Gli ingegneri non vivono, funzionano! - Federico Bellucci

di Antonio Canonico - 14-02-2011 

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Il sottotitolo è decisamente la prima chiave ironica del libro: “Per conoscerli meglio, capirli e sapere come evitarli”. Perché dunque capirli meglio? Anni e anni di studio, tra formule, algoritmi, metodologie e progetti, rendono gli ingegneri una “razza” di professionisti distinguibilissima dalle altre a causa della loro primordiale vocazione: la funzionalità. Un bambino smette di vivere quando annuncia ai suoi genitori che da grande vuol fare l’Ingegnere. Deve fornire subito la prova provata di non aver sbagliato scelta. Si specializzano quasi subito i doni: giochi a quiz, “Lego, il Meccano, il Piccolo Chimico”… Anche i videogiochi subiscono un chiaro orientamento: non più “Lara Croft o Fifa 2000” ma ci si divertirà di più con “Autocad 14”.

Uscito fuori dalle mura domestiche, il futuro Ingegnere è pronto a “funzionare” ma non a vivere. Lo dimostra il senso dell’umorismo. Più corretto è scrivere il non senso dell’umorismo. Anche con le ragazze il neo ingegnere è impacciato, inibito, goffo… Dopo svariati anni passati con la testa sui libri, gli approcci col sesso opposto sono spesso disastrosi oppure di scarso interesse per averlo sostituito con gadget, computer e modelle virtuali sul proprio desktop. E l’ingegnera? Per affermarsi, la donna Ingegnere deve sudare le famose sette camicette per uscire “dal periodo pre-femminismo e lottare contro una lunga lista di stereotipi”. Viene quindi tracciato l’identikit del futuro professionista. “Non ha vita sociale (può dimostrarlo matematicamente)” ma ride alle barzellette sui matematici, conosce tutte le funzioni della sua calcolatrice tascabile ma non ricorda come fare una divisione a mano… E quale sarà il loro look? Chi sarà la moglie dell’Ingegnere, come sarà il loro rapporto di coppia, e.. quanti i figli? Sempre due. L’ingegnere ha letto l’ultimo rapporto sulle nascite dell’Istat: la famiglia italiana ha, in media, 1,73 figli. Gli Ingegneri sono poi etichettati dall’avere un marchio infamante: hanno la “laurea della prostituta” in ambito delle scienze tecniche. A differenza di altri laureati possono ricoprire ogni mansione loro assegnata perché si impongono di funzionare ad ogni costo.

Ma alla fine, chi sono veramente gli Ingegneri? Troverete numerose risposte a questa domanda e soprattutto 25 motivi per cui è bello essere Ingegneri. L’ironia sottile dell’autore spesso si intreccia con aneddoti, vere e proprie perle di umorismo che fanno del libro uno strumento di divertimento fino “a versare lacrime” e, al tempo stesso, “a comprenderli “per ciò che realmente sono”.

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