Cose che nessuno sa - Alessandro D’Avenia

Dopo aver riempito gli scaffali di tutte le librerie d’Italia, e non solo, con il suo primo romanzo “Bianca come il latte rossa come il sangue”, ritorna il giovane professore palermitano Alessandro D’Avenia con il suo nuovo romanzo “Cose che nessuno sa”, sempre edito dalla Casa editrice Mondadori.
5000 ore, 1000 giorni, 5 anni: sono questi i numeri che un giovane professore di italiano e latino, ancora precario ma innamoratissimo dei libri e dell’insegnamento, presenta ai suoi studenti il primo giorno di liceo. Sono questi i numeri che separano gli studenti dal traguardo del diploma.
Tra gli alunni della nuova classe, c’è anche la protagonista di questo romanzo, Margherita, che, nonostante i suoi quattordici anni, porta con sé già un grande dolore: suo padre ha lasciato la famiglia, comunicandolo semplicemente con un messaggio nella segreteria telefonica del telefono di casa. Come diceva Giustiniano “nomina sunt consequentia rerum” (Institutiones, libro II, 7, 3), il destino è nel nome e Margherita in latino significa “perla”, glielo ripeteva sempre suo padre: la perla nasce nell’ostrica dalla ferita inflitta da un predatore. Margherita dovrà lasciarsi alle spalle la stagione dell’infanzia e dovrà aprire il suo cuore e la sua anima al futuro, alla vita reale. Come Telemaco nell’Odissea, Margherita si metterà alla ricerca del padre. Il cammino non sarà facile, “ci sono cose che nessuno sa”, nonostante la presenza e l’affetto della madre, del fratello e del nuovo amore Giulio.
Ho affrontato la lettura di questo romanzo con la speranza di ritrovare gli stessi sentimenti che il romanzo d’esordio di D’Avenia mi aveva suscitato. Devo dire che le mie aspettative non sono state deluse e che questo libro l’ho letteralmente “bevuto”. Una storia semplice ma che può capitare ad ognuno di noi. Una scrittura chiara e veloce tipica di Alessandro D’Avenia. Un ritorno ai tempi del liceo, che a differenza dell’università, nessuno di noi può dimenticare. Da leggere.

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1 Commenti all'articolo
Stupefacente! non avrei mai pensato che questo libro mi avrebbe fatto sorridere e piangere allo stesso tempo, mi ha dato grandi emozioni. E’ proprio vero che il rapporto tra genitori e figli è sempre travagliato, e l’amore dove lo mettiamo? grande veramente grande. Bravo Alessandro.