Con l’estate alle porte, è tempo di vacanze. Tra mete e programmi, perché non scegliere una destinazione capace di sorprendere? Da qualche anno i tanti turisti che visitano Budapest, capitale dell’Ungheria, possono cimentarsi in una singolare caccia al tesoro, sfidante e complicata.
Ci vuole infatti spirito di osservazione per scoprire le mini statue dell’artista di origine ucraina Mihaly Kolodko. Intanto perché il numero esatto non è certo: lo scultore aggiunge continuamente opere, spesso di notte, in una sorta di dialogo costante con il suo pubblico. E poi alcune spariscono, altre prendono il posto delle opere scomparse. Scoprirle e fotografarle è una soddisfazione, ma anche un modo per visitare una città antichissima da una prospettiva inedita. Nel museo Kolodko ci sono riferimenti a storia, tradizione, politica. E, naturalmente, alla letteratura.
Caccia al tesoro delle mini statue a Budapest: dove trovarle
Le statue anzitutto sono davvero di dimensioni ridotte. Parliamo di pochi centimetri. Perlopiù in bronzo. Niente piedistalli o segnalazioni ufficiali.
Lo scultore sceglie luoghi noti. Cornicioni, ringhiere, spalle di ponti, cancelli: ogni posto è buono per nascondere in bella vista una nuova creazione, per la gioia dei suoi tanti ammiratori. L’idea piace. Di più: spopola, a giudicare dal numero dei followers che seguono Kolodko: su Instagram sono oltre 28 mila. Cercando in rete è possibile anche ottenere delle mappe, spesso frutto della buona volontà dei visitatori, che aiutano nella ricerca. Così quello che inizia come una specie di street art, diventa un modo per promuovere quartieri e luoghi storici.
Le statue di ispirazione letteraria: da Dracula allo scrittore Ferenc Molnàr
Restando alle statue di ispirazione letteraria, ce ne sono di davvero curiose. Come ad esempio quella che rappresenta il temibile Conte Dracula, creato da Bram Stoker, comodamente seduto nei pressi del Castello di Vajdahunyad e intento a leggere un libro che sembra prenderlo molto. In realtà l’opera è un omaggio all’attore ungherese Béla Lugosi che ha interpretato il ruolo del vampiro nel XX secolo.
C’è poi, nel quartiere ebraico di Pest, a vigilare sulla sinagoga, lo scrittore austro ungarico Tivadar Herzl. Se ne sta appoggiato alla sua bicicletta, ben nascosto dalla ringhiera.
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Ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta: in una singolare commistione tra storia e sentimento popolare, Kolodko rappresenta il Maestro Yoda di Star Wars, o il coniglio con le orecchie a scacchi, eroe dei cartoni animati ungheresi, o il cubo di Rubik, forse la più famosa invenzione ungherese nei giochi di logica. Mentre merita di sicuro una citazione il subacqueo con una chiave nei pressi del New York Cafè, il caffè più bello del mondo: il riferimento è allo scrittore Ferenc Molnàr che, durante la serata inaugurale del locale nel 1894, avrebbe gettato le chiavi nel fiume Danubio, in modo che il locale potesse rimanere aperto per sempre.
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Il messaggio? Come si legge sul sito ufficiale di Kolodko:
Le sculture non richiedono spazio; non competono con la città. Non rivendicano un significato - semplicemente appaiono e restano. Non per forza o potere, ma grazie all’umana curiosità e alla cura. Questi lavori aprono uno spazio per i ricordi, il gioco e la scoperta.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Alla ricerca delle mini statue di Kolodko a Budapest, tra storia, tradizioni e letteratura
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