Sii bella e stai zitta - Michela Marzano

Perché l’Italia di oggi offende le donne
Nella sua opera Sii bella e stai zitta , Michela Marzano affronta la situazione delle donne nella società moderna italiana. Lungo 18 capitoli, l’autrice si ribella alla condizione e alla visione maschilista che permea le nostre menti, sostenendo come il gentil sesso venga considerato inferiore sin dall’antichità.
Un’involuzione più che evoluzione è quella che si presenta ai nostri occhi oggi: la donna è un oggetto, senza l’uomo non è nulla, è pura forma, schiacciata dal soffitto di cristallo ossia quella barriera ineluttabile e invisibile che non la fa progredire basata sulla discriminazione. La donna non è femmina, termine che si riferisce all’ambiente animale, ma un essere vivente la cui sessualità non è necessariamente legata alla maternità. Stereotipi vecchi quanto il mondo vogliono che le ragazze si sposino, facciano figli, stiano a casa, ma la donna non è solo utero. Michela Marzano si sofferma su diversi argomenti: dalla pillola, alla fiducia in sé stessa, l’adolescenza, l’anoressia, l’amore, la chirurgia plastica, i transessuali e la pornografia mostrando quello che oggi le donne subiscono all’interno di una società permeata da una visione uomocentrica che la pone ai margini. L’Italia presenta al mondo una donna che deve rispecchiare certi canoni di bellezza per risultare attraente agli occhi degli uomini, il suo obiettivo deve essere quello di sedurre. E’ giunta l’ora del riscatto: con questo libro l’autrice vuole risvegliare gli animi delle giovani e meno giovani, renderle coscienti della propria situazione.
Un’opera che si rivolge alle donne, per le donne, che parla di donne dalla bambina alla signora attempata affinchè ci sia un punto di incontro tra il Fare e l’Essere. Accettare la differenza, non rassegnarsi e non tacere: una scossa per tutte coloro che vogliono essere donna. La poetessa, citata nel libro, Wislawa Szymborska, riassume il fulcro di quest’opera con queste parole:
"Nulla è cambiato, tranne il corso del fiume. La linea dei boschi, del litorale, dei deserti e dei ghiacciai. Fra questi paesaggi l’anima vaga, guarisce, ritorna; si avvicina, s’allontana, a sè stessa estranea, inafferrabile, ora certa, ora incerta nella propria esistenza, mentre il corpo c’è, c’è, e c’è, e non trova riparo."

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