Mare al mattino - Margaret Mazzantini

"Faid non ha mai visto il mare, non c’è mai entrato dentro Lo ha immaginato tante volte. Punteggiato di stelle come il mantello di un pascià. Azzurro come il muro azzurro della città morta(...) Vito cammina sugli scogli, scende nelle insenature di sabbia. Si è lasciato il paese alle spalle, il rumore di una radio accesa, di una donna che urla in dialetto"
Si ama o si odia Margaret Mazzantini che è, senza ombra di dubbio, tra le scrittrici più lette del panorama letterario nostrano. La sua penna è intensa e, sin dalle sue prime opere, trascina rapendo il lettore senza chiedere in cambio nessuna cauzione fino all’ultima riga delle sue opere.
Stavolta per Einaudi e non più per Mondadori, la Mazzantini ha dato vita a un ennesimo romanzo furbo e contemporaneo che unisce nelle pagine della medesima opera la storia di due figli, il libico Faid e il sicilianissimo Vito, e di due madri che nel mare vedono il passato, contrapponendosi ai loro ragazzi che in quel mare, in quello stesso tratto di mare, vedono in maniera diversa e da prospettive frontali e lontanissime il futuro. I conquistatori e i conquistati a confronto, vittime di destini diversi allontanati dallo stesso luogo, sguardi opposti che guardano lo stesso orizzonte che può avere colori e speranze diversissime.
“Mare al mattino” è un libro plasmato su tematiche che nei nostri giorni sono fortemente sentite. E’ un libro che cerca di avvicinare due mondi che distano solamente una manciata di acqua salata racchiusa in uno stretto. Due mondi che la storia sembra aver reso inconciliabili, ma che queste pagine uniscono come se fossero due voci dello stesso canto, due versi della stessa poesia. Una storia politicamente corretta come corretta è la scrittura di chi la racconta, come corretta è la penna della grande affabulatrice Margaret Mazzantini.

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