Terme e benessere in Italia
- Autore: Valeria Pavia
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
Un gran bel volume della collana “Levante”, formato 16,5x21 cm, tra i sempre eleganti tipi Magenes. Tante e tutte in quadricromia le immagini e foto nella proposta del marchio editoriale milanese, coloratissima in ognuna delle 280 pagine: Terme e benessere in Italia (giugno 2024), a cura della redattrice grafica Valeria Piva.
Sotto la sua guida abbiamo la conferma che il nostro Paese abbonda di acque straordinarie, da fonti termali che sgorgano grazie alla particolare conformazione geologica e ai fattori climatici straordinari di un territorio tanto affascinante quanto unico al mondo. Ischia, Montecatini, Saturnia, Salsomaggiore, Abano, Sirmione, Chianciano, Fiuggi, Viterbo e molte altre fino alle centocinquanta località nel libro, che raccontano la storia secolare di un grande patrimonio naturale italiano.
La curatrice presenta e scheda tutte le strutture, dalle più note alle più giovani, che hanno saputo esaltare il potere terapeutico delle fonti termali, sulla base di rigorosi studi idrologici, biochimici e fisiologici. Se si prende questo prodotto come una guida - andando oltre i contenuti da bellissimo dépliant patinato - sarà facile individuare la località termale d’interesse, lo stabilimento, le proprietà delle acque e i principali trattamenti e servizi erogati, comprese le convenzioni col Servizio Sanitario Nazionale, in relazione al trattamento delle cure termali. Per ciascun sito: suggerimenti, consigli e curiosità, attrattive turistiche in prossimità e possibili escursioni, alla scoperta di luoghi incantevoli per storia, cultura e arte.
Gli antichi Greci ritenevano terapeutico bagnarsi in acque termali calde o sulfuree, anche coprirsi di fanghi che poi si scopriranno salsobromoiodici, vale a dire ricchi di proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche, disintossicanti al contatto con il corpo umano. I Romani avevano un’altissima considerazione delle Thermae. Le sorgenti curative favorite erano quelle del golfo di Napoli: Pompei, Pozzuoli, Ischia, Baia. Nella Roma imperiale, la pratica del bagno divenne un fenomeno sociale rilevante, legato all’igiene e alla salute pubblica.
Nel I secolo a.C, un imprenditore dell’epoca, Orata, allestì la prima stazione termale, sulla costa dei Campi Flegrei. Industrializzò le piccole stanze, laconica, attraversate dai vapori bollenti sgorganti nell’area puteolana. Vi si entrava per sudare. Fece costruire strutture artificiali a imitazione della natura, facendo convogliare l’aria calda attraverso le pareti e i pavimenti, in modo da riscaldare le acque e gli ambienti. Inventò l’ipocausto. Le terme romane erano costituite infatti da più ambienti da percorrere, immergendosi prima nel calidarium (il bagno caldo faceva dilatare i pori della pelle), passando poi nel frigidarium (l’acqua fredda tonificava i muscoli e richiudeva i pori) ed entrando infine nel tepidarium. Se le famiglie più ricche disponevano di balnea privati nelle ville, già solo a Roma si contavano anche più di ottocento stabilimenti termali pubblici. Le acque venivano sfruttate per finalità igieniche e curative, ma le terme erano anche un luogo di rilassamento, d’incontro, di socializzazione, di scambi culturali.
La caduta dell’Impero romano ebbe tra le vittime quest’abitudine salutare. Si riprese nel tardo medioevo. Nel Rinascimento e soprattutto nel XVIII secolo le stazioni termali divennero veri presidi medici, per arrivare nel XIX alla stagione del termalismo d’élite. Le città termali crebbero come centri di villeggiatura esclusivi, per aristocratici e borghesi. Nasceva allo stesso tempo il turismo moderno: nobili, politici, artisti e imprenditori frequentavano con le famiglie le terme alla moda. Nel secondo dopoguerra del Novecento, il fenomeno divenne di massa, col riconoscimento a tutta la popolazione del diritto alle cure termali, a costi contenuti. Perso del tutto il fascino ottocentesco, il termalismo divenne un servizio sanitario. Oggi, il mondo termale sfugge a tutte le etichette e vede le Terme come spazi di benessere e cura del corpo con terapie naturali, immersi in un’oasi di verde e tranquillità.
È termale un’acqua minerale naturale resa utilizzabile per trattamenti terapeutici specifici da proprietà chimico-fisiche e batteriologiche. Ogni polla è differente, nasce nelle viscere della terra e possono passare anche centinaia di anni prima dell’uso finale. Le acque termali hanno una grande varietà di caratteri, odori e sapori, arricchendosi di componenti e di sali minerali nella risalita in superficie. La catalogazione scientifica avviene attraverso analisi chimico-fisiche. La certificazione delle proprietà terapeutiche è rilasciata dal Ministero della Salute ed è sottoposta ad aggiornamenti continui, basati sullo studio di Marotta e Sica del 1933. Pensato per classificare l’uso medico delle acque termali in Italia, il modello resta tuttora un riferimento fondamentale. Per le acque minerali, l’autorizzazione è subordinata ad una classificazione che valuta tre parametri: temperatura, residuo fisso, composizione chimica.
Quanto ai fanghi, si può fare l’esempio delle città di Abano e Montegrotto, a sud di Padova, in cui ogni albergo è una stazione termale. Nascono dalla pioggia sui monti Lessini, nelle Prealpi vicentine, a circa 2mila metri sul livello del mare. Assorbita dal terreno, defluisce per 80 km a una profondità di 3mila metri, raggiungendo temperature fino a 200° centigradi in alcuni punti del percorso. Raffreddandosi nella risalita, si arricchisce di sali minerali come bromo, silicio, potassio, sodio, magnesio, iodio, elementi naturali che contribuiscono a produrre le microflore e a connotare i fanghi di proprietà benefiche. Sgorgano a circa 87° C nelle sorgenti termali del bacino euganeo, come Poggio di Montirone, ad Abano Terme.
Terme e benessere in Italia
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