Controcorrente - Joris Karl Huysmans

di Maria Antonietta Vargiu - 16-01-2012 

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Tra i classici della letteratura ottocentesca, consiglio vivamente la lettura di Controcorrente di Joris Karl Huysmans. L’autore, di origine olandese, è stato amico di altri celebri scrittori a lui contemporanei come Emile Zola o Charles Baudelaire e di loro raccoglie le note intense ereditate da un certo naturalismo, ma anche dal decadentismo dell’epoca e, in qualche modo, ancora attuali.

Benché scritto nel 1884, Controcorrente è un romanzo moderno innanzitutto nella trama, che racconta la psicopatologia quotidiana di un uomo estremamente solo, stanco e nauseato dalle efferatezze della società nella quale vive. Attuale è anche l’impianto narrativo del racconto in cui si muove il protagonista, descritto insolitamente lungo il filo dei pensieri e ricordi piuttosto che delle azioni.

Des Esseintes è un personaggio ricco, eccentrico, esagerato e stravagante, afflitto dai propri eccessi e dalle sue stesse aberrazioni. Dopo un’infanzia e un’adolescenza trascorse in un apatico clima disaffettivo, D. si allontana da Parigi per vivere in un luogo appartato, in completo isolamento, per riscattare in tal modo una vita dalla quale non si aspetta più nulla. Donne, vizi, lusso e desideri lo hanno sfibrato fin troppo nel corpo e nell’anima, perciò con rinnovato entusiasmo D. riverserà avidamente il suo interesse su letture proficue e coltissime, sull’arredamento, discutibile e bizzarro, su estetica, pittura e viaggi (o pseudo tali), sulla religione e molto altro ancora, senza mai ricavarne soddisfazione, soltanto profonda amarezza. Gli inutili tentativi di colmare il grande vuoto della sua esistenza con una ricerca spasmodica e improduttiva, si traducono per lui in dolore fisico: D. giunge a somatizzare i propri mali alternando fasi di completa prostrazione a periodi di allucinazioni olfattive, uditive, sudorazioni, visioni terrificanti e brevi apparenti momenti di vigore. L’unica cura, la sola possibile è il ritorno alla vita.

Le descrizioni sono stupefacenti, realistiche, immediate, raccontate con dovizia di particolari; il linguaggio rappresenta poi la novità, assume connotazioni forti: abbondano aggettivi, assonanze, ridondanze e una varietà di interessanti figure retoriche conferiscono colore, ritmo e vivacità, ben lontano da una rappresentazione di pedanteria o di sterile erudizione. Non mancano aforismi, aneddoti, citazioni a rendere piacevolissima la lettura del romanzo, che culmina a tratti in uno stile tragicomico e lieve. In fondo è la parodia di un uomo insicuro, turbato, agitato, afflitto da un sottile mal di vivere in una forma inconsueta, stretto nella morsa dei suoi tempi a ben vedere proprio come accade oggi.

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