Imprinting Love - Mariachiara Cabrini

MariaChiara Cabrini ci presenta del Suo libro "Imprinting Love".
Come è nato il tuo libro?
"Imprinting love" è il primo romanzo che riesco a pubblicare, il mio bambino quasi e la gestazione è stata luuunga. Lo iniziai a 17 anni, ci lavorai, lo abbadonai, lo cancellai, lo maltrattai e lo abbandonai di nuovo. Poi dopo 9 anni su internet esce il concorso della Mondadori "What women write" e mi dico, perchè no? Tentare non nuoce. Ripresi in mano il romanzo lo semplificai - non ero pronta per trame troppo complesse - e lo conclusi finalmente. Lo inviai al concorso e il mio incipit fu pubblicato sul sito della casa editrice, segno che non li aveva schifati troppo. Però non vinsi. Il concorso l’ha vinto una professoressa che aveva già pubblicato prima ed era stata finalista al premio Calvino, ergo, io povera emergente non avevo mai avuto una chance di vincere. Arrabbiata decisi di pubblicare il libro ad ogni costo e lo autopubblicai con Lulu.com. Molte persone però mi dissero che non riuscivano a comprarlo e i tempi di consegna erano lunghi perciò mi guardai in giro e scoprii la Collana rossocuore che cercava romanzi di esordienti, conoscevo una delle curatrici grazie al blog e così inviai loro il mio romanzo. Il mese dopo era stato pubblicato. Ed eccomi qui.
Che genere di libro è?
"Imprinting love" appartiene al genere chick lit, tipo diario di Bridget jones per intenderci, un romanzo rosa con una spruzzatina di giallo. Anna, la protagonist,a è da sempre innamorata del suo migliore amico Marco, ma non ha il coraggio di dichiararsi. Finalmente però, quando la paura di perderlo per sempre a causa di un’altra ragazza supera la sua paura di esporsi, trova il coraggio di cambiare se stessa, di riscoprirsi e di trovare in sè una forza che non cedeva di avere, forza che la aiuterà nel suo piano di conquista. Naturalmente il tutto è condito da situazioni imbarazzanti, monologhi mentali della protagonista che cerca di mentire a se stessa, incidenti misteriosi, fino all’ultimo capitolo, dove con un colpo di scena il punto di vista cambia e scopriremo che la soluzione dei misteri era più inaspettata di quanto credevamo.
Quanto c’è di autobiografico nell’opera? (a questa domanda è assolutamente consentito mentire!!!)
Nulla. Anna forse mi somiglia nella timidezza, ma io sono veramente cinica e realistica, anche troppo a volte, e se fossi stata Anna, alla fine del romanzo avrei dato un bel calcio nelle parti basse a Marco tanto per svegliarlo un pò....Scherzo, però no, non mi rispecchia molto nel complesso.
Quale messaggio vorresti arrivasse ai lettori più di ogni altro?
No so se emerge per chi legge il romanzo, ma Marco e l’amore che Anna prova per lui, in realtà sono più un simbolo che altro, Anna usa questo suo amore non corrisposto per nascondersi e non correre rischi nella sua vita. Non è ciò che prova per Marco che le ha impedito di avere altre storie, ma la sua stessa paura. E durante il libro più volte riemerge questo suo terrore di esporsi e rischiare... Il romanzo è una parabola di come si debba osare nella vita per ottenere ciò che si vuole, e soprattutto per essere ciò che si può essere a pieno. Non importa che Marco ricambi il suo amore in fondo, il vero lieto fine è che al termine del romanzo Anna è una persona diversa da prima, finalmente uscita dal guscio. Non è detto che ciò renda più felici, ma rende certamente più realizzati.
Se vi ho incuriosito, mi raccomando, comprate il romanzo, non ve ne pentirete. http://imprintinglove.wordpress.com/

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