Memorie di un rivoluzionario di Victor Serge

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La storia delle grandi rivoluzioni del novecento, raccontate da un protagonista. Nato nel 1890 in una famiglia di rivoluzionari russi, esiliati in occidente, anarchico, condannato a cinque anni di carcere, partecipò in prima persona all’insurrezione di Barcellona nel 1917. (Note di copertina)
Un libro unico. Una testimonianza lucida di un militante attivo e sognatore; fra la prima guerra mondiale, rivoluzione russa, e resistenza per la difesa di Pietrogrado, la lettura attraversa impavidamente avventure realmente vissute ed offerte al lettore con un’immediatezza che assolve appieno il transfert letterario che porta all’immedesimazione. Più che un semplice testo, un vero e proprio documento, dove il punto di forza risiede semplicemente nella straordinaria e minuziosa descrizione dei personaggi. Imbattendosi anche in storici volti, quali Trockij, Lenin, Majakovski, Stalin ed altri che hanno costituito parte attiva nell’umanità, segnando il corso degli eventi. Un libro dalle cui frasi e dai cui dialoghi si capisce dall’interno la struttura gerarchica sovietica del ’900 ed i propri errori, passando prima dalle scorribande con la banda bonnot che costeranno a Serge la prigionia (la tematica della detenzione trova a più riprese, dei pensieri importanti). Condendo il tutto con evasioni, ribellioni e quanto di più vivida letteratura d’azione ci possa essere: la vita vera di un uomo, che ha sacrificato molto della sua esistenza inseguendo degli ideali.
Con un concetto a me molto caro, ovvero quello della prospettiva, molto viene affrontato anche a più livelli sulla totale dedizione che sfocia nell’impegno politico, senza escludere il sacrificio. A mio avviso, un libro imperdibile.

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