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Giorgia Wurth



"Il simbolo perduto" di Dan Brown



Dopo l’esordio da record ottenuto con l’uscita del 15 settembre negli Stati Uniti (la copertina riporta "Un milione di copie vendute in un giorno), è in arrivo anche in Italia l’attesissimo seguito de "Il Codice da Vinci" e "Angeli e demoni". L’edizione italiana del nuovo libro di Dan Brown sarà disponibile in libreria dal 23 ottobre 2009, anche se già prenotabile online con una percentuale di sconto sul prezzo di copertina (Webster, LaFeltrinelli, Bol.it). Notevole attesa da parte del pubblico italiano, anche dopo il successo ai botteghini delle trasposizioni cinematografiche dei due precedenti bestseller.

Il protagonista de "Il simbolo perduto" è ancora Robert Langdon, professore ed esperto in simbologia. Chiamato a sorpresa come conferenziere al Campidoglio, il professore assiste al ritrovamento di un misterioso manufatto, decorato con cinque simboli. Langdon capisce che l’oggetto è un invito a seguire le tracce del mondo perduto della saggezza esoterica. Quando il suo amato maestro Peter Solomon - importante membro della Massoneria nonché filantropo - viene brutalmente rapito, Langdon realizza che l’unica speranza di salvare Peter è di accettare l’invito dell’oggetto misterioso e seguirlo ovunque lo porti. Langdon si ritroverà immediatamente immerso in un mondo clandestino di segreti Massonici che sembrano trascinarlo verso una sola, inconcepibile verità...

’Il simbolo perduto’ è un capolavoro di narrazione - una corsa mortale attraverso un vero labirinto nel mondo dei codici, dei segreti e delle verità invisibili nei templi di Washington, DC.

Ecco il video di un’intervista rilasciata da Dan Brown al giornalista americano Matt Lauer:

Recensione di Redazione, 5 ottobre 2009
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  • 24 ottobre 2009 23:36, di NUNA

    IL NUOVO LIBRO DI DAN BROWN E UN CAPOLAVORO DI NARRAZIONE. DA DELEO AD AGRIGENTO NE HANNO MESSO A DISPOSIZIONE DEI LETTORI DUBBIOSI UNA COPIA DA LEGGERE IN LIBRERIA. EBBENE DOPO AVER LETTO IL PRIMO CAPITOLO TUTTI L HANNO ACQUISTATO.

  • 21 dicembre 2009 12:03, di manannana

    A parte le 700 pagine di pura noia, le conclusioni sono quelle di vari film e documentari già visti. Nulla di sconvolgente. Nulla di originale. Ormai il fenomeno Dan Brown non è più pareggiabile a quello del Codice da Vinci o Angeli e Demoni. Mi rendo conto che scrivere un racconto sulla massoneria non è semplice. Ciò che emerge e che la fede nel Grande Architetto o Dio dei cristiani può esser corroborata anche da una fede prettamente scientifica, perché in tutto c’è il tutto, ovvero: il soffio della vita!

  • 19 gennaio 10:35

    All’ennesimo libro di dan brown, mi sembra di conoscere parola per parola quello che dirà nelle pagine a seguire. Ripetitivo, oramai sembra aver spremuto la sua vena creativa e dovrebbe dimostrare di saper narrare anche "altro" per non dare l’impressione di scrivere libri "industriali". La sua tecnica è efficace, molto curato nelle ricostruzioni e nelle ambientazioni, ottima la narrativa ma.....non basta più.

  • 22 gennaio 19:32, di JJ

    Appena finito di leggere il nuovo lavoro di Dan Brown... Che dire.. Effettivamente chi ha già letto altri suoi romanzi, può rimanere deluso per la trama e lo stile di narrazione che ormai lo contraddistinguono, però il libro è scorrevole e piacevole. Non ho trovato, come qualcuno ha fatto notare, parti noiose o ’lente’.. Certo non potrà mai definirsi un capolavoro, nonostante sicuramente venderà fiumi di copie, ma per gli appassionati del genere è un volume che, alla faccia delle 600 pagine, si divora in fretta !!!

  • 26 gennaio 22:35, di archeo

    Ho letto con interesse il simbolo perduto di daw brown, pur sospettando, come accaduto nel codice da vinci, la bufala finale. Quindi non sono rimasto deluso. Siamo tutti daccordo nel riconoscere l’ottima narrativa di dawn brown, ma lo siamo altrettanto nel ritenere che i suoi libri si somigliano tutti....anzi sono uno la copia dell’altro. Per essere più precisi possiamo dire che l’autore scrive sempre lo stesso libro, con alcune varianti. I suoi miti non sono miti ed io suoi misteri sono bufale. Ci vuole coraggio a tenere avvinghiato il lettore per 604 pagine per poi svelargli il segreto dell’acqua calda. Ciò detto, se vuole l’autore conservare almeno una parte dei suoi affezionati lettori, consiglio di cambiare genere: evitare promesse di ritrovamento di simboli e rivelazioni di misteri e segreti che non conosce. Se volesse davvero disvelare simboli perduti dovrebbe spiegare tutto l’esistente. Il simbolo ha preceduto il mito e sul mito si è costruita la coscienza umana, specchio della civiltà. E’ una materia questa che non si può spiegare con una narrativa da triller; sarebbe più appropriata la poesia......ma venderebbe meno copie.