Franco Forte
Pubblicato il 09-10-2010 da

Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi ‘Carthago’, ‘La Compagnia della Morte’, ‘Operazione Copernico’, ’Il figlio del cielo’ e ‘L’orda d’oro’ (da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan), tutti editi da Mondadori, e ‘La stretta del Pitone’ e ‘China killer’, rispettivamente per Mursia e Tropea. Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie ‘RIS – Delitti imperfetti’ e ‘Distretto di polizia’. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books ‘Il Prontuario dello scrittore’, un manuale di scrittura creativa per esordienti. ‘I bastioni del coraggio’ è il suo nuovo libro, in uscita il 2 novembre sempre per Mondadori.
Franco, intanto ti do il benvenuto a quella che non sarà la solita intervista chilometrica, ma solo 4 chiacchiere contate.
Grazie a te per le quattro chiacchiere, allora.
Prima chiacchiera: Nel leggere quella che tu chiami ‘bibliografia essenziale’ sul tuo sito ho
avuto un mancamento. Hai pubblicato una valanga di libri. Quello che mi pare di capire è che
ti mantenga in bilico fra due generi: il thriller e il romanzo storico che, in questi ultimi anni, ti
sta dando grandi risultati. È questa la tua strada?
Ma sai, il thriller, il giallo, la spy story li vivo tutti i giorni non solo attraverso i romanzi (ultimamente soprattutto la serie di Stal che esce con Segretissimo Mondadori, e i cui diritti di sfruttamento cinematografico mi sono stati acquistati da Dino De Laurentiis), ma anche quando devo scrivere il soggetto per una puntata di ‘RIS - Delitti imperfetti’, per esempio. Sono meccanismi narrativi che coltivo da moti anni, e che mi sono particolarmente congeniali. Tanti mi chiedono un seguito di ‘La stretta del Pitone’, un romanzo che io considero fra i miei migliori, anche se l’editore che l’ha pubblicato non l’ha promosso granché, e probabilmente fra qualche anno riuscirò a trovare il tempo per scriverlo. Lo storico, invece, è una passione che avevo fin da ragazzo, e che solo dal 2000 si è consolidata in una serie di romanzi che raccontano le gesta di grandi condottieri (Gengis Khan, Annibale, Scipione l’Africano), di grandi momenti della storia (la battaglia di Legnano) e di un mondo passato che affascina ancora molti contemporanei (la Milano del 1550 di ‘I Bastioni del Coraggio’). Quindi le due strade proseguono parallele (a gennaio 2011, infatti, uscirà il secondo romanzo di Stal in Segretissimo, e in aprile, per gli Omnibus, il nuovo storico, un libro su uno dei personaggi più affascinanti e controversi della storia: Nerone), ma credo ben presto ci sarà modo di vederle riunite in un unico contenitore: ho scritto in fatti un thriller storico, ‘La notte degli Umiliati’, che racconta le indagini del Notaio Criminale Niccolò Taverna, nella Milano del 1500, in lista d’attesa per ritagliarsi uno spazio in libreria fra le tante cose che sto pubblicando.
Seconda chiacchiera: A proposito di thriller e storia, sta per arrivare nelle librerie la tua
ultima fatica ‘I bastioni del coraggio’ pubblicato da Mondadori, in cui i due aspetti si
coniugano a meraviglia. Cosa ti ha spinto a scegliere come ambientazione il 1548 nella Milano
della peste e dell’Inquisizione?
Si tratta di un momento della storia di Milano che pochi hanno descritto. E’ il periodo della
dominazione spagnola in Italia, di Carlo Borromeo, delle più terribili epidemie di peste (ben più
micidiali di quella di manzoniana memoria), e di condizioni di vita così dure ed estreme che solo i
più forti e determinati (oltre ai potenti) erano in grado di sopravvivere. Ho studiato per anni questo
periodo storico, accumulando moltissimo materiale di grande interesse, e la mia intenzione è di sfruttarlo per continuare la saga dei personaggi di ‘I Bastioni del Coraggio’, con altri romanzi che
seguiranno a questo, in arrivo in libreria dal 2 novembre 2010.
Terza chiacchiera: ‘I bastioni del coraggio’ è la storia di una resa dei conti fra Ludovico de Valois, arrogante e feroce vicario del Capitano di Giustizia e Fulvio Alciati, coraggioso soldato di ventura. Giocano un ruolo fondamentale due donne altrettanto caparbie: la bella Mariangela Comencini, accusata di stregoneria e la giovane Anita Polidori, preda del comandante al quale però rifiuta di arrendersi. Dove trovano la forza di combattere e tentare di sottrarsi a un destino così pesante per loro? Quali sono le figure femminili che più ti affascinano, che siano esse personaggi letterari oppure donne in carne e ossa?
Mi verrebbe da dire che tutte le figure femminili mi affascinano! A parte gli scherzi, nei miei romanzi le donne hanno sempre un ruolo centrale. In Gengis Khan era Borte, la coraggiosa moglie del temibile imperatore mongolo, la sola che sapesse tenerlo a bada; in ‘La compagnia della morte’ è Angelica Concesa, una moderna eroina calata negli eventi drammatici che portarono allo scontro fra le truppe di Alberto da Giussano e il sacro Romano Impero, guidato da Federico I il Barbarossa; in ‘Carthago’ è Himilce, la sposa-guerriero che accompagna e sostiene Annibale nella sua logorante guerra durata 16 anni contro Roma, capace di risorgere ogni volta dalle sue ceneri. E così, anche ne ‘I Bastioni del Coraggio’ i ruoli femminili sono di primo piano. Anzi, per una volta non si tratta di comprimari, di “spalle” agli eroi maschi, ma di vere e proprie protagoniste del romanzo e della vicenda, che trascinano il lettore (e spero anche le lettrici) verso l’epilogo del libro, fatto di un tumulto di passioni, emozioni e intricati rapporti umani. Senza le donne, i romanzi storici parlerebbero solo di battaglie; così sono più vivi, più veri, più vicini a noi e alle nostre emozioni.
Quarta chiacchiera: Sei il direttore di Writers Magazine Italia, rivista letteraria che si
occupa spesso di letteratura giovane, oltre che promotrice di iniziative rivolte proprio agli
aspiranti scrittori. Che idea ti sei fatto delle nuove correnti letterarie in Italia? C’è speranza
per i lettori di ritrovare negli esordienti pubblicizzati e promossi, veri talenti, e per i talenti
reali di trovare un editore disposto a investire, oppure dobbiamo pensare che la Avallone
e Paolo Giordano siano quanto di meglio abbia da dire al momento la narrativa italiana?
Giovani che scrivono ce ne sono tanti. Giovani che scrivono bene, molto pochi. Perché questo? Spesso per trascuratezza, per la voglia di arrivare subito a un risultato senza capire, senza leggere, senza studiare, come se scrivere fosse solo una questione di talento. A volte è così, ma nella stragrande maggioranza dei casi no: il più delle volte occorre impegnarsi a fondo, prima di raggiungere dei risultati, occorre conoscere i meccanismi contorti e imperscrutabili dell’editoria, occorre studiare a fondo le tecniche della narrativa, per consentire al proprio talento di ritagliarsi il suo spazio e farsi notare. Ma ormai c’è voglia di avere tutto subito, così i dilettanti allo sbaraglio si lanciano ovunque sia possibile, e sommergono le case editrici di materiale difficile da valutare con obiettività, perché impostato secondo canoni troppo lontani da quello di cui gli editori hanno bisogno. Per questo ho dato vita alla Writers Magazine Italia, una rivista che cerca di dare agli esordienti tutti gli strumenti da usare per scardinare i chiavistelli dell’editoria ufficiale, e fare il grande salto verso la libreria. Tanti ci stanno riuscendo, anche se la strada per arrivare in cima è davvero lunga e perigliosa.
Questa era l’ultima chiacchiera: non mi resta che salutarti e ringraziarti per aver accettato il mio invito, facendoti molti in bocca al lupo per il tuo futuro. Se vuoi lasciare un messaggio al mondo intero, qui puoi farlo.
Grazie a te e a tutti coloro che ci hanno letto. Il mio “messaggio al mondo” è semplice e diretto: leggiamo, ragazzi. Qualsiasi cosa, qualsiasi tipo di narrativa, ma leggiamo. Soprattutto chi aspira a fare lo scrittore, se lo metta in testa una volta per tutte: non si arriva da nessuna parte, se prima non si sono lette montagne di libri. Libri scritti da altri.
Vai alla pagina dedicata al nuovo libro di Franco Forte: http://www.sololibri.net/I-bastioni...









