"Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini

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Il romanzo inizia… "Il viaggio della speranza parole residue, tra le tante in fondo alla giornata. Speranza, penso a questa parola nel buio prende forma. Ha la forma di una donna un po’ sgomenta, di quelle che trascinano la loro sconfitta eppure continuano ad arrabattarsi con dignità”. Siamo ai giorni nostri e le ambientazioni della storia sono Roma, Genova e, in Bosnia, Sarajevo; la protagonista Gemma, vive a Roma, è sposata con Giuliano; con il figlio Pietro intraprende un viaggio nella Sarajevo, post bellica, in una sorta di percorso a ritroso del suo passato. In Bosnia ha vissuto i periodi più intensi del suo amore per Diego “Il fotografo di pozzanghere”, della sua amicizia con il poeta Gojko e della sua ricerca disperata per diventare madre. Altri personaggi dalle molte sfaccettature psicologiche riempiono la scena narrativa: i genitori di Gemma e poi Velida, Sebina, Aska…tutti ricchi di umanità e sofferenze diverse, attraversati da un destino non sempre benevolo nei loro confronti. I temi esistenziali sono minuziosamente sviscerati dall’autrice e vivisezionati quotidianamente, l’amore, la guerra e la morte al centro della vicenda, complessa nello sviluppo degli eventi. Una sorta di tragicità classica aleggia su tutto il romanzo e l’epicità della guerra si dissolve in violenze e distruzioni. Gli uomini assassini, le donne tranciate dalla guerra. “Si sfidava la morte per seppellire la morte”. La descrizione della guerra del 1984 nell’ex Iugoslavia, si connota di: polvere di rumori lontani, della gola roca dei kalashnikov, dei cecchini, dei bombardamenti cetnici, delle truppe regolari della Difesa territoriale bosniaca, delle truppe di malviventi sarajeviti serbi e dei blindati bianchi della Nato. Ma si connota anche di "ombre umane che sfilavano via silenziose come alghe nel mare, di gente lieve come farfalle notturne". Le epigrammatiche riflessioni, le poetiche e dettagliate descrizioni paesaggistiche: “Azzurro e sconfinato come ogni mare, cielo sommerso, acqua che allaga la vista”, “Le isole in basso sembrano una collana di pietre che si sono disgiunte, ma senza mai separarsi dal collo della terra”. Le crude immagini belliche, i sentimenti raccontati e vissuti senza pudori e con dolente accoramento, il fantasioso e immaginifico stile sono le valenze aggiunte dell’essere scrittrice della Mazzantini. Probabilmente, questo libro, è venuto al mondo con le stesse spasmodiche contrazioni viscerali con le quali Pietro è: “Venuto al mondo”.
L’autrice: Margaret Mazzantini è nata a Dublino, in Irlanda. Vive a Roma con la sua famiglia. Ha scritto “Il catino di zinco”, “Zorro”, “ Manola”, “Non ti muovere” (Premio Strega- Premio Grinzane Cavour).
Questo libro è il Vincitore del Campiello Letteratura 2009: ascolta un intenso brano del libro, letto dalla stessa scrittrice durante una presentazione del libro.
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Recensione a cura di

La Feltrinelli
Webster
BOL




