Morire dal Ridere - Antonietta Maria Usardi

Una piacevole sorpresa è stata la lettura di Morire dal Ridere di Antonietta Usardi, novità editoriale della 011, scovata grazie all’iniziativa "Corre Voce".
Siamo a Milano, zona Chinatown. La famiglia di Vincent ed Amelia gestisce da molti anni un negozio di oggettistica per suicidi. Come c’è da immaginarsi i clienti non mancano. Poi però si trasferisce in casa loro il piccolo e vivace Robespierre, amante della vita, che con tutto il candore dell’infanzia attua un’operazione di ottimistico sabotaggio all’attività di famiglia, facendo del suo meglio per convincere tutti che il mondo è un luogo meraviglioso.
Il tema accattivante, un negozio per suicidi, mi ha attirato subito. L’idea è originale e divertente. L’autrice riesce a trattare la morte, soprattutto il suicidio, con un misto di ironia e candore che conquista. Vi assicuro che si ride di gusto nel trovarsi in questa sorta di mondo al contrario, dove esistono negozi per suicidi, dove i genitori cercano in tutti i modi di convincere il bambino che la vita è una triste condanna, da cui fuggire il prima possibile, attuando una sorte di educazione al contrario- interrogazioni sulla cronaca nera dei giornali, vedove nere come animali domestici, lugubri storie della buonanotte e chi più ne ha più ne metta, il campionario è vastissimo- mentre il piccolo non ci sente, non ascolta i rimproveri, non si lascia intimorire dalla punizioni e continua imperterrito nel suo intento, ossia insegnare ai grandi che la vita, qualunque vita- persino la più triste, può tornare a sorriderti e fa di tutto per far scappare i clienti, creando situazioni che mescolano sapientemente humor e dolcezza.
La scrittura è agile e ben calibrata, si legge con piacere e il testo scorre via piacevolmente per questa favola per adulti che si muove sul filo del surreale. Di questi tempi un po’ di ottimismo non guasta. .














