serbo, per lui? Sar&#224; in grado di affrontare le giornate che lo attendono e che si sfregano le mani pensando a come giocare duro?&lt;br class='autobr' /&gt;
Grace potrebbe essere la ragazza giusta per allontanarlo da quei nefasti pensieri. E magari per affrontare il futuro. E in effetti inizieranno a frequentarsi. Tutto fila liscio fin quando John non commette un errore, ponendo fine a quella &#8220;relazione&#8221;. E ora? Lasciar perdere tutto o cercare di riconquistarla?&lt;br class='autobr' /&gt;
Se conosceste John sapreste bene che la prima ipotesi non &#232; contemplata. Per&#242; Grace non gli render&#224; le cose cos&#236; facili&#8230;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elle Kennedy torna con il secondo capitolo della serie &#8220;The Campus&#8221; e lo fa con il suo stile diretto e magnetico. Uno stile che conquista dopo ogni pagina e che ci doner&#224; emozioni a profusione. Pagine che ci narreranno di ragazzi e ragazze che cercano il loro sogno. Di gloria o d'amore? Perch&#233; non entrambi? D'altronde sognare &#232; l'unico verbo che non chiede nulla in cambio, fantasia a parte. E vi posso assicurare che stringere amicizia con i protagonisti di queste pagine sar&#224; un gioco da ragazzi. E anche tifare per loro affinch&#233; l'amore smetta di nascondersi e decida di palesarsi, finalmente. Un amore che sembra troppo bello per essere vero, un amore che &#232; sbocciato per caso ma che, forse proprio per questo, catturer&#224; i loro cuori e le loro anime. E anche le nostre.&lt;br class='autobr' /&gt;
Pagine dedicate agli inguaribili romantici, a chi cerca quel motivo per dire al proprio cuore di saltare un battito. Non siete patiti del genere? Fidatevi, dopo aver letto queste pagine lo diventerete. Pagine da finire in un pomeriggio o da centellinare per evitare la &#8220;sindrome di addio da libro&#8221;, qualcosa che i lettori conoscono bene. Ma non temete, anche dopo che avrete girato l'ultima pagina potrete sempre tornare dall'inizio. E poi ci sono gli altri libri della serie, da leggere&#8230;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Con affetto immutato</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Con-affetto-immutato-Giulia-Bignami.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/Con-affetto-immutato-Giulia-Bignami.html</guid>
		<dc:date>2026-10-14T13:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Vincenzo Mazzaccaro</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Voland</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Voland, 2026 - Un romanzo che mette a nudo un uomo vecchio e malato, un professore di neurochirurgia che alterna i fatti del suo lavoro a divagazioni intrise di ossessioni e di fatti reali, costruendo la sua storia d'amore con la giovane Emma.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Recensioni-di-libri-2026-+.html" rel="tag"&gt;Recensioni di libri 2026&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Voland-+.html" rel="tag"&gt;Voland&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Italiana-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Italiana&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L106xH150/9788862436359_0_0_424_0_75-d3b46.jpg?1791982812' class='spip_logo spip_logo_right' width='106' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giulia Bignami&lt;/strong&gt;, brillante studentessa di Chimica e poi un dottorato in Scozia, vive a Edimburgo come ricercatrice clinica e manager. Un talento da scrittrice verificato con altri scritti e la capacit&#224; di raccontare; esce il suo ultimo libro &lt;i&gt; &lt;strong&gt;Con affetto immutato&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Voland, 2026), storia di un uomo studioso, che prende ancora studenti per il suo lavoro e ancora non lascia la psicoterapia. In una farmacia conosce Emma, e tutte le avventure amorose sono azzerate, trovando giovamento e seduzione per la giovane donna. A ogni incontro in un ristorante o una passeggiata al centro, porta a Emma un suo libro. La ragazza &#232; fragilissima, psicologicamente ingarbugliata. Al dottor N non rimane che chiudere col lavoro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Se la Bignami scrive di un amore pieno e al contempo gi&#224; malato, il dottore N ci racconta del suo lavoro con pazienti incurabili, gi&#224; troppo avanti con gli anni. Le stanchezze, i fallimenti. Con il passare degli anni, a furia di cartelle cliniche, ha dei problemi oculistici seri. I libri li legge Emma, che diventa l'amante, l'amica, la badante. La ragazza non vuole che si tengano per mani quando escono col sole, mentre quando &#232; notte &#232; lecito l'abbraccio, sono lecite le effusioni.&lt;br class='autobr' /&gt;
N ha capito che Emma si vergogna di stare con uomini anziani e lei era contenta quando stava in farmacia, poteva parlare con tutti, avendo anche un fidanzato. Nemmeno cos&#236; inconsciamente, Emma &#232; stata sorpresa dalla malattia del dottore N; trovava affascinante che un uomo coltissimo e saggio avesse scelto lei come allieva. Ora pu&#242; parlare solo con N, che ha molto da insegnare della sua vita, ma lei soffoca in questo rapporto a due. E poi di N ne ha piene le scatole. E nonostante ci&#242;, si fa trovare con le valigie in mano. Vivr&#224; da lui. Ma N ama la solitudine, il suo modo di preparare la cena, di studiare in un certo orario. Emma invece &#232; una ragazza che non sta attenta, non ci tiene ai rituali. La Bignami riesce con successo a stare centrata sulla coppia, e ci sembra di leggere &lt;i&gt;Senilit&#224;&lt;/i&gt; di Italo Svevo. Il suo &#232; anche un libro di grande respiro perch&#233; il lettore pu&#242; trovarci cose a cui non aveva pensato. Bignami fa dire ai personaggi che gli amori iniziano e gli amori finiscono, e questo lapalissiano concetto per dire che Emma va via dalla casa di N perch&#233; ormai la coppia &#232; logora e non regge pi&#249;. Chiaramente &#232; Emma che vuole lasciare N, lo fa per porre di nuovo le basi di una famiglia tradizionale, o &#232; solo voglia di libert&#224;. Un romanzo che lascia ai lettori qual &#232; la vera Emma; &#232; troppo intelligente per capire che non prender&#224; nessuna cattedra o altro. Le tocca sentire tutti i successi di N che ripete troppe volte le peripezie di N, quando era giovane e gli studenti che lo cercavano per chiedere la tesi di laurea. N non pu&#242; vivere senza Emma, ormai; il finale lo lascio al lettore.&lt;br class='autobr' /&gt;
Scrittura preziosa, che e ti lascia col fiato sospeso. Da leggere assolutamente. La scrittura di Giulia Bignami non lascia indifferente chi si accosta nel suo macabro Belcanto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Tutto il calore del mondo</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Tutto-il-calore-del-mondo-Gian-Ruggero-Manzoni-Mimmo-Paladino.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T09:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Yuleisy Cruz Lezcano</dc:creator>


		<dc:subject>Skira</dc:subject>
		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Skira, 2013 - Un oggetto letterario e artistico nel quale la scrittura e il segno sembrano appartenere alla medesima interrogazione sull'uomo, sulla storia, sulla violenza, sul sacrificio e sulla possibilit&#224; del perdono.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Skira-+.html" rel="tag"&gt;Skira&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Poesia-+.html" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L104xH150/9788857220062_0_0_424_0_75-3697e.jpg?1791968415' class='spip_logo spip_logo_right' width='104' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Gian Ruggero Manzoni&lt;/strong&gt;, pubblicato da Skira nel 2013 con i disegni di &lt;strong&gt;Mimmo Paladino&lt;/strong&gt; e una lettera di presentazione di Andrea Ponso, &#232; un libro che fin dalla sua veste editoriale si presenta come un'opera nella quale parola e immagine non possono essere separate. Non si tratta, infatti, di un testo poetico semplicemente accompagnato da immagini, ma di un oggetto letterario e artistico nel quale la scrittura di Manzoni e il segno di Paladino sembrano appartenere alla medesima interrogazione sull'uomo, sulla storia, sulla violenza, sul sacrificio e sulla possibilit&#224; del perdono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La copertina costituisce gi&#224; una prima dichiarazione di poetica, ed &#232; caratterizzata da un cuore rosso dal quale emerge una croce, anch'essa rossa, concentra in una sola immagine alcuni dei nuclei simbolici fondamentali del libro: la carne, il sangue, l'amore, il sacrificio, la morte e la religione. Il cuore &#232; l'organo della vita ma anche della vulnerabilit&#224;; la croce &#232; il segno del sacrificio, ma anche della possibilit&#224; della redenzione. La croce sembra nascere dal cuore, come se il sacrificio fosse inscritto nella carne stessa dell'uomo, ma, contemporaneamente, il cuore contiene la croce e quindi sembra suggerire che il sacrificio non possa esaurire l'esistenza. Questa immagine trova una precisa corrispondenza nella lettera di presentazione di Andrea Ponso, che si apre con una frase destinata a funzionare quasi come una chiave di lettura dell'intero volume: &#034;&lt;i&gt;Salva te stesso scendendo dalla croce&lt;/i&gt;&#034;. Ponso individua poi nella scrittura di Manzoni una caratteristica fondamentale:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;La forma poetica di Gian Ruggero Manzoni &#232; da sempre stata caratterizzata da uno sporcare la prosa con la poesia, non si sa se per bisogno di un contenitore assoluto o per naturale e istintivo dubbio nei confronti delle forme pure che, al massimo della loro tensione, invece di aprirsi si chiudono come reliquie.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'immagine della reliquia &#232; particolarmente significativa. Una forma completamente chiusa, perfetta e conclusa rischia di diventare un oggetto morto; Manzoni preferisce invece una forma contaminata, attraversata da linguaggi diversi, aperta all'irruzione dell'immagine, della storia, della memoria e del corpo. &#200; una dichiarazione che permette di comprendere immediatamente la natura della prosa poetica di &lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/i&gt;. Manzoni costruisce una lingua nella quale i due territori, prosa e poesia, rimangono continuamente sovrapposti. La narrazione produce immagini; l'immagine apre una riflessione; la riflessione torna alla narrazione; il dato storico diventa visione; il dettaglio concreto assume una dimensione simbolica. La prosa, in altre parole, viene continuamente spinta verso la poesia senza cessare di essere prosa. Infatti, Ponso aggiunge, nella sua presentazione, un'osservazione altrettanto importante, sottolineando come ci&#242; che colpisce profondamente nel nuovo lavoro sia &#034;&lt;i&gt;l'attenzione per il particolare minimo, per l'oggetto in s&#233;, il gesto, i vestiti, le porzioni di paesaggio&lt;/i&gt;&#034;. &#200; proprio questo rapporto fra il particolare e la grande storia a costituire una delle caratteristiche pi&#249; profonde dell'opera. Manzoni non racconta la storia soltanto attraverso gli avvenimenti e i grandi protagonisti, ma attraverso gli oggetti, i corpi, i gesti e i frammenti di paesaggio. La storia viene continuamente riportata dalla dimensione monumentale alla dimensione umana.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro &#232; composto da due grandi sezioni: &lt;i&gt;Il fiume di betulle (Il calore del sacrificio)&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia (Tutto il calore del libro)&lt;/i&gt;. La distanza storica fra le due parti &#232; enorme. La prima nasce dall'universo della Seconda Guerra Mondiale e dalla suggestione del film di Andrej Tarkovskij &#8220;L'infanzia di Ivan&#8221;; la seconda risale al 52 a.C., alla battaglia di Alesia e allo scontro fra l'esercito romano guidato da Giulio Cesare e le trib&#249; galliche guidate da Vercingetorige. Eppure le due sezioni sono unite da una medesima domanda: che cosa rimane dell'uomo quando la storia lo trasforma in vittima, soldato, numero o cadavere?&lt;br class='autobr' /&gt;
Prima di entrare nella poesia vera e propria, Manzoni apre la prima sezione con una forma narrativa e saggistica. A pagina 13 scrive:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre amato il commovente film in bianco e nero L'infanzia di Ivan (titolo originale: Ivanovo Detstvo) diretto da Andrej Tarkovskij.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ricorda che la trama del film fu tratta dal racconto Ivan di Vladimir Bogomolov e ricorda il Leone d'Oro ottenuto a Venezia nel 1962. La scelta di partire dal cinema non &#232; casuale. Tarkovskij &#232; gi&#224; un autore nel quale la storia viene trasformata in esperienza spirituale e percettiva. Il film non &#232; utilizzato da Manzoni come semplice fonte narrativa, ma come matrice visiva e morale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Poco pi&#249; avanti, sempre nella parte introduttiva, Manzoni osserva che &#034;&lt;i&gt;indubbiamente nell'Infanzia di Ivan Tarkovskij si and&#242; a collocare filosoficamente in una prospettiva esistenziale, mettendosi unicamente dalla parte dell'uomo&lt;/i&gt;&#034;. Questa espressione, &#034;&lt;i&gt;dalla parte dell'uomo&lt;/i&gt;&#034;, potrebbe essere posta come epigrafe ideale dell'intero libro. Anche Manzoni sembra voler rifiutare ogni prospettiva astratta sulla guerra. Non gli interessa la guerra come strategia militare, ma la guerra come esperienza dell'uomo. Il punto di vista non &#232; quello del generale, dello storico o dello Stato: &#232; quello del corpo che soffre.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il passaggio dalla prosa alla poesia avviene a pagina 15. Qui comincia &lt;i&gt;Il fiume di betulle (Il calore del sacrificio)&lt;/i&gt;, costituito da una lunga sequenza di prose poetiche numerate progressivamente. La prima parte si apre con una negazione funebre:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Tu non avesti un corteo funebre, n&#233; suoni di tromba, n&#233; bandiere rosse a lutto, / n&#233; decorazioni... / neppure alla memoria dei padri fosti affidato, leggero fanciullo di coraggio.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui si si pu&#242; apprezzare una delle caratteristiche fondamentali della scrittura di Manzoni, l'uso dell'anafora e dell'accumulazione negativa. Il morto viene definito attraverso ci&#242; che non ha avuto. Non c'&#232; il corteo, non ci sono le trombe, non ci sono le bandiere, non c'&#232; neppure una memoria affidata ai padri. La poesia nasce quindi da una sottrazione. La Storia ha cancellato il rito funebre e il poeta tenta di ricostruirlo attraverso la parola. Il corpo del ragazzo viene poi restituito a una geografia affettiva: il fiume, l'isba, la canoa.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Poi il corpo ti venne cremato, dopo l'impiccagione, in una citt&#224; lontana dal tuo fiume, dalla tua isba, e dalla tua canoa, azzurra e bianca.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'oggetto apparentemente pi&#249; semplice, la canoa, acquista un valore enorme. Non &#232; soltanto un dettaglio realistico: &#232; una porzione del mondo perduto. La geografia diventa memoria. Subito dopo il fiume assume una funzione quasi funeraria e materna:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Che il Dnepr culli i nostri sogni / che le onde di quel mare che corre lambiscano i tuoi fianchi rosei / di figlio e di angelo assieme.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La morte viene qui ricondotta all'immagine del cullare. L'acqua, che nella realt&#224; pu&#242; essere elemento di separazione, diventa nella poesia un elemento di accoglienza. Il giovane morto &#232; contemporaneamente &#034;&lt;i&gt;figlio&lt;/i&gt;&#034; e &#034;&lt;i&gt;angelo&lt;/i&gt;&#034;; il corpo storico diventa figura simbolica.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scrittura procede quindi attraverso un continuo slittamento dal concreto al simbolico. Il colbacco, la sciabola, il Dnepr, la canoa, i campi e le lucciole sono oggetti e immagini precise, ma ciascuno di essi porta con s&#233; una seconda dimensione. Il particolare minimo di cui parlava Ponso diventa la porta d'ingresso attraverso cui la poesia accede alla dimensione universale. La prima parte prosegue con l'immagine del giovane soldato e con una serie di opposizioni fra guerra e infanzia, morte e memoria, uomo e paesaggio. Particolarmente intensa &#232; l'immagine delle lucciole: &#034;&lt;i&gt;Da ragazzo, di notte, correvo nei campi, con le lucciole quali guide&lt;/i&gt;&#034;. La guerra non riesce completamente a cancellare l'infanzia. Le lucciole diventano una sorta di contro-esercito luminoso, una guida non militare, naturale e fragile.&lt;br class='autobr' /&gt;
La seconda parte introduce una delle modalit&#224; pi&#249; caratteristiche della poesia di Manzoni, dalla descrizione si passa improvvisamente alla domanda filosofica.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;L'acqua &#232; uscita dalle sponde e fa da letto alle radici di betulla. / Il gibbo che ti gonfia le spalle scivola da spia nel mondo degli adulti.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La deformazione del corpo, il paesaggio e il passaggio all'et&#224; adulta vengono messi sullo stesso piano. Poi arrivano le domande:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Non comprendo la disumana volont&#224; di sopraffarsi, ma quella mi abita con voce che non mi appartiene, perch&#233; esce tronfia e plasmata. / Forse che sia innata l'arroganza degli uomini? Forse che sia anch'essa santa?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui il testo abbandona definitivamente qualsiasi tentazione di semplice ricostruzione storica. La guerra diventa problema antropologico. L'autore non domanda soltanto perch&#233; gli uomini facciano la guerra; domanda se la violenza sia inscritta nella natura dell'uomo e, ancora pi&#249; radicalmente, se persino l'arroganza possa essere trasformata in qualcosa di sacro.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte accentua la dimensione visionaria e teatrale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Mi portarono davanti a una rastrelliera d'attaccapanni e m'imposero di scegliere / quello a cui impiccarmi.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La situazione storica viene trasformata in una scena assurda. L'attaccapanni, oggetto quotidiano e domestico, diventa strumento di morte. La violenza irrompe nell'ordinario. &#200; una tecnica ricorrente in Manzoni: il tragico non viene necessariamente accompagnato da oggetti solenni; pu&#242; manifestarsi attraverso le cose pi&#249; banali. Anche la frase pronunciata dal boia, &#034;&lt;i&gt;Mein junge verbringen sie unvergessliche Momente...&lt;/i&gt;&#034;, con il tedesco deformato dall'ucraino, introduce una lingua straniera che viene a sua volta deformata. Il linguaggio dei carnefici non &#232; puro, ordinato, perfetto: &#232; anch'esso contaminato. Persino la lingua della violenza porta dentro di s&#233; una frattura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nel corso delle ventuno parti della prima sezione, Manzoni continua a muoversi attraverso questo procedimento. Non costruisce una narrazione tradizionale con un inizio, uno sviluppo e una conclusione, ma costruisce una successione di frammenti che, sommati, producono un'immagine complessiva della guerra e della condizione umana. Il frammento non &#232; dunque incompiutezza, rappresenta il modo attraverso cui una realt&#224; frammentata pu&#242; essere rappresentata.&lt;br class='autobr' /&gt;
La numerazione contribuisce a creare questa particolare forma di ordine. Ogni frammento &#232; separato dagli altri, ma contemporaneamente dipende da essi. La poesia procede come la memoria: per blocchi, ritorni, associazioni, improvvise apparizioni. Il lettore non viene condotto lungo una linea narrativa continua, ma attraverso una serie di stanze mentali. L'ultima parte della prima sezione, la numero 21, porta all'estremo la volont&#224; dissacratoria dell'autore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Affogare negli escrementi dell'umanit&#224; &#232; la morte che ci tocca, cos&#236; &#232;, quando i poeti, sono spesso escrementi di loro stessi...&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qui la poesia sembra addirittura rivolgersi contro s&#233; stessa. Il poeta non si colloca al di sopra dell'umanit&#224; che racconta, ma dentro la sua stessa materia. &#034;&lt;i&gt;Infine anche gli eroi defecano, e anche i santi pisciano...&lt;/i&gt;&#034;. L'affermazione &#232; volutamente brutale, ma il suo significato &#232; preciso, perch&#233; racconta che nessuna costruzione eroica o religiosa pu&#242; cancellare la corporeit&#224;, ed &#232; questo uno dei tratti pi&#249; originali della scrittura di Manzoni, la continua collisione fra il sublime e il basso. Cristo e gli escrementi, il santo e il corpo, l'eroe e la defecazione, la metafisica e la materia convivono nella stessa pagina. Non &#232; una semplice provocazione. Senza dubbio questo &#232; un modo per impedire alla poesia di trasformare il dolore in monumento estetico.&lt;br class='autobr' /&gt;
Dopo le note che seguono la prima sezione, il libro cambia epoca e scenario. A pagina 32 Manzoni apre &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia (Tutto il calore del libro)&lt;/i&gt; con una ricostruzione della battaglia di Alesia. L'autore ricorda che lo scontro avvenne nel 52 a.C. nella terra dei Mandubi fra l'esercito romano guidato da Giulio Cesare e varie trib&#249; galliche, pi&#249; di quaranta secondo la sua esposizione, guidate da Vercingetorige, capo degli Arverni. La battaglia storica costituisce uno dei momenti decisivi della guerra gallica. Cesare assedi&#242; Alesia mentre Vercingetorige si trovava all'interno dell'&lt;i&gt;oppidum&lt;/i&gt; con il proprio esercito. I Romani costruirono un sistema di fortificazioni rivolto verso la citt&#224; e, contemporaneamente, una seconda linea rivolta verso l'esterno per difendersi dall'esercito di soccorso. Il dispositivo dell'assedio diventa cos&#236; una sorta di figura geometrica della condizione umana: gli uomini sono circondati dentro e fuori, non esiste una direzione semplice verso la salvezza. Ma Manzoni non si limita a ricostruire la battaglia, la storia &#232; soltanto la soglia attraverso la quale entra nella poesia. A pagina 35 comincia infatti la lunga sequenza di prose poetiche numerate con numeri romani, fino alla LXXV conclusiva.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scelta di passare dai numeri arabi della prima sezione ai numeri romani della seconda produce un effetto quasi epigrafico. La prima parte conserva una numerazione pi&#249; immediata, legata alla memoria del Novecento; la seconda assume una numerazione che sembra provenire da un'iscrizione antica, da un manoscritto, da una cronaca. La grafica stessa della numerazione contribuisce quindi alla costruzione dell'antichit&#224;. Il primo frammento della seconda sezione comincia con una frase potentemente materica: &#034;&lt;i&gt;I grumi del pianeta giacciono su tavoli di polvere&lt;/i&gt;&#034;. La terra non &#232; descritta come paesaggio, ma come materia frantumata. Subito dopo compare la domanda sulla resistenza al potere e quindi l'immagine della mano che &#034;&lt;i&gt;segna il destino di colline, fiumi, radure&lt;/i&gt;&#034;. La mano dell'uomo diventa una mano che traccia confini, determina schieramenti, organizza il territorio. E proprio mentre la pagina sembra procedere verso una ricostruzione storica, Manzoni la apre improvvisamente alla dimensione mitica e religiosa:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Il dio fatto carne seguiva quel travaglio che lo partor&#236; (tra l'altro) nei bivacchi dei celti, / in quei sacri alberi, nel druido, nel barbaro, nel diverso.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il cristianesimo viene proiettato nel mondo celtico. Non &#232; un errore storico, ma una deliberata sovrapposizione simbolica. Il dio fatto carne rappresenta l'idea archetipica del sacrificio e della incarnazione, non una cronologia religiosa.&lt;br class='autobr' /&gt;
La poesia continua con Belenus, Dagda, Modron, le fiaccole, le rupi, i cavalli, i dardi, fino a un'immagine della battaglia in cui la materia umana e quella naturale si confondono. Il linguaggio diventa volutamente fisico e violento: &#034;&lt;i&gt;Non ci fu riposo per le lame che frugano le ossa&lt;/i&gt;&#034;. La guerra &#232; rappresentata attraverso il tatto. Le lame frugano le ossa, il corpo non &#232; pi&#249; soltanto ci&#242; che subisce la guerra ma diventa il luogo attraverso il quale la guerra viene percepita.&lt;br class='autobr' /&gt;
La seconda parte introduce Lucinio Curione:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Mi diceva. Io, Lucinio Curione, ero anche ad Assur, Megiddo, Isso e in tutte le battaglie del pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il personaggio assume immediatamente una dimensione quasi impossibile. Non appartiene pi&#249; soltanto ad Alesia: &#232; stato in tutte le battaglie del pianeta. La storia individuale diventa storia universale. Il corpo stesso del personaggio diventa archivio: egli mostra &#034;&lt;i&gt;l'addome squarciato che usava da astuccio o da bisaccia per carta e calamaio&lt;/i&gt;&#034;. &#200; un'immagine radicale, quasi surrealista. La ferita diventa contenitore della scrittura. Il corpo ferito diventa luogo dell'archivio e la scrittura nasce dalla ferita e porta con s&#233; la memoria della violenza. Qui il rapporto fra corpo e parola raggiunge uno dei punti pi&#249; importanti dell'intero volume. Scrivere significa conservare ci&#242; che la storia distrugge. Ma il luogo in cui si conserva la memoria &#232; lo stesso luogo che la violenza ha aperto.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte introduce direttamente il Sacro Cuore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Il Sacro Cuore che ho tatuato sul petto &#232; un cammeo del perdono.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La metafora del tatuaggio &#232; fondamentale. Il sacro non &#232; pi&#249; un'immagine lontana: &#232; inciso nella carne. Il cuore &#232; attraversato dalle sette spade e diventa simbolo di una sofferenza che non viene negata ma trasformata nella possibilit&#224; del perdono. La frase successiva, &#034;&lt;i&gt;Io non so di me, ma tento di dire degli altri&lt;/i&gt;&#034;, costituisce una sorta di dichiarazione programmatica. L'io poetico non pretende di possedere una verit&#224; su s&#233; stesso. Il poeta si definisce attraverso la capacit&#224; di rivolgersi all'altro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Da questo momento la seconda sezione si amplia sempre pi&#249;, fino a diventare una sorta di grande teatro della storia. Le figure storiche vengono trasformate in archetipi, i luoghi diventano simboli, i corpi diventano paesaggi, le battaglie diventano metafore della condizione umana. E la prosa poetica di Manzoni lavora soprattutto attraverso la sovrapposizione, condensando i fatti. Il lettore non deve soltanto comprendere ci&#242; che viene raccontato; deve attraversare una serie di immagini che spesso hanno un valore autonomo. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il linguaggio &#232; volutamente impuro. Il latino e il cristiano possono incontrare il barbaro, il termine storico pu&#242; essere seguito da un'immagine sessuale, la meditazione filosofica pu&#242; precipitare nella materia organica. La poesia non costruisce una lingua separata dalla realt&#224;: assorbe la realt&#224; nella sua variet&#224; e nelle sue contraddizioni. Questa scelta comporta una conseguenza stilistica importante. Il ritmo nasce spesso non dalla metrica, ma dalla sintassi, perch&#233; Manzoni utilizza ripetizioni, parallelismi, anafore e soprattutto accumuli per costruire una specie di respiro lungo, che fanno s&#236; che le frasi possano dilatarsi attraverso subordinate e immagini successive, per poi spezzarsi improvvisamente in una frase breve o in una domanda. Questo libro ha una forte componente teatrale, le voci sembrano provenire da figure che entrano ed escono dalla scena; il lettore ascolta confessioni, testimonianze, domande, dichiarazioni, ricordi e la poesia diventa parola pronunciata.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il rapporto con Tarkovskij e con Paladino accentua ulteriormente questa dimensione visiva; Manzoni scrive come se stesse montando immagini, in cui una scena viene accostata a un'altra, un oggetto viene isolato, un volto viene ricordato, un paesaggio ritorna. In questo senso la sua prosa poetica presenta una parentela profonda con il montaggio cinematografico: il significato nasce anche dalla giustapposizione.&lt;br class='autobr' /&gt;
La scelta di Alesia permette inoltre all'autore di interrogare il rapporto fra civilt&#224; e barbarie. La storia romana ha tradizionalmente costruito la figura del barbaro come ci&#242; che sta fuori dall'ordine civile. Manzoni rovescia progressivamente questa prospettiva: il barbaro non &#232; necessariamente il violento; pu&#242; essere colui che si trova fuori dall'ordine dominante. La civilt&#224;, al contrario, pu&#242; essere capace di organizzare la violenza con strumenti estremamente sofisticati. Il problema non &#232; dunque stabilire chi sia civile e chi sia barbaro ma comprendere che cosa accade all'uomo quando la civilt&#224; diventa una macchina del potere. Ed &#232; proprio questo &#232; anche ci&#242; che unisce Alesia al mondo di Ivan. Le epoche cambiano, ma il meccanismo della sopraffazione rimane.&lt;br class='autobr' /&gt;
La lunga sequenza della seconda sezione procede fino alla parte LXXIV, a pagina 76. Qui il testo assume una particolare densit&#224; teorica:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;L'assedio &#232; lo scopo del messaggero, che mai va e mai torna, ma si perde nello scoprire dove la fiamma avvampa, dove l'emozione prende, dove la consapevolezza dell'esistere dirompe.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'assedio, che all'inizio era un fatto militare, diventa ora metafora della ricerca. Il messaggero non &#232; pi&#249; semplicemente colui che porta un'informazione. &#200; colui che cerca il punto nel quale la coscienza si accende. La fiamma, l'emozione, la consapevolezza dell'esistere diventano le vere destinazioni del viaggio. La frase prosegue interrogando anche il destino della vita: &#034;&lt;i&gt;per non curarsi di chi cover&#224; l'uovo, se il cuculo o un altro profittatore, perch&#233; la vita non &#232; tanto di chi la porta, ma di chi la rende metafora e paragone... assieme&lt;/i&gt;&#034;. Qui il libro esplicita finalmente ci&#242; che aveva praticato per settantaquattro frammenti. La vita acquista una seconda possibilit&#224; nella metafora e non appartiene soltanto a colui che l'ha vissuta; appartiene anche a colui che riesce a trasformarla in parola, immagine, memoria. Come si pu&#242; cogliere il poeta non restituisce la vita al morto, ma pu&#242; impedire che la sua esperienza venga completamente cancellata.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro termina a pagina 77 con la parte LXXV, nella quale la voce poetica dichiara: &#034;&lt;i&gt;... e cos&#236; si dir&#224; che ho vissuto / nell'accudire la parola...&lt;/i&gt;&#034;. &#200; una delle espressioni pi&#249; significative dell'intero volume. Il verbo &#8220;&lt;i&gt;accudire&lt;/i&gt;&#8221; &#232; particolarmente importante perch&#233; sottrae alla parola ogni carattere di possesso. Il poeta non domina la parola: la accudisce. La cura della parola diventa il compito attraverso cui l'esistenza acquista significato. Subito dopo ritorna il tema del perdono:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;cos&#236; si dir&#224; / in quell'infinito perdono... / in quell'infinita vittoria / su se stessi.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La vittoria finale non &#232; una vittoria militare. &#200; la vittoria contro il proprio bisogno di dominare. &#200; il superamento della logica stessa che ha prodotto le battaglie raccontate nel libro. Ma la conclusione va ancora oltre:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;che nessun'altra vittoria / contempla / che nessun'altra vittoria / contiene / se non il divenire barbaro / abbracciando, non la mia, / ma ben altra e altra gente.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Come si evince &#232; una conclusione geniale, perch&#233; &#232; difficile trovare una conclusione pi&#249; coerente con il percorso precedente. L'intero libro &#232; attraversato dalla divisione fra noi e loro, vincitori e vinti, civili e barbari, vittime e carnefici. Nell'ultima pagina questa opposizione viene rovesciata e il poeta accetta di &#8220;&lt;i&gt;divenire barbaro&lt;/i&gt;&#8221;, cio&#232; di uscire dalla posizione del centro, di abbandonare la pretesa di possedere l'unica civilt&#224; possibile. E soprattutto sostituisce all'atto della conquista quello dell'abbraccio. La parola finale non &#232; dunque &#8220;&lt;i&gt;vittoria&lt;/i&gt;&#8221; ma relazione.&lt;br class='autobr' /&gt;
La poesia di Manzoni arriva alla propria conclusione quando smette di chiedere chi abbia vinto e comincia a chiedere chi sia disposto ad abbracciare l'altro. &#200; in questo punto che le due sezioni del libro, apparentemente cos&#236; lontane, rivelano la loro profonda unit&#224;. &lt;i&gt;Il fiume di betulle&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dagli scavi di Alesia&lt;/i&gt; sono separati da secoli, ma condividono la medesima struttura morale. In entrambi i casi l'uomo &#232; immerso in una storia di violenza; in entrambi i casi la morte rischia di cancellare l'individuo; in entrambi i casi la parola interviene per restituire una forma alla memoria.&lt;br class='autobr' /&gt;
La vera vittoria, suggerisce Manzoni nell'ultima pagina, &#232; quella &#034;&lt;i&gt;su s&#233; stessi&lt;/i&gt;&#034;, quella che conduce non alla cancellazione dell'altro ma al suo riconoscimento. Per questo il libro, pur essendo profondamente attraversato dalla morte, non termina nella morte. Termina nella possibilit&#224; di una nuova origine, di un &#034;&lt;i&gt;nuovo cosmo&lt;/i&gt;&#034;, di una &#034;&lt;i&gt;nuova catena&lt;/i&gt;&#034;. La catena non &#232; pi&#249; soltanto quella del dominio o della prigionia, diventa una nuova relazione fra esseri umani.&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;i&gt;Tutto il calore del mondo&lt;/i&gt; &#232;, in definitiva, un libro sulla possibilit&#224; di questa trasformazione. La sua vera materia non &#232; soltanto la guerra, n&#233; la religione, n&#233; la storia. &#200; il passaggio dalla violenza alla parola, dalla parola alla memoria e dalla memoria alla possibilit&#224; dell'altro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

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<item xml:lang="it">
		<title>Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Seneca-e-Faust-Dialoghi-sulla-morale-tra-origini-e-decadenza-Andrea-Carandini.html</link>
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		<dc:date>2026-10-14T08:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Nuti</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2025</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Andrea Carandini</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Rubbettino, 2025 - Un'opera di notevole ambizione intellettuale sulla natura della morale, sul destino dell'uomo e sulla crisi del mondo contemporaneo, un ibrido tra saggio filosofico, dialogo letterario e autobiografia intellettuale.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L97xH150/9788849883770_0_0_424_0_75-32483.jpg?1791964817' class='spip_logo spip_logo_right' width='97' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il volume &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Andrea Carandini&lt;/strong&gt; (Rubbettino, 2025) rappresenta un'opera di notevole ambizione intellettuale, un ibrido tra saggio filosofico, dialogo letterario e autobiografia intellettuale. L'autore, archeologo classico di fama internazionale, utilizza la forma del dialogo immaginario tra il filosofo stoico Lucio Anneo Seneca e la figura simbolica di Faust, archetipo della modernit&#224;, per condurre un'indagine serrata sulla natura della morale, sul destino dell'uomo e sulla crisi del mondo contemporaneo. Il libro non &#232; una semplice esposizione dottrinale, ma un percorso di pensiero che, attraverso un confronto serrato tra epoche diverse, mira a costruire un'archeologia e una futurologia della coscienza morale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'opera &#232; strutturata in tre parti distinte, ciascuna con una funzione specifica nel disegno complessivo dell'autore. La prima parte, &lt;i&gt;Seneca e Faust, dialoghi I-XVI&lt;/i&gt;, &#232; guidata da Seneca, che introduce Faust (e il lettore) alla saggezza del mondo antico, alle sue virt&#249;, ai suoi vizi e alle sue tragedie. La seconda parte, &lt;i&gt;Faust e Seneca, dialoghi XVII-XXVI&lt;/i&gt;, inverte i ruoli: Faust conduce Seneca attraverso le scoperte e le aporie della modernit&#224;, dall'evoluzionismo darwiniano alla psicanalisi freudiana, dalla fisica quantistica alla crisi della tecnica. La terza parte, &lt;i&gt;L'archeologo nel retroscena&lt;/i&gt;, &#232; la pi&#249; personale e diretta, dove Carandini, deposta la maschera dei personaggi, espone le sue riflessioni e il suo punto di vista di studioso del passato e critico del presente.&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa struttura triadica non &#232; casuale. Il dialogo, forma antica per eccellenza, diviene lo strumento per un'operazione di &#034;cortocircuito&#034; temporale, come l'autore stesso lo definisce. Carandini non si limita a confrontare due epoche, ma le fa interagire, le mette in tensione, per far emergere le contraddizioni e le continuit&#224; del pensiero morale. Il metodo &#232; quello dell'analogia e della logica, due modi del pensiero che, secondo l'autore, sono complementari e in perenne tensione. L'analogia, con la sua capacit&#224; di connettere il noto all'ignoto, permette di gettare ponti tra mondi distanti; la logica, con il suo rigore, impedisce che queste connessioni si dissolvano nell'indistinto. &#200; un metodo che Carandini, da archeologo, applica con maestria: come nello scavo stratigrafico si distinguono i vari livelli di una citt&#224; sepolta, cos&#236; nel dialogo si distinguono i vari strati della coscienza morale, dalle sue radici antiche alle sue diramazioni moderne.&lt;br class='autobr' /&gt;
La prima parte dei dialoghi &#232; un affresco potente e talvolta spietato della Roma giulio-claudia, un'epoca di tirannide, di intrighi di corte e di crisi morale. Seneca, nelle sue vesti di filosofo e consigliere imperiale, &#232; il testimone e la vittima di questa decadenza. Attraverso le sue parole, Carandini ricostruisce il pensiero dello stoico romano, affrontando temi universali come l'ira, la clemenza, la brevit&#224; della vita, la provvidenza e la felicit&#224;. Seneca emerge come un personaggio complesso, lacerato tra l'ideale filosofico e la realt&#224; del potere. La sua riflessione sull'ira, ad esempio, non &#232; solo un trattato morale, ma una sottile analisi psicologica del potere tirannico, che egli vede all'opera in Caligola e Claudio. La sua teoria della clemenza, esposta nel dialogo omonimo, &#232; un tentativo di porre un argine morale all'arbitrio del principe, un tentativo destinato a fallire di fronte alla follia di Nerone. Carandini non nasconde le contraddizioni di Seneca: la sua ricchezza, il suo coinvolgimento nella politica, il suo stesso &#034;&lt;i&gt;salterellare&lt;/i&gt;&#034; tra filosofia e azione. Eppure, proprio in queste contraddizioni, il filosofo appare umano e, in un certo senso, moderno. La sua ricerca di una &#034;&lt;i&gt;vita ritirata&lt;/i&gt;&#034; e la sua meditazione sulla morte, alla fine dei dialoghi, segnano il culmine di un percorso di saggezza che &#232; anche un percorso di liberazione interiore.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un aspetto particolarmente interessante di questa prima parte &#232; la ricostruzione del contesto storico e culturale in cui Seneca oper&#242;. Carandini, con la precisione dell'archeologo e la sensibilit&#224; dello storico, rievoca la Roma del I secolo d.C., con i suoi palazzi, i suoi templi, le sue strade affollate, ma anche con le sue tensioni politiche e sociali. La descrizione della Domus Aurea di Nerone, con le sue sale rotonde e ottagonali, i suoi soffitti stellati e ruotanti, &#232; un esempio magistrale di come l'erudizione possa diventare narrazione vivida e coinvolgente. Carandini non si limita a descrivere i luoghi, ma li fa rivivere, li rende personaggi del dramma che si svolge tra Seneca e Faust.&lt;br class='autobr' /&gt;
Faust, in questa prima parte, &#232; una figura curiosa e interrogante. Rappresenta l'uomo moderno che si accosta al passato con ammirazione ma anche con la consapevolezza della distanza incolmabile che li separa. Le sue domande, talvolta ingenue, talvolta provocatorie, servono a mettere in luce gli aspetti pi&#249; problematici del pensiero antico: la sua accettazione della schiavit&#249;, la sua svalutazione delle donne e dei bambini, la sua concezione di un universo statico e gerarchico. Faust &#232; il portavoce di una sensibilit&#224; diversa, segnata dall'evoluzionismo, dalla psicanalisi e dalla democrazia, che non pu&#242; pi&#249; accettare la metafisica senecana senza sottoporla a critica. Eppure, nonostante le differenze, tra i due si instaura un dialogo fecondo, fatto di rispetto reciproco e di curiosit&#224; intellettuale. Seneca &#232; affascinato dalle domande di Faust, che lo costringono a ripensare le sue certezze; Faust &#232; affascinato dalla saggezza di Seneca, che gli offre strumenti per comprendere meglio il presente.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nella seconda parte, il testimone passa a Faust, che conduce Seneca in un viaggio attraverso le rivoluzioni scientifiche e filosofiche che hanno trasformato il mondo negli ultimi due millenni. &#200; qui che il libro si fa pi&#249; denso e complesso, toccando questioni di grande attualit&#224; come la natura dell'inconscio, il rapporto tra emozioni e ragione, il ruolo della tecnica e la crisi della morale. Faust spiega a Seneca che l'uomo non &#232; pi&#249; al centro dell'universo, che la terra non &#232; immobile al centro del cosmo, che la specie umana &#232; il prodotto di una lunga evoluzione e che la sua mente &#232; abitata da forze inconsce che sfuggono al controllo della ragione. La scoperta dell'inconscio, in particolare, &#232; presentata come una svolta epocale. Faust, seguendo le teorie di Freud e dello psicoanalista cileno Ignacio Matte Blanco, delinea una nuova topografia della psiche, in cui l'inconscio non &#232; pi&#249; un semplice &#034;rimosso&#034;, ma una funzione strutturale dell'essere, caratterizzata da una logica simmetrica e da una tendenza all'infinito. Questa logica, che ignora il principio di non-contraddizione, &#232; in perenne tensione con la logica asimmetrica della ragione cosciente, che divide, analizza e distingue.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il dialogo tocca anche il tema delle emozioni e dei sentimenti, che Faust, sulla scia di Spinoza e del neuroscienziato Antonio Damasio, considera non come passioni da reprimere, ma come funzioni essenziali dell'organismo, finalizzate alla sua autoconservazione. Questa visione si contrappone radicalmente a quella stoica, che vedeva nelle passioni una malattia dell'anima. La morale, quindi, non pu&#242; pi&#249; essere fondata sulla soppressione delle emozioni, ma sulla loro educazione e sul loro bilanciamento con la ragione. Faust insiste sulla necessit&#224; di una &#034;&lt;i&gt;ragione che si avvale della forza delle passioni costruttive&lt;/i&gt;&#034;, un concetto che egli riprende da Spinoza e che costituisce una delle chiavi di volta del suo pensiero.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un altro tema centrale di questa seconda parte &#232; quello delle emozioni negli animali. Faust, citando l'etologo Frans de Waal, mostra a Seneca che gli animali non sono automi guidati da istinti fissi, ma esseri capaci di provare emozioni, di stringere legami affettivi, di cooperare e di riconciliarsi. Questa scoperta, che rivoluziona il rapporto tra l'uomo e gli altri esseri viventi, ha importanti implicazioni morali: l'uomo non &#232; pi&#249; l'unico detentore della vita emotiva e morale, ma &#232; parte di un continuum naturale in cui le differenze sono di grado, non di sostanza. Faust arriva a sostenere che solo il rossore, espressione del senso di colpa e di vergogna, &#232; esclusivo della specie umana, e che proprio in questa capacit&#224; di provare vergogna risiede il nucleo della morale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Infine, Faust affronta il tema della tecnica, che nel mondo contemporaneo non &#232; pi&#249; un semplice strumento, ma un fine in s&#233;, una forza totalizzante che rischia di asservire l'uomo e di svuotare la sua vita interiore. La tecnica, con la sua efficienza e la sua capacit&#224; di soddisfare i desideri immediati, si sostituisce alla morale e alla cultura umanistica, generando un senso di vuoto e di scontento diffuso. La critica di Faust alla societ&#224; contemporanea &#232; feroce: la scuola &#232; in rovina, la classe dirigente &#232; inadeguata, i giovani sono prigionieri di un narcisismo illimitato e di una ricerca ossessiva del piacere. La tecnica, egli sostiene, &#232; diventata il &#034;&lt;i&gt;vitello d'oro&lt;/i&gt;&#034; intorno al quale tutti siamo prostrati, un idolo che esige sacrifici umani, come dimostrano le nuove forme di dipendenza, di alienazione e di infelicit&#224; che affliggono le societ&#224; pi&#249; avanzate.&lt;br class='autobr' /&gt;
La terza parte del libro &#232; la pi&#249; personale e, in un certo senso, la pi&#249; commovente. Carandini, l'archeologo, scava nel proprio passato e nelle proprie esperienze per trovare una risposta alla crisi del presente. Egli si rif&#224; a figure come Etty Hillesum, Dietrich Bonhoeffer e Viktor Frankl, che hanno saputo mantenere la loro umanit&#224; e la loro dignit&#224; di fronte all'orrore del nazismo. La loro testimonianza dimostra che la morale non &#232; un'illusione, ma una forza radicata nell'essere umano, capace di resistere anche nelle condizioni pi&#249; estreme. Carandini propone una &#034;&lt;i&gt;morale rigenerata&lt;/i&gt;&#034;, che non sia n&#233; un ritorno al passato n&#233; un'adesione acritica al progresso, ma una sintesi tra antico e moderno. L'uomo, egli sostiene, &#232; un essere &#034;&lt;i&gt;bi-logico&lt;/i&gt;&#034;, in cui coesistono una parte emozionale e inconscia, che tende all'infinito e all'indistinto, e una parte razionale e cosciente, che tende al finito e alla distinzione. La morale deve saper armonizzare queste due parti, trovando un equilibrio tra l'aspirazione alla totalit&#224; e la necessit&#224; del limite. La tecnica, che ha assunto un ruolo dominante, deve essere ricondotta al suo ruolo di strumento, subordinata a fini pi&#249; alti, che riguardano la vita intera, non solo la sua efficienza.&lt;br class='autobr' /&gt;
In questa parte, Carandini riprende e approfondisce il tema del &#034;periodo assiale&#034; di Karl Jaspers, il momento storico (intorno al VI secolo a.C.) in cui, in diverse civilt&#224; del mondo, emerse per la prima volta la coscienza morale come la conosciamo oggi. Egli cita le figure di Solone, Buddha, Confucio, Lao-tzu e i profeti giudaici, che, pur in contesti diversi, giunsero a formulare principi etici universali come la regola d'oro. Questo &#034;periodo assiale&#034; rappresenta per Carandini un momento di svolta nella storia dell'umanit&#224;, un salto evolutivo che ha reso possibile la convivenza civile e la ricerca della giustizia. Oggi, egli sostiene, siamo di fronte a una nuova sfida: quella di estendere la morale non solo a tutti gli uomini, ma a tutta la vita sul pianeta, in un nuovo &#034;periodo assiale&#034; che tenga conto delle scoperte della scienza e delle esigenze della biosfera.&lt;br class='autobr' /&gt;
La figura di Dioniso, il dio della contraddizione e dell'ebbrezza, &#232; centrale in questa parte del libro. Carandini vede in Dioniso l'anticipazione divina di quella &#034;&lt;i&gt;bi-logica&lt;/i&gt;&#034; che caratterizza l'essere umano, la compresenza di opposti che non si escludono ma si integrano. Dioniso &#232; il dio dell'estasi e dell'orrore, della creazione e della distruzione, della vita e della morte. In lui, come nell'inconscio di Matte Blanco, i contrari si fondono e si confondono, sfidando il principio di non-contraddizione. La morale, per Carandini, non deve rimuovere questa dimensione dionisiaca, ma integrarla, riconoscendo che l'uomo &#232; un essere complesso, fatto di luci e di ombre, di ragione e di passione.&lt;br class='autobr' /&gt;
Carandini, con la sua prosa elegante e densa, la sua erudizione vastissima e la sua passione civile, ci offre una lezione di umanit&#224; e di saggezza. La sua voce, che emerge potente nella terza parte, &#232; quella di un &#034;&lt;i&gt;archeologo del presente&lt;/i&gt;&#034;, che scava nel passato per trovare le radici del nostro malessere e le possibili vie d'uscita. La sua conclusione non &#232; un'utopia, ma un appello alla responsabilit&#224; individuale e collettiva, alla riscoperta di quei valori morali che, soli, possono dare un senso alla nostra vita e salvare la nostra civilt&#224; dalla deriva dell'edonismo e del nichilismo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il libro si chiude con un'immagine di grande suggestione: l'autore che, terminato il libro, si immagina seduto tra i floridi acanti sotto una volta semicrollata del Palatino, a guardare un cielo che ora si fa nero, lanciando fulmini argentei, e ora s'illumina, trafitto da aurei raggi. &#200; un'immagine che riassume il senso dell'intera opera: la ricerca di un equilibrio tra le forze opposte della vita, tra il caos e l'ordine, tra la passione e la ragione, tra il passato e il futuro. Un equilibrio precario, sempre in bilico, ma proprio per questo vitale e umano.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;marco nuti&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>


<item xml:lang="it">
		<title>L'Apocalisse di Lucrezio</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-Apocalisse-di-Lucrezio-Ivano-Dionigi.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-Apocalisse-di-Lucrezio-Ivano-Dionigi.html</guid>
		<dc:date>2026-10-13T15:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Tiziano Gorini</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2023</dc:subject>
		<dc:subject>Ivano Dionigi</dc:subject>
		<dc:subject>Raffaello Cortina Editore</dc:subject>
		<dc:subject>Saggistica</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Raffaello Cortina Editore, 2023 - L'autore aggiunge all'opera di Lucrezio una prospettiva nuova, che le fa superare l'adeguata eppur riduttiva definizione di poema didascalico e suscita nuove avventure ermeneutiche: il &#034;De rerum natura&#034; &#232; un'apocalisse.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Saggistica-+.html" rel="tag"&gt;Saggistica&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L93xH150/9788832856019_0_0_424_0_75-dde08.jpg?1791903614' class='spip_logo spip_logo_right' width='93' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Di tutte le cosmogonie inventate da filosofi e scienziati io prediligo quella atomistica di Democrito ed Epicuro; non perch&#233; mi sembri la pi&#249; verosimile, tantomeno scientifica, bens&#236; perch&#233; la trovo comica. M'immagino questo immane eterno flusso di atomi che senza intelligenza n&#233; provvidenza scorre sconvolto da un'improvvisa deviazione (il &lt;i&gt;clinamen&lt;/i&gt;), questa catastrofe ciecamente creativa d'un caos cosmico che provoca una nebulosa impazzita di atomi che schizzano in qua e in l&#224; come innumerevoli palline da ping pong che si urtano freneticamente e da cui, infine, casualmente, emerge un universo tra gli infiniti possibili: una cosmicomica raccontata da Qfwfq, ch'&#232; appunto il narratore delle cosmicomiche calviniane. Ma ben altrimenti l'ha raccontata Tito Lucrezio Caro nel &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/De-rerum-natura.html&#034;&gt;De rerum natura&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che anzi vi ha poeticamente descritto un universo tragico, una perpetua macchina di creazione e distruzione, in cui ogni ente ed ogni vivente, in quanto mero aggregato atomico, compare e scompare. Ma si sa, Pirandello docet: comicit&#224; e tragicit&#224; sono prospettive che possono ironicamente mescolarsi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Di Lucrezio, che visse nel I sec. A.C., si sa poco: scarsi e scarni i riferimenti dei suoi contemporanei, incerto e probabilmente apocrifo quello tardivo nel &lt;i&gt;Chronicon&lt;/i&gt; di Girolamo, del IV sec. d.C., che lo racconta stregato da un filtro magico, matto e suicida; magari non era matto ma sofferente di un disturbo bipolare e magari non si suicid&#242; ma se ne and&#242; in Grecia, forse per inseguire le tracce del suo Epicuro o forse per allontanarsi da Roma, dove l'epicureismo non era apprezzato, perch&#233; la sua indifferenza religiosa lo rendeva politicamente eversivo (tant'&#232; che al tempo del governo dell'imperatore stoico Marco Aurelio i due filosofi epicurei Alceo e Filisco furono espulsi dalla citt&#224;). Prima gli furono avversi i pagani e poi, per lo stesso motivo, i cristiani; dev'esser per quest'avversione che nel trascorrere dall'et&#224; imperiale al Basso Medio Evo Lucrezio fu dimenticato; la sua opera, il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt;, addirittura scomparve.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ma nel 1417 Poggio Bracciolini, un umanista appassionato ricercatore di testi classici, ne ritrov&#242; il manoscritto nella biblioteca del monastero di Fulda, in Germania. La successiva edizione stampata, del 1473, ne consent&#236; la diffusione tra gli intellettuali rinascimentali: Alberti, Ficino, Poliziano, Machiavelli, Pomponio Leto e tanti altri furono tra i suoi primi lettori, alcuni lo commentarono (Machiavelli, ad esempio), molti ne trassero ispirazione (Torquato Tasso, ad esempio). E non c'&#232; dubbio che la riscoperta di Lucrezio e del &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt;, quindi dell'atomismo epicureo, fu determinante per lo sviluppo della cultura moderna, nonostante la rinnovata avversione cristiana: nel 1516 il Sinodo fiorentino ne proib&#236; la lettura, nel 1551 i teologi del Concilio di Trento censurarono sia Lucrezio che Epicuro, infine nel 1717 il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; fu inserito nell'&lt;i&gt;Index Librorum Prohibitorum&lt;/i&gt;, la lista nera della Chiesa cattolica. Un'ostilit&#224; comprensibile da parte della Chiesa verso un pensiero materialista, razionale e antireligioso, capace di scardinare dogmi fondamentali come quello della transustanzazione eucaristica, impossibile se un corpo &#232; solo una meccanica combinazione di atomi (ed &#232; verosimile l'ipotesi dello storico della scienza Redondi, enunciata in &lt;i&gt;Galileo eretico&lt;/i&gt;, che lo scienziato fiorentino fu inquisito pi&#249; per il suo atomismo che per l'eliocentrismo); ma infine vana, poich&#233; nonostante quell'interdizione il &lt;i&gt;De Rerum natura&lt;/i&gt; fu comunque letto, studiato e apprezzato dai protagonisti del pensiero moderno, come Moro, Spinoza, Gassendi, Newton, Darwin, ecc. Qualche autorevole esempio: Michel de Montaigne, che riemp&#236; la sua copia di centinaia di annotazioni, lo considerava un libro fondamentale per la sua formazione e certamente fu all'origine del suo scetticismo; Giordano Bruno vi ha fondato la sua teoria di un universo infinito popolato di innumerevoli mondi; sia Newton che Boyle ne ricavarono basilari ispirazioni, l'uno per ipotizzare uno spazio immenso e vuoto dove si muovono particelle elementari indistruttibili e l'altro per spiegare le trasformazioni della materia attraverso il moto e le aggregazioni di corpuscololi; Leopardi, che Carducci defin&#236; il &#8220;&lt;i&gt;Lucrezio del pensiero italiano&lt;/i&gt;&#8221;, vi trov&#242; un sostegno alla sua tragica visione della condizione umana soverchiata dalla cieca violenza della Natura. Infine &#232; perfino ovvio l'apprezzamento degli illuministi: Diderot, D'Holbach, Voltaire, La Mettrie condividevano con Lucrezio l'idea che la religione generi paure e fanatismi che fuorviano e opprimono l'essere umano, mentre la conoscenza della natura, spiegata attraverso le leggi fisiche e il meccanico movimento degli atomi, senza interventi divini o finalismi, lo libera da perniciose superstizioni e inutili timori; cos&#236; come ne condividevano la fiducia nella ragione, che ha la missione di scoprire la verit&#224;. D'altronde l'antitesi &lt;i&gt;lux-tenebrae&lt;/i&gt;, cos&#236; determinante nella cultura dei Lumi, &#232; una delle chiavi interpretative del poema.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; &#232; un poema didascalico in esametri che ha lo scopo di divulgare il pensiero di Epicuro; &#232; articolato in sei libri: il primo e il secondo trattano dell'atomismo e della conseguente fisica del cosmo, il terzo e il quarto del corpo umano e dell'anima, il quinto e il sesto dell'origine del mondo e della natura; &#232; dunque un grande racconto del mondo, che necessariamente si sostanzia di una profonda riflessione etica sulla condizione umana, sovrastata dalla perenne turbolenza universale che tutto fa e disfa nel vorticoso moto degli atomi ma illuminata dalla capacit&#224; della ragione di svelare apparenze e illusioni contemplando la spietata realt&#224; senza il timore della morte. In ci&#242; consiste la felicit&#224; per Lucrezio: la conquista conoscitiva ed etica della comprensione del dolore del mondo, che consente di guardarlo con sereno distacco, come scrive nell'incantevole incipit del II libro:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;suave, mari magno turbantibus aequora ventis,&lt;br class='autobr' /&gt;
e terra magnum alterius spectare laborem&lt;br class='autobr' /&gt;
non quia vexari quemquamst iucunda voluptas,&lt;br class='autobr' /&gt;
sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&#200; dolce, quando nel vasto mare i venti sconvolgono le distese marine,&lt;br class='autobr' /&gt;
da terra guardare il grande affanno di un altro;&lt;br class='autobr' /&gt;
non perch&#233; sia una piacevole gioia il fatto che qualcuno sia travagliato,&lt;br class='autobr' /&gt;
ma perch&#233; &#232; gradevole vedere da quali mali tu stesso sia libero.)&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Dunque la ragione &#232; il farmaco che libera il saggio dal dolore della vita e, conseguentemente, dalla paura della morte.&lt;br class='autobr' /&gt;
&#200; singolare che Lucrezio, cos&#236; fedele a Epicuro, abbia scelto di esprimersi attraverso la poesia, poich&#233; Epicuro la poesia l'aveva disdegnata, giudicandola priva di chiarezza e quindi aliena al discorso veritiero; &#232; probabile che abbia scelto come modello il &lt;i&gt;Per&#237; ph&#250;seos&lt;/i&gt; di Empedocle, dato che altri modelli in prosa a cui riferirsi non ve n'erano, oppure che, come dichiara nel I libro, abbia pensato di servirsi della poesia per rendere gradevole quel pensiero ostico che andava esponendo, cos&#236; come il miele addolcisce l'amara medicina; comunque sia dovette affrontare l'arduo problema di tradurre il lessico filosofico greco nella lingua latina, poich&#233;, come ancora dichiara nel I libro, la novit&#224; degli argomenti, &lt;i&gt;rerum novitatem&lt;/i&gt;, richiede parole nuove, &lt;i&gt;novis verbis&lt;/i&gt;, come ad esempio il termine composto &lt;i&gt;omniparens&lt;/i&gt;, che indica la terra generatrice di tutto.&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;strong&gt;Ivano Dionigi&lt;/strong&gt; ci guida con la perizia dell'esperto latinista nel laboratorio linguistico di Lucrezio, dove si manifesta il suo impegno semantico e ontico, ma ritorna pure alle sue tesi esposte nel &lt;i&gt;Lucrezio. Le parole e le cose&lt;/i&gt; del 1988, in cui esponeva l'affascinante affermazione lucreziana dell'equipollenza tra la struttura fisica del mondo e la struttura fonetica e sintattica della lingua. D'altronde la parola &#034;&lt;i&gt;elementum&lt;/i&gt;&#034; significa sia &#8220;&lt;i&gt;lettera&lt;/i&gt;&#8221; che &#8220;&lt;i&gt;atomo&lt;/i&gt;&#8221;, quindi non sorprende l'analogia tra il mondo come insieme di aggregati di atomi e la lingua come insieme di aggregati di lettere. Ma Dionigi indaga oltre l'analogia: nel verso 1021 del II libro Lucrezio enuncia i cinque principi regolatori degli atomi, quelli che fanno s&#236; che i corpi esistano senza produrre informi mostruosit&#224;: &lt;i&gt;concursus&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;motus&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;ordo&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;positura&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;figurae&lt;/i&gt;; ma questi principi sono in effetti gli stessi della grammatica e della retorica latine, dunque scopriamo che la lingua &#232; il modello della realt&#224;, il testo del cosmo, una corrispondenza tra &lt;i&gt;elementa vocis&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;elementa mundi&lt;/i&gt;. Ecco dunque l'origine della celebre metafora di Galileo (ma prima ancora di Alano di Lilla) del libro della natura.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il latinista Dionigi ha avuto una lunga e intensa frequentazione con Lucrezio, che inizi&#242; con la sua tesi di laurea: &lt;i&gt;Teologia e religione in Epicuro e Lucrezio&lt;/i&gt;, e prosegue sino a &lt;i&gt;Quando la vita ci viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi&lt;/i&gt;, del 2018; perch&#233; abbia sentito il bisogno di tornarvi ancora lo spiega nel prologo di questo suo &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L' Apocalisse di Lucrezio&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Raffaello Cortina Editore, 2023):&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;mi chiedo: &#232; il sentire cosmico e razionale di Lucrezio in sintonia con le domande dei nostri tempi?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Certamente avrebbero risposto di s&#236; Michel Serres, che gli dedic&#242; il provocante &lt;i&gt;Lucrezio e l'origine della fisica&lt;/i&gt;, e Italo Calvino, che in Lezioni americane del &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; diede un giudizio che a me nella sua brevit&#224; pare perfetto, &#8220;&lt;i&gt;la prima grande opera in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo&lt;/i&gt;&#8221;, e perci&#242; modernissima. Dionigi ora trova ulteriori conferme di tale modernit&#224;, addirittura col celebre discorso di Steve Jobs a Stanford (quello delle parole &#8220;&lt;i&gt;Stay hungry, stay foolish&lt;/i&gt;&#8221;) ma sopratutto vi aggiunge una prospettiva nuova, che le fa superare l'adeguata eppur riduttiva definizione di poema didascalico e suscita nuove avventure ermeneutiche: il &lt;i&gt;De rerum natura&lt;/i&gt; &#232; un'apocalisse.&lt;br class='autobr' /&gt;
Nell'uso ordinario della lingua la parola oggi indica un evento catastrofico, una calamit&#224; che inesorabilmente si verifica, o addirittura la fine del mondo, poich&#233; &#232; di questo che tratta l'&lt;i&gt;Apocalisse&lt;/i&gt; di Giovanni, che appunto inizia con le parole &#034;&lt;i&gt;ap&#333;kal&#253;psis Ies&#333;&#251; krist&#333;&#251;&lt;/i&gt;&#034;, ma il suo originario significato &#232; &#034;&lt;i&gt;rivelazione&lt;/i&gt;&#034;; nella terminologia ebraica e del primo cristianesimo si riferisce a una rivelazione divina per il tramite di un profeta. Lucrezio non &#232; un profeta, e non ha nulla a che fare con la divinit&#224;, il disvelamento ch'egli annuncia non &#232; opera di un dio bens&#236; della ragione che illumina le tenebre dell'ignoranza: &lt;i&gt;eripitur persona, manet res&lt;/i&gt;: si toglie la maschera, appare il vero. E la ragione disdegna la religione, sia quella favolosa dei sacerdoti e dei poeti, sia quella civile, che &#232;, soprattutto a Roma, uno strumento di asservimento politico; dunque disdegna anche la politica, frutto di vanit&#224; e permeata di ingiustizia: l'&lt;i&gt;imperium&lt;/i&gt; romano, che Virgilio celebra e giudica infinito, &#232; una chimera - il vero imperium &#232; quello di chi sceglie di vivere lontano dalle passioni del mondo, come Epicuro, e non teme la morte.&lt;br class='autobr' /&gt;
Infine, da apocalittico, annuncia pure la fine del mondo, anzi le fini dei mondi, perch&#233; le catastrofi, cio&#232; le cicliche distruzioni che avvengono nel turbolento universo, fanno parte dell'ordine naturale delle cose. Lucrezio non &#232; dunque un profeta, &#232; un sovversivo che, un po' paradossalmente, distrugge la nostra immagine del mondo per consentirci di viverci meglio, nel mondo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>L'ultimo cavaliere</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-ultimo-cavaliere-Stephen-King.html</link>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Amato Tosone</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2015</dc:subject>
		<dc:subject>Stephen King</dc:subject>
		<dc:subject>Sperling &amp; Kupfer</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Fantasy</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sperling &amp; Kupfer, 2015 - Il primo fantasy/weird western dell'autore nonch&#233; il primo capitolo dell'amatissima saga della Torre Nera.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Fantasy-+.html" rel="tag"&gt;Fantasy&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L98xH150/9788820092115_0_0_424_0_75-fcc50.jpg?1791896410' class='spip_logo spip_logo_right' width='98' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'ultimo cavaliere&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; &#232; il primo capitolo della saga della Torre Nera di &lt;strong&gt;Stephen King&lt;/strong&gt;, pubblicato inizialmente dalla Sperling &amp; Kupfer nel 1982 e tradotto da Tullio Dobner. Tutto &#232; ambientato nel Medio-Mondo, uno dei tanti luoghi che circondano la Torre Nera, il centro che mantiene l'equilibrio dell'universo. Il protagonista &#232; Roland, il pistolero della Baronia di Gilead, rimasto solo dopo la caduta del suo regno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo primo capitolo, Roland incontra Jake Chambers, un ragazzino del nostro mondo che, dopo essere stato ucciso, si ritrova nel medio-mondo. Per sopravvivere, si unisce a Roland nell'inseguimento dell'Uomo in Nero, uno stregone che vuole impedire che egli raggiunga la Torre per salvarla dalla sua distruzione. In questo viaggio, Roland e Jake devono attraversare il deserto, luoghi desolati, affrontare mostri e forze maligne che gli rallenteranno il cammino.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il primo fantasy/weird western di Stephen King &#232; un romanzo che si discosta parecchio dalle altre sue opere per l'utilizzo di un linguaggio raffinato e arcaico, ma allo stesso tempo sporcato da termini familiari e semplici, soprattutto nei dialoghi con Jake. A differenza dei libri successivi della saga, questo &#232; il pi&#249; fine. Un inizio di saga molto promettente, con una trama ben chiara sin dall'inizio, ma ancora non completamente maturata. &lt;br class='autobr' /&gt;
Nonostante sia ambientato in un mondo western ottocentesco, ci sono riferimenti alla cultura contemporanea del nostro mondo, come &#8220;Hey Jude&#8221; dei Beatles e citazioni sulla citt&#224; di New York, sulla droga e sulla vita degli anni '70. Un lessico variabile che si mescola in maniera riuscita e porta un senso di estraneit&#224; agli occhi di Roland, che invece &#232; una persona dai solidi valori e dal linguaggio formale.&lt;br class='autobr' /&gt;
King costruisce un vero e proprio dizionario di parole inventate, che sono tutti gli elementi caratteristici del medio-mondo e della tradizione di Roland. Il rapporto del pistolero con Jake all'inizio &#232; freddo e distaccato, mentre il ragazzino gli si affeziona subito, vedendolo come una figura paterna. Nel corso della storia, anche Roland si affeziona molto a lui, ma non lascia trasparire il sentimento, mettendo sempre la ricerca della Torre al primo posto. &lt;br class='autobr' /&gt;
L'Uomo in Nero compare in poche scene ed &#232; uno degli antagonisti principali della saga, ma non uno dei villain pi&#249; cattivi e carismatici dei libri di King. In questo primo libro, egli &#232; un ostacolo alla ricerca; tuttavia, nel corso della saga ci saranno personaggi molto pi&#249; subdoli. L'utilizzo del termine Uomo in Nero (al posto del solito Uomo Nero) &#232; azzeccata e originale, poich&#233; egli non solo &#232; vestito di nero, ma &#232; proprio il re delle tenebre dell'universo. Sembra come se fosse vestito di buio, immerso nelle ombre del Medio-Mondo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un romanzo fatto di concretezza arcaiche, che si vedono, si odorano e si percepiscono al tatto, segno di grande capacit&#224; di King di immergere il lettore nell'atmosfera texana ottocentesca. Il deserto &#232; roccioso e morto, la prova crudele da superare per fare quel passettino in pi&#249; verso la meta. La domanda che porrei &#232;: la vera minaccia del romanzo sono i mostri che incontrano i protagonisti o i luoghi desolati e senza vita che percorrono? Si parla tanto di un mondo che &#232; andato avanti, facendo emergere queste forze oscure che sono come delle conseguenze della futura distruzione della Torre.&lt;br class='autobr' /&gt;
Rispetto ai successivi capitoli della saga (pi&#249; corposi e pi&#249; terra terra), questo primo romanzo &#232; ancora un po' timido, con i primi personaggi che conosciamo ancora in fase di sviluppo, ma non per questo &#232; un romanzo meno affascinante degli altri. La bellezza, per&#242;, sta proprio nell'avventura, a piedi, calpestando il duro terreno e con pistole d'acciaio che rombano pi&#249; dei tuoni. &lt;br class='autobr' /&gt;
Un libro in cui Roland rinuncia a certi sentimenti, cerca di opprimerli, mettendo al primo posto la sua missione. Un uomo che ormai ha perso tutto, la vita gli ha tolto tutto quanto, dopo aver visto morire i suoi compagni e cadere il suo regno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Devo dire che l'inizio mi &#232; piaciuto molto, con una lunga sparatoria nella locanda di una cittadina, dannata dall'Uomo in Nero. Sin dall'inizio capiamo che Roland &#232; l'antieroe che ammazza anche le persone con cui fa l'amore, se il Ka (il destino) lo richiede. La parte dell'incontro con Jake &#232; il cuore centrale del romanzo e ho amato il fatto che anche un guerriero freddo e spietato come Roland possa essere contagiato dall'affetto.&lt;br class='autobr' /&gt;
Per&#242;, nel suo lungo percorso, non pu&#242; fare a meno di incontrare persone, perch&#233; nessuno pu&#242; stare sempre da solo, soprattutto per intraprendere una grande impresa come questa. Questa sar&#224; la sua pi&#249; grande condanna.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Amato Tosone&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
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		<title>Giacinta</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Giacinta-Luigi-Capuana.html</link>
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		<dc:subject>Luigi Capuana</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Italiana</dc:subject>
		<dc:subject>Classici</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Un classico da riscoprire in cui l'autore catanese ci guida nel frammentario e doloroso viaggio interiore di distruzione psicologica e fisica della protagonista, senza lasciare nulla al caso.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://www.sololibri.net/-Recensioni-di-libri-.html" rel="directory"&gt;Recensioni di libri&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Luigi-Capuana-+.html" rel="tag"&gt;Luigi Capuana&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Narrativa-Italiana-+.html" rel="tag"&gt;Narrativa Italiana&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://www.sololibri.net/+-Classici-+.html" rel="tag"&gt;Classici&lt;/a&gt;

		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L89xH150/9788804316824_0_0_424_0_75-350e3.jpg?1791885619' class='spip_logo spip_logo_right' width='89' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Giacinta&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Luigi Capuana&lt;/strong&gt;: un omaggio al metodo naturalistico dell'Ottocento o un caso di psicopatologia femminile? Nel variegato e affascinante panorama letterario di fine secolo, sono molti i profili di donne narrati tra drammi nervosi e sentimenti distruttivi. In questo complesso contesto, lo stesso autore Capuana, animato da una palese ammirazione per la sua eroina naturalista, descrive la protagonista in modo da confermare e, al contempo, sovvertire implicitamente questo noto archetipo.&lt;br class='autobr' /&gt;
La Giacinta cova fin dalle primissime pagine il profondo trauma infantile che colpisce, non cos&#236; raramente, le donne &#8212; o meglio, le bambine: la violenza sessuale. Capuana ci guida nel frammentario e doloroso viaggio interiore di distruzione psicologica e fisica della protagonista senza lasciare nulla al caso. Ogni sua scelta di vita appare profondamente e inesorabilmente condizionata: i drammi intimi con se stessa, la lacerante conflittualit&#224; con una figura materna anaffettiva e in costante cerca di affermazione sociale, l'obbligo di contrarre un matrimonio di facciata palesemente indesiderato e l'amore ossessivo, quasi punitivo, per l'amante Andrea sono tutti snodi esistenziali inevitabilmente riconducibili a quell'atrocit&#224; segreta iniziale. In lei prende cos&#236; corpo un pervasivo e ossessivo sentimento della morte, tra desideri febbrili, orgoglio femminile, rabbia e silenzi punitivi, che finisce per intridere ogni singola parola, gesto e decisione della sua vita.&lt;br class='autobr' /&gt;
La protagonista e il suo cieco risentimento verso l'intero genere maschile schiacciano sotto il proprio peso tutte le altre figure della vicenda, le quali appaiono deliberatamente piatte, deboli e del tutto incapaci di comprenderne l'abisso emotivo. Lei, al contrario, analizzata con impersonalit&#224; scientifica attraverso lo sguardo clinico del Dottor Follini, sembra accumulare progressivamente tutti i sintomi di una profonda patologia morale. Quest'ultima viene tuttavia liquidata superficialmente dalla societ&#224; borghese dell'epoca sotto la comoda e generica etichetta di &#034;&lt;i&gt;isteria&lt;/i&gt;&#034;, una diagnosi cieca e riduttiva che finir&#224; per avvolgere ogni singolo aspetto del suo animo e del suo corpo, conducendola inesorabilmente verso la sua tragica fine.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'atto estremo del suicidio non rappresenta soltanto la resa finale di una mente irrimediabilmente malata, ma si configura come l'ultimo e disperato tentativo di riappropriarsi del controllo sulla propria vita e sul proprio destino, almeno negli ultimi secondi della sua esistenza. Attraverso questa complessa e tormentata parabola umana, Capuana oscilla costantemente tra il rigore scientifico del documento umano di stampo zoliano e l'esplorazione profonda di una psiche oscura, la quale sfugge inevitabilmente alle semplici e rigide leggi del determinismo sociale e biologico dell'epoca.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ci si chiede, quindi: Giacinta &#232; soltanto una vittima inerme, irrimediabilmente sopraffatta dalla disperazione, dal devastante senso di colpa e dal crudele isolamento a cui la condanna l'ipocrisia borghese, oppure &#232; una protagonista pienamente consapevole del proprio agire, capace di trasformare il proprio atroce dolore in un lucido e terribile strumento di autodistruzione e di rivalsa contro l'intero mondo che la circonda?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Alessia De iuliis&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>Il peggio arriva dopo</title>
		<link>https://www.sololibri.net/Il-peggio-arriva-dopo-Mariana-Enriquez.html</link>
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		<dc:date>2026-10-13T09:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Mario Bonanno</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Mariana Enriquez</dc:subject>
		<dc:subject>Marsilio</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Marsilio, 2026 - Il romanzo d'esordio della regina del gotico argentino, pubblicato all'et&#224; di diciannove anni e che ci porta dentro una Buenos Aires notturna e allucinata.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L98xH150/9788829795840_0_0_424_0_75-b0b46.jpg?1791882013' class='spip_logo spip_logo_right' width='98' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Bastano saltuari slittamenti in ambito neo-gotico - climi malsani, vampirismi ma niente magioni infestate o manifestazioni spettrali - per classificare &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Il peggio arriva dopo&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Marsilio, 2026, trad. di Fabio Cremonesi) come prodromo dei topoi narrativi di &lt;strong&gt;Mariana Enriquez&lt;/strong&gt;. All'epoca in cui pubblica il romanzo, ha appena diciannove anni e una lucidit&#224; di scrittura gi&#224; considerevole. Non fosse che per la lugubre trans-medialit&#224;, &lt;i&gt;Il peggio viene dopo&lt;/i&gt; starebbe bene anche all'interno del genere realista, tenuto conto del taglio effettivo con cui sono riprese le terre desolate (solitudine, disagio psichico, dipendenza, prostituzione maschile) di una Buenos Aires notturna e allucinata a sua volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Data l'et&#224; dei suoi protagonisti, &lt;i&gt;Il peggio arriva dopo&lt;/i&gt; potrebbe leggersi - ancora - come romanzo di formazione e &lt;i&gt;perdizione&lt;/i&gt;, poich&#233; abitato da relazioni pericolose e malesseri di ogni tipo, sui quali Eros e Thanatos incombono di conseguenza. Questo per darvi un'idea della duttilit&#224; interpretativa cui si presta il romanzo. Un &lt;i&gt;Cime tempestose&lt;/i&gt; soltanto pi&#249; promiscuo e strafatto. &lt;i&gt;Intervista col vampiro&lt;/i&gt; aggiornato agli angeli caduti nella tenebra della dipendenza e dell'underground metropolitano. &lt;i&gt;Trainspotting&lt;/i&gt; con meno disincanto, segnato soprattutto da uno stile degno di tal nome. Per restituirla ancora meglio con le parole della stessa autrice (p.7):&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Il romanzo l'ho scritto di notte, questo me lo ricordo, e ci ho messo parecchio a concluderlo, qualche anno. Ricordo anche, perfettamente, perch&#233; l'ho scritto. I due protagonisti del romanzo, Narval e Facundo, vivevano nella mia testa e dovevo farli sloggiare perch&#233; non mi lasciavano spazio. Pensavo costantemente a loro, erano un concentrato delle mie ossessioni adolescenziali, che erano molto simili alle mie ossessioni attuali: il vampirismo, il sesso tra uomini, la torbida bellezza baudeleriana, la bellezza oltraggiata di Rimbaud, la letteratura fantastica e horror, i bassifondi, i demoni, River Phoenix e Keanu Reeves, Lestar e Louis. &#8220;Il peggio arriva dopo&#8221; &#232; stata una specie di riscrittura di belli e dannati e di &#8220;Intervista col vampiro&#8221;, per&#242; ambientata a Buenos Aires.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Tutto muove dunque dall'incontro di tre adolescenti argentini: Facundo &#232; un adone bello da togliere il fiato e dannato da stargli alla larga, finch&#233; si pu&#242;. Consuma stupefacenti come i comuni mortali tre pasti al giorno, si sostenta benissimo con i proventi del lavoro di prostituto, vive in appartamento insieme a un gatto nero. Di Facundo, Narval &#232; la nemesi bionda. Disperatamente innamorato dell'algido playboy, &#232; preda di visioni lovecraftiane, chiss&#224; se discendenti da altri mondi, allucinazioni, o dalla droga cui &#232; assiduo consumatore.&lt;br class='autobr' /&gt;
Anche Carolina, dal canto suo, non disdegna strafarsi: &#232; giovane a sua volta, instabile il giusto, tendente all'autodistruzione altrettanto. Per come e fin quanto le &#232; stato possibile, &#232; stata la ragazza di Facundo, e giocoforza non l'ha mai scordato. Il resto dei caratteri del romanzo - lo spacciatore Negro, la Duchessa che all'anagrafe farebbe piuttosto Duca, il marito esemplare impazzito a sua volta per Facundo - affluisce di fatto all'universo fosco, sessualmente fluido, magnetico, di dipendenza e abbandoni reciproci, di cui lo statuario prostituto &#232; il motore immobile.&lt;br class='autobr' /&gt;
Sulla scorta narrativa del reiterarsi quotidiano di sesso-droga-pulsione di vita-pulsione di morte, &lt;i&gt;Il peggio arriva dopo&lt;/i&gt; &#232; un romanzo pre-infernale e post-decadente. Ferocemente tenero e dolcemente violento. Fucina e annunciazione del microcosmo letterario della Enriquez. Tenetelo bene a mente: le sue creature delle notte non frequentano brughiere o magioni maledette, quanto - nella fattispecie - locali gay, appartamenti niente male, e le vie di una Buenos Aires insonne e disperata a sua volta. Una citt&#224;-mondo dove &lt;i&gt;baudeleriani&lt;/i&gt; fiori del male - di volta in volta e per sempre, come in un girone dantesco - si spendono si amano si perdono si ritrovano rinascono si sballano vivono muoiono. Ciascuno a suo modo portatore dialettico di maledettismo e poesia, solitudine e disperazione senza fine.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'accusa</title>
		<link>https://www.sololibri.net/L-accusa-Tore-Renberg.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.sololibri.net/L-accusa-Tore-Renberg.html</guid>
		<dc:date>2026-10-13T08:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giovanna Giraudi</dc:creator>


		<dc:subject>Recensioni di libri 2026</dc:subject>
		<dc:subject>Fazi</dc:subject>
		<dc:subject>Narrativa Straniera</dc:subject>
		<dc:subject>Romanzi e saggi storici</dc:subject>
		<dc:subject>Tore Renberg</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Fazi, 2026 - Basato su una vicenda realmente accaduta e documentata, il nuovo romanzo dell'autore norvegese ci presenta un periodo in cui le donne erano del tutto sottoposte e la voce della ragione, pur facendosi sentire, non riusciva ad avere la meglio.&lt;/p&gt;

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		</description>
		
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 <content:encoded>&lt;img src='https://www.sololibri.net/local/cache-vignettes/L99xH150/9791259675835_0_0_424_0_75-c2beb.jpg?1791878420' class='spip_logo spip_logo_right' width='99' height='150' alt=&#034;&#034; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tore Renberg&lt;/strong&gt;, uno degli autori norvegesi pi&#249; popolari, versatili e acclamati dalla critica, vincitore di numerosi premi letterari, scrittore di sceneggiature e opere teatrali, gi&#224; autore per Fazi de &lt;i&gt;&lt;a href=&#034;https://www.sololibri.net/La-mia-Ingeborg-Tore-Renberg.html&#034;&gt;La mia Ingeborg&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, finalista al premio Strega europeo 2024, torna in libreria con &lt;strong&gt; &lt;i&gt;L'accusa&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (Fazi, 2026, trad. di Margherita Podest&#224; Heir), un romanzo impegnativo ma interessante tratto da una vicenda reale e ricco di precisi riferimenti storici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sassonia, 1681: la quindicenne Anna Voigt &#232; accusata di aver ucciso il suo neonato. Parebbe che la giovane, figlia di Hanns Heinrich Voigt, proprietario e amministratore di una tenuta ricevuta in eredit&#224;, avesse celato la gravidanza a tutti tranne che alla madre e poi, dopo aver soppresso il cadaverino della piccina nata da due furtivi incontri di lei ingenua quattordicenne con il garzone gobbo che lavorava nella tenuta, lo avesse sepolto in giardino, non prima di aver inferto sul corpicino numerosi colpi con un oggetto appuntito. Questo &#232; ancor oggi un reato molto grave, ma nel secolo diciassettesimo la legge, per simil causa, condannava tali donne a essere sepolte vive oppure a morte certa per annegamento. La legge proseguiva in questo modo:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;qualora una donna affermi, a sua difesa, che il bambino era nato morto, quest'ultima potr&#224; invocare la propria innocenza solo se supportata da cause e circostanze ritenute valide e legittime. [&#8230;] se l'infanticida perseverasse nella sua stolta e insensata difesa, al solo scopo di difendere la propria disonorevole e vergognosa leggerezza, si dovr&#224; sottoporla a stretto e severo interrogatorio affinch&#233; confessi la ragione che l'ha spinta a commettere un gesto di cotanta empiet&#224;. Una volta ammessa la colpa per suddetto delitto, si pronuncer&#224; contro di lei sentenza di morte in modo che avvenga la meritata espiazione.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La giovane Anna non pu&#242; confessare tutto questo: continua ad affermare che aveva avuto due incontri con il ragazzo ma che non si era accorta della gravidanza, che la sua bambina &#232; nata morta e che mai, prima della sepoltura avvenuta per opera della madre, l'avrebbe colpita con oggetto acuminato.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il paese, la societ&#224;, la legge le si mettono contro: a trovare il corpicino era stata la cuoca insieme al precettore. La donna, per&#242;, per ricercare ci&#242; che era sepolto sottoterra, aveva usato uno spiedo che aveva infilato pi&#249; e pi&#249; volte nel terreno, forse causando lei stessa ulteriori ferite al corpicino gi&#224; senza vita. &lt;br class='autobr' /&gt;
L'amorevole padre di Anna si schiera dalla parte della figlia e si attiva immediatamente per trovarle un buon avvocato, il giurista di Lipsia Christian Thomasius, che si appoggia per le indagini al dottor Schreyer, che &#232; l'autore, nella storia, della prima perizia medico-legale di cui si scrive in un processo. Le analisi dell'eminente medico vanno a dimostrare che i polmoni della piccola non avevano mai respirato aria e che quindi lei era davvero nata morta, forse in seguito a una caduta della madre pochi giorni prima del parto. &lt;br class='autobr' /&gt;
Ma le autorit&#224; non sono interessate ad ascoltare scienziati e giuristi cos&#236; innovativi che a tutti i costi cercano di difendere Anna Voigt citando prove scientifiche come quella della docimasia, ovvero il &#8220;&lt;i&gt;test di galleggiamento polmonare&lt;/i&gt;&#8221;. Tutto ci&#242; che &#232; all'avanguardia, quasi rivoluzionario per quel secolo, viene ancora rifiutato. La societ&#224; dominante dell'epoca, composta da cittadini eminenti, clero e magistratura, aveva dichiarato apertamente guerra alle infanticide. Le imputate venivano condannate senza piet&#224;, senza che si tenesse conto delle loro misere condizioni di vita o della responsabilit&#224; dei padri nelle gravidanze indesiderate. Agli occhi delle classi dirigenti, alcune donne subivano stupri e successive gravidanze solo per una sorta di malvagit&#224; innata. &lt;br class='autobr' /&gt;
Anna, nonostante gli sforzi e i sacrifici del padre, &#232; costretta a finire in carcere e poi nella torre del boia. Il processo &#232; lungo anche perch&#233; lo stesso avvocato fa numerosi tentativi: ricorre, tramite lettera, all'attenzione di personaggi famosi e importanti quali il principe elettore di Sassonia, ma non riesce a ottenere esiti favorevoli. Anche ad Anna non viene risparmiata la tortura, cos&#236; come neppure maltrattamenti e abusi frutto di un'epoca in cui il femminile svolgeva un ruolo subalterno rispetto a quello degli uomini. Alla fine, la Giustizia di quel tempo che decider&#224; di lei?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'abilit&#224; di Tore Renberg sta nel mostrarci ci&#242; che di innovativo in quel tempo non si voleva vedere e nell'offrire ai lettori preziosi spunti di riflessione sulla transizione dall'epoca in cui la Chiesa svolgeva un ruolo centrale nel sistema giuridico, fino all'Illuminismo, periodo in cui la scienza e le indagini razionali e verificabili iniziarono ad affermarsi. L'autore, ne &lt;i&gt;L'accusa&lt;/i&gt;, riesce a presentare ai lettori i sentimenti umani, dalla paura al senso di colpa a quello di superiorit&#224;, fino all'odio per le tante ingiustizie, e a fare una vera ricostruzione storica con descrizioni suggestive e coinvolgenti della Lipsia del XVII secolo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Da presentare , se accettato, il 13 ottobre. Grazie&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

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