Grotesque - Natsuo Kirino

Recensione di - 23-03-2012
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Grotesque - Natsuo Kirino

Pubblicato nel 2012 da BEAT, “Grotesque” della giapponese Natsuo Kirino è uno di quei libri il cui titolo dice tutto o comunque dice molto. Grottesco è infatti lo stesso impianto del romanzo, un’opera corale e accorata che insieme denuncia e descrive una società – quella giapponese – così ingiusta, ipocrita, vendicativa, ridicola, grottesca appunto da generare, anziché persone, mostri dalle sembianze umane. E il termine “mostro” viene usato più volte per descrivere Yurico, una della protagoniste del romanzo, probabilmente la più trasgressiva e incomprensibile, quel genere di carattere descritto in maniera sublime e sfaccettata da cui il lettore fatica a staccarsi anche dopo aver terminato la lettura, perché fondamentalmente non riesce a capire fino in fondo le sue ragioni, i pensieri, le azioni.

Ciò che ha di mostruoso Yurico è proprio la sua straordinaria bellezza: Yurico, infatti, è una di quelle donne che è impossibile non guardare, quelle la cui semplice presenza basta per attirare l’attenzione di tutti, uomini e donne indifferentemente; è la donna per eccellenza, che attira desiderio e invidia con eguale forza, consapevole di avere tra le mani un grande potere – quello sessuale – ma incapace di gestirlo al meglio.
Yurico è quella che tutti definiscono una “mezzosangue”, giapponese per parte di madre, occidentale (svizzera, per la precisione) per parte di padre, prima bambina, poi giovane donna dalla personalità lineare eppure sottilmente perversa, perseguitata da un forte senso di non appartenenza che condizionerà sia che sua vita che quella della sorella maggiore.
Entrambe, infatti, sono condannate a essere eternamente “diverse”: sia in seno alla società giapponese, poiché in possesso di tratti troppo occidentali, sia in seno alle società occidentali, poiché in possesso anche di tratti orientali.
La loro diversità è lampante, visibile perché scritta sul corpo, su un viso che è diverso da quello di entrambi i genitori, e si ripercuoterà sulle loro vite, segnandone i destini. Vera e propria condanna, la diversità dal modello estetico che le circonda dividerà anche le due sorelle, agli antipodi per carattere, sensibilità e ambizioni, animate da un odio reciproco che le porterà a interrompere i rapporti pur continuando a seguire da lontano le rispettive esistenze.
Quando Yurico, ormai adulta, verrà trovata morta, uccisa con ogni probabilità da un suo cliente (la donna infatti, incapace di fare qualsiasi altro mestiere, vedrà come unica strada la prostituzione), sua sorella cercherà di comprendere chi e perché l’abbia assassinata; tanto più che anche Kazue, sua vecchia e poco affascinante compagna di scuola, diventata anch’essa prostituta, verrà ritrovata assassinata nella stessa maniera.

Molto efficace l’espediente letterario della Kirino, che si serve di volta in volta di una diversa voce narrante, in modo tale che il lettore ha l’impressione di conoscere intimamente un po’ tutti i personaggi, anche quelli minori, i quali, descritti da più voci, emergono sfaccettati e complessi come di rado capita nei romanzi ai personaggi secondari.
“Grotesque” è un libro lungo e complesso di cui si potrebbe parlare all’infinito, talmente tanti, e interessanti, sono gli spunti di riflessione che offre; è un romanzo triste, corale e cangiante, in piena tradizione nipponica.

© Riproduzione riservata

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