Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico - Luis Sepulveda

Recensione di - 20-11-2012
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Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico - Luis Sepulveda

C’era una volta una coppia di amici per la pelle che si chiamavano Max e Mix. Entrambi vivevano in una casa di Monaco di Baviera “in una strada fiancheggiata da alti ippocastani”. Max era un vivace bambino che amava salire sugli alberi, mentre Mix era un fiero gattone dal petto bianco e dorso nero la cui caratteristica principale era possedere un profilo greco “che metteva in risalto i suoi grandi occhi gialli”. Max e Mix si volevano un gran bene e, compiuti 18 anni, Max era andato a vivere con Mix in un appartamento all’ultimo piano di un palazzo dove il felino, che adorava vagabondare, si sedeva sul davanzale della finestra a guardare tutto quello che accadeva dietro ai vetri. Stupendo esplorare il tetto del palazzo! Era bello, dopo aver fatto le fusa, acciambellarsi ai piedi di Max mentre il suo amico studiava. Del resto si sa che “i veri amici condividono anche il silenzio”.

Le stagioni si susseguivano: ora splendeva il sole, ora la neve scendeva fitta e il grigio acciaio dell’inverno conquistava tutto nella piccola abitazione sotto il tetto. Un brutto giorno però Max si accorse che Mix aveva qualcosa che non andava. La diagnosi del veterinario era stata crudele: Mix era diventato cieco. Il gatto non poteva più salire la scatola della botola sul tetto anche se, grazie all’olfatto e alla buona memoria dei felini, Mix riusciva a trovare senza problemi la lettiera e la scodella del suo cibo preferito. L’udito di Mix era diventato finissimo e una mattina si era accorto di alcuni passettini lievi ma svelti. Un nuovo inquilino abitava nell’appartamento nello scaffale in alto della libreria, un piccolo impertinente, loquacissimo topolino, solamente un po’ vigliacco e terribilmente goloso di cereali gustosissimi e super croccanti.

“Visto che sei un topo messicano, mi piacerebbe chiamarti Mex. Sei d’accordo?”.


Ora Mex sarebbe stato gli occhi di Mix e insieme avrebbero volato da un tetto a un altro, felici perché “sapevano che i veri amici condividevano il meglio che hanno”.

Nel 1996 lo scrittore, giornalista, regista, sceneggiatore e attivista cileno Luis Sepulveda pubblicava Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, due milioni di copie vendute in Italia, uno dei libri più letti degli ultimi anni. Sedici anni dopo, Sepúlveda racconta con garbo e delicatezza un’altra piccola, grande storia d’amicizia, una favola adatta ai bambini di ogni età. Lo scrittore dedica il libro ai suoi cinque nipotini e nipotine e le deliziose illustrazioni di Simona Mulazzani ci descrivono per immagini il rapporto tra personaggi che sembrano opposti ma mai nemici.

“Insisto sull’amicizia come valore supremo”


ha dichiarato Sepúlveda in una recente intervista.

“È difficilissimo scrivere per i bambini, per loro che amano il linguaggio diretto e privo di ambiguità. È una grande sfida, ma io amo le sfide… ”.


Nell’appendice finale Qualche parola su questa storia, lo scrittore rivela che gli sono sempre piaciuti i gatti, perché sono “misteriosi, pieni di dignità e indipendenti”. Non per nulla anni fa un astrologo cinese disse all’autore, che vive ora in Spagna nelle Asturie, che in una vita precedente Luis era stato il gatto preferito del mandarino. Mix, gatto robusto e vigoroso, era il gatto del figlio di Sepúlveda. “Gli ho chiesto tante volte: a che pensi, Mix?”. Ovviamente il vero Mix non ha mai risposto e questa tenera storia desidera rispondere a questa domanda, anzi “vuole essere la voce del silenzio di Mix”.

© Riproduzione riservata

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