La cattedrale del Mare - Ildefonso Falcones

Recensione di - 03-08-2011
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La cattedrale del Mare - Ildefonso Falcones

Il buio Medioevo inizia ad acquistare una luce insperata ed inattesa. Tra profonde ingiustizie sociali, il flagello della peste, le folli dottrine dell’Inquisizione, le guerre, la povertà diffusa, si sviluppa un flebile germoglio di speranza e di libertà. La povera gente sembra riscattarsi costruendo con le proprie mani la cattedrale di Santa Maria del Mar a Barcellona e trovando ispirazione dalla devozione mistica alla Vergine Maria...

La vita di Arnau ripercorre, passo dopo passo, la costruzione della cattedrale del popolo, la chiesa di Santa Maria del Mar in una Barcellona in pieno fermento. Una città che ridà una flebile speranza ai poveri servi della gleba che arrivano fuggiaschi e disperati dalle campagne dove subiscono ogni genere di sopruso da parte dei nobili. Arnau vi giunge in questo modo, ancora piccolo e affamato, con il padre Bernat fuggito dal signorotto che gli ha rovinato la famiglia. Con un periodo di lavoro, infatti, la città promette ai servi della gleba di acquistare quella libertà che sembra un sogno irrealizzabile. Barcellona ridà la vita, ridà la libertà, ridà la speranza alla povera gente che dell’oscuro Medioevo sembra rivedere la luce. Quella luce che ancor oggi viviamo nella città catalana, la luce del mare, la luce che si diffonde nella cattedrale del popolo. Arnau contribuisce fin da piccolo all’esecuzione della grande chiesa trasportando pietre più grandi e pesanti di lui. Attraversa le incredibili insidie del periodo e della città. La fame, i soprusi della nobiltà, le crudeli ed ingiustificate azioni dell’Inquisizione, le guerre, gli attacchi nemici. Perde il padre, instancabile lavoratore che gli ha donato uno sconfinato amore e la vita stessa. Conosce Joan un bambino della sua età che accoglie come un fratello in nome della loro unica speranza: la devozione per la Vergine Maria. Conosce le passioni travolgenti, l’amore sincero della moglie, l’odio della seconda moglie imposta dal re ed infine il vero amore per Mar molto più giovane di lui.

Un grande romanzo storico ambientato nel XIV secolo in una delle più belle città d’Europa che viene descritta nei minimi dettagli, tanto che sembra di percorrerla in lungo ed in largo sui lastricati di pietra, sembra di affacciarsi sulle piazze popolate da povera gente, nei mercati, nei quartieri dove si mescolano razze e religioni così diverse come quella cristiana, quella ebraica e quella musulmana.
Il flagello per antonomasia del Medioevo, la peste, si porta via intere famiglie. L’odio dei cristiani per gli ebrei mette in evidenza quelle tragedie che si ripeteranno in maniera ancor più violenta nel corso della storia. Arnau incarna la libertà ed infatti diventa prima un ottimo soldato, poi un ricco commerciante prima di conoscere la persecuzione dell’Inquisizione dalla quale si salva solo per l’amore di Mar e dello schiavo Guillem. Perde tutte le sue ricchezze ma riacquista gli affetti più cari e la libertà.
Un raggio di sole irraggia il pavimento della grande cattedrale e la colonna in pietra vicina ad Arnau. L’uomo guarda la colonna e pensa alla giovinezza e a quante pietre ha trasportato sulla schiena fino a sanguinare, poi si gira e guarda il volto del figlio sorridere. Riguarda la statua di Maria e ne trae speranza per le generazioni future...

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