"La pianista bambina" di Greg Dawson
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Molto numerosi sono i libri di memoria dei sopravvissuti della Shoah: la particolarità di questo commovente "La pianista bambina" sta nella rievocazione di fatti, luoghi, vicende, persone ad opera del figlio della protagonista, il giornalista americano Greg Dawson che, dopo aver vissuto quasi un’intera vita senza conoscere la storia di sua madre, finalmente riesce a darle la forza di raccontare, di ricostruire, di rivivere una lunga esistenza, dall’infanzia felice e spensierata in una Ucraina degli anni ’30, piena di cultura, di musica, di speranze, all’arrivo dell’esercito tedesco e delle stragi perpetrate ai danni degli ebrei, ancor prima della soluzione finale del ’42; poi la rocambolesca fuga di Zhanna e Frina, le due sorelle ebree che miracolosamente sfuggono alla strage nella quale perdono la vita decine di migliaia di abitanti del territorio ucraino di religione ebraica, uccisi e bruciati in fosse comuni, tra i quali genitori e nonni delle due ragazzine. Zhanna riesce ad uscire dalla fila che la sta conducendo alla morte mentre suo padre, appoggiandole sulle spalle il proprio cappotto le sussurra:"non m’importa come, ma vivi!". Queste parole e uno spartito di musiche di Chopin che porta sempre su di sè riusciranno a dare a Zhanna, con l’aiuto di sua sorella Frina, due anni più giovane, la forza di fuggire attraverso pericoli inenarrabili, mentre le belve naziste vanno a caccia di tutti gli ebrei fortunosamente sfuggiti alle loro mani. Nascoste sotto i falsi nomi di Marina e Anna Morozova, orfane di un ufficiale russo, le due promettenti pianiste, abituate sin dall’infanzia a studiare pianoforte e ad esibirsi in pubblico, riescono, con l’aiuto di improvvisati amici, a cavarsela. Eccole in un orfanatrofio, poi presso amici compiacenti, poi finalmente, dopo la deportazione a Berlino al seguito di una troupe di artisti, incaricate di intrattenere gli ufficiali nazisti, giungere alla fine della guerra e alla liberazione dal pericolo di morte incombente che aveva accompagnato la loro odissea. Un ufficiale americano in un campo profughi in Baviera cambierà la vita di Zhanna e di sua sorella. Fattosi protettore e mecenate delle promettenti pianiste, Larry Dawson riuscirà in modo rocambolesco a farle giungere negli Stati Uniti.
Il lieto fine di una vicenda oltremodo drammatica premia i lettori di questo romanzo-testimonianza, ricco di buoni sentimenti e di grande umanità, dove la musica fa da leit motiv di tutta la narrazione e nel quale l’eccezionalità del personaggio di Zhanna emerge a tutto tondo affascinando i lettori con una forza staordinaria, di cui il figlio scrittore riesce a ricostruire intatta la dimensione. La musica di Chopin e gli echi dei grandi artisti russi, Rachmaninov, Horowitz ci allontanano per qualche momento da quell’inferno delle barbarie della shoah.










