Figure metriche: quali sono, esempi e differenze con figure retoriche
Nell’analisi di un testo non ci sono solo le figure retoriche, esistono anche le figure metriche. Scopriamone significato, tipologie, esempi.
Nell’analisi di un testo non ci sono solo le figure retoriche, esistono anche le figure metriche. Scopriamone significato, tipologie, esempi.
Il poliptoto o polittoto è una figura retorica diffusa nella lingua italiana, meglio nota come figura di ripetizione o variazione. Scopriamone significato, modalità d’uso ed esempi celebri nelle poesie.
Sapete qual è il difetto sublime dell’uomo? Il pensiero, ecco ciò che distingue l’uomo dall’animale, il vero nocciolo autentico d’umanità. La poesia di Bertolt Brecht ci ricorda il dominio della razionalità dell’uomo sugli eventi esterni. Le sue parole sono un monito che ancora oggi, in un’epoca minacciata da guerre e intelligenza artificiale, non ha perso la sua attualità.
Composta dal chitarrista del gruppo Jimmy Page con testo scritto dal cantante Robert Plant, “Stairway to heaven” è ampiamente considerata una delle più grandi canzoni rock di tutti i tempi e da alcuni come la migliore in assoluto. Scopriamo storia e alcune delle interpretazioni del significato del testo.
Il poeta inglese William Wordsworth, nato a Cockermouth nel 1770, è considerato insieme a S.T. Coleridge uno dei fondatori del Romanticismo. Il suo capolavoro è il poema autobiografico “The Prelude”, che ci restituisce il senso del tempo attraverso l’accumulo di esperienze. Scopriamo la sua vita e le sue opere.
“La guerra di Piero” (1964) di Fabrizio De André è una canzone, ma soprattutto è una storia, che merita di essere raccontata nel suo evolversi. Scritta nei tumultuosi anni Sessanta, mentre infuriavano le contestazioni contro la guerra in Vietnam, è diventata un poetico inno antimilitarista, spesso posto sotto l’etichetta di canzone contro la guerra. È anche un testo molto letterario, nel quale De André cita, tra gli altri, il grande Italo Calvino.
Una poesia di guerra che condanna la guerra, necessaria di questi tempi. “Dulce et decorum est” di Wilfred Owen fu scritta nel 1917, nel cuore della Prima guerra mondiale, e venne pubblicata postuma dopo la morte del suo autore, poeta-soldato. Il tema principale è un’accusa contro la glorificazione della guerra: Owen dipinge un ritratto crudo e spietato della vita al fronte, raccontando anche l’agonia di un compagno soldato che si fa prefigurazione della sua stessa morte.
Nell’ottobre del 2013 lo scrittore Raffaele La Capria pubblicava sul quotidiano “Il Foglio” una memorabile Lettera al lettore che iniziava così: “Caro lettore italiano”. Le sue sono parole che ancora oggi, in tempi critici per l’editoria, fanno riflettere sul rapporto con la lettura nel nostro Paese. Nella sua famosa lettera lo scrittore Premio Strega strillava indignato: “Vergognati! Impara a leggere!”. Parole che, in realtà, celavano un significato più profondo - e non meno urgente.
Non è esattamente una poesia consolatoria, né tantomeno una poesia d’augurio. “La nonna” (1898) di Giovanni Pascoli, contenuta nella raccolta “I Canti di Castelvecchio” (1903), racconta la scomparsa dell’anziana nonna in un parallelismo che vede opporsi infanzia e vecchiaia. Nel “sì” ripetuto dalla nonna, come accettazione del destino, possiamo cogliere un anticipo del solenne “yes I said yes I will Yes” della Molly Bloom dell’Ulisse di Joyce. Vediamo perché nell’analisi.
Sono poche le poesie che narrano la vecchiaia, specialmente nei suoi aspetti meno figurativi e più introspettivi, come la solitudine. Ne parla Alda Merini in questa toccante lirica, “Il sole dei vecchi”, capace di toccare un nervo scoperto della contemporaneità. Cosa possiamo fare per i nostri anziani? A volte il rimedio è in un gesto, come ci suggeriscono le parole di Merini.
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