"Le pagine della nostra vita" di Nicholas Sparks

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“Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks è un romanzo che si vorrebbe leggere adagio per il dispiacere che finisca, anche se in realtà non ci si riesce più a fermare fino all’ultima pagina. Questo libro fa riflettere sul tramonto della vita, che ha la sua tenera e valida dimensione solo se è alimentato dai ricordi, senza i quali sarebbe solo il vuoto dell’oblio in un corpo sempre più deteriorato.
L’amore senile dei due protagonisti ha ancora un senso se di quell’amore è rimasta traccia di tutto il vissuto, se la memoria può ricondurre all’incontro, agli affanni, alle scelte, al decisivo ritrovarsi per trascorrere insieme il resto della vita. Il racconto ha inizio in una casa di riposo dove un anziano legge dalle pagine di un diario una storia ad un’anziana signora che si mostra interessata all’ascolto. E’ il racconto del contrastato amore di un ragazzo piuttosto povero e di una giovanissima di buona famiglia. I genitori di lei trovano il modo di allontanrla mentre lui si ostina a scriverle una lettera al giorno, inutilmente, perchè la madre di lei farà in modo che non le vengano recapitate. Passano gli anni e passa la guerra e un nuovo incontro nella vita della ragazza pare aprire un nuovo capitolo. Alle soglie del matrimonio scorge una foto, su un giornale, del suo amore giovanile accanto alla casa, che aveva racchiuso la loro passione, perfettamente restaurata come lei aveva sognato. Tutto si rimette in gioco con nuovi colpi di scena. Solo verso la fine del racconto si riesce a comprendere che altro non era se non il racconto della vita dei due stessi anziani, ricostruita dal marito nell’intento di sconfiggere, almeno in parte, l’Alzhaimer della moglie e risvegliare i ricordi del loro amore. La lettura continua rivelando pian piano ogni fatto e il miracolo avviene, a dimostrazione che la dedizione può più delle cure mediche, ma resta ammantato di uno struggimento tale che, anche a libro finito, ti resta dentro per diverso tempo.
La gioventù e la vecchiaia sembrano alla fine sovrapporsi nello stesso anelito ed è proprio questo che dà l’idea di come il tempo vissuto, pur lungo che si misuri, è un palpito appena, una parentesi appena aperta e già richiusa.
L’autrice di questa recensione è una scrittrice emergente: clicca sul suo nome per conoscerla meglio!
Recensione a cura di

La Feltrinelli
Webster
BOL




