La cavalcata dei morti - Fred Vargas

"Quella vecchia schiera che fa tanto fracasso non è integra. I cavalli e i loro cavalieri sono scheletri, a cui manca un braccio o una gamba. È una schiera morta mezzo putrefatta, urlante e feroce, incapace di trovare il Cielo. Immaginati lo spettacolo."
Un uomo forte dall’intelletto emotivo, asso nella manica nel suo lavoro, lento, indipendente e anarchico come i migliori investigatori che la letteratura ci ha fatto conoscere. Pelle olivastra e aspetto minuto, quasi anonimo, veste sempre di nero Jean-Baptiste Adamsberg, personaggio nato dall’eccelsa penna di Fred Vargas. Quando la Vargas decide che è Adamsberg, tra i suoi numerosi personaggi, a dover risolvere un caso, apre un mondo fatto di poliziotti, di fermati di testimoni. Un mondo di vite nel quale l’indagine diventa quasi una scusa per poter raccontare altro. L’autrice francese è in grado di affiancare al protagonista delle sue storie personaggi dalla spiccata personalità che non sono solo comparse ma fondamentali coprotagonisti.
Ne "La cavalcata dei morti", la Vargas ha fatto partire la sua storia dalla leggenda medievale della Schiera furiosa secondo cui dei cavalieri spettrali punivano delitti mai scoperti. Ed è per questo (o forse anche perché è molto di moda) che, certamente controvoglia, l’ispettore Adamsberg non svolge la sua indagine a Parigi ma bensì in Normandia. E sarà una delle intuizioni geniali di Jean-Baptiste a trovare il punto comune di due omicidi apparentemente lontanissimi e talmente reali da non avere nulla in comune con la leggenda...

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